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POLITICA ITALIANA

SOLO IL 5,46% DEI LAUREATI ASSUNTI A CONTRATTO INDETERMINATO

Laurea

Solo il 5,46 per cento dei neolaureati entrati in azienda quest’anno ha avuto la possibilità di firmare un contratto di lavoro a tempo indeterminato – si legge nel comunicato diffuso dall’ADICO – un terzo rispetto a sei anni fa.
Un dato emerso nell’indagine condotta da Gidp, l’associazione di responsabili delle risorse umane, che ha coinvolto un focus group di 120 direttori del personale.
La modalità di inserimento preferita dalle aziende sono per il 38% il tirocinio. Per coloro che riescono a superare positivamente lo stage verrà proposto nel 30% dei casi un contratto a tempo determinato, solamente al 17,45% un contratto a tempo indeterminato.
I titoli di laurea preferiti dalle imprese sono ingegneria o economia; seguono informatica 8% e giurisprudenza 5,
5%.
Le funzioni aziendali che mostrano maggiore interesse occupazionale dinamismo per i laureati
s
ono l’area dell’amministazione, finanza e controllo. Seguono il commerciale, la progettazione e il marketing.
La paga d’entrata invece oscilla tra i 22 mila euro e i 26 mila. Più bassi i livelli retribuitivi dei metalmeccanici e più alti 
quelli del chimico e farmaceutico. 
La dichiarazione del ministro dell’Economia, Tremonti di qualche mese  fa sull’importanza del posto fisso in Italia se si vuole un paese stabile aveva scatenato le critiche di Confindustria e l’interesse dei sindacati – ricorda il presidente dell’ADICO, Carlo Garofolini – la flessibilità del mercato del lavoro è diventata una risposta alla spietata concorrenza di paesi che possono permettersi costi di manodopera inimmaginabili per noi. Salvo poi scoprire che senza un posto fisso non si progetta, non si compra casa, non ci si sposa e non si fanno figli.
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Categorie: ADICO
21 Lug 2010

VIVA PAOLO BORSELLINO!

SONO PASSATI 18 ANNI DALLA SUA MORTE E ANCORA NON E' STATA FATTA GIUSTIZIA!

NONOSTANTE CIO',IL SUO IMPEGNO E IL SUO CORAGGIO NEI CONFRONTI DELLA MAFIA NON CE LO DIMENTICHIAMO!

VIVA PAOLO BORSELLINO!

 

 

 

« L'equivoco su cui spesso si gioca è questo: si dice quel politico era vicino ad un mafioso, quel politico è stato accusato di avere interessi convergenti con le organizzazioni mafiose, però la magistratura non lo ha condannato, quindi quel politico è un uomo onesto. E NO! questo discorso non va, perché la magistratura può fare soltanto un accertamento di carattere giudiziale, può dire: beh! Ci sono sospetti, ci sono sospetti anche gravi, ma io non ho la certezza giuridica, giudiziaria che mi consente di dire quest'uomo è mafioso. Però, siccome dalle indagini sono emersi tanti fatti del genere, altri organi, altri poteri, cioè i politici, le organizzazioni disciplinari delle varie amministrazioni, i consigli comunali o quello che sia, dovevano trarre le dovute conseguenze da certe vicinanze tra politici e mafiosi che non costituivano reato ma rendevano comunque il politico inaffidabile nella gestione della cosa pubblica. Questi giudizi non sono stati tratti perché ci si è nascosti dietro lo schermo della sentenza: questo tizio non è mai stato condannato, quindi è un uomo onesto. Ma dimmi un poco, ma tu non ne conosci di gente che è disonesta, che non è stata mai condannata perché non ci sono le prove per condannarla, però c’è il grosso sospetto che dovrebbe, quantomeno, indurre soprattutto i partiti politici a fare grossa pulizia, non soltanto essere onesti, ma apparire onesti, facendo pulizia al loro interno di tutti coloro che sono raggiunti comunque da episodi o da fatti inquietanti, anche se non costituenti reati. »

(Paolo Borsellino, Istituto Tecnico Professionale di Bassano del Grappa 26/01/1989)

 

 

<<Chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola. >>


<<Politica e mafia sono due poteri che vivono sul controllo dello stesso territorio, o si fanno la guerra o si mettono d'accordo. >>


<<La lotta alla mafia dev'essere innanzitutto un movimento culturale che abitui tutti a sentire la bellezza del fresco profumo della libertà che si oppone al puzzo del compromesso morale, dell'indifferenza, della contiguità e quindi della complicità. >>

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Categorie: RICORDIAMOLI
18 Lug 2010

MICHAEL JACKSON TRIBUTE

Abbiamo deciso di dare vita ad un video-tributo per Michael Jackson.
Buona visione!





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Categorie: RICORDIAMOLI
17 Lug 2010

NEL 2009 SONO 8MILIONI LE PERSONE COSTRETTE A VIVERE CON MENO DI MILLE EURO AL MESE

denaro

Nel 2009 il numero delle famiglie povere è rimasto invariato – si legge nel comunicato diffuso dall' Adico – con quasi 8 milioni di persone, pari al 13,1%, costrette a vivere con un reddito di 983 euro mensili. 
Ma se il numero non cambia peggiorano le condizioni – evidenzia l'Adico – dove ad essere colpiti sono i giovani, il sud e le famiglie operaie. Questi in sintesi le cifre diffuse dall'Istat, che indicano come nel 2009 le famiglie povere hanno potuto contare su 17 euro in meno (rispetto al 2008) al mese.
Sempre nel 2009, sono 1 milione 162mila le famiglie (il 4,7%) che risultano in condizione di povertà assoluta per un totale di 3 milioni e 74 mila individui (il 5,2% della popolazione); stabili anch'esse rispetto al 2008.
Le ragioni per le quali il numero dei poveri non è nè aumentato nè diminuito, nel periodo considerato, sono state il calo dell'occupazione giovanile e gli ammortizzatori sociali che hanno contenuto gli effetti della crisi sulle famiglie.
Il Sud conferma i livelli di incidenza della povertà raggiunti nel 2008 (22,7% per la relativa e 7,7% per l'assoluta) e mostra un aumento del valore dell'intensità della povertà assoluta (dal 17,3% al 18,8%).
L'incidenza di povertà assoluta aumenta, tra il 2008 e il 2009, per le famiglie con persona di riferimento operaia (dal 5,9% al 6,9%), mentre l'incidenza di povertà relativa per queste famiglie aumenta solo nel centro (dal 7,9% all'11,3%). L'incidenza diminuisce invece a livello nazionale tra le famiglie con a capo un lavoratore in proprio (dall'11,2% all'8,7% per la povertà relativa, dal 4,5% al 3% per l'assoluta), più concentrate al nord rispetto al 2008.


fonte:ADICO
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Categorie: ADICO
15 Lug 2010

NAPOLI È LA CITTÀ PIÙ ECONOMICA, BOLZANO LA PIÙ CARA

8 luglio 2010

 

napoli

E' Bolzano la citta' piu' cara d'Italia, che fa registrare i livelli dei prezzi piu' elevati del 5,6% rispetto alla media nazionale. Seguono Bologna (+4,9%) e Milano (+4,7%). E' quanto emerge dalla prima indagine completa sulle differenze nel livello dei prezzi tra i capoluoghi di regione italiani nel 2009. I dati sono stati elaborati dall'Istat insieme con Unioncamere e Istituto Tagliacarne. Dai dati emerge che Napoli e' il capoluogo piu' economico del paese (-6,2% sulla media).
L'indagine, che ha preso in considerazione un paniere di 3.700 prodotti specifici, precisa il rapporto. Per quanto riguarda la spesa per alimentari, bevande e tabacchi la città più cara si conferma Bolzano (+8% sulla media nazionale) e quella meno cara è Napoli (-9%). Quanto all'abbigliamento e alle calzature, invece, il capoluogo di regione più costoso è Trieste (+3,7%), quella più conveniente è Campobasso (-5,4%). Per il comparto di spese relative alla casa (abitazione, acqua, energia elettrica e combustibili) la più costosa risulta Roma (+12,8%), quella meno cara è Potenza (-14,4%). Il livello dei prezzi dei mobili, articoli e servizi per la casa vede Trento al vertice della classifica seguita da Bolzano, mentre Ancona e Campobasso sono ai piedi. Riguardo ai servizi sanitari e spese per la salute, i livelli dei prezzi più alti si registrano ad Aosta (+12,6%) e Milano (+12%). All'opposto Reggio Calabria e Napoli mostrano i livelli più bassi (rispettivamente -11,7% e -9,7%). Passando ai trasporti e alle comunicazioni le più care sono Torino e Venezia e la città più a buon mercato è Reggio Calabria. Mentre, sul fronte dell'istruzione e dei servizi ricettivi e ricreativi (dunque anche per i ristoranti), invece, la città più cara è Bologna (+7,2 per cento) quelle meno care sono Napoli e Campobasso. La ricerca, hanno spiegato i suoi promotori, consentirà di depurare altri indicatori chiave dell'economia (salari, reddito, Prodotto interno) dalle differenze regionali nel livello dei prezzi: «È un contributo fornito alla politica e a chi deve prendere decisioni, tanto più utile nell'ottica del progetto di riforma federalista».

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Categorie: ADICO
09 Lug 2010

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