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POLITICA ITALIANA

Affissione degli articoli inviati in: Aprile 2010

CARRELLO DELLA SPESA SEMPRE PIÙ LEGGERO

Wikio



26 aprile 2010

Il carrello della spesa alimentare si fa sempre più leggero – si legge nella nota diffusa dall’ADICO – tant’è che quattro famiglie su dieci nel 2009, hanno tagliato gli acquisti; il 60%, tra rinunce e necessità hanno dovuto cambiare menù; il 35 per cento ha optato per prodotti di qualità inferiore.
A rilevare i dati questa volta ci ha pensato la CIA Confederazione italiana agricoltori in merito ai dati dell’Istat sulle vendite al dettaglio nel mese di febbraio.
Addirittura dai dati, emerge che nel primo bimestre di quest’anno le vendite sono scese dell’1,2 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente quando si è avuta una contrazione, in volume, dell’1,8 per cento e in valore dell’1,3 per cento.
La crisi ha cambiato le abitudini alimentari degli italiani – fa sapere il presidente dell’ADICO, Carlo Garofolini – una persona su 5 ha difficoltà a fare la spesa e le famiglie per fronteggiare la crisi cambiano punti vendita: vincono discount e ipermercati, a discapito di mercati rionali e dei negozi al dettaglio sotto casa.
Si compra meno pane  (- 2%),  carne bovina (- 2,1%) e avicola (- 1,2%), per l’olio di oliva (-3,4%)
mentre è continuata a crescere la pasta, che, nonostante i rincari, ha messo a segno un aumento (tra il 2 e il 2,5%).
La spesa per generi alimentari e bevande -sottolinea la Cia- si è attestata, sempre nel 2009, attorno ai 475 euro mensili. per complessivi 145 miliardi di euro (il 19,1 per cento del totale). Spesa sulla quale hanno inciso maggiormente gli acquisti di carne che, nonostante il calo dei consumi dello scorso anno, registra 31,5 miliardi di euro, il pane e i trasformati (26,3 miliardi di euro), gli ortofrutticoli (24,2 miliardi di euro), i lattiero-caseari e le uova (18 miliardi di euro).


Fonte:ADICO
Admin · 41 visite · 0 commenti
Categorie: ADICO
26 Apr 2010

25 aprile 1945:il risveglio

Il 25 aprile 1945 l'Italia si libera definitivamente dall'oppressione nazifascista...





Wikio







Admin · 8 visite · 0 commenti
20 Apr 2010

"SUI CLAN NON TACERO' MAI"

Wikio


Presidente Silvio Berlusconi, le scrivo dopo che in una conferenza stampa tenuta da lei a Palazzo Chigi sono stato accusato, anzi il mio libro è stato accusato di essere responsabile di "supporto promozionale alle cosche". Non sono accuse nuove. Mi vengono rivolte da anni: si fermi un momento a pensare a cosa le sue parole significano. A quanti cronisti, operatori sociali, a quanti avvocati, giudici, magistrati, a quanti narratori, registi, ma anche a quanti cittadini che da anni, in certe parti d'Italia, trovano la forza di raccontare, di esporsi, di opporsi, pensi a quanti hanno rischiato e stanno tutt'ora rischiando, eppure vengono accusati di essere fiancheggiatori delle organizzazioni criminali per il solo volerne parlare. Perché per lei è meglio non dire. 
è meglio la narrativa del silenzio. Del visto e taciuto. Del lasciar fare alle polizie ai tribunali come se le mafie fossero cosa loro. Affari loro. E le mafie vogliono esattamente che i loro affari siano cosa loro, Cosa nostra appunto è un'espressione ancor prima di divenire il nome di un'organizzazione. 
Io credo che solo e unicamente la verità serva a dare dignità a un Paese. Il potere mafioso è determinato da chi racconta il crimine o da chi commette il crimine?

Il ruolo della 'ndrangheta, della camorra, di Cosa nostra è determinato dal suo volume d'affari - cento miliardi di euro all'anno di profitto - un volume d'affari che supera di gran lunga le più granitiche aziende italiane. Questo può non esser detto? Lei stesso ha presentato un dato che parla del sequestro alle mafie per un valore pari a dieci miliardi di euro. Questo significa che sono gli scrittori ad inventare? Ad esagerare? A commettere crimine con la loro parola? Perché? Michele Greco il boss di Cosa Nostra morto in carcere al processo contro di lui si difese dicendo che "era tutta colpa de Il Padrino" se in Sicilia venivano istruiti processi contro la mafia. Nicola Schiavone, il padre dei boss Francesco Schiavone e Walter Schiavone, dinanzi alle telecamere ha ribadito che la camorra era nella testa di chi scriveva di camorra, che il fenomeno era solo legato al crimine di strada e che io stesso ero il vero camorrista che scriveva di queste storie quando raccontava che la camorra era impresa, cemento, rifiuti, politica. 

Per i clan che in questi anni si sono visti raccontare, la parola ha rappresentato sempre un affronto perché rendeva di tutti informazioni e comportamenti che volevano restassero di pochi. Perché quando la parola rende cittadinanza universale a quelli che prima erano considerati argomenti particolari, lontani, per pochi, è in quell'istante che sta chiamando un intervento di tutti, un impegno di molti, una decisione che non riguarda più solo addetti ai lavori e cronisti di nera. Le ricordo le parole di Paolo Borsellino in ricordo di Giovanni Falcone pronunciate poco prima che lui stesso fosse ammazzato. "La lotta alla mafia è il primo problema da risolvere ... non deve essere soltanto una distaccata opera di repressione ma un movimento culturale e morale che coinvolga tutti e specialmente le giovani generazioni le spinga a sentire subito la bellezza del fresco profumo di libertà che fa rifiutare il puzzo del compromesso morale della indifferenza della contiguità e quindi della complicità. Ricordo la felicità di Falcone quando in un breve periodo di entusiasmo mi disse: la gente fa il tifo per noi. E con ciò non intendeva riferirsi soltanto al conforto che l'appoggio morale dà al lavoro dei giudici, significava soprattutto che il nostro lavoro stava anche smuovendo le coscienze". 

Il silenzio è ciò che vogliono. Vogliono che tutto si riduca a un problema tra guardie e ladri. Ma non è così. E' mostrando, facendo vedere, che si ha la possibilità di avere un contrasto. Lo stesso Piano Caserta che il suo governo ha attuato è partito perché è stata accesa la luce sull'organizzazione dei casalesi prima nota solo agli addetti ai lavori e a chi subiva i suoi ricatti. 
Eppure la sua non è un'accusa nuova. Anche molte personalità del centrosinistra campano, quando uscì il libro, dissero che avevo diffamato il rinascimento napoletano, che mi ero fatto pubblicità, che la mia era semplicemente un'insana voglia di apparire. Quando c'è un incendio si lascia fuggire chi ha appiccato le fiamme e si dà la colpa a chi ha dato l'allarme? Guardando a chi ha pagato con la vita la lotta per la verità, trovo assurdo e sconfortante pensare che il silenzio sia l'unica strada raccomandabile. Eppure, Presidente, avrebbe potuto dire molte cose per dimostrare l'impegno antimafia degli italiani. Avrebbe potuto raccontare che l'Italia è il paese con la migliore legislazione antimafia del mondo. Avrebbe potuto ricordare di come noi italiani offriamo il know-how dell'antimafia a mezzo mondo. Le organizzazioni criminali in questa fase di crisi generalizzata si stanno infiltrando nei sistemi finanziari ed economici dell'occidente e oggi gli esperti italiani vengono chiamati a dare informazioni per aiutare i governi a combattere le organizzazioni criminali di ogni genealogia. E' drammatico - e ne siamo consapevoli in molti - essere etichettati mafiosi ogni volta che un italiano supera i confini della sua terra. Certo che lo è. Ma non è con il silenzio che mostriamo di essere diversi e migliori.

Diffondendo il valore della responsabilità, del coraggio del dire, del valore della denuncia, della forza dell'accusa, possiamo cambiare le cose.

Accusare chi racconta il potere della criminalità organizzata di fare cattiva pubblicità al paese non è un modo per migliorare l'immagine italiana quanto piuttosto per isolare chi lo fa. Raccontare è il modo per innescare il cambiamento. Questa è l'unica strada per dimostrare che siamo il paese di Giovanni Falcone, di Don Peppe Diana, e non il paese di Totò Riina e di Schiavone Sandokan. Credo che nella battaglia antimafia non ci sia una destra o una sinistra con cui stare. Credo semplicemente che ci sia un movimento culturale e morale al quale aspirare. Io continuerò a parlare a tutti, qualunque sarà il credo politico, anche e soprattutto ai suoi elettori, Presidente: molti di loro, credo, saranno rimasti sbigottiti ed indignati dalle sue parole. Chiedo ai suoi elettori, chiedo agli elettori del Pdl di aiutarla a smentire le sue parole. E' l'unico modo per ridare la giusta direzione alla lotta alla mafia. Chiederei di porgere le sue scuse non a me - che ormai ci sono abituato - ma ai parenti delle vittime di tutti coloro che sono caduti raccontando. Io sono un autore che ha pubblicato i suoi libri per Mondadori e Einaudi, entrambe case editrici di proprietà della sua famiglia. Ho sempre pensato che la storia partita da molto lontano della Mondadori fosse pienamente in linea per accettare un tipo di narrazione come la mia, pensavo che avesse gli strumenti per convalidare anche posizioni forti, correnti di pensiero diverse. Dopo le sue parole non so se sarà più così. E non so se lo sarà per tutti gli autori che si sono occupati di mafie esponendo loro stessi e che Mondadori e Einaudi in questi anni hanno pubblicato. La cosa che farò sarà incontrare le persone nella casa editrice che in questi anni hanno lavorato con me, donne e uomini che hanno creduto nelle mie parole e sono riuscite a far arrivare le mie storie al grande pubblico. Persone che hanno spesso dovuto difendersi dall'accusa di essere editor, uffici stampa, dirigenti, "comprati". E che invece fino ad ora hanno svolto un grande lavoro. E' da loro che voglio risposte.

Una cosa è certa: io, come molti altri, continueremo a raccontare. Userò la parola come un modo per condividere, per aggiustare il mondo, per capire. Sono nato, caro Presidente, in una terra meravigliosa e purtroppo devastata, la cui bellezza però continua a darmi forza per sognare la possibilità di una Italia diversa. Una Italia che può cambiare solo se il sud può cambiare. Lo giuro Presidente, anche a nome degli italiani che considerano i propri morti tutti coloro che sono caduti combattendo le organizzazioni criminali, che non ci sarà giorno in cui taceremo. Questo lo prometto. A voce alta.
©2010 Roberto Saviano/
Agenzia Santachiara
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Admin · 25 visite · 0 commenti
17 Apr 2010

AUMENTA LA PRESSIONE FISCALE E L’INDEBITAMENTO DELLE FAMIGLIE

Wikio


16 aprile 2010

“Sale l’indebitamento della famiglie italiane e la pressione fiscale”si legge nel bollettino economico diffuso dalla Banca d'Italia.
Nel 2009 la pressione fiscale è passata dal 42,9 al 43,2% mentre nel quarto trimestre dello stesso anno il debito delle famiglie in rapporto al reddito disponibile è lievemente salito, al 60%.
I consumi risultano ancora in calo, determinati dalla preoccupazione  della crisi economica che sta attraversando il nostro Paese e dalla conseguente perdita di posti di lavoro.
Rispetto al picco raggiunto nell'aprile del 2008, precisa il Bollettino della Banca d'Italia, il numero delle persone occupate è diminuito di oltre 700 mila unità (-3,1%).  Il calo dell'occupazione prosegue anche nei primi mesi del 2010, con una perdita del 0,4% sull'ultimo trimestre 2009.
Si tratta – fa notare il presidente dell’ADICO, Carlo Garofolini – come il calo occupazionale abbia registrato una flessione per il sesto trimestre consecutivo.
Infine, si legge sempre nel bollettino, peggiora la situazione delle finanze pubbliche, ricordando che l'indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche è salito nel 2009 al 5,3% del Pil, dal 2,7% del 2008.

Admin · 24 visite · 0 commenti
Categorie: ADICO
16 Apr 2010

6 APRILE 2009:L'OMICIDIO DELL'ABRUZZO

Il 6 aprile 2009 un terremoto di 5,8 gradi della Scala Richter colpisce L'Aquila e i paesi limitrofi.Il bilancio finale sarà di 308 morti.Ricordiamoli...




Wikio

Agire
Admin · 31 visite · 0 commenti
Categorie: AIUTIAMO L'ABRUZZO
05 Apr 2010

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