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POLITICA ITALIANA

Affissione degli articoli che appartengono alla categoria: ADICO

LAVORO, QUEI GIOVANI CHE NON ESISTONO




fantozzi

In Italia ci sono oltre 900mila ragazzi tra i 15 e i 29 anni che non fanno niente, non studiano, non lavorano e neanche hanno in mente di mettersi a cercarne uno – si legge nel comunicato dell’ADICO.
Un dato reso noto dall'ufficio studi di Confartigianato, che sottolinea come quei 900 e rotti mila corrispondano al 18,7% di tutta la popolazione di quella fascia di età.
Un fenomeno quasi sconosciuto in queste proporzioni in altri paesi europei e che in parte nasconde anche giovani che lavorano in nero oppure alla rinuncia di trovare una soluzione e campare alla giornata.
Su questo la recessione ha avuto un ruolo non secondario, spiegano gli esperti di Confartigianato. A restringere la fascia tra i 15 e i 24 anni i nullafacenti invisibili sono lo stesso un esercito di 641mila ragazzi (il 10,5% del totale di questa fascia di età), largamente concentrati nel Sud, che ne conta ben 415mila, tre volte i nullafacenti del Nord (157mila ragazzi) e del Centro, dove si scivola a 70mila casi.
Va anche detto che il fenomeno della rinuncia al lavoro si sta estendo, avverte Confartigianato, ad esempio in scia alla recessione altri 338mila adulti tra i 25 e i 54 anni hanno rinunciato a cercare qualcosa.
Ma almeno c'è un triste vantaggio su queste elaborazioni – spiega il presidente dell’ADICO, Carlo Garofolini –  chi non cerca più un lavoro esce dalle statistiche sulla disoccupazione, così i governi possono vantare tassi di senza lavoro nettamente inferiori alla realtà.
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Categorie: ADICO
18 Ago 2010

ADICO: FERIE ALL’ INSEGNA DEGLI AUMENTI


Il caro-vacanze come ogni estate scatta puntuale e non c’é crisi economica che tenga – fa sapere l’ Adico. Infatti nel 2010, stando alla banca dati dell’Istat aggiornata al mese di giugno, particolarmente forte è la spinta di trasporti, benzina, stabilimenti balneari, parchi divertimento e alloggi low cost, tutte voci che volano oltre il +1,3% dell’indice dei prezzi al consumo di quel mese, ma anche più dell’1,7% registrato a luglio. Qualche consolazione per i vacanzieri arriva invece dagli alberghi e dai pacchetti tutto compreso, quest’anno in flessione. 
Il solo viaggio di andata e ritorno è più costoso dell’estate dello scorso anno – evidenzia l’ Adico. Particolarmente amara la sorpresa trovata alle biglietterie ferroviarie (+9,5%), mentre chi ha scelto le isole ha speso per il traghetto il 7,3% in più. Più contenuto l’aumento dei trasporti aerei (+2,7%), ma la voce si è già “rifatta” a luglio: secondo le prime anticipazioni fornite dall’Istat l’aumento è stato del 15,2% rispetto a giugno e dell’8,2% su base annuale. A pesare, naturalmente, sono i rincari dei carburanti (+9,9%): e chi sceglie di spostarsi in auto subisce anche l’aumento dei pedaggi autostradali (+2,7%). 
Anche per dormire il portafoglio si alleggerisce in particolare negli “altri servizi di alloggio” (+3,4%). Si tratta di campeggi, bed and breakfast, agriturismi (ma la voce del paniere comprende anche le cuccette e i vagoni letto): in sostanza, quindi, gli alloggi ‘low cost’. Negli alberghi, invece, la spesa scende dello 0,6% rispetto allo scorso anno. Prezzi tutti in salita, però, per mangiare: le consumazioni al bar costano il 2,2% in più, mentre i ristoranti e le pizzerie segnano un +2,1%. Alla fine risparmia chi ha scelto il pacchetto vacanza tutto compreso: a differenza degli anni scorsi, quando i prezzi erano sempre cresciuti, nel 2010 conviene e costa lo 0,5% in meno.
Infine anche in spiaggia ed alle giostre non si scampa all’aumento. Gli stabilimenti balneari anche quest’anno mettono a segno un aumento del 2,5% e i parchi divertimento un rincaro del 2,7%. Segno più anche per cinema, teatri e musei (+2,1%). Buone notizie, invece, per chi ha scelto il trekking in montagna: gli impianti di risalita costano meno dello scorso anno (-0,7%). 
Per chi si consola con i classici riti gastronomici della canicola estiva: coni e coppette costano l’1,6% in meno; la frutta fresca scende del 6,5%; la tradizionale spaghettata con le vongole costa meno dello scorso anno, visto che la voce molluschi e crostacei ha subito una flessione dell’1,9%. Qualcosa in più si sborsa invece per i succhi di frutta (+0,2%), per le altre bevande analcoliche (+1,2%) e, soprattutto, per un bel boccale di birra fresca (+1,7%).
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Categorie: ADICO
09 Ago 2010

SOLO IL 5,46% DEI LAUREATI ASSUNTI A CONTRATTO INDETERMINATO

Laurea

Solo il 5,46 per cento dei neolaureati entrati in azienda quest’anno ha avuto la possibilità di firmare un contratto di lavoro a tempo indeterminato – si legge nel comunicato diffuso dall’ADICO – un terzo rispetto a sei anni fa.
Un dato emerso nell’indagine condotta da Gidp, l’associazione di responsabili delle risorse umane, che ha coinvolto un focus group di 120 direttori del personale.
La modalità di inserimento preferita dalle aziende sono per il 38% il tirocinio. Per coloro che riescono a superare positivamente lo stage verrà proposto nel 30% dei casi un contratto a tempo determinato, solamente al 17,45% un contratto a tempo indeterminato.
I titoli di laurea preferiti dalle imprese sono ingegneria o economia; seguono informatica 8% e giurisprudenza 5,
5%.
Le funzioni aziendali che mostrano maggiore interesse occupazionale dinamismo per i laureati
s
ono l’area dell’amministazione, finanza e controllo. Seguono il commerciale, la progettazione e il marketing.
La paga d’entrata invece oscilla tra i 22 mila euro e i 26 mila. Più bassi i livelli retribuitivi dei metalmeccanici e più alti 
quelli del chimico e farmaceutico. 
La dichiarazione del ministro dell’Economia, Tremonti di qualche mese  fa sull’importanza del posto fisso in Italia se si vuole un paese stabile aveva scatenato le critiche di Confindustria e l’interesse dei sindacati – ricorda il presidente dell’ADICO, Carlo Garofolini – la flessibilità del mercato del lavoro è diventata una risposta alla spietata concorrenza di paesi che possono permettersi costi di manodopera inimmaginabili per noi. Salvo poi scoprire che senza un posto fisso non si progetta, non si compra casa, non ci si sposa e non si fanno figli.
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Categorie: ADICO
21 Lug 2010

NEL 2009 SONO 8MILIONI LE PERSONE COSTRETTE A VIVERE CON MENO DI MILLE EURO AL MESE

denaro

Nel 2009 il numero delle famiglie povere è rimasto invariato – si legge nel comunicato diffuso dall' Adico – con quasi 8 milioni di persone, pari al 13,1%, costrette a vivere con un reddito di 983 euro mensili. 
Ma se il numero non cambia peggiorano le condizioni – evidenzia l'Adico – dove ad essere colpiti sono i giovani, il sud e le famiglie operaie. Questi in sintesi le cifre diffuse dall'Istat, che indicano come nel 2009 le famiglie povere hanno potuto contare su 17 euro in meno (rispetto al 2008) al mese.
Sempre nel 2009, sono 1 milione 162mila le famiglie (il 4,7%) che risultano in condizione di povertà assoluta per un totale di 3 milioni e 74 mila individui (il 5,2% della popolazione); stabili anch'esse rispetto al 2008.
Le ragioni per le quali il numero dei poveri non è nè aumentato nè diminuito, nel periodo considerato, sono state il calo dell'occupazione giovanile e gli ammortizzatori sociali che hanno contenuto gli effetti della crisi sulle famiglie.
Il Sud conferma i livelli di incidenza della povertà raggiunti nel 2008 (22,7% per la relativa e 7,7% per l'assoluta) e mostra un aumento del valore dell'intensità della povertà assoluta (dal 17,3% al 18,8%).
L'incidenza di povertà assoluta aumenta, tra il 2008 e il 2009, per le famiglie con persona di riferimento operaia (dal 5,9% al 6,9%), mentre l'incidenza di povertà relativa per queste famiglie aumenta solo nel centro (dal 7,9% all'11,3%). L'incidenza diminuisce invece a livello nazionale tra le famiglie con a capo un lavoratore in proprio (dall'11,2% all'8,7% per la povertà relativa, dal 4,5% al 3% per l'assoluta), più concentrate al nord rispetto al 2008.


fonte:ADICO
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Categorie: ADICO
15 Lug 2010

NAPOLI È LA CITTÀ PIÙ ECONOMICA, BOLZANO LA PIÙ CARA

8 luglio 2010

 

napoli

E' Bolzano la citta' piu' cara d'Italia, che fa registrare i livelli dei prezzi piu' elevati del 5,6% rispetto alla media nazionale. Seguono Bologna (+4,9%) e Milano (+4,7%). E' quanto emerge dalla prima indagine completa sulle differenze nel livello dei prezzi tra i capoluoghi di regione italiani nel 2009. I dati sono stati elaborati dall'Istat insieme con Unioncamere e Istituto Tagliacarne. Dai dati emerge che Napoli e' il capoluogo piu' economico del paese (-6,2% sulla media).
L'indagine, che ha preso in considerazione un paniere di 3.700 prodotti specifici, precisa il rapporto. Per quanto riguarda la spesa per alimentari, bevande e tabacchi la città più cara si conferma Bolzano (+8% sulla media nazionale) e quella meno cara è Napoli (-9%). Quanto all'abbigliamento e alle calzature, invece, il capoluogo di regione più costoso è Trieste (+3,7%), quella più conveniente è Campobasso (-5,4%). Per il comparto di spese relative alla casa (abitazione, acqua, energia elettrica e combustibili) la più costosa risulta Roma (+12,8%), quella meno cara è Potenza (-14,4%). Il livello dei prezzi dei mobili, articoli e servizi per la casa vede Trento al vertice della classifica seguita da Bolzano, mentre Ancona e Campobasso sono ai piedi. Riguardo ai servizi sanitari e spese per la salute, i livelli dei prezzi più alti si registrano ad Aosta (+12,6%) e Milano (+12%). All'opposto Reggio Calabria e Napoli mostrano i livelli più bassi (rispettivamente -11,7% e -9,7%). Passando ai trasporti e alle comunicazioni le più care sono Torino e Venezia e la città più a buon mercato è Reggio Calabria. Mentre, sul fronte dell'istruzione e dei servizi ricettivi e ricreativi (dunque anche per i ristoranti), invece, la città più cara è Bologna (+7,2 per cento) quelle meno care sono Napoli e Campobasso. La ricerca, hanno spiegato i suoi promotori, consentirà di depurare altri indicatori chiave dell'economia (salari, reddito, Prodotto interno) dalle differenze regionali nel livello dei prezzi: «È un contributo fornito alla politica e a chi deve prendere decisioni, tanto più utile nell'ottica del progetto di riforma federalista».

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Categorie: ADICO
09 Lug 2010

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