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PARLA MARCO TRAVAGLIO

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DEAD BERLUSCONI WALKING

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Testo:

Buongiorno a tutti, facciamo una cavalcata tra le varie notizie che affollano i nostri pensieri a causa dell’affollamento sulle prime pagine dei giornali e sulle copertine dei telegiornali, per cercare di capire se c’è una logica in questo guazzabuglio. Secondo me c’è una logica: il punto di partenza è un rapporto rivelato dall’Espresso del Consiglio d’Europa nel quale si mette il dito sulle piaghe della giustizia italiana, su quelli che sono i veri problemi della giustizia italiana e che sono, secondo la Corte europea di giustizia del Consiglio d’Europa, le ragioni per cui poi viene condannata l’Italia per denegata giustizia.

La non giustizia italiana (espandi | comprimi)
Per quale motivo, perché fa troppe intercettazioni? Perché si arresta troppo? Esattamente il contrario, perché c’è troppo lassismo, troppa impunità, troppe leggi che portano impunità, prescrizione troppo breve, la prescrizione assurda perché continua a decorrere anche dopo la condanna in primo grado in appello, nonché dopo il rinvio a giudizio, la possibilità infinita di fare ricorsi senza pagare mai pedaggio, infiniti formalismi che sono la pacchia degli avvocati Azzeccagarbugli, soprattutto di imputati colpevoli, le condanne che anche quando diventano definitive, le rare volte non vengono eseguite, la famosa certezza del diritto e la famosa certezza della pena.
Se voi leggete i giornali di questi giorni, vi faccio soltanto alcuni esempi perché c’è veramente da divertirsi, scoprirete che il problema in Italia è che i giudici sono dei nababbi, indovinate da dove arrivano questi titoli? L’oro dei giudici, pronti a paralizzare l’Italia con una serie di scioperi per evitare la loro parte di sacrifici, ecco i danni che fanno, guadagnano 5 volte gli statali, hanno ancora la scala mobile, in 3 anni il loro stipendio è salito del 17%, la vita in discesa dei Magistrati, Belpietro, Libero, pagina interna ancora più forte, la dolce vita dei magistrati, stipendi d’oro, carriera garantita, supervacanze, dicono di battersi per il funzionamento dei tribunali, ma difendono i loro privilegi e rendono la nostra giustizia la più cara e la meno efficiente d’Europa. Quindi abbiamo dei giudici nababbi che non lavorano, ce lo spiegano in tutte le salse gli articoli dei giornali del centro-destra nei quali si racconta addirittura il privilegio, scrive questo Giordano su Libero, il privilegio dei magistrati è che possono andare in pensione a 75 anni, forse non sa che questa norma l’ha introdotta Berlusconi nel 2003 quando sperava di ingraziarsi i giudici della Cassazione che dovevano spostargli il processo.
Un magistrato ha scritto a Corrado Augias su Repubblica e gli ha detto “caro Augias chiedo di non pubblicare il mio nome, appartengo alla più impopolare categoria, sono un magistrato e vorrei dire due parole sui nostri stipendi, non guadagno 5 mila Euro al mese, né alcuna delle altre folli cifre che ho letto in questi giorni. Sono in magistratura dal 1999, oggi il mio stipendio netto è pari a 3.600 Euro all’incirca. Certo è una cifra decorosa ma si tratta anche di un lavoro delicatissimo, preciso che lo stipendio è comprensivo di tutto, i turni del sabato e delle domeniche, i fine settimana passati a preparare l’udienza, la stesura delle motivazioni delle sentenze anche in pieno agosto, circa 10 ore al giorno, vado in ufficio con la mia macchina, compro i libri per il mio mestiere, pago la rata del mutuo, la scuola e i vestiti ai figli, l’assicurazione professionale, il materiale di cancelleria, l’assistenza informatica. Il Ministero ha tagliato i fondi, ci vogliono circa 7 giorni perché arrivino i tecnici del Tribunale, tutto nei 3600 Euro, nessun benefattore che elargisca a mia insaputa, nessun arrotondamento con arbitrati, consulenze o che sia, non faccio 2 mesi di ferie all’anno.
Come tutti i colleghi che ho conosciuto faccio sacrifici per non deludere le aspettative che ripongono in me, so che in ogni dossier che maneggio ci sono esseri umani che aspettano una cosa difficile: giustizia, infliggo gli stessi sacrifici a chi mi sta vicino, sottraggo tempo ai miei figli, tutto per un lavoro che sognavo di fare fin da bambina, è una donna questo magistrato, si dà il caso che quel lavoro sia uno dei poteri dello Stato, voglio quel rispetto che mi guadagno lavorando onestamente tutti i giorni”.
Lettera sempre a Repubblica di un cancelliere “ho letto la lettera pubblicata ieri su Repubblica del Magistrato che parla del suo stipendio, vorrei precisare che la sua è una condizione ottimale rispetto a quella del personale amministrativo, che sta ancora peggio e che svolge un lavoro altrettanto delicato, sono un cancelliere, lavoro nell’Amministrazione dal 1977, il mio stipendio è 1600 Euro, anche io vado in ufficio con la mia macchina, compro i codici con i miei soldi, pago la rata del mutuo e i vestiti per i figli, anche io pago l’assicurazione professionale, compro le penne, i post- it, tutto quello che necessita per la mia attività.
Sono costretta, a comprare insieme ai colleghi la carta igienica e il sapone per le mani, sarebbe auspicabile che i media si occupassero del personale amministrativo della giustizia, senza il nostro lavoro le sentenze, i provvedimenti dei giudici rimarrebbero semplicemente carta straccia”.
Questi sono i nababbi che oltre a guadagnare cifre spropositate, non lavorano, questo ci raccontano sui giornali del centro-destra, perché? Perché adesso il governo sta tagliando un altro 30% sugli stipendi dei magistrati e immaginate cosa significa questo taglio per il magistrato di prima nomina che guadagna naturalmente pochissimo perché è arrivato all’inizio e come si fa a invogliare ancora qualche giovane laureato in giurisprudenza a andare a fare un mestiere così rischioso e nello stesso tempo così screditato per le campagne di stampa e così mal remunerato quando avremo i tribunali e le procure vuote, soprattutto nel sud perché nessuno ci vorrà andare, ci domanderemo a che gioco stanno giocando questi signori, per conto di chi stanno facendo questa guerra perché in questa finanziaria se c’è uno slogan è che i ladri continuano a rubare e le guardie pagano anche per conto dei ladri perché ai ladri non viene tolto un Euro, mentre alle guardie, intese come magistrati, personale amministrativo e forze dell’ ordine, vengono segati di brutto i compensi!
E’ vero che non fanno niente questi signori, perché se fosse vero sarebbe giusto levarglielo, non tagliarglielo lo stipendio, cosa dice il rapporto Cepei che è una diramazione del Consiglio d’Europa? E’ un rapporto che si riferisce a due anni fa, quindi lo possiamo considerare attualissimo, è l’ultimo aggiornato rapporto sull’efficienza e i parametri di compenso dei magistrati rispetto a quello che guadagnano e a quello che fanno.
Nonostante la propaganda che ci raccontano, i nostri magistrati sono i primi in Europa per produttività, ogni anno riescono a chiudere oltre 1.150.000 processi per reati seri, i cosiddetti delitti, mentre in Germania ne chiudono 864 mila, in Francia 655 mila, la metà rispetto all’Italia, in Russia 437 mila, 388 mila in Spagna, 1/3 rispetto a quello che chiudono i nostri magistrati, eppure ogni giorno nel nostro paese quasi 500 vittime di reati restano senza giustizia, perché? Non perché i colpevoli non siano stati trovati, ma perché il loro reato cade in prescrizione.
Ci sono varie magagne della nostra giustizia che sono esattamente opposte rispetto a quelle che ci vengono raccontate, troppo garantismo, troppi formalismi, troppi marchingegni utili per tirare in lungo e per farla franca, e alla fine si arriva al problema e cioè che per esempio la Corte Suprema degli Stati Uniti fa 120 processi all’anno e la Cassazione fa 100 mila processi all’anno, perché? Perché da noi ricorrere in Cassazione non costa praticamente nulla, ci fosse la possibilità della reformatio in peius della condanna, ti condannano a 3 anni, tu fai l’appello, l’appello è infondato? Te ne danno 4, così ti passa la voglia di fare appelli dilatori se non sai di avere proprio ragione, ragione, oppure lasci una cauzione, oppure lasci la cauzione e c’è il rischio che di riformino in peggio la sentenza di condanna, cosa che da noi se fai ricorso tu, contro la tua di sentenza, non c’è la possibilità che ti peggiorino la sentenza precedente, c’è soltanto se il ricorso lo fa anche il pubblico Ministero e quindi ricorrere a te non costa niente, intanto guadagni tempo perché la prescrizione continua a correre, basterebbe mettere la cauzione, la reformatio in peius e vedreste che si segherebbero di brutto tutti i ricorsi infondati, i processi durerebbero meno, la prescrizione non scatterebbe più con questa frequenza e avremo molto reati impuniti in meno e molte vittime di reato soddisfatte in più!
Ma da noi di questo non si parla, non è all’ordine del giorno, sapete cos’è all’ordine del giorno? L’ha rivelato Gianantonio Stella, è nato, grazie al Ministro Alfano l’organismo indipendente di valutazione della performance di chi? Degli alti dirigenti ministeriali, è un organismo di 3 membri che deve monitorare il funzionamento complessivo del sistema della valutazione della trasparenza e integrità dei controlli interni e elaborare una relazione annuale, comunicare tempestivamente le criticità riscontrate ai competenti organi interni di governo e di amministrazione, nonché alla Corte dei Conti, validare la relazione sulla performance, garantire la correttezza dei processi di misurazione e valutazione, nonché dell’utilizzo dei premi nel rispetto del principio di valorizzazione del merito e della professionalità e via burocrateggiando, è una Commissione che decide chi è bravo e chi no, è la meritocrazia.
Chi è il personaggio che Angelino Alfano ha infilato in questa Commissione di 3 membri, gli altri due sono Angelo Gargani ex giudice, fratello del parlamentare di Forza Italia Peppino Gargani e l’altro è il Sen. Angelo Giorgianni, chi non si ricorda Angelo Giorganni già costretto a dimettersi da un governo Prodi perché era un magistrato però faceva il sottosegretario e poi fu coinvolto nei cosiddetti veleni del caso Messina.
Oltre a questi due il terzo è un certo Calogero Casesa detto Lello che sarà sicuramente un genio, scrive Gianantonio Stella, compaesano naturalmente di Alfano, è agrigentino, sul sito Internet Sicilia24h.it e stando anche a quello che scrive Peppe Arnone storico combattente delle battaglie ambientali contro l’abusivismo nell’agrigentino, Avvocato Arnone, questo Lello Ceresa chi è? E’ noto alle cronache locali come impiegato alla Provincia di Agrigento, ex Consigliere comunale di Forza Italia, Presidente della sagra Mandorlo in fiore, ma soprattutto eccellente suonatore di Friscalettu nel gruppo folcloristico Valle di Acragas, cos’è il Friscalettu siciliano? E’ lo zufolo che scrive Gianantonio Stella, spicca tra gli strumenti tradizionali che accompagnano danze come abballu senza sballu e cantu senza scantu picchi sugnu contento e la testa all’aria va!
Il suonatore di zufolo, amico di Alfano dovrà valutare chi è bravo e chi no al Ministero della Giustizia e quindi se Dio vuole abbiamo finalmente un po’ di meritocrazia in questo settore delicatissimo che è l’amministrazione della giustizia.


Napolitano, l'incorreggibile (espandi | comprimi)
Intanto mentre Alfano si dedica allo zufolo e dire che di trombettieri non è che ne manchino in questo periodo intorno al governo, ne sono mai mancati per la verità, il Capo dello Stato cosa fa?
Dice che quando Ciampi si riferisce al tentato golpe del 1993, la notte delle stragi quando i centralini di Palazzo Chigi andarono in tilt, si temette il colpo di Stato politico – mafioso, sono storie vecchie dice, è un passato oscuro, sono cose di 17 anni fa, ricorda un po’ questa risposta quell’altra che gli diedero quando esplose lo scandalo della cricca, qualcuno gli disse: sta tornando Tangentopoli? E lui disse: chiedete a altri.
Dopodiché mentre in Parlamento venivano avanti le norme anti – intercettazioni, invece di fare quello che ha detto che bisogna fare da parte di un Capo dello Stato, astenersi da qualsiasi intervento mentre il Parlamento sovrano legifera, questo dovrebbe fare il Capo dello Stato secondo quello che dice la Costituzione e anche secondo quello che ha sempre detto lui, quando il Parlamento lavora, il Capo dello Stato tace, perché? Perché poi spetta al capo dello Stato alla fine quando la legge viene approvata dal Parlamento, promulgarla o respingerla al mittente con un messaggio motivato alle camere Art. 74 della Costituzione, Napolitano chiede, ovviamente soluzioni condivise, questa è una specie di disco rotto, come se una norma, solo perché è condivisa, fosse buona, poi dice di auspicare un testo più accettabile, più accettabile? Cosa vuole dire? Vuole dire che sai che è inaccettabile e chiedi che diventi un po’ meno inaccettabile? Ma può esistere un testo meno inaccettabile o più accettabile? Può esistere una porcata un po’ meno porca? Qui abbiamo un gigantesco letamaio, qualcuno deve tirare su qualche cucchiaino di letame, portarlo via e poi il letamaio diventa una sacker torte? Diventa più accettabile un letamaio solo perché qualcuno ha asportato qualche cucchiaino di sterco? Domande che naturalmente resteranno senza risposta, come quella che viene sempre fatta al Capo dello Stato: ma si è accorto che c’è l’Art. 74 della Costituzione che le consente di rimandare indietro le leggi che non le piacciono? Non solo quelle incostituzionali, quelle è obbligatorio mandarle indietro, stiamo parlando anche di leggi che non le piacciono come hanno fatto decine di volte Cossiga, Pertini, Ciampi e tutti i Presidenti della Repubblica, tranne lui, Scalfaro, risposta: i professionisti della richiesta al Presidente della Repubblica di non firmare, sono numerosi, ma molto spesso parlano a vanvera! Io comunque non ho niente da dire! Intanto hai detto.
Nel giorno in cui Berlusconi diceva che la Costituzione è orribile e cattocomunista e che fare le leggi con questa Costituzione è un inferno, invece di spiegare a Berlusconi che lui non fa le leggi perché lui è il Capo del Governo non è il Parlamento, invece di spiegargli che la Costituzione la deve rispettare perché ha giurato sulla Costituzione nelle mani del Capo dello Stato, quest’ultimo con chi ce l’ha? A chi dice che parla a vanvera? A quelli che gli ricordano un articolo della Costituzione, che gli impone di non promulgare le leggi incostituzionali come lo è, a detta di tutti i costituzionalisti degni di questo nome, compresi alcuni ex Presidenti della Corte Costituzionale come Zagrebelsky, Onida e altri, bene lui se la prende con quelli che gli dicono: non firmare, che gli ricordano un potere che gli è conferito dalla Costituzione, lo so che per il Presidente firma tutto quell’Art. 74 è un fastidio, infatti si innervosisce ogni volta che c’è quella legge vergogna si innervosisce perché dice: porca miseria adesso mi tocca spiegare perché la firmo!
Sarebbe meglio se dall’Art. 73 si passasse al 75 come negli alberghi, avete notato che negli alberghi la stanza N. 113 o 117 di solito non c’è, si passa dalla 112 alla 114 e dalla 116 al 118, perché? Perché nessuno vuole andare per scaramanzia nella stanza dove c’è il 17, qui c’è questo 74 maledetto, gliel’hanno scritto a posta i padri costituenti, per metterlo in imbarazzo, in difficoltà, bisogna abolirlo, altrimenti si innervosisce ogni volta, se la prende con chi gli dice di non firmare, invece di prendersela con chi sta approvando una legge che lui stesso evidentemente giudica allucinante perché ne chiede una un po’ più accettabile!
Siamo talmente abituati al peggio che ci stiamo abituando anche alla logica del meno peggio, della riduzione del danno, infatti avete visto che recentemente i Senatori Gasparri e Quagliariello avevano inserito nella legge sulle intercettazioni un codicillo che stabiliva che non era più obbligatorio arrestare le persone per molestie sessuali lievi, praticamente la violenza sessuale diventa una questione di centimetri, dipende, la modica quantità consentita di violenza sessuale, dopo che abbiamo introdotto questo principio nell’evasione fiscale e nel falso in bilancio con le quote di non punibilità, vedrete che prima o poi si arriverà alle quote di modica quantità di violenza sessuale o di leggi vergogna, un po’ alla volta, un po’ più accettabile, un po’ meno inaccettabile!
Intanto la Corte costituzionale bocciava l’ennesima legge incostituzionale che faceva parte del pacchetto sicurezza del luglio 2008, il primo, quello appena Berlusconi tornò al governo fece subito il pacchetto sicurezza, nel quale c’era l’aggravante della clandestinità, il reato commesso dall’immigrato clandestino, viene punito più severamente di quanto non lo sarebbe se lo stesso reato fosse stato commesso da un cittadino italiano, è una delle tante leggi razziali che sono entrate nel nostro ordinamento negli ultimi due anni, è stata regolarmente promulgata dal Capo dello Stato, non aveva detto: la state facendo a vanvera questa legge, l’aveva firmata come sempre gli è accaduto, purtroppo era incostituzionale, non si può stabilire l’aggravante della clandestinità a seconda di chi commette il reato, il reato è x e va punito con la pena x, sia che a commetterlo sia un italiano, sia che sia un extracomunitario, non si possono fare distinzioni di pelle o di provenienza, il reato è reato!


Depistaggi di massa (espandi | comprimi)
Perché stanno spingendo così tanto su certi temi e stanno lanciando con questa insistenza certe campagne?
Forse per nascondere questo: tra manovre e intercettazioni, il Cavaliere è solo, giudizi sul governo negativi, giudizi sul leader crollo di Berlusconi, ha davanti Fini 54,4, Tremonti 52,4, Casini 43, è soltanto quarto, il giudizio sulla manovra economica è negativo o molto negativo per il 44,7%, è un sondaggio di Diamanti, contro il 38 che lo giudica positivo, non lo giudica positivo neanche la percentuale degli elettori di centro-destra.
Il giudizio sulla legge delle intercettazioni, positivo e molto positivo 37,38%, negativo 57,6%, molto negativo o negativo la ritengono anche gran parte degli elettori di centro-destra, gli effetti della nuova legge, il 71% ritiene che difenderebbe gli affari degli uomini politici e degli imprenditori corrotti e solo il 23% si è bevuto la favola che difenderebbe la privacy dei cittadini, il quasi 50% ritiene che renderebbe informazione meno libera e efficace e il 61% pensa che questa norma ostacolerebbe i paesaggi nella lotta alla criminalità organizzata, non si sono bevuti neanche la balla che la mafia non c’entra.
Persino Il Corriere della sera è costretto a rilevare il calo di consensi di Berlusconi, sulla sua persona i giudizi positivi secondo Mannheimer, erano a dicembre, 55,9%, a febbraio erano scesi a 55,8, a aprile con l’accelerazione con la legge sulle intercettazioni e gli scandali in tandem, siamo scesi dal quasi 56 un 51,5 e oggi siamo al 50, quindi ha perso 6 punti in 6 mesi, di questo passo… come valuta l’operato del governo? Negativamente 59%, positivamente 38, come valuta l’operato dell’opposizione vi lascio immaginare, rispetto a un governo del genere, infatti negativamente per il 79%, cosa titola Il Corriere della sera? Conti e misure, sale il consenso per le scelte del governo, nell’articolo e negli schemi si fa vedere il crollo, ma nel titolo si dice che guadagna il governo, interessante, cercano di mascherare nei titoli quello che non possono nascondere nei dati, questa è la realtà, c’è un calo sensibile, dovute a questo cocktail, la crisi l’abbiamo detto già altre volte, la crisi, la manovra, che spazza via ogni leggenda di ottimismo, gli scandali che fanno emergere ruberie enormi su somme gigantesche portate via dalle tasche dei cittadini e di cosa si occupa il Parlamento in questo contesto? Di rendere più difficili gli scandali? No, di rendere più difficili le ruberie? No, di rendere più facile il recupero del mal tolto? No, di portare via i soldi ai ladri? No, di fronteggiare la crisi? No, di intercettazioni di questo si occupa, il cocktail di tutti questi elementi provoca il crollo, ecco perché mentre vengono al pettine molti modi, bisogna scatenare varie armi di distrazioni di massa, oltretutto ci sono altre leggende che vengono finalmente a cadere, pensate soltanto il colpo che viene inferto alla leggendaria efficienza dell’uomo del fare dallo scandalo dei rifiuti a Palermo, Palermo è sommersa dai rifiuti in piena estate, non possono dare la colpa al centro-sinistra, perché lì il centro-sinistra non si ricordano neanche più quando l’hanno visto l’ultima volta, lì stiamo parlando di un dominio totale del centro-destra dalla notte dei tempi, bene, a Palermo non riescono a portare via la mondezza, curioso che il genio Bertolaso e il genio Berlusconi non riescono a fare.. il Presidente spazzino, il Presidente ghe pensi mi, dove sono? Non ci vanno neanche a Palermo, perché non ci vanno? Intanto perché prenderebbero fischi, ma soprattutto perché in televisione i rifiuti di Palermo non si vedono, si vedevano quelli di Napoli ma solo quando c’era Prodi al Governo l’inconcludenza del centro-sinistra è leggendaria, quindi non stiamo scusando il centro-sinistra dei Bassolino, delle Iervolino, tutta gente che avrebbe dovuto sparire, è curioso però che a un certo punto sono spariti i rifiuti, adesso che si stanno ammucchiando a Palermo e dintorni, siano sparite ancora una volta non i rifiuti ma le telecamere, come se i rifiuti a Palermo profumassero, quelli di Napoli puzzassero, ma solo quando governa Prodi, quando governa il centro-destra no, sta venendo al pettine un altro nodo che è il fallimento della Commissione Grandi Rischi alla vigilia del terremoto de L’Aquila, l’inchiesta finalmente dopo un anno di accertamenti è arrivata agli avvisi di garanzia ai membri della Commissione Grandi rischi, me lo ricordo come se fosse oggi, che nei giorni del terremoto, nel Passaparola, lo trovate credo anche nel Dvd Democrazya che abbiamo distribuito sia sul blog di Beppe, sia insieme a Il Fatto quotidiano e che è ancora in distribuzione sui siti ilfattoquotidiano.it e beppegrillo.it, c’era una puntata nella quale si leggeva semplicemente quello che aveva detto la Commissione Grandi rischi riunita a L’Aquila pochi giorni prima del scossa del 2 aprile, non dicevano quello che dicono oggi e che hanno sempre detto, non dicevano: i terremoti non si possono prevedere, quindi state all’occhio perché potrebbe darsi una scossa come potrebbe darsi no, dissero: state tranquilli, non succederà niente!
Se sapevano che non si potevano prevedere, come hanno fatto a prevedere che non ci sarebbe stata una scossa devastante? E’ fondamentalmente per questo che sono stati mandati gli avvisi di garanzia a questi cialtroni che rassicurando infondatamente la popolazione, hanno fatto abbassare la guardia e nel film di Sabina Guzzanti Draquila, oltre che in altre testimonianze, avete il racconto drammatico di quel giornalista locale che era uscito dalla Commissione Grandi rischi rassicurato, perché? Perché c’erano i luminari dei terremoti che parlavano, se avessi saputo che ci stavano prendendo per i fondelli non avrei rassicurato i miei figli e oggi forse i miei figli sarebbero ancora vivi, perché magari non sarebbero andati a dormire quella notte in cui c’erano già avvisaglie di scogliein escalation.
Leggete sui giornali: i giudici vogliono addirittura punire chi non prevede i terremoti, sono tutte palle per nascondere il crollo di un altro pezzo del cerone del maquillage di Berlusconi, l’efficienza a L’Aquila, è esattamente il contrario, responsabilità della Commissione Grandi rischi nella mancata prevenzione, nel mancato allerta e nel mancato predisporre una struttura che fosse in grado di, nel caso in cui si fosse verificato ciò che non si poteva prevedere, ma non si poteva neanche escludere e quindi perché l’hanno escluso?
Cos’altro devono nascondere? Devono nascondere il fatto che Paolo Berlusconi è indagato per ricettazione nell’inchiesta sul nastro di Fassino, quest’ultimo più pubblicato dal Giornale di Berlusconi a gennaio 2006, in piena campagna elettorale, quella della rimonta di Berlusconi che arrivò quasi al pareggio anche se poi vinse Prodi di un’incollatura, ha fatto benissimo il Giornale di Belpietro ha pubblicare quell’intercettazione era un fatto grave, pubblico anche se non costituiva reato, l’intercettazione era segreta, i magistrati non l’avevano ancora neanche fatta trascrivere, adesso sappiamo perché uscì sul Giornale, perché la ditta privata che eseguiva per conto della Procura di Milano, in contatto con la Guardia di Finanza, le intercettazioni ne estrapolò una quella di Fassino e consorte, non per dire quelle tra Berlusconi, Gnutti e altri, ce ne erano anche di Berlusconi di telefonate, hanno estrapolato quella di Fassino e consorte, l’hanno portata a Paolo Berlusconi, quest’ultimo ha portato il tizio da Silvio, Silvio li ha ricevuti alla vigilia di Natale davanti all’albero a Arcore, ha sentito, ha ascoltato il nastro e ha detto così, fingendo di sonnecchiare, la nostra famiglia vi sarà grata per tutta la vita.
3, 4 giorni dopo usciva tutto sul Giornale di Paolo Berlusconi, capito cosa devono nascondere? Che le intercettazioni illegali, le trattano loro, quelle legali che stanno abolendo in Parlamento.


Agli ordini di Licio Gelli (espandi | comprimi)
Capite che quando si hanno queste rogne da nascondere, queste rogne di grattare allora si dà ampio spazio alle armi di distrazione di massa, quando si ha una manovra così iniqua da giustificare dei comportamenti così delinquenziali da coprire, allora si lanciano in pasto alla gente dei nemici da azzannare, dei nemici diversi, chi sono i nemici?
I calciatori che prendono premi troppo alti? Può darsi, Calderoli, calciatori, i giornali di centro-destra ci raccontano che ci sono politici, sempre dell’opposizione naturalmente, che hanno avuto case agevolate, la Bonino dipinta come al approfittatrice di Stato, la caccia agli sprechi finti per evitare che si parli degli sprechi veri, dopo avere già individuato i magistrati nababbi, adesso abbiamo la Bonino nababba, poi abbiamo i conduttori televisivi, mettiamo i compensi nei titoli di coda e poi quando viene un politico in studio, cosa mettiamo quanto prende lui? Quante auto blu? Ogni volta nel sottopancia bisognerebbe mettere una specie di Treccani per scrivere tutto quello che ci costano tra portaborse, auto blu, finanziamento pubblico, vogliamo fare così? Così nessuno dà più retta a quello che si dice, si va a vedere soltanto la sovrimpressione, fossero seri farebbero inserire i compensi in un sito, nel sito della RAI, dove oltre al compenso ci sia scritto anche quanto rende un personaggio, perché se Santoro prende 700 mila Euro lorde all’anno e fa guadagnare alla RAI x e un altro prende il triplo di lui, uno a caso, un insetto e la sua trasmissione però rende molto di meno e costa di più, allora forse è il caso di ritoccare il compenso al secondo e si capisce il compenso al primo!
Poi si va a vedere quanto pagano di tasse e poi si va a vedere la meritocrazia, così si dovrebbe fare, invece no, si buttano in pasto alla gente l’emendamento Calderoli, mettiamo i compensi, poi dopodiché Calderoli una volta o l’altra magari in sovrimpressione ci spiegherà i suoi rapporti con Giampiero Fiorani, non dimentichiamo i rapporti di Calderoli con Giampiero Fiorani, per esempio, addirittura Libero si è inventato il nemico americano, adesso abbiamo anche gli americani, missile Usa anti Silvio, il complotto di Obama, meno male che abbiamo Gheddafi che ci difende e Putin pure!
Poi devono nascondere soprattutto che la legge sulle intercettazioni o cosiddetta tale che ci viene sempre presentata, soprattutto negli ultimi giorni come più accettabile in quanto D’Alema è riuscito da far togliere da Gianni Letta, bontà sua, la parte che riguardava i servizi segreti, poi Quagliariello e Gasparri bontà loro hanno tolto la modica quantità consentita di violenza sessuale, poi posizione ha rosicchiato anche qualcosa, hanno levato qualche mese di carcere ai giornalisti, qualche Euro di multa agli editori, hanno fatto cambiare due o tre cose, abbiamo la proroga delle intercettazioni telefoniche dopo i 75 giorni, viene presentata come una norma che sta diventando ragionevole, questo è quello che stanno cercando di farci capire.
Tanto perché voi sappiate, non sto qui a riraccontarvela tutta perché la legge più o meno è sempre uguale, ma tanto perché sappiate cos’è rimasto in piedi: 1) i tabulati telefonici rispondono alle stesse restrizioni delle intercettazioni, quindi non c’è più differenza tra ciò che è necessario per sentire quello che dicono due persone al telefono e quello che è necessario per prendere un pezzo di carta dove c’è scritto che tizio all’ora tal dei tali ha telefonato a caio, e la telefonata è durata tot, il tabulato non dice quello che dicono le due persone, dice soltanto chi sono le due persone che parlano, ma non c’è il contenuto, vi pare normale equiparare un fatto quasi burocratico, come il tabulato telefonico a un’intercettazione dove invece si sa quello che si dicono due persone? Le regole nuove restrittive per le intercettazioni valgono anche per i tabulati, pensate la follia!
Il fatto che sia competente il Tribunale collegiale di 3 giudici e soltanto nel capoluogo di ogni regione, provocherà un viavai di furgoni carichi di carte, perché? Perché ogni volta che il PM chiede al giudice, anzi al Tribunale collegiale di autorizzare le intercettazioni o le proroghe delle intercettazioni, deve mandare tutto il fascicolo, spesso il fascicolo occupa un’intera stanza, immaginate questi furgoni che vanno avanti e indietro dalla periferia al centro e poi rovesciano questa montagna di roba in un Tribunale dove magari i giudici hanno tutt’altre cose da fare.
Poi tornano indietro perché il PM ne ha bisogno, poi quando deve chiedere la proroga glieli rimanda, poi gli ritornano indietro, ma vi rendete conto della follia? Le proroghe dopo i 75 giorni per le telefoniche, massimi, vengono concesse di 48 ore in 48 se serve, se è indispensabile, quindi se ho uno che sta per dirmi chi va ad ammazzare dopo il 75° giorno, devo fare una richiesta di proroga che però dura due giorni, quindi mando tutto il furgone con tutto il fascicolo, poi il furgone mi torna indietro appena in tempo perché ho bisogno di altri due giorni, rifaccio una richiesta… ma come si fa a lavorare così? Ogni due giorni devi fare una nuova richiesta motivando perché ti serve registrare per altri due giorni e mandi tutto il furgone avanti e indietro? Ma vi rendete conto di quello che stanno facendo? Altro che legge più accettabile.
Per le ambientali, per la cimice nascosta nel salotto o nella macchina, scordatevele, perché nei luoghi privati si possono mettere soltanto quando si ha la certezza che si sta commettendo il reato, sappiamo che il marito sta ammazzando la moglie, allora arriviamo noi con la cimice, se invece non abbiamo questa certezza, allora la cimice la si può mettere soltanto nei luoghi pubblici e non privati, bisogna sperare che uno vada a ammazzare ha gente in un ufficio postale, in una banca o in piazza o in un bar, perché? Perché se lo fa a casa sua o a casa della vittima o a casa del complice o in macchina, non si può più mettere la cimice, se non si ha la certezza che proprio in quel momento, dopo si ha la certezza, ma prima come fai a averla? Per poter arrivare in tempo a mettere la cimice?
Naturalmente con tutte queste limitazione la cimice nei luoghi pubblici la puoi mettere soltanto per 3 giorni e poi reiteri, se ne hai bisogno, per più tempo, ogni volta di 3 giorni in 3 giorni con lo stesso meccanismo furgone che va avanti – indietro dalla Procura periferica al Tribunale centrale, questo è rimasto, pensate la follia, le intercettazioni se a fine processo il fatto risulta diverso da quello che si era ipotizzato all’inizio, sono inutilizzabili, è quello che abbiamo sempre detto sulla clinica Santa Rita, se indago per una truffa e poi scopro un omicidio perché hanno scannato dei pazienti sani per portargli via organi sani, per farsi rimborsare l’operazione dalla Regione, il fatto è diverso ovviamente, non è più una truffa, ho scoperto un fatto nuovo, ho scoperto che una persona ci ha rimesso le penne, quell’intercettazione sarà inutilizzabile per processare la persona per omicidio, potrò processarla soltanto per truffa.
Ho la prova intercettazione che quello ha ammazzato una persona, ma non la posso utilizzare, immaginate questo come può stare in piedi in un paese dove è obbligatoria l’azione penale in ogni notizia di reato, ho una notizia di reato, l’omicidio e non la posso usare per l’omicidio, ma solo per la truffa, questo c’è, questo è rimasto, come è rimasto, segnalava Spataro l’altro giorno in una bella intervista alla stampa… quello che segnalava Spataro è quello che vi ho appena detto sui furgoni che vanno avanti e indietro, invece lo segnalavo io un altro aspetto che è veramente indicativo dei tempi che viviamo e di quello che ci dicevamo prima, cioè: Art. 6 ter, sono vietate la pubblicazione e la diffusione dei nomi e delle immagini dei giudici relativamente ai procedimenti e ai processi penali loro affidati, è un’idea di Gelli che nel piano di rinascita, scritto a metà degli anni 70, diceva: ordinamento giudiziario, le modifiche più urgenti investono il divieto di nomina sulla stampa di magistrati comunque investiti di procedimenti penali, bisogna, come suggeriva Gelli, vietare ai giornali di scrivere chi è il magistrato che fa quell’indagine o chi è il magistrato che fa quel processo o chi è quel magistrato che ha emesso quel mandato di cattura, perché? Perché vedi mai che il magistrato con il suo buon lavoro contro la mafia, contro la corruzione diventi popolare, venga riconosciuto, venga stimato, apprezzato, ringraziato dai cittadini, poi è difficile delegittimarlo, era già successo con Falcone e Borsellino, pensate se fosse stata già in vigore la norma, inizia oggi il maxi processo a Cosa Nostra a carico di centinaia di boss mafiosi arrestati negli ultimi anni da chi? Dalla magistratura siciliana, non da Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Di Mello, Guarnotta, De Francisci, Caponnetto e prima di loro Chinnici, la Magistratura, la stessa magistratura nella quale si annidavano anche i Carnevale, quelli che dopo che gli altri avevano fatto condannare i mafiosi, annullavano le condanne in Cassazione!
Infatti la gente sapeva distinguere Carnevale da Falcone e Borsellino, lo sto Carnevale sapeva distinguere tra se e Falcone e Borsellino, infatti in alcune intercettazioni li insultava! Tentano di mettere la magistratura tutta dentro un unicum indistinto grigio in modo che non emergano più i migliori e non si notino i peggiori, gli insabbiatori e gli indagatori diventeranno un tutt’uno e così non riusciremo più a distinguere, non ci sarà più un controllo su chi fa bene e chi fa male il proprio mestiere, chi insabbia le inchieste, chi aggiusta i processi campa grazie all’anonimato, grazie al segreto nel sottobosco, guai se i giornali lo nominano, viene smutandato e deve smettere, allo stesso modo spesso il magistrato, soprattutto in un paese come l’Italia, riesce a non essere cacciato, trasferito, non sempre, poi abbiamo purtroppo poi i casi di Clementina Forleo, di De Magistris, dei 3 PM di Salerno, Nuzzi, Verasani e Apicella che hanno pagato prezzi altissimi per il loro lavoro onesto e corretto, ma a volte il magistrato riesce a salvarsi proprio grazie al fatto che si sa chi è che è onesto, chi è per bene che sta lavorando per la giustizia perché intorno a lui si crea una solidarietà, è proprio questo che vogliono evitare, vogliono evitare che emergano figure di magistrati simbolo, perché? Perché altrimenti poi la gente ci si affeziona e quando parlano di certe leggi è ovvio che la gente tra un Gasparri e un Caselli, crede a Caselli, perché sa che è quello dell’antiterrorismo, tra uno Spataro e un Alfano è ovvio che la gente crede a Spataro perché sa che è dai tempi del terrorismo, poi della criminalità organizzata etc., è questo che vogliono evitare e è questa la ragione per cui stanno delegittimando tutte le figure che hanno un minimo di popolarità e di credibilità: Saviano, Camilleri, attori, registi dipinti come dei profittatori, come degli assistiti, fannulloni, perché? Perché poi magari Elio Germano va a Cannes e dice quello che dice sulla classe dirigente, perché poi magari degli attori, cantanti o dei registi o degli scrittori intervengono contro i tagli alla cultura e al cinema e al teatro e la gente li segue perché sono popolari e allora vanno indeboliti, delegittimati, allo stesso modo la magistratura è quella che, ho chiamato la sindrome di Salieri, Salieri era un grande musicista ma secondo una leggenda messa in circolo credo da Puskin era invidioso di Mozart, perché Mozart era il genio assoluto, noi abbiamo una classe dirigente che oltre a essere molto permale, è anche molto mediocre e quindi teme che intorno a sé emergano figure che possono diventare per la loro credibilità automaticamente dei contropoteri e cercano di affossarle, questo però è un buon segno perché vuole dire che questa gentaglia è arrivata alla frutta.


Se hanno paura di questo o di quell’attore, di questo o di quel magistrato e arrivano al punto di imporre ai giornali di non nominare il magistrato, vuole dire che sono veramente malmessi e che sentono i rintocchi del loro funerale, passate parola!

Ps. Il nome del tizio agrigentino segnalato da Gian Antonio Stella per la promozione avuta dal ministro Alfano non è Ceresa, come erroneamente ho detto, ma Casesa. (m.trav.)

Agire
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Categorie: PUNTATE PRECEDENTI, CONSIGLI PER VOI
15 Giu 2010

TUTTI INSIEME APPASSIONATAMENTE MAFIOSI

Wikio





Testo:
Buongiorno a tutti, oggi parliamo di una vecchia storia che risale al 1989, a 21 anni fa e che è il fallito attentato all'Addaura contro Giovanni Falcone e i due giudici svizzeri che lavoravano insieme a lui quel giorno nella casa al mare che aveva affittato Falcone per quella estate, però partiamo da una cosa che ci siamo detti l’anno scorso, esattamente di questi giorni.

Stato, doppio Stato e affini (espandi | comprimi)
Il 9 maggio 2009, celebrando Il Giorno della Memoria delle vittime del terrorismo e delle stragi, il Presidente della Repubblica Napolitano, disse delle cose molto giuste sul ruolo, di connivenze, di depistaggi di apparati dello Stato per inquinare le indagini su alcuni dei più foschi misteri della nostra storia recente, disse anche una cosa che mi era sembrata molto sbagliata e non soltanto a me, cioè disse: il nostro Stato democratico, proprio perché è sempre rimasto uno stato democratico e in esso abbiamo sempre vissuto, non in un fantomatico doppio Stato, porta su di sé questo peso delle verità non complete e a questo punto su Il Corriere della Sera il vicedirettore Pierluigi Battista disse che finalmente il Capo dello Stato aveva affondato l’ideologia del doppio Stato e fece l’elenco di tutti gli storici che avevano sostenuto invece il fatto in Italia lo Stato non si è mai limitato a quella versione ufficiale, pubblica che vediamo davanti alle quinte sul palcoscenico, ma ha sempre avuto anche un doppio fondo, un dietro le quinte, un altro Stato, un doppio Stato che faceva esattamente il contrario di quello che lo Stato ufficiale proclamava e rivendicava pubblicamente, mentre lo Stato ufficiale andava ai funerali dei caduti delle stragi piangendo e promettendo verità piena e promettendo linea dura contro l’eversione rossa, nera, mafiosa etc. in segreto poi c’erano in realtà rappresentanti dello stesso Stato che occultavano, depistavano, facevano sparire prove, mettevano su false piste i magistrati etc.
Perché mai il Capo dello Stato abbia definito fantomatica la teoria del doppio Stato e perché mai Il Corriere della Sera se la sia presa con gli storici che l’hanno sostenuta con le prove alla mano, non si è mai capito e devo dire che quello che sta venendo fuori grazie a uno scoop di Repubblica di Attilio Bolzoni sui retroscena della strage tentata e fallita per puro caso dell'Addaura contro Giovanni Falcone che avrebbe dovuto morire, secondo una parte dello Stato italiano, del doppio Stato italiano, rimane un mistero. Ora però Bolzoni rivela che la Procura di Palermo sta indagando su un’altra versione, probabilmente quella più attendibile di quel falso attentato che avrebbe dovuto portare Falcone a morire con 3 anni di anticipo rispetto alla strage di Capaci del maggio del 1992, avrebbe dovuto morire all'Addaura il 21 giugno 1989.
Cosa succede all'Addaura? Per saperlo bisogna tornare un po’ indietro di un anno, al 1988 e quello che sto dicendo non è di mia iniziativa, ma è contenuto nella sentenza di condanna definitiva contro Bruno Contrada che si è beccato 10 anni per concorso esterno in associazione mafiosa e Contrada era il numero 1 della Questura di Palermo, poi è stato ai vertici dell’alto commissariato antimafia di Palermo e poi è andato a Roma a fare il N. 3 del Sisde (Servizio segreto civile) era un poliziotto, ha vissuto gran parte della sua carriera a Palermo, tutti intorno a lui sono stati assassinati gli uomini migliori dell’antimafia della Questura di Palermo, lui non è stato mai sfiorato e secondo i giudici che l’hanno condannato non è stato sfiorato perché era una delle quinte colonne della mafia all’interno delle forze di polizia che avrebbero dovuto combattere la mafia, era uno di quegli uomini del doppio Stato che colludeva con la mafia anziché combatterla.
In questa sentenza Contrada si racconta la storia di Oliviero Tognoli? Chi è? E’ un professionista che secondo Falcone che faceva le indagini su di lui, riciclava i soldi della mafia in quegli anni. A un certo punto Tognoli che era indagato sia in Italia, sia in Svizzera dove riciclava i soldi della mafia per riciclaggio di denaro sporco, poi è stato condannato anche per traffico di droga, fugge, fugge poco prima che lo arrestino, fugge nel 1988 perché qualcuno molto ben informato su quello che sta per accadere, l’arresto di Tognoli, telefona a Tognoli mentre sta all’Hotel Ponte di Palermo e lo avverte che c’è un mandato di cattura di Falcone a suo carico e lui scappa.
Poi viene preso nel 1988, la fuga è di qualche mese precedente, e si confida naturalmente con i poliziotti svizzeri che lo acchiappano e che sono il Commissario Clemente Gioia e l’Ispettore Enrico Mazzacchi e lui confida a Gioia che la soffiata che lo ha fatto scappare, veniva da un suo parigrado, parigrado del Commissario Gioia, da un altro poliziotto e non dice di più.
Qualche mese dopo, il 3 febbraio 1989 Tognoli viene interrogato congiuntamente da giudici italiani e svizzeri, per i giudici svizzeri c’è Carla Del Ponte, la famosa Carla Del Ponte, per i giudici di Palermo c’è il pubblico Ministero, Giuseppe Ayala e il giudice istruttore Giovanni Falcone.
La Del Ponte ha raccontato al processo Contrada e è stato confermato il suo racconto da Giuseppe Fiala, dice quello che successe in quell’interrogatorio di Tognoli, da questa parte del tavolo c’erano lei, Fiala e Falcone, da quell’altra parte c’era Tognoli che era stato appena arrestato.
Chiuso il verbale dell’interrogatorio, dice il Del Ponte, mentre Tognoli se ne stava andando, Falcone gli si è avvicinato per salutarlo e gli ha chiesto chi fosse stato a avvertirlo, affinché lui potesse rendersi latitante, Tognoli non voleva rispondere, si schermiva, allora Giovanni Falcone fece un nome, Bruno Contrada, è stato Contrada? - questo per dire anche l’idea che aveva Falcone di Contrada ben prima che fosse arrestato per richiesta di Caselli e poi condannato – è stato Bruno Contrada gli disse Falcone e Tognoli guardandoci tutti e due ci rispose sì e fece un cenno col capo, Falcone disse subito, però dobbiamo verbalizzare, dobbiamo risederci e riaprire il verbale perché questa è una notizia di reato, un poliziotto in servizio ai vertici della Polizia dei servizi segreti, accusato da un riciclatore della mafia di averlo fatto scappare, Tognoli disse no, non voleva verbalizzare il nome di Contrada, aveva paura dice la Del Ponte, io dissi: va beh, questo lo discutete nel pomeriggio, perché evidentemente l’interrogatorio avrebbe dovuto riprendere nel pomeriggio.
Tognoli a quel punto parla con il suo Avvocato, il quale poi racconta l’altro poliziotto svizzero che era presente Mazzacchi conferma a Falcone che la talpa è Contrada, quindi prima Tognoli e poi l’Avvocato di Tognoli, confermano a Falcone che la talpa è Bruno Contrada.
L’8 maggio, 3 mesi dopo, Tognoli però cambia versione e dice che avvertirlo per farlo scappare era stato suo fratello Mauro, naturalmente i giudici del processo Contrada credono che sia buona la prima versione e credono che quello che raccontano la Del Ponte, Fiala, Mazzacchi e Gioia sia vero, anche perché subito dopo, due mesi dopo c’è il fallito attentato all'Addaura, cosa succede all'Addaura? Nella villa affittata per le vacanze da Falcone e dalla moglie Francesca ?Morvillo?, Falcone riceve la visita della Carla Del Ponte, di un altro giudice svizzero Leman e del poliziotto Gioia che erano lì per parlare con lui delle indagini sul riciclaggio di Tognoli e di altri per conto della mafia.
La mafia piazza 75 candelotti di esplosivo sulla scogliera antistante la villa, poi a un certo punto, poco prima che esploda questo gigantesco ordigno che avrebbe devastato tutto e avrebbe ammazzato Del Ponte, Falcone, Leman, i poliziotti etc., scoprono e disinnescano fortunatamente questa bomba, anche perché in mare c’era un canotto sospetto con delle persone che poi si allontanano.


Contrada e l'attentato fallito a Falcone (espandi | comprimi)
Falcone, scrivono i giudici che hanno condannato Contrada, indicò al PM di Caltanissetta che indagavano su quell’attentato, le indagini sugli attentati contro i magistrati non li fa mai la Procura dove lavorano i magistrati, ma sempre la Procura vicino, quindi l’attentato a Falcone e quindi indaga la Procura di Caltanissetta, Falcone viene sentito come testimone dai giudici di Caltanissetta che indagano sull’attentato all'Addaura, quindi siamo tra il 1989 quando avviene l’attentato fallito e il 1992 quando poi Falcone muore per l’attentato riuscito, Falcone va a testimoniare a Caltanissetta e indica ai PM che indagavano su quel delitto, leggo dalla sentenza Contrada, quale possibile movente dell’attentato dell'Addaura, le indagini che stava svolgendo con i colleghi svizzeri presenti a Palermo proprio il giorno dell’attentato, del Ponte, Leman e il poliziotto Gioia e indicò la possibilità che da quelle indagini potessero emergere conseguenze di natura istituzionale.
Falcone collega alle istituzioni l’attentato, non alla mafia, affermò in particolare che Tognoli, il riciclatore, aveva detto per intero la verità sui suoi collegamenti con la mafia siciliana e sulle inquietanti vicende riguardanti la sua fuga di Palermo, le istituzioni chi erano evidentemente? Forze di polizia, Contrada, deve dunque condividersi, scrivono i giudici che hanno condannato Contrada in via definitiva, l’osservazione del Tribunale che ha condannato Contrada in primo grado, non vi è dubbio alcuno che l’intervento esplicato da Contrada in favore di Tognoli costituisce un grave fatto specifico a suo carico in perfetta sintonia con il complessivo quadro accusatorio e con le tipologie di condotte dallo stesso Contrada esplicate in favore di Cosa Nostra, l’imputato Contrada servendosi delle notizie di cui era venuto in possesso in ragione dei propri incarichi istituzionali, era riuscito con una tempestiva informazione, a rendere possibile la sottrazione e la cattura di Tognoli, prezioso intermediario di cui si avvaleva Cosa Nostra per lo svolgimento dei propri antifascisti illeciti nel riciclaggio del denaro proveniente dal narcotraffico, questo è quello che noi sappiamo, quindi Falcone riteneva che la matrice dell’attentato all'Addaura fosse istituzionale, fosse collegato alle indagini che lui stava facendo su Tognoli e al fatto che Tognoli gli aveva detto che a farlo scappare era stato Bruno Contrada, esponente insigne delle istituzioni di Polizia, Ministero dell’Interno, forze dell’ ordine e poi Sisde.
Perché dico questo? Perché è come se ce lo fossimo dimenticato Contrada, come se ci fossimo dimenticati che ogni tanto qualche uomo delle istituzioni che tradisce per colludere con la mafia viene preso, ritenuto colpevole, condannato e a quel punto nessuno se ne ricorda più, in questi giorni si parla dell'Addaura ma tutti si dimenticano Contrada e quello che pensava di lui Falcone e quello che era successo subito prima e cioè la fuga di Tognoli e poi a mezza bocca l’ammissione di Tognoli che a farlo scappare era stato Contrada. Contrada è a piede libero perché risulta malato, non sta scontando la pena, ma in ogni caso è stato condannato in via definitiva.
Adesso veniamo alle novità anche se pure questa è una novità, perché non ne parla nessuno e quindi anche se sta scolpita nelle sentenze definitive, nessuno la conosce e tutti se la dimenticano perché Contrada è sempre stato difeso dai vertici della Polizia Municipale, dalla politica etc..
Le novità, secondo quello che ha ricostruito Attilio Bolzoni in base alle indagini che stanno conducendo i magistrati di Palermo, sono semplicemente clamorose.
Intanto si è scoperto che la bomba nella scogliera, i 75 candelotti di dinamite dentro una borsa non è stata depositata sulla scogliera il 21 giugno quando poi fu scoperta, poco prima che esplodesse, ma la mattina prima, il 20 giugno, questa non è una cosa particolarmente importante, se non il fatto che questa borsa ha stazionato per più di un giorno sulla scogliera antistante la villa di Giovanni Falcone.
Pare che i gruppi presenti quel giorno davanti alla villa di Falcone fossero due: da una parte a terra, non via mare, ma dall’altra parte, dietro la villa, erano nascosti un commando di mafiosi della famiglia dell’Acqua Santa, insieme a uomini dei servizi segreti e erano quelli che volevano morto Falcone e erano quelli che avevano sistemato via terra, dunque, la borsa con i candelotti.
In mare c’era l’altro gruppo, su un canotto, a distanza probabilmente con dei cannocchiali, binocoli per osservare quello che stava succedendo sulla scogliera, c’erano due persone, due subacquei vestiti con la muta da subacqueo che tenevano d’occhio quello che succedeva, si era sempre pensato che questo fosse un gruppo di appoggio rispetto agli altri, in realtà invece, pare che questi due sommozzatori fossero lì per cercare di impedire che Falcone morisse e questa è proprio la scena plastica del doppio Stato, da una parte i sommozzatori della Polizia nel canotto che cercano di impedire l’attentato, ma sanno che è in corso l’attentato e fanno di tutto affinché non si verifichi e dall’altra parte invece ci sono uomini dei servizi e della mafia insieme, dello Stato e dell’antistato a braccetto che quella borsa di dinamite hanno deposto e quella borsa di dinamite vogliono che esploda per uccidere Falcone, Stato, doppio Stato e antistato, la mafia, c’è tutto in questa scena a mare e a terra.
Chi sono i due sommozzatori? Non c’è ancora certezza sulla loro identità, ma secondo le ricostruzioni ultime rivelate da Bolzoni, i due sommozzatori che sono sul canotto a mare sono due poliziotti: Antonino Agostino e Emanuele Piazza, facevano ufficialmente un lavoro e ufficiosamente avevano altre mansioni, sono poliziotti che agiscono nella zona grigia, forse per conto dei servizi, forse perché hanno dei compiti borderline rispetto a quelli ufficialmente riconosciuti e definiti.
L’agente Agostino, agente ufficialmente del commissariato di San Lorenzo a Palermo, pare che in realtà stesse lavorando di nascosto alla cattura dei latitanti mafiosi, dura poco l’agente Agostino, dopo l’attentato all'Addaura, che è il 21 giugno, il 5 agosto dello stesso anno, un mese e mezzo dopo circa, Agostino viene ucciso insieme alla moglie Ida, gli assassini non saranno mai scoperti, qui frequenta Palermo e gli incontri antimafia conosce il papà di Agostino, è un signore che ha una barba lunghissima perché ha fatto una specie di giuramento di non, si chiama Vincenzo Agostino, taglierà la barba fino a che non sarà fatta giustizia sulla morte del figlio e della nuora.


Anche Riina chiede le sue indagini (espandi | comprimi)
Chi ha ucciso l’agente Agostino e la moglie? Perfino Riina non sapeva chi era stato a ucciderli, tant’è che ordinò un’indagine interna, i mafiosi hanno il controllo del territorio, quando muore qualcuno nel territorio che controllano e loro non sanno chi l’ha fatto ammazzare, si stupiscono perché di solito hanno diritto di vita e di morte, decidono loro chi viene ammazzato e chi no, quando viene ammazzato qualcuno e loro non ne sanno niente, si informano e quindi Riina commissionò un’indagine interna, ma come dice il pentito Giovanbattista Ferrante che era proprio mafioso nella famiglia di San Lorenzo, dove c’era il commissariato dove lavorava Agostino, neanche Riina riuscì a sapere nulla sull’omicidio di Agostino 45 giorni dopo il fallito attentato all'Addaura.
Si è poi saputo, dice Ferrante, che Agostino era stato ucciso perché voleva rivelare i legami mafiosi di alcuni esponenti della Questura di Palermo, anche sua moglie li conosceva e quindi è stata uccisa insieme a lui, anche se sapete che per uccidere una donna i mafiosi devono avere un buon motivo, altrimenti secondo vecchi codici, la risparmiano, è stata uccisa perché si ritiene che anche lei sapesse delle collusioni mafiose di esponenti della Questura di Palermo e alla Questura di Palermo c’era Contrada.
Questo è stato ucciso perché voleva rivelare i legami mafiosi di esponenti della Questura di Palermo, l’ha detto un altro pentito, dopo che Riina ha fallito la sua indagine interna, evidentemente si è scoperto che questo era il movente e lo ha rivelato un nuovo collaboratore di giustizia che si chiama Oreste Pagano.
La squadra mobile di Palermo indagando sull’omicidio di Agostino aveva imboccato una pista passionale, storie di donne che è il tipico modo per insabbiare un’indagine, dire che sono storie di donne, lo si dice per tanti delitti eccellenti, sono depistaggi e così sull’agente Agostino nessuno ha mai saputo chi lo abbia assassinato. Chi era l’altro sommozzatore? Era un ex poliziotto, secondo queste ultime ricostruzioni, un ex poliziotto che si chiama Emanuele Piazza, Emanuele Piazza era un ex agente di Polizia, scrive Bolzoni che aveva anche lui iniziato a collaborare con i servizi segreti, il Sisde, sempre il servizio civile, quello della Polizia, nella ricerca dei latitanti, anche lui dopo il fallito attentato all'Addaura dura poco, viene ucciso il 15 marzo 1990, meno di un anno dopo l’attentato all'Addaura che è di giugno, quindi 8 mesi dopo la strage attentata all'Addaura, muore anche l’altro poliziotto che è sul canotto, perché vengono uccisi entrambi? Non si sa, si sa che anche lui viene assassinato, lei viene strangolato. Per questo omicidio, come per il delitto Agostino, la mobile imbocca la pista passionale e sostiene che questo era scappato da Palermo per seguire la sua donna in Tunisia, altro depistaggio, due morti misteriose, tutte e due subito dopo l’attentato all'Addaura, tutte e due liquidate come vicende passionali e quindi dimenticate, è ovvio che se si vuole nascondere per chi e perché ha ucciso i due poliziotti che stavano davanti all'Addaura, è perché evidentemente si vuole nascondere qualcosa riguardo all'Addaura, quel qualcosa potrebbe proprio essere il fatto che questi due poliziotti avevano scoperto che pezzi delle istituzioni stavano per far saltare in aria Falcone e si sono precipitati via mare sul posto, nella speranza di sventare questo attentato, speranza che poi si è concretizzata perché proprio vedendo loro che si agitavano in mare, la scorta di Falcone ha disinnescato in tempo la bomba.
In quel periodo le prime indagini interpellarono ovviamente i bagnanti che stavano lì sulla costiera dell'Addaura per cercare di dare un volto, un identikit a queste due persone che stavano sul canotto e le identikit furono fatte, ma si pensa che non siano mai state consegnate alla Magistratura e infatti scrive Bolzoni, non si trovano, non si sono mai trovati, adesso magistrati li stanno cercando, evidentemente perché si voleva evitare che risalendo a chi stava sul canotto, si riuscisse a risalire anche a questo doppio gioco che stava facendo lo Stato, alcuni per sventare l’attentato, altri per farlo.
Ma non è mica finita qua, perché ci sono altri testimoni dell'Addaura che sono morti ammazzati, oltre ovviamente ai due poliziotti che abbiamo citato Piazza e Agostino, oltre a Falcone ovviamente, viene ammazzato anche Francesco Paolo Gaeta che è un piccolo mafiosetto della borgata dell’Acqua Santa che il giorno dell’attentato fallito all'Addaura, casualmente aveva assistito a strani movimenti di uomini di Cosa Nostra e non solo intorno alla villa di Falcone, poco tempo dopo il fallito attentato all'Addaura, anche Gaeta viene ammazzato a pistolettate e la cosa viene liquidata come un regolamento di conti fra spacciatori, lui non era un mafioso, era un malavitoso di piccolo cabotaggio, ma attenzione, perché c’è anche Luigi Ilardo che muore in circostanze misteriose, chi è Luigi Ilardo? L’abbiamo raccontato quando abbiamo introdotto il processo che è in corso a Palermo a carico di due ufficiali del Ros Mori e Obinu che sono accusati di avere favorito la mafia perché nonostante che il confidente Ilardo avesse rilevato al Colonnello Michele Riccio in quale casolare era nascosto Bernardo Provenzano già nel 1995, gli uomini del Ros non vollero andare a catturare Provenzano e quindi c’è questo processo che sta arricchendosi delle testimonianze del figlio di Cancimino e di tanti altri nuovi dichiaranti, i quali danno un senso al fatto che Provenzano era diventato un intoccabile, proprio perché pare che avesse consegnato o avesse messo i Carabinieri del Ros sulle piste di Riina e quindi in qualche modo si fosse reso invulnerabile agli occhi del Ros, dei Carabinieri.
Cosa c’entra Luigi Ilardo con l'Addaura? Quest’ultimo nelle sue confidenze al Colonnello Riccio che alla fine l’aveva convinto a collaborare con la giustizia, a diventare un pentito, a entrare nel programma di protezione e quindi a mettere nero su bianco, a verbale quello che invece prima gli spifferava soltanto come confidente, fu ucciso pochi giorni prima che venisse ufficializzata la sua posizione di collaboratore di giustizia e pochi giorni prima che verbalizzasse le sue confidenze, le confidenze che però Riccio aveva annotato ovviamente sui suoi taccuini e che quindi ha raccontato come testimone diretto in questo processo, ottenendo il rinvio a giudizio del Colonnello Mori e del Colonnello Obinu, cosa aveva detto Ilardo tra le altre cose al Colonnello Riccio? Gli aveva detto: noi sapevamo che a Palermo c’era un agente che faceva cose strane, si trovava sempre in posti strani, aveva la faccia da mostro, siamo venuti a sapere che era anche nei pressi di Villa Grazia quando uccisero il poliziotto Agostino.
Quindi lui sa che sul posto dell’attentato in cui fu ucciso il poliziotto che stava sul canotto davanti all'Addaura c’era un esponente della Polizia o dei servizi, un agente che faceva cose strane e che aveva una faccia da mostro, una faccia butterata, era un uomo molto brutto, torvo, butterato con il volto segnato da chiazze e quest’uomo con la faccia da mostro ritorna anche nel racconto di altri e alcuni lo fanno coincidere con quel Signor Franco o Signor Carlo che secondo il figlio di Ciancimino era una specie di ombra di suo padre, Vito Ciancimino perché era addetto alla protezione, alla sorveglianza di Vito Ciancimino e partecipo’ in quella veste addirittura nel 1992 alla trattativa tra Ciancimino e il Ros da una parte e i capi della mafia Riina e Provenzano dall’altra parte, quel Signor Carlo o Signor Franco di cui si sta cercando di stabilire un’identità certa anche se probabilmente con l’aiuto di Massimo Ciancimino i Magistrati stanno arrivando a dargli un nome e un cognome.


Omicidi di Antistato (espandi | comprimi)
L’agente Agostino viene ucciso a agosto del 1989 e come scrive Salvo Palazzolo su Repubblica “subito dopo il suo assassinio arrivano a casa sua degli agenti, ma anche dei signori che non sono agenti e che sono strane presenze, ricorderà il padre di Agostino, erano molto interessati a quello che lui aveva in casa” perché?
Perché quando è morto Agostino, suo padre va, vede il figlio cadavere, il figlio insanguinato, gli prende il portafoglio dalla tasca e nel portafoglio trova un appunto scritto a mano dall’agente Agostino: “se mi succede qualcosa andate a guardare nell’armadio della mia stanza da letto” chi abbia guardato in quell’armadio non si sa, cosa abbiano trovato non si sa, si sa che ci fu una visita nella casa dell’agente Agostino, se qualcosa fu trovato non fu messo agli atti, ma fu fatto sparire e di quello che hanno trovato in quel famoso armadio non c’è, agli atti dell’inchiesta non inventario, non si sa neanche nel rapporto della perquisizione cosa fu trovato, oltretutto il padre dell’agente Agostino ricorda anche lui che 20 giorni prima che fosse ucciso il figlio, un uomo con la faccia da mostro aveva chiesto di suo figlio, lo stava cercando in qualche modo e dice: aveva la faccia martellata dal vaiolo con un muso da cavallo e i capelli biondastri, è una presenza che sembra ricorrere su vari luoghi di vari misteri, poi naturalmente i giornali ci si appassionano a queste cose della faccia da mostro, magari era semplicemente una persona un po’ brutta.
Sappiamo sicuramente che dopo il delitto Agostino qualcuno si incarica di far sparire della roba dall’armadietto, dove lui nel suo portafoglio aveva detto: se mi succede qualcosa andate a cercare lì e se pensava che gli sarebbe successo qualcosa, è evidente che l’agente Agostino aveva subodorato pericoli a suo carico.
Questa è la cosa che noi sappiamo, adesso si è mossa perfino la Commissione parlamentare antimafia, questo ente inutile che teniamo in piedi non si sa bene per cosa, si è mosso addirittura il Copasir, presieduto da D’Alema mentre la Commissione antimafia è presieduta da Pisanu per capire… così all’improvviso scoprono che ci sono presenze dei servizi segreti nei misteri d’Italia, di mafia e di Stato e si interessano, chiedono carte, stiamo parlando, anche Veltroni è intervenuto, purtroppo di orecchianti di queste vicende che per anni si sono completamente disinteressati, ogni tanto leggono un giornale, scoprono che c’è qualcosa e si danno da fare, ma penso che sia meglio che si tengano a debita distanza e che si lasci lavorare la Magistratura su questo.
Devo dire che più si va avanti nella scoperta di questi retroscena e più si avvalora quella teoria del doppio Stato che il nostro Capo dello Stato frettolosamente aveva liquidato un anno fa come fantomatica, probabilmente noi abbiamo una classe politica che sa molte cose, che ne nasconde moltissime, che ha paura che emergano grazie al fatto che oggi si sta rompendo di nuovo il fronte della solidarietà monolitica del potere e quindi ci sono spazi perché qualcuno salti su a raccontare, a ricordare vecchie storie, quindi hanno tutta la sensazione che questa potrebbe essere una fase di apertura, basta aprire, l’abbiamo detto tante volte, una piccola fessura e immediatamente dentro a quella fessura possono passare dei raggi di luce!


Il caso dell'Addaura che pure ci sembra lontano e sepolto è in realtà concatenato con l’attentato, purtroppo poi riuscito a Capaci, con quello che è legato subito dopo alla trattativa e cioè il delitto Borsellino, informato del fatto che è Stato e mafia stavano trattando e quindi immediatamente eliminato e rimosso come un ostacolo sulla strada della trattativa, poi le stragi del 1993 che danno vita alla Seconda Repubblica, c’è un legame molto chiaro tra tutti questi avvenimenti, che arriva fino a noi, perché naturalmente la nostra Seconda Repubblica in quegli anni e da quei misteri lì è nata e mi pare ovvio che un paese che non conosce le sue origini, le origini delle sue istituzioni è un paese molto triste, per fortuna abbiamo ancora investigatori, magistrati e giornalisti che su quei misteri vogliono fare luce, noi ovviamente terremo d’occhio tutto quanto, continueremo a seguire queste vicende, per il momento passate parola!


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Categorie: PUNTATE PRECEDENTI, CONSIGLI PER VOI
11 Mag 2010

IL RATTO DEL COLOSSEO

Wikio






Buongiorno a tutti, oggi parliamo del Piano Casa che come ha scritto la Iena sulla stampa, è stato anticipato da Scajola per il solo Scajola e la sua famiglia, è un piano che risale già al 2004 e che è  stato scoperto soltanto adesso, 6 anni dopo, il piano è molto semplice: Scajola abita una casa pagata da altri, o almeno una cosa che altri l’hanno aiutato a pagare, si dirà amici, benefattori, una gara di solidarietà nei confronti di questo bisognoso?

Scajola e il mezzanino (espandi | comprimi)
No, pare, dopo vedremo il significato di questo “pare” perché poi i verbi attenuativi, oppure i condizionali si usano in televisione di solito per dire voci, qui non stiamo parlando di voci ma lo vediamo tra un attimo, che il costruttore Diego Anemone che era uno degli assi pigliatutto degli ultimi anni, degli appalti della protezione civile e prima del Ministero dell’Interno, abbia gentilmente fatto pervenire un’ottantina di assegni per coprire la gran parte del costo dell’appartamento che si affaccia sul Colosseo a Roma. 
Nell’ipotesi peggiore Scajola è un corrotto, perché ha fatto favori a Anemone in cambio di questi soldi oppure perché ha avuto questi soldi in cambio di favori, visto che era anche, fino al 2002, Ministro dell’Interno, nella più lieve delle ipotesi sempre che quel “pare” sia confermato, Scajola sarebbe un evasore fiscale perché ovviamente questa parte l’avrebbe pagata in nero, c’è anche la possibilità che tutto congiuri contro Scajola e cioè la testimonianza di 4 diverse persone implicate in quell’operazione finanziaria e immobiliare e soprattutto che anche questi 80 assegni di cui pare esistano le fotocopie, ma per questo date un’occhiata al sito del Fatto quotidiano e al Fatto quotidiano, anche gli assegni si siano messi a cospirare contro il povero Ministro dello sviluppo economico. 
Partirei però dalla fine, dalla sua intervista, l’altro giorno ha fatto interviste un po’ a tutti, la più divertente è quella rilasciata a Il Giornale al giornalista Nicola Porro, campione di controinformazione come ben sapete, prima domanda: Ministro Scajola si dimette un’altra volta? Si riferisce a quando definì Marco Biagi il giuslavorista assassinato dalle Brigate Rosse a Bologna, consulente del Ministro Maroni per la riforma del welfare un rompicoglioni avido di consulenze, alcuni giornali lo scrissero e Scajola dovette dimettersi anche perché persino in un governo Berlusconi dove praticamente si può fare e dire di tutto, sputare sul cadavere ancora caldo di una vittima del terrorismo, forse era sembrato eccessivo fino anche a questi. 
Naturalmente non è che finisce una carriera in Italia, anzi è appena all’inizio, da Ministro dell’Interno, Scajola diventò Ministro per l’attuazione del programma e adesso… poi fu promosso coordinatore nazionale di Forza Italia e adesso è Ministro delle attività produttive, il Ministro Scajola si dimette un’altra volta? Risposta: in questa occasione non faccio come nel caso di Biagi, non me ne vado, altrimenti sembra che mi hanno beccato con il sorcio in bocca, non ho colpe, non faccio decidere da una campagna mediatica, il ruolo che devo svolgere come Ministro della Repubblica, non scappo, è un atto di coraggio il suo, le dimissioni sarebbero una fuga. 
Nei giorni precedenti Scajola aveva detto: non posso parlare di questa questione perché è coperta dal segreto istruttorio e io sono rispettoso del lavoro della Magistratura, quindi non parlo, che è uno strano modo di comportarsi da parte di un Ministro, c’è un Ministro accusato di avere rubato e lui non è che risponde: non è vero, sono innocente, sono onesto, mi precipito, vi spiego tutto, no, dice, mi accusano di essere un ladro, è un segreto, non posso parlare! 
E’ veramente pazzesco come questi signori concepiscano il loro rapporto fiduciario con gli elettori e con il popolo italiano, visto che lui non deve rispondere soltanto ai suoi elettori, ma in quanto Ministro deve rispondere all’intero popolo italiano, ma anche dal modo con cui questi si difendono c’è da trarre sempre degli insegnamenti, c’è un bel libro appena pubblicato da Marco Belpoliti che si intitola “Senza vergogna” che è un po’ la fotografia dei nostri tempi, i senza vergogna. 
A questo punto il senza vergogna dice non ho alcun problema a raccontare la verità  e è molto semplice, sono assolutamente certo che nessuno può  avere detto questo – che lui si sia fatto dare 80 assegni per 900 mila Euro – anzi lui sostiene che la casa non costava, ma costava 600 mila Euro, quindi bastano i soldi che lui ha versato facendo il mutuo, gli altri 900 mila degli assegni di Anemone sono un’invenzione, sono una palla, dice: sono assolutamente certo che nessuno può avere detto questo perché non è vero! 
Gli risponde l’intervistatore: lo sostengono l’Arch. Zampolini che era un po’ il factotum del costruttore Anemone e le sorelle Papa che sono due sorelle che erano proprietarie dell’immobile che hanno venduto a Scajola. 
Le dico fin da ora che sono pronto a un faccia a faccia con chiunque insistente non questa tesi e sono certo che verrebbe confermata la verità  che sto dicendo, alla stesura del rogito ho pagato la somma pattuita, pari a 610 mila Euro con un mutuo acceso con il Banco di Napoli, quindi immaginate un appartamento di 180 metri quadrati con vista sul Colosseo al primo piano nel 2004 costava 600 mila Euro, pensate la fortuna di questo Ministro, è riuscito a pagare poco più di 3 mila Euro al metro quadrato una casa in una delle zone più prestigiose non solo della capitale d’Italia, ma dell’intero universo, la vista sul Colosseo, su uno dei monumenti più famosi al mondo, se non il più famoso al mondo, 610 mila Euro, pensate la botta di culo! 
Poco più  avanti è vero che le due signore Papa le hanno venduto un immobile vista Colosseo nel 2004? Risposta: l’appartamento è di fronte al Colosseo, zona Colle Oppio, si tratta di un ammezzato, a questo punto allibisce anche l’intervistatore e dice: un ammezzato? E lui: sì una bella casa ma non più di un mezzanino in uno stabile degli anni 60 in condizioni non ottimali e senza alcuna terrazza, un mezzanino di 180 metri quadrati, quando apri la finestra c’è il Colosseo, un mezzanino! Ripostiglio, questo è un Ministro della Repubblica. 
A questo punto la domanda è d’obbligo, com’è che è stato così fortunato che ha portato via questa roba? Sapete che la nostra classe politica ha sempre la fortuna di portare a casa degli appartamenti a prezzi stracciati, ma di solito ciò avveniva con enti pubblici oppure enti previdenziali di sindacati, di cose etc., sapete tutto lo scandalo di affittopoli, ma quelli sono favori ovviamente che vengono fatti da associazioni che hanno rapporti con la politica, quindi sono scambi di favori, qui invece è un acquisto di un appartamento da 2 private cittadine, possibile che queste due sorelle fossero così squinternate da non rendersi conto di avere in mano una fortuna e di averla regalata così, al primo Scajola che passa? Questo è il problema, quindi gli fa la domanda Porro sul fatto che il prezzo sembra un tantinello bassino e lui risponde: mi sono documentato in questi giorni, basta fare una rapidissima indagine sui prezzi degli immobili a Roma in quel periodo, nel 2004, e si vedrà come il prezzo da me pagato sia in linea con quello di mercato per un immobile di quel tipo in quella zona. 

Diego Anemone, il benefattore (espandi | comprimi)
Chi non ha comprato un appartamento vista Colosseo per 600 mila Euro nel 2004? Proprio li davano via così, te li tiravano dietro i mezzanini da 180 metri quadrati con vista sul Colosseo, anche a meno li portavi via, senza lui forse è stato tartassato dalle sorelle Papa, questa è la sua versione dei fatti, questa è un’intervista intitolata “Vi spiego tutto” quando uno ha finito di ridere, va a leggere gli atti giudiziari, perché gli atti giudiziari? Perché  ci sono già degli atti giudiziari, naturalmente appena un politico viene coinvolto in una vicenda come questa, tira fuori subito col pilota automatico alcune formule magiche, alcuni Mantra, alcuni luoghi comuni, alcune frasi fatte che servono sempre a depistare l’attenzione generale, tipo quella: è una vergogna che queste notizie coperte dal segreto, finiscano sui giornali, non c’è nessuna notizia coperta dal segreto, perché non c’è nessuna notizia coperta dal segreto? Perché queste notizie vengono fuori dalla richiesta d’arresto, poi respinta dal G.I.P.  di Perugia in quanto quest’ultimo è convinto che questa inchiesta non sia di competenza della Procura di Perugia dove l’aveva mandata la Procura di Firenze perché è coinvolto Achille Toro, l’ex Procuratore di Roma e quindi a Roma i magistrati e colleghi di Toro che fino a un mese fa sono stati suoi vicini di stanza e suoi diretti dipendenti, non possono indagare su quello che fino a pochi mesi fa era il loro ex  capo e questa è la legge per cui se c’è un Magistrato di Roma coinvolto, le indagini vanno a Perugia, invece c’è il G.I.P., adesso vedremo se il riesame riconfermerà o meno che sostiene che invece almeno una parte, questa parte di questa inchiesta, non è competenza di Perugia e quindi deve andare a Roma, quindi ha respinto le richieste di custodia nei confronti di alcune persone che sono state gli intermediari di questa vicenda tra Anemone e Scajola, quindi ecco per quale motivo la richiesta di arresto di questi signori da parte della Procura e poi il provvedimento di diniego da parte del G.I.P., sono diventati pubblici, non c’è nessun segreto istruttorio su questi atti, sono documenti non segreti, in quanto sono noti agli Avvocati e agli interessati, ok? Quindi i giornali li hanno lecitamente raccontati. 
Infatti nella legge sulle intercettazioni vogliono vietare di pubblicare sui giornali o di raccontare o di riassumere o di parafrasare anche i documenti che non siano più coperti dal segreto, tanto per essere chiari di questa storia con la nuova legge Alfano sulle intercettazioni, noi non potremmo neanche raccontare per 30 secondi, non potremmo neanche dire che ci sono 80 assegni da Anemone serviti per comprare la casa di Scajola, non potremmo neanche sentire Scajola, non potremmo dire niente, è vietato citarli testualmente, riassumerli o fare riferimento al contenuto di atti di indagine anche se non coperti dal segreto che è questo caso, quindi quando sentire dire a Scajola che c’è il segreto istruttorio, balle, quando Alfano dice: non c’è nessuna fuga di notizie, sono atti pubblicabili e raccontabili finora, finché non passa questa legge porcheria! 
Quindi da questi atti pubblicabili risulta che Anemone, che è quella specie di grande elemosiniere, quello che si occupava delle riparazioni dei cessi dei rubinetti che perdevano, di tutti i dirigenti della protezione civile che avrebbero dovuto controllarlo e che naturalmente non lo controllavano perché lui era a loro disposizione, forniva loro Mercedes nuove di zecca, autisti per guidare le loro Mercedes, automobili alle loro mogli, faceva lavori di riparazione – ristrutturazione nelle loro case, prestava loro personale di servizio extracomunitario, prestava loro l’idraulico nel caso saltasse qualche sanitario nel bagno, era a regolare disposizione di questi signori che erano i famosi “bertoladri”, quelli che sono il capo in realtà protezione civile Bertolaso, avevano il compito di controllare l’assegnazione di questi appalti molto rapida, molto segreta oltretutto e di volere poi che le cose andassero bene, erano quelli che infatti consentivano a questi pochi furbetti, impresari della cricca, di far lievitare i costi, oppure di accaparrarsi laute commesse in zone di terremoto di cui l’esultanza telefonica di quell’imprenditore che si fregava le mani perché a L’Aquila c’era da ingrassare sui morti. 
Anche quella telefonata mi pare superfluo ricordarlo per inciso, noi non l’avremmo mai potuta né riportare, né raccontare con parole nostre, nessuno saprebbe di questi sciacalli che la notte del terremoto esultavano per le scosse che stavano uccidendo decine e decine di persone. 
Cosa risulta? Anemone è naturalmente il proprietario in società con il figlio di Balducci, il già provveditore nazionale delle opere pubbliche etc., del Salaria Sport Village, quel centro sportivo massaggi etc., sulle rive del Tevere, in parte  allargato abusivamente grazie alle connivenze di questi signori, con la scusa dei mondiali di nuoto, infatti in questa storia è coinvolto anche il Claudio Rinaldi commissario ai mondiali di nuoto, dove Bertolaso andava a farsi i massaggi per curare questa cervicale, aveva una cervicale molto bassa Bertolaso, infatti dopo i massaggi c’era anche un addetto al rastrellamento dei profilattici, ma queste sono cose di contorno, l’importante è che sulle centinaia di posti dove uno può farsi i massaggi a Roma, guarda caso Bertolaso andava a farseli in un centro controllato da quello che vinceva gli appalti nella protezione civile da lui guidata e diretta e naturalmente quando arrivava Bertolaso si chiudeva il centro soltanto per lui e poi quando anche la figlia aveva bisogno di massaggi, mandava anche la figlia, faceva telefonare dalla segretaria d’ufficio, tutta una commistione tra pubblico e privato, quel sistema gelatinoso che nel diritto internazionale si chiama “traffico di influenze”. 
Questo è  Anemone, quest’ultimo è accusato, ricostruendo i percorsi dei denari, i magistrati di Perugia che hanno ereditato l’inchiesta da Firenze, hanno scoperto che anemone tra il 2004 e il 2006 ha usato enormi somme di denaro per comprare degli appartamenti, uno di questi appartamenti è stato poi intestato a Scajola e è quello con vista sul Colosseo, l'altro è un appartamento che sarebbe stato intestato a un Generale della Guardia di Finanza Francesco Pittorru che lavora all’Aisi, il servizio segreto civile, l’ex  Sisde perché un ufficiale dalla Guardia di Finanza doveva ricevere soldi o appartamenti da Anemone? Perché Anemone gli chiedeva di aggiornarlo sullo sviluppo delle inchieste sul suo conto, quindi funzionava come servizio segreto di Anemone, non dello Stato, era incaricato, adesso poi vedremo se lo ha fatto davvero o se era soltanto quello che si attendeva da lui l’Anemone, ma quello che ci si aspettava da lui è che spiasse la Guardia di Finanza e riferisse i risultati delle indagini a Anemone, è una specie di privatizzazione dei servizi segreti, non è l’unico caso, non è il primo e non sarà neanche l’ultimo, visti i servizi segreti che ci ritroviamo qua. 
Individuati i conti esteri sui quali sono transitati questi soldi per comprare questi due appartamenti, i magistrati chiedono l’arresto di alcune persone e poi interrogano i protagonisti del caso, il primo è Angelo Zampolini che è un architetto, una specie di sbriga faccende, braccio destro operativo di Anemone per queste operazioni immobiliari per conto terzi, Zampolini viene interrogato e dice che sul suo conto, come ha già ricostruito la Guardia di Finanza, quindi ammette ciò che non può negare, sono passati i soldi di Anemone, ma lui non sa perché furono comprati quegli immobili che sono stati poi intestati a Scajola e a Pitorro, quindi lui non sa cosa aveva dato Scajola e cosa aveva dato Pitorro in cambio dei rispettivi appartamenti a Anemone, si sa che hanno preso questi soldi e queste case, non si sa in cambio di cosa, sapete che per la corruzione bisogna dimostrare il favore illecito commesso dal pubblico ufficiale o dall’incaricato di pubblico servizio. 

Un giro di soldi milionario per Scajola (espandi | comprimi)
Quello che si sa è che il 6 luglio 2004 l’operazione si consuma, questo Zampolini riceve da Anemone 900 mila Euro in contanti e li versa, questi contanti, su un conto della Deutsche Bank di Roma, l’agenzia 582, immediatamente dopo la banca gli emette 80 assegni circolari dell’importo complessivo di 900 mila Euro che vengono ovviamente indirizzati all’ordine delle sorelle Papa, Barbara e Beatrice Papa per l’acquisto nell’interesse di Scajola dell’immobile con vista sul Colosseo. I Pubblici Ministeri naturalmente dicono che questa operazione di trasferimento e di trasformazione dei contanti in assegni circolari serviva per ostacolare l’identificazione della provenienza di questi fondi e soprattutto per nascondere il fatto che questi soldi arrivavano ovviamente da un reato, nel senso che non è che uno ha 900 mila Euro lì in contanti, è ovvio che questa roba sono fondi neri e che quindi derivano ovviamente da un’appropriazione indebita da parte di un imprenditore dalle casse della sua società, da un relativo falso in bilancio, ammesso che ancora si riesca a punirlo e a configurarlo e da un’evasione fiscale, commessa da chi ha questi fondi neri e ovviamente da chi li riceve. 
Quindi secondo la Guardia di Finanza la casa è costata 1,5 milioni di Euro e la somma che proveniva da Anemone che è stata intermediata dall’Architetto e poi versata per conto di Scajola alle Sorelle Papa è stata versata ovviamente in nero, questo sostengo i magistrati, in quel momento nel 2004 Scajola già si era dimesso da Ministero dell’Interno, era già diventato Ministro dell’attuazione del programma, ma fino al 2002 era stato Ministro dell’Interno e in quel periodo anche se Scajola dice che non glieli ha dati lui, sarà stato qualcun altro, ma il Ministro era indiscutibilmente lui, Anemone aveva ottenuto degli appalti da Quirinale. 
Questa è  la prima testimonianza, Zampolini conferma che le cose sono andate così, a questo punto prendo il mio punto di riferimento gli articoli di Fiorenza Sarzanini su Il Corriere della Sera, ci sono le altre testimonianze, sappiamo, l’abbiamo detto che… Zampolini quei soldi li aveva sparpagliati su 240 conti correnti, prima di ritirarli in contanti e trasformarli in assegni circolari, quindi pensate la complessità di questa operazione, quanto era delicata evidentemente, come dovevano camuffare bene, come dovevano sminuzzare questo capitale in modo da farne perdere le tracce, evidentemente dice l’accusa, sapendo a chi era destinato. 
L’accusa per tutti quelli che hanno intermediato questi soldi è corruzione e riciclaggio, perché si presuppone e credo che questa sarà poi l’accusa che verrà elevata nei confronti di Scajola, la corruzione si presuppone che lo pagassero in cambio di qualcosa, bisogna vedere, i magistrati lo stanno cercando, in cambio di che cosa, sempre che trovino il contraccambio, il riciclaggio è più difficile perché? Perché il riciclaggio presuppone che ovviamente tu sappia che i soldi che ti arrivano sono frutto di un reato commesso precedentemente da chi te li dà o da chi te li sta intermediando, quindi anche quello richiede una specie di prova diabolica, certo se si dimostrasse il riciclaggio, allora quello che ha detto Berlusconi l’altro giorno non sarebbe poi così vero, Berlusconi cosa ha detto? Finirà in una bolla di sapone, perché? Perché lui lo sa benissimo che con la legge ex  Cirielli la corruzione, non vi dico l’evasione fiscale che ormai è una burletta, si prescrive in 8 anni massimo, i fatti sono del 2004, siamo nel 2010, in fase di indagine bisognerebbe fare l’indagine, l’udienza preliminare, primo grado, appello e Cassazione in due anni, cosa assolutamente impossibile, altro che processo breve! 
Quindi è  evidente che con il reato di corruzione, evasione fiscale e quello che volete, non ce la si fa neanche credo con la ricettazione. Se invece, anzi sicuri neanche con la ricettazione, ci fosse un riciclaggio, beh allora con il riciclaggio la prescrizione è molto più lunga e qualche analogia con l’inchiesta milanese sul re delle bonifiche, il famoso Grossi che versava soldi sul conto di Montecarlo della moglie, la Signora Belli, Gariboldi, la moglie del vicecoordinatore nazionale di Forza Italia, erano tutti innocenti, piagnucolavano, dopodiché hanno patteggiato, la Signora ha patteggiato e ha restituito i soldi e non c’è stato bisogno di dimostrare in cambio di cosa la Signora Belli e il marito che aveva la firma sul conto ricevessero questi soldi da Grossi, quindi non era importante il do ut des, la corruzione, è bastato contestare il riciclaggio e quelli per paura di essere condannati a una pena molto pesante e forse anche di dover restare ancora un po’ in galera, hanno patteggiato la pena e restituito un bel po’ di quattrini. 
Anche perché  il sequestro del conto era automatico, qui certo che se si contestasse il riciclaggio a Scajola, se si scoprisse che si può configurare un riciclaggio, per Scajola sarebbe un bel problema perché gli sequestrerebbero la casa, questo prevede la legge in caso di riciclaggio! 
Il processo potrebbe arrivare alla fine perché per il riciclaggio la prescrizione è molto più lunga, quindi questa è una fase molto importante delle indagini, perché bisogna configurare esattamente il reato, a naso è il classico caso di politico pagato da un imprenditore per tenerselo buono e per ricompensare i favori già ricevuti, oppure per propiziare i favori futuri, stiamo parlando del Ministro delle attività produttive, ovviamente, quindi stiamo parlando di un Ministro strategico per quanto riguarda gli interessi di un imprenditore del ramo edile, immaginate tutte le grandi opere che ci vengono continuamente annunciate, per non parlare delle centrali nucleari etc., delle nuove carceri che sempre bisognerebbe, dicono che costruiranno. 
Dicevamo quindi il 6 luglio, il 6 luglio dopo avere fatto quell’opera di sparpagliamento dei 900 mila Euro, di monetizzazione di trasformazione in banca, alla Deutsche Bank con 80 assegni circolari, cosa succede? Succede che da parte di Zampolini naturalmente, Scajola riceve le sorelle Papa al Ministero, dice Zampolini, avevo prelevato gli assegni circolari presso era Deutsche Bank e li portai al Ministro, quindi questa bella scenetta secondo Zampolini avviene al Ministero, casa nostra, in un ufficio pubblico ministeriale, si comprano e si vendono case private, secondo questa versione con soldi privati, ma di un altro, arrivano le venditrici, al Ministero ovviamente c'è il Ministro, fu proprio Scajola a prendere gli assegni, dicono le due venditrici, le sorelle Papa e a consegnarceli, Scajola riceve questo pacco di 80 assegni da Zampolini e li gira alle Signore Papa. 
Fu proprio Scajola a prendere i titoli e a consegnarceli, ma nell’atto non figura questo passaggio perché ci eravamo accordati per denunciare soltanto 600 mila Euro, quelli che Scajola infatti continua a dichiarare di avere pagato in seguito al mutuo con Banco di Napoli. 
Il notaio presente, anche lui viene interrogato, il Notaio Napoleone dai Magistrati e conferma che le cose sono andate così, se non che poi i Magistrati scoprono anche un altro passaggio di contanti ammesso già dalle Sorelle Papa, al momento di stipulare il preliminare, Scajola, dicono le due signore, ci consegnò 200 mila Euro che ci dividemmo in parti uguali, non si sa da dove vengano questi soldi, perché sono in più rispetto agli assegni, ci sono 900 mila Euro di circolari, 610 mila Euro provenienti dal mutuo che ha fatto Scajola e poi ballano ancora 200 mila Euro cash che le Sorelle Papa dicono di avere ricevuto dalle mani di Scajola, il che significa che in questo caso la casa sarebbe costata non 600 mila Euro, non 1,5 milioni di Euro, ma 1.710.000 Euro, siamo a quasi il triplo rispetto alla cifra che Scajola continua a dichiarare. 
Zampolini dice: Anemone mi incaricò di trovare un appartamento per Scajola, di questa vicenda era informato anche Angelo Balducci, il Provveditore alle opere pubbliche, inizialmente visionammo un immobile nella zona Gianicolo, poi Scajola ci disse che non gli piaceva, gli proposi quello del Colosseo, il famoso mezzanino e lui modesto com’è ha detto: ma sì, un mezzanino mi accontento, 180 metri quadrati una cosuccia! 
Questa è  la storia dell’appartamento, aggiungo che a un certo punto salta fuori e è notizia dell’altro ieri, un altro testimone, una specie di autista tutto fare di Balducci e di Anemone, ce l’avevano evidentemente in comproprietà, in condominio, d’altronde dice lo stesso autista, i due sembravano soci, figuratevi come faceva uno a controllare l’altro, quando erano praticamente pappa e ciccia, nella richiesta di arresto per l’Arch. Zampolini che il G.I.P. ha respinto dicendo che non è competente Perugia, ma è competente Roma, c’è anche allegato questo verbale, questo ragazzo interrogato già a Firenze a fine marzo, il tunisino Fati, in passato, scrivono i magistrati, è stato l’autista tutto fare, l’uomo di fiducia di Balducci e di Anemone e da loro ha ottenuto deleghe bancarie per operare sui conti correnti, lo mandavano anche in banca, nel 2004 aveva rotto con i due perché pare che si fosse fregato 200 mila Euro, poi è tornato, hanno rifatto la pace, nel 2006 è ricomparso. 
Lui, il tunisino, dice di avere portato all’Arch. Zampolini una somma di 500 mila Euro in contanti che prima aveva cambiato in banconote di più grosso taglio, nello studio Zampolini nei pressi di Largo Argentina, quindi praticamente è l’anello mancante tra Zampolini e Anemone, Anemone stanzia questa gigantesca somma di 900 mila Euro per la casa di Scajola, parte di questa somma se la carica in macchina in contanti il tunisino, la porta allo studio di Zampolini, quest’ultimo prende tutto il malloppo, lo porta alla filiale della Deutsche Bank, lo cambia in assegni circolari e con questi ultimi va al Ministero a rifornire, è una specie di Bancomat personale di Scajola!

La cricca, Lunardi e Matteoli (espandi | comprimi) 
Questo è  il racconto, voi capite che stiamo parlando di un racconto che ormai è circostanziato e confermato da 5 diversi soggetti: l’autista tunisino, l’Arch. Zampolini, le Sorelle Papa che sono due, Diego Anemone che ovviamente preso con il sorcio in bocca è costretto a dire quello che succede, poi naturalmente nessuno dirà, Zampolini naturalmente ha confermato che oltre al tunisino il resto dei contanti per arrivare da 500 mila a 900 mila, glielo avevano fatto avere altri autisti e la segretaria di Anemone e quelle operazioni naturalmente con tutti quei conti e tutti quegli assegni avevano destato anche l’attenzione dell’antiriciclaggio della Banca d’Italia che aveva fatto una segnalazione.Questo tunisino fa anche il nome del Ministro Lunardi, perché fa il nome del Ministro Lunardi? Perché anche Lunardi è oggetto di accertamenti per i suoi rapporti molto stretti con questa cricca, Lunardi era il Ministro delle infrastrutture nel precedente Governo Berlusconi, quindi si occupava delle grandi opere e un altro Ministro che era in grande confidenza con questi signori della cricca è l’attuale Ministro delle infrastrutture e cioè il Ministro Altero Matteoli che era finiano, adesso è diventato berlusconiano, è già imputato per un caso di favoreggiamento a un viceprefetto dell’Elba per averlo avvertito delle indagini a suo carico, bene emerge in questa inchiesta che anche lui aveva ottimi rapporti con questi signori, non solo aveva ottimi rapporti, ma accettava e inoltrava segnalazioni, adesso qualcuno dirà: ah beh ma così fanno tutti, le raccomandazioni, qui non stiamo parlando di raccomandazioni per far lavorare un ragazzo o una persona che abbia bisogno, cosa che già non si dovrebbe fare, no, qui stiamo parlando di un’altra cosa, qui stiamo parlando del fatto che Matteoli nel 2009 su richiesta di Denis Verdini, coordinatore primus inter pares del Popolo della Libertà, aveva promosso a Provveditore delle opere pubbliche per l’Italia centrale, l’Arch. De Santis Fabio che attualmente è in galera, De Santis non aveva titoli per diventare il Provveditore delle opere pubbliche dell’Italia centrale, infatti i suoi colleghi alla sede del Ministero protestarono, ma la nomina era importante, perché? Come ha scritto Peter Gomez su Il Fatto Quotidiano, De Santis nel nuovo ruolo di Provveditore alle opere pubbliche, doveva decidere su un appalto da 260 milioni di Euro che interessava al famoso Fusi, l’amico, l’imprenditore, forse socio occulto proprio di Verdini. 
E lo ha ammesso Matteoli di avere fatto quella nomina su segnalazione di Verdini, l’ha ammesso in un’intervista a Il Corriere della Sera, a Fiorenza Sarzanini ha detto: quando devo fare le nomine, le segnalazioni arrivano, non capisco cosa c’è di strano, certo non c’è niente di strano se arrivano le segnalazioni, c’è qualcosa di strano se le accetti, scavalcando le regole e nominando uno che non ha diritto a essere nominato per esempio! 
Invece lui dice: non capisco cosa c’è di strano se uno dei coordinatori del mio partito mi indica una persona, se qualcuno si scandalizza è davvero singolare! No, non è affatto singolare, singolare è che tu dica una roba del genere e resti ancora al tuo posto senza essere dimissionato all’istante! 
Quindi noi sappiamo che Lunardi, Dell'Utri, perché Dell'Utri c'entra sempre, Verdini, Matteoli erano tutti impegnati a far ottenere lavori a imprese in qualche modo collegate a questo giro, Lunardi si sarebbe fatto ristrutturare, lui dice di avere pagato, adesso i giudici vedranno, una casa dalle imprese di Anemone, poi avrebbe fatto da mediatore in una compravendita di terreni sui quali Anemone ha costruito l’ampliamento del circolo Salaria Sport Village, il famoso club dei massaggi alla cervicale bassa di Bertolaso, questa è la storia. 
Concludo dicendo: non so se si arriverà a un processo e devo dire l’aspetto penale di questa vicenda è l’ultima cosa che mi interessa, chi se ne importa se e quando e a che titolo verrà indagato, certamente i fatti sono piuttosto chiari o c’è un gigantesco complesso ordito dalle sorelle Papa, da Zampolini, da Anemone, dal tunisino e dagli assegni che si sono fabbricati da soli, oppure c’è un Ministro bugiardo che sta coprendo, come ho detto nel migliore dei casi un’evasione e nel peggiore dei casi una corruzione, forse finirà tutto prescritto in quanto la corruzione si prescrive tra due anni, forse no se riusciranno a dimostrare il riciclaggio, ma ricordate che qualche settimana fa, prima delle elezioni regionali si fece un gran parlare di una legge anticorruzione? Che il governo doveva promuovere una legge anticorruzione? Hanno partorito naturalmente un abortino ridicolo? Potrebbero fare una cosa utile? Potrebbero ratificare la convenzione del 1999, convenzione europea siglata a Strasburgo da tutti i paesi membri dell’Unione Europea e anche da qualcuno che sta fuori, ma che sta nell'Ocse e che poi i paesi membri avrebbero dovuto importare nel loro ordinamento, dopo averla firmata la dovevano ratificare e trasformare in legge nazionale, bene l’Italia è uno dei 4 che non l’ha fatto, l’ha ratificato perfino il Vaticano e perfino la Russia di Putin, ma noi no! 
Perché  noi no? Perché tutti questi comportamenti di pubblici ufficiali o incaricati di pubblico servizio che prendono soldi da questo o da quel privato, sarebbero puniti gravemente come casi di traffico di influenza e che è una forma di corruzione, non è necessario che io dimostri che il Ministro in cambio di quegli assegni ha fatto qualcosa per favorire qualcuno o per sfavorire qualcun altro, ha abusato del suo ufficio e del suo potere, l’importante è dimostrare che ha preso dei soldi da un privato, perché un Ministro non deve prendere soldi da nessuno, se non il suo stipendio! 
Basterebbe questo per tagliare la testa a tutti i tori e dire: noi non vogliamo essere governati da gente che si fa pagare la macchina, la casa, il rubinetto che perde, l’idraulico, l’autista, la servitù, la segreteria, le mignatte, i massaggi etc., etc. da privati, perché? Perché può essere che lo facciano così per si vogliono bene, ma a noi non conviene che il controllore e il controllato si scambino favori in denaro o in natura, se noi dal 1999 avessimo questa convenzione, questa gente non l’avremmo più tra i piedi, invece questa convenzione non è mai stata ratificata, perché? Perché a ratificarla sono quelli che fanno queste cose e quindi giustamente per spirito di conservazione non la ratificano, ragione di più per auspicare al più presto un cambio in blocco di classe dirigente, un cambio che sarà più vicino e più probabile quando tutti gli italiani si renderanno conto di quanto ci costa proprio in termini di denaro sprecato o rubato un sistema basato su questo traffico di influenze, su questa commistione - identificazione tra controllori e controllati.

Continuate a seguire queste e le altre storie di questi giorni su Il Fatto quotidiano e passate parola, buona settimana!




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Categorie: PUNTATE PRECEDENTI, CONSIGLI PER VOI
04 Mag 2010

Imputati e contenti

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Testo:
Buongiorno a tutti, ho qua due belle sentenze, o meglio, è una sentenza, l’altro è un atto giudiziario che ci aggiornano e ci danno l’ultima puntata di due vicende che abbiamo seguito a lungo nel Passaparola e che non vorrei lasciare incomplete, c’è una tendenza della stampa e della televisione italiana seguire le vicende all’inizio e poi dimenticarle, tant’è che poi rimane quella domanda che Milena Gabanelli si pone spesso a Report: come è andata a finire? Sono due vicende e non sono totalmente concluse, ma questi due atti giudiziari ci danno un’idea di come potrebbero concludersi.


Mills corrotto, Berlusconi corruttore (espandi | comprimi)


L’orientamento che hanno preso ci spiega il perché del silenzio, dell’informazione “ufficiale” su questi due atti, cominciamo dalla sentenza Mills, sapete che il 25 febbraio di quest’anno la Cassazione depositò il dispositivo della sentenza con cui definitivamente si giudicava la posizione di Mills e la Cassazione ritenne prescritto il suo reato di corruzione in atti giudiziari per avere mentito sotto giuramento in due processi a carico di Silvio Berlusconi in cambio di una tangente di 600 mila dollari versatagli subito dopo quelle testimonianze.
C’era il dilemma di quando materialmente lui aveva avuto a disposizione quei soldi e quindi la Procura riteneva che la messa a disposizione scattasse nel momento in cui lui entrava materialmente in possesso di quel denaro, secondo altri bisognava retrodatare di qualche mese, sapete che la diatriba era veramente di pochissimi mesi secondo i fautori della prescrizione un pelino più lunga il reato si sarebbe consumato nel gennaio 2000, secondo gli altri nel novembre 1999, importantissimo perché essendo quella sentenza della Cassazione arrivata il 25 febbraio 2010, se il reato fosse stato commesso nel febbraio 2000, la Cassazione sarebbe arrivata in tempo prima che scattassero i 10 anni di termine massimo della prescrizione, termine massimo che è diventato di 10 anni, mentre prima era 15, grazie alla legge ex Cirielli, varata proprio dopo che si è scoperto questo reato.
Se invece il reato fosse stato commesso nel novembre 1999, la Cassazione avrebbe dovuto dichiararlo prescritto perché era caduto in prescrizione meno di tre mesi prima della sentenza definitiva, eravamo lì sul filo del rasoio e infatti la Cassazione ha scelto la seconda versione e quindi ha dichiarato prescritto per soli 3 mesi il reato, nel dispositivo già si capiva che il reato era stato commesso da Mills e infatti Mills veniva condannato anche dalla Cassazione come dal Tribunale di Milano e dalla Corte d’Appello di Milano a risarcire 250 mila Euro allo Stato nella persona giuridica della Presidenza del Consiglio per il danno arrecato all’interesse pubblico della giustizia, all’imparzialità etc..
Ricorderete anche che era 2 mesi fa quando uscì quella sentenza, tutto il centro-destra disse: ecco la prova, Berlusconi è un perseguitato, avete visto è stato assolto anche Mills, lo disse il Tg1 di Minzolini, titolò Libero “Silvio assolto” Berlusconi non era neanche giudicato in quella sentenza, però effettivamente sapere se una persona è accusata di essere stata corrotta da Berlusconi è colpevole o innocente, ci dice anche se è colpevole o innocente quello che è accusato di averla corrotta, infatti era giusto collegare la sorte processuale di Mills a quella di Berlusconi, il problema è che Mills non era stato assolto, quindi Berlusconi non poteva essere stato assolto. Siccome Berlusconi ha avuto il processo sospeso per più di un anno e mezzo a causa del Lodo Alfano e la prescrizione per lui si è congelata, per cui il processo non è ancora prescritto, sapete che si prescriverà nella primavera – estate dell’anno prossimo, essendo già ricominciato in primo grado, può darsi che i giudici facciano in tempo slalomando tra i legittimi impedimenti etc., etc., a portare a casa almeno una sentenza di primo grado.
Tutto il centro-destra, compresi i suoi house organ mentì per la gola dicendo che Mills era stato assolto e che quindi Berlusconi sarebbe stato assolto, anzi non bisognava neanche ricominciare il processo a Berlusconi, bisognava addirittura risarcire Berlusconi per i danni subiti da questo processo, mentre in realtà Mills è stato condannato a risarcire lo Stato per avere mentito in cambio di denaro ricevuto dalla Fininvest per salvare Berlusconi, quindi ribaltarono completamente la realtà.
Dall’altra parte nessuno rispose, sapete che dall’altra parte ci sono i paraculi, quelli che fanno finta di essere imparziali che in realtà stanno con Berlusconi ma dietro la maschera, i quali dissero: aspettiamo le motivazioni della sentenza Mills, eccole qua, sono state depositate 3 giorni fa le motivazioni della Cassazione, sono una quarantina di pagine, molto leggibili, chiare, molto solenni perché sono state emesse a sezioni unite, il più alto grado giurisdizionale che si conosca nel nostro paese, cosa dicono queste motivazioni? Dicono tante cose naturalmente, chi le vuole leggere integrali è una bella lettura, una bella biografia del nostro Presidente del Consiglio, le può trovare sul sito ilfattoquotidiano.it elencate, ma vorrei sottolineare un passaggio di queste motivazioni, naturalmente nelle motivazioni si dice che Mills è stato corrotto per mentire sotto giuramento nell’interesse di Silvio Berlusconi, con soldi provenienti dai fondi neri della Fininvest, né potrebbero dire altro i giudici, visto che questo aveva stabilito il Tribunale aveva confermato la Corte d’Appello e quelli sono i giudici di merito che giudicano suoi fatti la Cassazione, poteva valutare se quei fatti erano stati giudicati legittimamente o no, perché il giudizio di legittimità quello della Corte di Cassazione.
Ma la Cassazione aggiunge un particolare molto interessante che la riguarda, perché? Perché il reato di corruzione giudiziaria commesso da Mills nell’interesse di Berlusconi in cambio di soldi arrivatigli dalle aziende di Berlusconi per salvare Berlusconi in due processi, riguarda la Cassazione, perché? Perché la Cassazione in quei due processi si pronunciò, in uno si pronunciò prescrivendo il reato di Berlusconi dopo averlo accertato, esattamente come ha fatto per Mills in questo processo e stiamo parlando del processo All Inerian per i 21 miliardi estero su estero a Craxi e a altri fondi neri movimentati dai conti svizzeri di questa società occulta, offshore che la Fininvest aveva nelle isole del canale e quindi lasciamo perdere il processo All Iberian perché comunque è finito con una condanna in primo grado, una prescrizione definitiva di Craxi e di Berlusconi per finanziamento illecito e per sanare poi il relativo falso in bilancio Berlusconi ha dovuto depenalizzare il reato.
Parliamo dell’altro processo che Mills con le sue menzogne e le sue reticenze ha sviato e di questo è interessante occuparsi, perché è il famoso processo per le tangenti della Fininvest alla Guardia di Finanza, il primo processo fatto a Berlusconi dopo il suo ingresso in politica, quello del famoso invito a comparire che lo colse mentre presiedeva un convegno internazionale a Napoli, quello su cui sono 15 anni che ci rompe i maroni con ogni sorta di vittimismo, piagnisteo, strilli, viene dipinto quel processo come il simbolo, la madre di tutte le persecuzioni giudiziarie, quindi è importante sapere come è finito, lui dice: mi hanno assolto con formula piena, mi dovrebbero chiedere scusa, sono sempre stato assolto. Se leggete la sentenza della Cassazione su Mills, scoprite perché Berlusconi fu assolto, è importante ricordarsi di cosa si sta parlando, c’erano 4 tangenti Fininvest alla Guardia di Finanza, scoperte dal pool di Milano nel 1994 quando Berlusconi era appena diventato Presidente del Consiglio, tre erano state pagate alla fine degli anni 80, una quarta era stata pagata nel 1992, una riguardava Mediolanum, una Mondadori, una Videotime e poi ce ne era una che riguardava Telepiù, perché Telepiù perché il garante dell’editoria, l’allora garante Santaniello, aveva mandato la finanza a perquisire e a controllare la Fininvest in quanto si sospettava che la Fininvest controllasse occultamente Telepiù, la pay tv, da cui poi sono nati le attuali pay tv, la prima fondata da Berlusconi e da alcuni suoi amici si chiamava Telepiù.
Se fosse stato accertato che Berlusconi ancora nel 1992 controllava Telepiù oltre la quota azionaria del 10%, avrebbe violato la Legge Mammì, quest’ultima stabiliva che Berlusconi per tenersi le sue tre televisioni in chiaro: Canale 5, Rete 4 e Italia 1 doveva vendere tutte le quote eccedenti il 10% della pay tv, oltre che vendere i suoi giornali, ma i giornali li girò al fratello, ai figli.
Telepiù cosa fece? Controllava la quasi totalità di Telepiù ma aveva affidato, aveva accollato le quote eccedenti il 10% a alcuni suoi amici prestanomi, ai quali addirittura aveva dato i soldi per comprarsi le azioni, quindi praticamente le azioni erano sue intestate a teste di legno. Se Santaniello, il garante dell’editoria fosse riuscito a accertare questo come si vociferava che fosse, questa violazione palese della Legge Mammì avrebbe comportato una sanzione drammatica per Berlusconi, la revoca delle concessioni per le televisioni in chiaro, avrebbe perso all’improvviso la possibilità di trasmettere, avrebbe visto spegnersi Canale 5, Rete 4 e Italia 1, questa era la posta in palio, ecco perché quando gli arriva la finanza in casa, il manager della Fininvest addetto a queste cose, capo dei servizi fiscali, Salvatore Sciascia allunga una mazzetta , chi dice di 50, chi dice di 100 milioni ai marescialli perché girino al largo e chiudano un occhio, se non due sulla reale proprietà di Telepiù, questa era l’accusa per la quarta tangente, quella pagata nel 1992 alla Guardia di Finanza.



Senza Mill Berlusconi sarebbe in galera (espandi | comprimi)


Nel 1994 alcuni sottoufficiali della Finanza confessano di avere ricevuto tangenti dalla Fininvest, tra cui quella per non andare a vedere la reale proprietà di Telepiù, allora cosa si fa? Si cerca di tacitare questi finanzieri, ma questi finanzieri ormai hanno parlato, nasce il processo per la corruzione alla Guardia di Finanza, in primo grado Berlusconi viene condannato per tutte e 4 le tangenti insieme a il Sciascia e insieme ai marescialli, in appello per le prime 3, quelle pagate prima del 1992 scatta la prescrizione, mentre per la quarta, quella per Telepiù, c’è l’assoluzione per insufficienza probatoria, perché?
Perché non ci sono prove sufficienti che a pagare i finanzieri perché chiudessero un occhio, anzi due sulla reale proprietà di Telepiù, fosse stato Berlusconi, in quanto c’erano anche altri soci, i famosi prestanome che potevano avere pagato affinché la Guardia di Finanza chiudesse un occhio, quindi non era assolutamente sicuro che fosse stato lui e non qualcun altro del suo giro.
Sarebbe stata decisiva in quel processo d’appello per la corruzione della Guardia di Finanza, la testimonianza di Mills, perché quest’ultimo aveva costruito le società offshore attraverso le quali Berlusconi aveva finanziato i prestanome perché potessero rilevare le quote eccedenti il 10% e intestare a sé stessi un pacchetto azionario che in realtà controllava ancora lui, quindi lo sapeva Mills di chi era veramente Telepiù, cosa fa Mills? Lo slalom, lo scriverà al suo commercialista, testimonia in maniera reticente, non collega alla persona di Berlusconi quelle società ma genericamente alla galassia Fininvest e così i giudici non hanno la prova sufficiente per confermare la condanna di primo grado e così nel dubbio per insufficienza di prove, comma 2 dell’Art. 530 del Codice di procedura penale assolvono Berlusconi in appello, la Cassazione cosa fa? Decide per l’insufficienza di prove per tutte e 4 le tangenti e quindi lo assolve per insufficienza probatoria su tutti e 4 i fronti.
Adesso nella sentenza Mills depositata l’altro giorno, motivazioni della Cassazione: corruzione in atti giudiziari, la Cassazione ci dice che quell’assoluzione per insufficienza probatoria, sarebbe stata una condanna per Berlusconi se Mills avesse detto la verità e non fosse stato corrotto nell’interesse di Berlusconi dalle aziende di Berlusconi, quindi per nascondere la proprietà reale di Telepiù vengono corrotti i finanzieri che vanno a ispezionare le società che controllano Telepiù, che sono stati corrotti i finanzieri per nascondere la reale proprietà di Telepiù si corrompe Mills, perché quando viene chiamato a testimoniare non dica tutta la verità e per nascondere che Mills è stato corrotto si fa tutta la campagna che è stata fatta negli ultimi anni, si fanno anche i lodi Alfano e altre porcherie, perché? Perché ormai quello che è venuto fuori è troppo grosso non si può più metterci il tappo sopra, allora si aboliscono direttamente i processi o si cerca di abolirli, questo è quello che è successo.
La Cassazione che fu costretta a assolvere per insufficienza probatoria, perché le prove le avrebbe dovute fornire Mills, ma Mills non le poteva fornire perché era un testimone prezzolato, adesso fa quasi ammenda dicendo: se l’avessimo saputo prima quando abbiamo giudicato, beh certamente non avremmo assolto, vi leggo il passaggio così almeno d’ora in poi quando sentite Berlusconi dire: sono sempre stato assolto, non solo non è vero perché ha dovuto depenalizzare il suo reato, oppure accorciare i termini di prescrizione per ottenere una raffica di 6 prescrizioni del reato, più due sentenze in cui si dice che il reato non è più previsto dalla legge come reato in quanto lui stesso lo ha depenalizzato, lui l’imputato, ma anche quella sentenza in cui si scrive “assoluzione” sia pure insufficienza probatoria, quella per il primo processo, corruzione della Guardia di Finanza, anche quella è un’assoluzione per modo di dire, è un’assoluzione comprata pagando un testimone, non potendo pagare i giudici, visto che a Milano di corruttibili non ne hanno trovati, ecco cosa dice la Cassazione di quella sentenza che è un errore giudiziario, vedete come gli errori giudiziari non sono soltanto le condanne degli innocenti, ma anche le assoluzioni dei colpevoli, soprattutto quando i colpevoli riescono a deviare il loro processo corrompendo il testimone?
Dice la Cassazione: il fulcro della reticenza di Mills nel processo d’appello per le tangenti Fininvest alla Guardia di Finanza 1998, se non erro, si incentra in definitiva nel fatto che egli aveva ricondotto solo genericamente a Fininvest e non alla persona di Silvio Berlusconi la proprietà delle società offshore che lui aveva creato e che erano state utilizzate per finanziare i prestanome che si intestavano le quote berlusconiane di Telepiù, con questa bugia ha alterato il corso del processo Guardia di Finanza.
I giudici di primo grado erano stati costretti a procedere in via induttiva con la conseguenza che in secondo grado, proprio la carenza di prova certa sul punto, reale proprietà delle società offshore usate per finanziare i prestanome di Berlusconi in Telepiù, aveva determinato nel processo l'assoluzione di Silvio Berlusconi in secondo grado e definitivamente in sede di giudizio di Cassazione. Quindi la bustarella che Sciascia nel 1994 mentre Berlusconi diventa Presidente del Consiglio la prima volta, Sciascia versa ai finanzieri per nascondere la reale proprietà della pay tv, sarebbe stata punita con la condanna di Berlusconi in persona se non ci fosse stata la bugia prezzolata di Mills, Berlusconi nel 2001 quando la Cassazione lo assolse per la prima volta nel suo primo processo per insufficienza probatoria, sarebbe stato condannato per corruzione, si sarebbe beccato 4 o 5 anni di galera, sarebbe finito dentro perché non c’era neanche lo sconto dell’indulto e quindi invece di tornare a Palazzo Chigi nel 2001, sarebbe finito a San Vittore, là dove sarebbe finito comunque il 25 febbraio di quest’anno se non ci fosse stato il Lodo Alfano che ha separato la sua posizione da quella di Mills e se non ci fosse stata la Legge ex Cirielli che ha ridotto da 15 a 10 anni la prescrizione del reato per tutti e due, sarebbero stati condannati tutti e due a 4 anni e mezzo per corruzione giudiziaria e sarebbero finiti dentro entrambi, con la possibilità per Berlusconi di chiedere i domiciliari, dirà qualcuno, no, perché il privilegio di dare i domiciliari a chi ha compiuto i 70 anni, è nella Legge ex Cirielli, è stato fatto apposta per salvare Berlusconi e Previti proprio al momento del loro settantesimo compleanno.
Quindi andatevela a vedere questa sentenza, è molto interessante perché riscrive una parte della storia che Berlusconi con il suo revisionismo assecondato dai servi che lo circondano, ha voluto gabellarci ma che invece è totalmente falsa, quando lui viene assolto o è perché è comprato il giudice o è perché ha comprato il testimone, altrimenti verrebbe condannato e se viene prescritto è perché ha dimezzato la prescrizione e se viene assolto perché il reato non è più previsto dalla legge, vuole dire che lui ha depenalizzato lo reato, lui stesso che l’aveva commesso!



de Magistris aveva ragione (espandi | comprimi)


Secondo atto giudiziario, parliamo completamente di un’altra cosa, sempre per la serie: come è andata a finire.
Questo abbastanza breve, stiamo parlando di 21 paginette, è l’avviso di conclusione delle indagini che ha valore anche di informazione di garanzia, nei confronti di alcuni indagati, cos’è l’avviso di conclusione delle indagini? Quando il Magistrato dopo 6 mesi o un anno o un anno e mezzo, massimo due anni nei casi di mafia ma non è questo il caso, conclude un’indagine, deve avvisare le persone indagate e le parti, gli Avvocati, le eventuali vittime dei reati, che l’indagine è finita, dopodiché le parti hanno 20 giorni di tempo per chiedere supplementi di indagine o per chiedere di essere interrogati se non lo sono stati ancora, quando fanno le loro richieste e il Magistrato le ha soddisfatte, il Pubblico Ministero a quel punto chiede il rinvio a giudizio, succede quasi sempre così perché se il Magistrato intende chiedere l’archiviazione del fascicolo non manda l’avviso di conclusione delle indagini, manda immediatamente e direttamente la richiesta di archiviazione al G.I.P..
In questo caso non hanno chiesto l’archiviazione, chi sono i soggetti di questo avviso di conclusione delle indagini? Gli autori? La Procura della Repubblica di Salerno nelle persone dei PM Maria Chiara Minerva, Rocco Alfano e Antonio Cantarella, coordinati dal nuovo Procuratore Capo Franco Roberti, Salerno vi ricorderà qualcosa probabilmente, almeno lo spero perché ne abbiamo parlato tante volte. Salerno è la Procura, non solo ne abbiamo parlato recentemente perché a Salerno la Procura ha ottenuto il rinvio a giudizio due volte, anzi tre, dell’attuale Sindaco Vincenzo De Luca, quel galantuomo che è solito insultare Grillo, il sottoscritto e altri e che è stato appena trombato a sangue alle elezioni regionali in Campania, sapete che dicevano: nel PD è candidato un po’ così, però forte, è un candidato molto forte, infatti abbiamo visto come era forte, pensate se era debole, prendeva il cappotto invece della sconfitta, comunque lasciamo perdere.
Oltre a questo fatto Salerno è la Procura che nel dicembre di due anni fa, andò a perquisirne un’altra, quella di Catanzaro, perché? Perché la Procura di Salerno è competente sui reati commessi da Magistrati di Catanzaro, mentre sui reati commessi da Magistrati di Salerno è competente la Procura di Napoli e sui reati commessi dalla Procura di Napoli è competente quella di Roma, sui reati commessi dalla Procura di Roma è competente Perugia etc. etc. e su Perugia è competente Firenze e su Firenze è competente Bologna… questa è la regola, non si può indagare sul vicino di stanza, bisogna andare nella Procura più vicina competente per questa materia quando sono in ballo reati commessi da Magistrati, perché c’erano reati in ballo, ipotizzati a carico di Magistrati? Perché Luigi De Magistris aveva denunciato i suoi superiori che lo avevano espropriato delle indagini Why not e Poseidone, la prima portatagli via dal Procuratore generale facente funzioni Dolcino Favi, la seconda avocatagli dal Procuratore Capo Mariano Lombardi e aveva denunciato anche i colleghi che dopo lo scippo delle due indagini avevano iniziato a spezzettarle, parcellizzarle, sostanzialmente insabbiarle.
De Magistris denuncia i suoi superiori e alcuni suoi colleghi a Salerno perché lì è competente, i suoi colleghi a Salerno perché Salerno è competente, denunciano De Magistris dicendo che invece le porcherie le faceva De Magistris e loro avevano finalmente liberato la Calabria da questo bubbone, questo magistrato fanatico e visionario, i magistrati di Salerno, in quel momento il Procuratore Capo era Luigi Apicella, assistito da due cosostituti molto attivi Gabriella Nuzzi e Dionigio Verasani, fanno le indagini e scoprono che le denunce dei superiori dei colleghi di De Magistris, contro di lui sono infondate e quindi chiedono di archiviarle al G.I.P. e il G.I.P. le archivierà, mentre invece le denunce di De Magistris contro i suoi superiori e i suoi colleghi sono fondate, quindi vanno avanti nelle indagini, dato che si ipotizza che il fascicolo Why not sia stato insabbiato in parte per quanto riguarda alcuni indagati eccellenti, non tanto Prodi che era stato iscritto per un fatto tecnico per verificare la titolarità di un’utenza telefonica ma soprattutto Mastella, l’ipotesi è che Mastella abbia avuto l’archiviazione del caso Why not, grazie al fatto che i magistrati che hanno ereditato il fascicolo dopo lo scippo a De Magistris hanno presentato al G.I.P. non tutte le carte, le cose che c’erano a carico di Mastella, ma solo una parte, per cui il G.I.P. ha deciso senza avere il quadro completo, questa era l’ipotesi accusatoria e quindi per vedere se è vero che nella richiesta di archiviazione per Mastella i PM subentrati a De Magistris avevano selezionato solo alcune paginette bianche, bisogna ottenere l’integrale del fascicolo Why not e paragonarlo alla richiesta di archiviazione per vedere se c’è tutto o manca qualcosa, ecco perché i PM di Salerno cominciano a chiedere ai loro colleghi di Catanzano, indagati per reati molto gravi, l’autorizzazione a… non gli vanno inizialmente a sequestrare le carte, gli vanno semplicemente a chiedere una copia degli atti in modo che una volta ottenuta la copia degli atti loro si possano fare le fotocopia e poi restituire immediatamente l’originale, è una questione, capite fare la fotocopia di un grande fascicolo a dire tanto ci impieghi una giornata se metti su due o tre segretari che lo fanno in esclusiva.
Per 7, 8 mesi, praticamente per tutto l’anno, due anni fa, la Procura di Catanzaro rifiuta di consegnare questi atti, ne manda un pezzettino, traccheggia, ne manda un altro pezzettino, il fascicolo integrale non arriva mai, per cui dopo una serie infinita di sollecitazioni a un certo punto la Procura di Salerno, dato che deve procedere e non riesce a farlo, si mobilita insieme alla Digos e va giù, a Catanzaro con un decreto di perquisizione e sequestro a prendersi quegli atti con la forza e a perquisire le case e gli uffici dei magistrati che trattenevano quegli atti per vedere se nascondevano atti in pen drive, dischetti, computer di casa, portatili etc., la famosa perquisizione del 3 dicembre 2008, cosa succede a quel punto? Un atto dovuto come quello della Procura di Salerno, viene spacciato agli italiani per una guerra tra procure, perché? Perché la risposta dei magistrati di Catanzaro invece di obbedire ai loro colleghi competenti a indagare su di loro, è eversiva, il Procuratore generale dice che siamo di fronte a un atto eversivo, lui che è indagato, la Procura rifiuta di consegnare gli atti di Why not, controsequestra il fascicolo I not che Salerno aveva appena sequestrato e indaga i magistrati di Salerno che sono andati a indagare quelli di Catanzaro, piccolo problema, quelli di Salerno sono competenti a indagare su quelli di Catanzaro, ma quelli di Catanzaro non sono competenti a indagare quelli di Salerno, quelli di Salerno possono essere indagati dalla Procura di Napoli, quindi dovrebbero mandare un esposto a quelli di Napoli perché provvedano direttamente quelli, invece lo fanno loro direttamente, abusando del loro potere.
Quindi abbiamo una Procura che sta facendo il suo dovere secondo la legge e un’altra che sta eversivamente ribellandosi a un atto giudiziario, come fanno i parenti dei camorristi quando la Polizia va a arrestare qualche boss a Scampia, gli tirano i vasi di fiori in testa, le mattonelle in testa, cercano di impedire il corso della giustizia, solo che questa volta lo fanno dei magistrati di Catanzaro contro i magistrati di Salerno.
Invece di denunciare questo abominio, intervengono i soliti tromboni: stampa, televisione, partiti di destra e di sinistra, tutti amorevolmente d’accordo, Csm, Associazione magistrati, guerra tra procure, un Tir va addosso a un passante, guerra tra il Tir e il passante, così non si capisce chi ha aggredito e chi è l’aggredito!
Vi leggo questo comunicatino emesso poche ore dopo l’inizio della perquisizione, mentre è ancora in corso la perquisizione di Salerno a Catanzaro: il Segretario Generale della Presidenza della Repubblica Donato Marra su incarico del Presidente Giorgio Napolitano ha oggi inviato al Procuratore generale di Salerno la seguente lettera: la Procura di Salerno ha effettuato ieri perquisizioni e sequestri nei confronti di magistrati e uffici della Procura generale di Catanzaro, tali atti di indagine anche per le forme e modalità di esecuzione hanno avuto vasta eco sugli organi di informazione suscitando inquietanti interrogativi, inoltre in una lettera diretta al Capo dello Stato il Procuratore generale di Catanzaro ha sollevato vive preoccupazioni per l’intervenuto sequestro degli atti del procedimento I not, pendente dinanzi a quell’ufficio che ne ha provocato l’interruzione, dopo che l’avevano portato via a De Magistris ci avevano dormito sopra per più di un anno, finché è arrivata la Procura di Salerno a dire: ce lo prendiamo per qualche ora, ce lo fotocopiamo perché sono mesi che ve lo chiediamo e non ce lo date, improvvisamente riattizzati sul fronte I not, i Magistrati di Catanzaro scrivono al Capo dello Stato dicendo: ci hanno portato via gli atti, non possiamo più indagare, avevano paura di perdere anche 24 ore, pensate la frenesia!
Cavolo, lo Stato se la beve tutta e dice che è inquietante quello che è successo, tenuto conto di tutto ciò il Presidente Napolitano mi ha dato incarico, dice il suo Segretario Generale, di richiedere al Procuratore di Salerno, l’urgente trasmissione di ogni notizia e ove è possibile, di ogni atto utile a meglio conoscere una vicenda senza precedenti che prescindendo da qualsiasi profilo di merito, già gli hai appena chiesto le carte e le spiegazioni di quello che fanno e poi dici che prescindi dal merito?
Presenta specie di eccezionalità con rilevanti e gravi implicazioni di carattere istituzionale, primo tra tutti quello di determinare la paralisi delle funzioni processuali, purtroppo chi indagherà su I not in quel giorno in cui a Salerno fanno le fotocopie prima di restituire il fascicolo a Catanzaro? C’è il rischio di una paralisi che c’era da un anno, loro se ne erano fregati, anzi quando hanno cacciato De Magistris da Salerno lo ha cacciato proprio il Csm, presieduto da Napolitano e quando i procuratori capo e generale hanno espropriato De Magistris delle due sue indagini provocando sì una bella paralisi di quelle indagini, non c’è stato un cane al Csm che abbia difeso De Magistris, anzi lo hanno punito!
La paralisi della funzione processuale cui consegue, come ha più volte ricordato la Corte Costituzionale la compromissione del bene dell’efficienza del processo che è l’aspetto del principio di indefinibilità della giurisdizione, qui siamo a livello di sepolcri imbiancati! Questo è il comunicatino del Quirinale che entra a gamba tesa in un’indagine in corso, in una perquisizione ancora in corso, chiedendo spiegazioni non a chi si è ribellato illegalmente a quella perquisizione, ma a chi illegalmente la sta facendo.



de Magistris aveva ragione (espandi | comprimi)


Sapete come è andata a finire, hanno cacciato il Procuratore Apicella dalla Magistratura e hanno cacciato da Salerno i pubblici Ministeri Nuzzi e Verasani che sono stati esiliati in due procure del Lazio con tutti i disagi, per esempio la Giudice Nuzzi ha un bambino piccolo, perché non possono più fare i magistrati a Salerno e non possono mai più fare i pubblici Ministeri, questo hanno stabilito i signori del Csm Mancino, Napolitano e tutto il Csm unanime.
Che c’è scritto nell’avviso di chiusura indagini fatto dai magistrati che sono subentrati a Apicella, nuovo Procuratore Capo Franco Roberti e ai due sostituti Verasani e Nuzzi, Minerva Alfano e Cantarella? Si dirà, adesso che sono arrivati magistrati bravi, buoni, mica come quelli che sono stati mandati via, è arrivato Franco Roberti che è il magistrato che tutti conoscono perché è stato anche spesso in televisione in quanto è il PM della lotta a Gomorra, è il Procuratore aggiunto di Napoli fino a qualche mese fa che coordinava le indagini sul clan dei Casalesi e ha acchiappato in questi ultimi due o tre anni decapitando proprio il vertice del clan dei Casalesi.
Di questi ci possiamo fidare, di cosa avranno fatto? Avranno preso quel famoso decreto di perquisizione di due anni fa denunciato da Napolitano, dal Csm, dalla destra, sinistra, Tg1, Tg2, Tg3, Tg4, Tg5, Studio Aperto, tutti i giornali di destra e di sinistra e avranno fatto a polpette quell’indagine su quei galantuomini dei magistrati di Catanzaro che tanto bene… invece no, nell’avviso di chiusura delle indagini si leggono le stesse identiche accuse che avevano formulato Apicella, Verasani e Nuzzi nel famoso decreto di perquisizione, quello che si diceva che era troppo lungo, vi ricordate che a un certo punto non sapendo più cosa dire hanno detto che il Decreto di perquisizione era troppo lungo, come se esistesse una misura standard per i decreti di perquisizione.
Questo che è un po’ più corto dice le stesse cose, adesso vedremo se cacciano anche Roberti, Alfano, Cantarella Minerva, per avere confermato in pieno l’indagine fatta dai magistrati cacciati.
L’avviso di chiusura delle indagini riguarda l’ex procuratore Lombardi, quello che ha tolto l’indagine Poseidone a De Magistris, Salvatore Murone, il suo Procuratore aggiunto che ha collaborato a levargli l’indagine, l’imputato principale delle inchieste di De Magistris, Antonio Saladino il capo della compagnia delle opere in Calabria, Giancarlo Pittelli famoso Onorevole di Forza Italia, Giuseppe Galati famoso Onorevole dell’Udc , Maria Grazia Nuzzi la convivente del Procuratore, PierPaolo Greco il figliastro del Procuratore, Dolcino Favi il Procuratore generale che ha tolto a De Magistris I not, Enzo Iannelli il Procuratore generale che ha preso possesso subito dopo quella vocazione e che si è ribellato alla perquisizione di Salerno, Alfredo Garbati, Domenico De Lorenzi e Salvatore Curcio i 3 sostituti Procuratori generali che hanno ereditato le inchieste tolte a De Magistris, sono 12 questi indagati che rischiano di diventare presto imputati e che sono accusati di reati che vanno, sono gli stessi ipotizzati da Apicella Nuzzi e Verasani, vanno non per tutti, quindi a vario titolo queste persone sono accusate: corruzione giudiziaria come Mills e Berlusconi e/o abuso d’ufficio, e/o falso in atto pubblico, e/o rifiuto di atti d’ufficio perché non hanno consegnato gli atti, e/o favoreggiamento nei confronti degli indagati.
Cosa ipotizzano i nuovi magistrati della nuova Procura di Salerno? Che i capi della Magistratura catanzarese ai tempi di De Magistris, siano stati corrotti da Saladino, da Pittelli e da Galati con favori, denari, altre utilità etc., per insabbiare o rallentare le indagini De Magistris che, scrivono questo avviso di chiusura delle indagini i magistrati, sarebbe stato isolato e alla fine scippato delle sue inchieste, perché chi lo ha fatto non l’ha fatto perché De Magistris gli stava antipatico, l’ha fatto perché era d’accordo in cambio di vantaggi con gli indagati eccellenti di De Magistris, questa è l’accusa e quando Salerno va a chiedere gli atti, rifiutano di darli, perché? Perché in quegli atti c’è la prova di quello che sta avvenendo.
Anche questo avviso di chiusura delle indagini chi lo vuole leggere lo trova sul sito de il Fatto quotidiano, ampio contesto corruttivo finalizzato alla messa a disposizione dei vertici della Procura di Catanzaro in cambio di denaro o altra utilità, sono espressioni agghiaccianti su come sono state scippiate quelle indagini e su come si sono salvati gli indagati eccellenti di I not e di Poseidone, contrariamente al vero si è spacciata una situazione di conflitto di interessi tra Mastella e De Magistris per potergli togliere l’inchiesta e dopodiché l’inchiesta è stata avocata e poi è stata parcellizzata, è stata smembrata in tanti filoni da sostituti del tutto estranei alle logiche di indagine, visto che era stata avviata da De Magistris e in più c’è stata un’illecita attività di interferenza per rallentarla e favorire imputati come Saladino, Pittelli e Galati e tutto perché c’è stato un patto corruttivo tra l’Avvocato Pittelli e il Procuratore Lombardi, queste sono le accuse, non è una sentenza, è un avviso di chiusura delle indagini, ma dato che per avere fatto questo indagini e sono stati cacciati Nuzzi, Verasani e Apicella, adesso scoprire che quelle indagini erano talmente buone che vengono confermate da magistrati completamente diversi da loro che sono arrivati dopo, e alla fine leggere che è vero che i magistrati di Catanzaro hanno indebitamente rifiutato la doverosa trasmissione di atti rilevanti per la progressione investigativa della Procura di Salerno e comunque destinati per legge alla conoscenza di quest’ultima, scopriamo anche che non è vero niente che c’è stata una guerra tra procure ma ce ne era una che aveva ragione e l’altra che aveva torto e leggere alla fine tra le fonti di prova, i verbali di Gioacchino Genchi che è una delle persone che hanno subito l’ostracismo per avere osato mettere anche lui il naso in queste vicende essendo il consulente tecnico di De Magistris e che adesso rischia addirittura la radiazione dalla Polizia per avere osato parlare e difendersi da queste accuse invece di stare zitto e rimediare la sua fettina di pane, questo fa pensare che qualcuno, a cominciare dalle altissime cariche dello Stato che hanno autorizzato la grande menzogna sulla guerra tra procure e che hanno se non sollecitato, avallato la cacciata di magistrati onesti come Nuzzi, Verasani da Salerno, dovrebbero o vergognarsi o chiedere scusa perché De Magistris ormai è andato in politica, visto che gli hanno vietato di fare il PM, Apicella è andato in pensione.


Ma Nuzzi e Verasani stanno ancora in magistratura, esiliati a Latina e in un’altra Procura del Lazio, almeno a loro, forse, il Capo dello Stato, nonché Presidente del Csm e tutto il Csm e l'ANM che si è voltata dall’altra parte e che i politici che a parte Di Pietro non hanno mosso un dito contro questa colossale ingiustizia, dovrebbero prima vergognarsi e poi chiedere scusa a questi magistrati e possibilmente attivarsi per restituire loro l’onore e il posto che spetta a loro a Salerno e non da qualche altra parte, passate parola, buona settimana!

PS: Per tutti gli interessati che organizzano strutture locali e di rappresentanza del MoVimento 5 Stelle riporto il passo del "Non Statuto":
"Il MoVimento 5 Stelle non è un partito politico né si intende che lo diventi in futuro. Esso vuole essere testimone della possibilità di realizzare un efficiente ed efficace scambio di opinioni e confronto democratico al di fuori di legami associativi e partitici e senza la mediazione di organismi direttivi o rappresentativi, riconoscendo alla totalità degli utenti della Rete il ruolo di governo ed indirizzo normalmente attribuito a pochi.".
E' quindi disconosciuta ogni carica locale di rappresentanza (ad esempio Presidente) del MoVimento 5 Stelle. Ognuno vale uno. La piattaforma di voto per tutti gli iscritti sarà disponibile a fine giugno.


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Categorie: PUNTATE PRECEDENTI, CONSIGLI PER VOI
27 Apr 2010

PD e PDL in estinzione




Testo:
Buongiorno, sono Peter Gomez, Marco Travaglio è stato bloccato dall’eruzione islandese, non perché si trovi in Islanda, ma perché si trovava in giro per l’Italia per una serie di presentazioni, quindi oggi cercherò di palarvi io delle cose di cui vi avrebbe parlato Marco.

La mafia non deve esistere (espandi | comprimi)

Se sia io che Marco, siamo rimasti molto colpiti questa settimana dall’ennesima uscita del nostro Presidente Silvio Berlusconi sui fatti che riguardano Cosa Nostra. La settimana scorsa il 16 aprile il giorno in cui la pubblica accusa chiedeva una condanna a 11 anni di reclusione nel processo di appello contro il Sen. Marcello Dell’Utri già condannato in primo grado a 9 anni per concorso esterno in associazione mafiosa, Silvio Berlusconi ha tirato fuori uno dei suoi leitmotiv che lo caratterizza dal 1994 e questa volta per i giornali se l’è presa con Roberto Saviano l’autore di Gomorra, in realtà la questione è più complessa e non riguarda solo Roberto Saviano, ma riguarda tutti noi.
Ricordo, per chi non l’avesse letto, cosa ha detto Berlusconi, Berlusconi ha detto che la nostra mafia risulta essere la sesta mafia al mondo e che però è quella conosciuta perché c’è stato un supporto promozionale, dice Berlusconi, che l’ha portata a essere un elemento molto negativo di giudizio per il nostro paese e ha ricordato poi le 8 serie della Piovra ritrasmesse in televisione in 160 paesi del mondo e soprattutto la letteratura sui fatti di mafia che parte da Gomorra e arriva a tutto il resto.
A Roberto Saviano per chi ha letto i giornali in questi giorni ci sta pensando da solo a difendersi e ha anche ipotizzato il fatto di lasciare la sua Casa Editrice Mondadori e per questo ha provocato l’intervento di Marina Berlusconi, la figlia del Premier che è Presidente della Mondadori. In realtà dietro questa presa di posizione di Berlusconi che dicevo che non è affatto nuova, si nasconde un ragionamento molto vecchio che non è neanche made in Berlusconi.
Il primo a tirare fuori questa storia è stato infatti Michele Greco, il Papa della mafia che nel corso dei suoi processi incominciò a accanirsi contro il padrino di Mario Puzzo, sostenendo che quel libro, quel romanzo, tutto quel parlare di mafia l’aveva portato alla sbarra.
Berlusconi Premier, poi, nell’ottobre del 1994 riprese per la prima volta questo tipo di dichiarazioni, sostenendo che avevamo fatto un grande danno al paese con le fiction sulla mafia, perché la mafia rappresenta solo una parte infinitesimale dell’Italia rispetto a 57 milioni di abitanti che aveva allora il paese e immediatamente dopo quella presa di posizione che risaliva all’ottobre 1994 ce ne era stata un’altra altrettanto significativa e era stata la presa di posizione di Totò Riina che si trovava a quell’epoca già in carcere perché era stato arrestato il 15 gennaio 1993 e Riina dalla gabbia gli aveva risposto: è vero? Ha ragione il Presidente Berlusconi, tutte queste cose sono invenzioni, tutte queste cose da tragediatori che discreditano l’Italia e la nostra bella Sicilia, si dicono tante cose cattive con questa storia di Cosa Nostra, della mafia che fanno scappare la gente, ma quale mafia, quale piovra e sono tutti romanzi!
Non si tratta di polemizzare con Berlusconi ma di mettere qualche puntino sulle “i”, i dati ci dicono che Berlusconi ha un’immagine totalmente irreale del nostro paese, la prima causa di sottosviluppo delle regioni del sud che oggi si vorrebbero dividere dal resto del paese a partire dal federalismo fiscale per arrivare alla secessione sono proprio le organizzazioni criminali, al di là di questa classifica se la mafia sia al primo o al sesto posto, certamente Cosa Nostra in questo momento si trova indietro rispetto alla ’ndrangheta , resta il fatto che le mafie in Italia, ce l’ha detto il Censis, fatturano circa 100 miliardi l’anno, il 9,5 del Pil italiano è prodotto dalle organizzazioni criminali, il 70% degli esercizi commerciali e delle imprese in Sicilia pagano il pizzo e addirittura questa cifra sale o saliva all’80%, il Censis poi con un’indagine condotta attraverso questionari anonimi mandati a 700 diversi imprenditori, è giunto alla conclusione che il motivo per cui c’è un grande divario, distacco tra le regioni del sud rispetto a quelle del nord, è proprio riconducibile alle organizzazioni criminali, c’è un dato che meglio di tutti gli altri però spiega cosa significhi Cosa Nostra, ‘ndrangheta oggi o cosa significano il potere delle organizzazioni criminali rispetto alla società civile e è un dato economico che non ha niente a che fare con il bene e il male, certo possiamo ricordare che le organizzazioni criminali in questo paese, negli ultimi anni, negli ultimi 25 anni hanno ammazzato più di 10 mila persone, mentre tutti noi continuiamo a parlare di allarme terrorismo, quando il terrorismo nell’epoca degli anni di piombo arrivò a solo 600 morti ammazzati, ma il dato più impressionante è il dato su cui dobbiamo riflettere per capire di cosa parliamo quando parliamo di mafia, è un dato che ci viene raccontato dalla realtà di Bagheria, Bagheria è un paesone di 40 mila abitanti a una ventina chilometri da Palermo, che per tanti anni è stata la sede sociale del vecchio capo di Cosa Nostra, il vecchio capo di tutti i capi, Bernardo Provenzano, ebbene a Bagheria esisteva e esiste tutt’ora una clinica che si chiama la clinica Santa Teresa di Bagheria di proprietà di un prestanome di Bernardo Provenzano, di Michele Aiello, questa clinica era una clinica avanzatissima, forse era la clinica privata più avanzata di tutta la Sicilia, nella quale si conducevano le migliori terapie antitumorali di tutta l’isola, per questo arrivavano pazienti da tutta l’isola.
Questa clinica era ovviamente una clinica convenzionata, la convenzione era stata condotta in prima persona per molti aspetti dall’ex Presidente della Regione Sicilia Totò Cuffaro, attualmente condannato anche in secondo grado per favoreggiamento a alcuni personaggi di Cosa Nostra e attualmente sotto inchiesta per concorso esterno in associazione mafiosa.
Grazie a questo tipo di convenzioni un ciclo completo di terapia antitumorale alla prostata nella clinica Santa Teresa di Bagheria prima dell’intervento della Magistratura, costava 136 mila Euro, una cifra importante soprattutto se arriviamo a pensare che quei 136 mila Euro li pagavamo tutti noi con le nostre tasse, anche chi risiede in Lombardia e in Piemonte. Dopo l’intervento della Magistratura la clinica Santa Teresa è stata affidata a un commissario, ha continuato a lavorare e i prezzi sono scesi per le terapie antitumorali a livello di quelli di altre regioni per esempio del nord, oggi un ciclo completo di terapia antitumorale alla prostata che prima costava 136 mila Euro, costa 8.093 Euro.
In questi 125 mila Euro di differenza sta tutto il problema mafie e Cosa Nostra, perché mafia, ‘ndrangheta e camorra oltre che essere violente, non convengono e non convengono prima di tutto alle casse di uno Stato che mai come in questo momento non si può permettere spese di questo tipo.
La mafia è mafia perché ha rapporti con la politica e con le istituzioni, se non avesse rapporti con le politiche e con le istituzioni, sarebbe semplicemente gangsterismo e noi da 200 anni non staremmo qui a discutere su come sconfiggerla, questo è il problema di Cosa Nostra, certo magari facendo neanche troppe dietrologie si potrebbe pensare che nelle dichiarazioni di Silvio Berlusconi c’è nascosta una prosecuzione di quella trattativa che voi conoscete molto bene iniziata tra mafia e Stato nel 1992 e mai conclusa, probabilmente c’è questo, ma c’è anche dell’altro, c’è un problema che riguarda direttamente la selezione delle nostre classi dirigenti da parte dei partiti politici sia di destra che di sinistra, perché una selezione delle classi dirigenti sulla base del rischio mafia, non è stata mai fatta o quasi mai stata fatta da nessun tipo di partito politico.
In Sicilia negli scorsi anni è accaduto un evento importante, la Confindustria siciliana mentre altre Confindustria del nord storcevano il naso, ha deciso di espellere non solo gli imprenditori collusi, ma anche gli imprenditori che pagavano il pizzo, una rivoluzione copernicana perché chi paga il pizzo, Codice Penale alla mano non è una persona che commette un reato, è una persona che è vittima di un reato, è una persona che subisce un’estorsione e commette un reato solo se, quando viene chiamato di fronte a un magistrato, si rifiuta di parlarne, perché in quel momento sarà responsabile di una falsa testimonianza, di una testimonianza reticente, eppure la Confindustria ha deciso di lanciare questo segnale che poi in parte ha seguito e in parte no, ma è un segnale importante.


Mirello Crisafulli, la mafia e il PD (espandi | comprimi)

Non è mai accaduto invece che un partito politico decidesse di espellere un proprio appartenente perché aveva rapporti continuativi con Cosa Nostra. Ieri l’altro a Enna è avvenuto un primo fatto che poteva sembrare importante, a Enna si erano tenute le primarie per le elezioni di sindaco del Partito Democratico, Enna è un posto molto particolare in Sicilia è un po’ come il paese di Asterix nella Francia, nella Gallia occupate dai romani è una provincia tradizionalmente rossa.
A Enna il politico più importante è un signore che si chiama Mirello Crisafulli, quest’ultimo è un signore molto importante e è un esempio dei rapporti attuali tra mafia e politica, un esempio su cui si esercitano sociologi e anche criminologi, perché? Enna ha Mirello Crisafulli che è un esponente storico del Partito Comunista, poi del Pds, poi dei DS e poi del PD, nel 2000 viene ripreso da dalle microcamere piazzate dalla squadra mobile di Caltanissetta in un albergo di Pergusa, a Enna le microcamere sono state piazzate perché gli agenti di polizia sperano di riprendere una banda di estorsori che vanno dal proprietario dell’Hotel per chiedere il pizzo, in realtà le microcamere riprendono un’altra cosa, riprendono il boss di Enna, Raffaele Bevilacqua, un ex avvocato, è importante che sia un ex avvocato perché se andiamo a vedere quello che non ci raccontano i giornali, ci accorgeremo che negli ultimi 10 anni buona parte dei capimafia che sono stati arrestati e poi condannati erano capimafia laureati, che facevano i politici, architetti, avvocati, notai, erano persone riconducibili e benissimo introdotte all’interno della società civile.
Anche Raffaele Bevilacqua era uno di questi, era stato un politico, negli anni 90 aveva seduto anche come consigliere provinciale nel Consiglio Provinciale di Enna come esponente della DC, poi era stato arrestato e era stato condannato a 11 anni per mafia perché era un capo mafia.
Nel 2000 Bevilacqua entra in questo Hotel di Pergusa, l’Hotel Garden, accompagnato da due guardia spalle, incontra il suo vecchio amico Mirello Crisafulli, i due si vedono e immediatamente si baciano, ce l’avesse raccontato un pentito non ci avrebbe creduto assolutamente nessuno, poi si danno appuntamento e si siedono in una saletta riservata, il direttore dell’Hotel porta un block notes e una penna, i due dicono: no, niente appunti, meglio non lasciare traccia.
Cominciano a parlare di appalti e di favori, in realtà dal filmato non si riesce a capire chi comandi su chi, perché il boss mafioso chiede e il politico risponde e molte volte gli dice di no, fatti i cazzi tuoi, bene da tutto questo parte un’inchiesta, Mirello Crisafulli si autosospende, allora era solo un deputato regionale, i magistrati indagano e poi decidono di archiviare la sua posizione, sostanzialmente cosa si dice in questa archiviazione? Si dice: è del tutto vergognoso quello che è accaduto, un importante esponente politico ha accettato di avere rapporti con un così importante boss già condannato, attualmente Bevilacqua è stato condannato di nuovo per omicidio, però da quel colloquio non possiamo avere la prova che con il suo comportamento Mirello Crisafulli abbia rafforzato in maniera sensibile l’organizzazione Cosa Nostra, è un passaggio giuridico, tecnico.
Mirello Crisafulli viene riammesso, ritorna a fare politica, nelle elezioni successive viene candidato in Parlamento e grazie a quella legge che ci impedisce ormai di eleggere i nostri deputati, ma fa sì che vengano nominati esclusivamente dalle segreterie del partito, entra trionfalmente in Parlamento, verrà rinominato in Parlamento nel 2008, uomo potentissimo, partecipa alle primarie del PD a Enna, le vince anche perché l’attuale Sindaco Agnello che fa parte del PD, ma fa parte di una corrente diversa rispetto a quella di Crisafulli, decide di non partecipare, poi 3 giorni fa in seguito a una lettera aperta scritta da alcuni deputati, tra cui Beppe Lumia del PD, decide di ritirare la propria candidatura con molto ritardo è un passaggio positivo questo, ma è un passaggio su cui dobbiamo riflettere perché questa è l’eccezione che conferma la regola.
In questi giorni e mi veniva da sorridere, si parla molto della polemica e del tentativo del Presidente del Senato di smarcarsi dal Pdl per costituire forse un gruppo parlamentare separato, qualche giorno fa in una trasmissione della sera di Gianluigi Paragone avete assistito a una rissa furibonda tra due esponenti finiani della Pdl che erano Bocchino e Urso rispetto a un esponente di Comunione e Liberazione del Pdl che era Lupi, se ne sono dette di tutti i colori e oggi sui giornali scopriamo che Bocchino e Urso potrebbero finire di fronte ai probiviri del Popolo della Libertà perché con il loro comportamento, secondo alcuni avrebbero leso all’immagine e al prestigio di quel partito.
Il regolamento del Pdl è abbastanza preciso da questo punto di vista e dice che chiunque può mettere in discussione il prestigio del partito, può essere sottoposto a questo tipo di procedimento e arrivare fino all’espulsione.
Dicevamo prima che però i probiviri mai di nessun partito si sono occupati da questo punto di vista di quello che sono i rapporti tra i parlamentari e le organizzazioni criminali, nel governo come sapete fa ancora il sottosegretario all’economia un signore che è Nicola Cosentino, per il quale pende una richiesta di arresto che è stata respinta dalla Camera di appartenenza, nelle liste del Pdl è entrato a far parte in Regione Campania un signore che proveniva dal PD e mi pare che si chiamasse Conte che ha anche lui sulle spalle il suo bel procedimento per fatti di camorra.


La lotta alla mafia e il salto di qualità (espandi | comprimi)

Quello che accade di solito è esattamente il contrario, perché accade tutto questo? Accade tutto questo perché, come diceva Borsellino, mafia e politica sono due organizzazioni che controllano lo stesso territorio o si fanno la guerra o si mettono d’accordo.
E' vero che il Ministro Maroni, Polizia e Carabinieri negli ultimi anni hanno ottenuto degli straordinari risultati sul fronte della guerra alle organizzazioni criminali, quanto questo dipenda dal Ministro o quanto questo dipenda dall’opera dei magistrati e delle forze di Polizia è una lunga discussione, ricordo solo che in questi anni si è assistiti a dei tagli impressionanti dal punto di vista di bilancio rispetto ai finanziamenti alle forze di polizia, ma un dato di fatto è incontestabile, in questi anni, come non passato, si va generalmente a colpire esclusivamente la mafia militare.
Per quanto riguarda i rapporti politici e i rapporti istituzionali, si è molto più indietro, un esempio su tutti: qualche anno fa viene arrestato in Sicilia un signore che si chiama Mercadante, quest’ultimo è un potentissimo deputato regionale e è diventato deputato regionale nonostante che fosse cugino di Tommaso Cannella, quest’ultimo era il boss di Prizzi, il paese immediatamente vicino a Corleone e era un fedelissimo di Provenzano Bernardo.
Mercadante finisce sotto inchiesta più volte per i suoi rapporti con Cosa Nostra, mai il partito interviene, del resto quel partito nel 1996 aveva eletto come Presidente della Regione un signore che si chiamava Giuseppe Provenzano che era un commercialista, che era originario di Corleone, suo padre era corleonese doc, il quale aveva avuto una caratteristica, era stato il commercialista della convivente di Bernardo Provenzano, era finito sotto inchiesta per una serie di affari condotti con la convivente di Provenzano e poi era stato arrestato e poi prosciolto per insufficienza di prove, tutto questo era avvenuto sul finire degli anni 80, poi nel 1996 nonostante che fosse un signor nessuno, l’allora Pdl che si chiama Forza Italia, decide di candidarlo e lo fa diventare persino Presidente della Regione, in contemporanea entra prima in Consiglio Comunale e poi in Consiglio regionale Mercadante.
Quest'ultimo è un medico, è un radiologo, è cugino primo di un importantissimo boss mafioso, finisce sotto inchiesta più volte e mai i probiviri del partito intervengono per fare qualcosa.
E’ evidente che il garantismo è giusto e vale nelle aule di Tribunale, quando si fa politica nella selezione delle classi dirigenti devono valere dei criteri che sono diversi, i criteri di normale buonsenso, se io ho dei rapporti continuati, se vado spessissimo a pranzo o a cena con i boss, per una logica di elementare prudenza il mio partito politico deve escludermi e portare avanti qualcun altro che non ha quel tipo di rapporti politici, perché tanta gente, tante brave persone vogliono fare politica e ne hanno il diritto di farlo, in realtà questi tipi di comportamenti non vengono mai sanzionati, il rischio mafia non viene mai preso in considerazione e si arriva qui al caso Mercadante che è un caso emblematico.


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Categorie: PUNTATE PRECEDENTI, CONSIGLI PER VOI
20 Apr 2010

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