Ultimi Commenti

ITALIA MIA E UNITA …un mito ...

02.12.09 @ 12:23:08
da Maurizio Spagna


Vittima vs Carnefice: qual è il ...

01.11.09 @ 19:58:39
da racheleto


"SOS ABRUZZO IL CONCERTO il 13 ...

02.06.09 @ 13:03:24
da anime libere


Condivido in pieno, purtroppo in Italia ...

27.04.09 @ 00:42:03
da Flagos


Questa è una pessima realtà che ...

09.02.09 @ 14:07:04
da eddie


Calendario

Novembre 2009
LunMarMerGioVenSabDom
 << <Mar 2010> >>
1234567
891011121314
15161718192021
22232425262728
2930     

Avviso

Chi c'é online?

Membro: 0
Visitatori: 2

rss Sindicazione

POLITICA ITALIANA

Affissione degli articoli inviati il: 01.01.01

LA FIRMA DI SARAJEVO

Wikio Testo: Buongiorno, oggi mi sembra inevitabile parlare del Decreto Salvaliste, come lo chiamano nella è la solita truffa per dare un nome sbagliato a una cosa vergognosa e cercare di renderla meno vergognosa questo non è un Decreto Salvaliste, questo è un decreto, tanto per cambiare, Salva Berlusconi, mi scuso con quelli che hanno preso il mio libro, è già da aggiornare perché ad personam si forma all’ultima legge ad personam, ma l’ultima è sempre la penultima, quindi ne sta arrivando non solo questa, ma tra poco ne avremo una vagonata, non dimentichiamo che questo la prossima settimana dovrebbe essere licenziato definitivamente dal Parlamento in legittimo impedimento, quindi il firmatutto che siede al Quirinale sarà chiamato a un’altra delle sue mirabolanti prove. Non poteva non firmarlo (espandi | comprimi) Avrete notato come tra coloro che si sono posti, tutti quelli che hanno un minimo di sensibilità democratica residua a questo Decreto, si siano divisi tra coloro che dicono che il Decreto è una porcata, ma che Napolitano ha fatto bene a firmarlo, non poteva non firmarlo , e coloro che invece dicono che il Decreto è una porcata e è una porcata anche la firma del Presidente della Repubblica, a me sembra un po’ contraddittorio dire che il Decreto è una porcata e che il Presidente lo doveva firmare anche perché ben sappiamo che il Presidente della Repubblica può firmare come non può firmare e quando una legge è incostituzionale o illegale proprio filosoficamente come questa, ha tutti gli strumenti per non firmarla, mentre invece da quello che si legge sui giornali, le ricostruzioni non smentite, pare che a questa legge abbia collaborato lo stesso Capo dello Stato alla stesura di questa legge, dopo avere fatto sapere al governo che non avrebbe firmato altro Decreto, quello che gli era stato sottoposto giovedì notte e che proprio giovedì notte sarebbe nata l’idea di fare questo. Non so se la cosa è chiara, ma il fatto che giovedì notte, il Capo dello Stato abbia fatto sapere al Governo Berlusconi che non avrebbe firmato il Decreto versione N. 1, dimostra che il Capo dello Stato può non firmare i decreti che ritiene incostituzionali, altrimenti avrebbe dovuto digerirsi pure il Decreto N. 1, primo fatto. Il Capo, gobbo dello Stato (espandi | comprimi)Secondo fatto: il fatto che abbia suggerito un altro tipo di decreto, ancora una volta dimostra che siamo oltre i poteri del Capo dello Stato, perché sapete che nelle prerogative del Presidente della Repubblica, stabilite dalla Costituzione non c’è quella di suggerire o di collaborare alla stesura di legge o Decreti , il Capo dello Stato deve aspettare che il governo nel caso dei decreti e il Parlamento nel caso delle leggi, gli recapitino il provvedimento, dopodiché deve valutare se lo firma o non lo firma, se non lo firma lo rimanda alle Camere o lo rimanda indietro con un messaggio motivato dove spiega il perché lo rigetta e lo può fare per i decreti, per mancanza di urgenza, oppure per mancanza di necessità o per mancanza di costituzionalità, perché è un’indecenza, semplicemente perché non vuole mettere la sua firma sotto una porcheria, non ci sono nella Costituzione specificate le ragioni per cui può o non può firmare, c’è scritto che può non firmare, prerogativa della quale, da quando il Presidente della Repubblica è Napolitano non si è mai avvalso, non c’è stata finora, salvo che ricordi male una legge che sia arrivata a lui e che lui abbia rimandato indietro, è capitato a volte che lui abbia fatto sapere prima che non avrebbe firmato una legge, indicando in qualche modo come doveva essere cambiata per firmarla, cosa che fa di lui un collaboratore del legislatore, quindi una figura sconosciuta alla Costituzione, anche perché chi ha collaborato alla stesura di una legge, non può poi ovviamente essere imparziale nel momento in cui deve decidere se firmarla o no, perché? Perché se ha collaborato anche lui, è evidente, ma lasciamo perdere queste questioni lana caprina, facciamo, come dice il Presidente del Senato, con rispetto parlando, Schifani, un po’ di sostanza. Ladri di speranze (espandi | comprimi) La sostanza è che a me è capitato in queste ultime settimane nei miei incontri che faccio in giro per l’Italia, negli spettacoli che faccio nei teatri, di incontrare dei ragazzi delle liste 5 stelle, che mi chiedevano: possiamo mettere fuori il banchetto per raccogliere le firme perché ci mancano ancora tot firme, magari da te viene tot gente, magari riusciamo a raccogliere qualche firma, naturalmente ho sempre detto di sì, ci mancherebbe, mi fa piacere perché firmare per una legislatura non vuole dire votare per quella lista , vuole dire semplicemente consentire a quella lista di potersi presentare agli elettori e di potersi confrontare con gli altri soggetti esistenti, se poi è una lista giovane, nuova e giovane come quella, mi faceva ancora più piacere, il fatto che poi me l’abbiano chiesto in Campania, dove il candidato del centro-sinistra tutto è un soggettino come quello che conoscete, non voglio neanche nominarlo per non rovinarmi la giornata, mi ha reso particolarmente felice di dare un mano in qualche modo. Pensavo proprio a questi ragazzi delle liste 5 stelle, ma anche a tutte le persone che hanno raccolto le firme per i referendum del Vday, a tutte le persone che hanno raccolto le firme per il referendum all’epoca contro il Lodo Maccanico indetto da Di Pietro etc., a tutti quelli che in questi anni si sono fatti un mazzo così per andare in piazza, studiarsi la legge nei minimi dettagli, raccogliere un numero anche superiore di firme nella previsione che poi qualcuna te la cassano, poi come sapete ne sono state cassate talmente tante nel referendum di Grillo che alla fine si è ritrovato di fronte il Giudice Carnevale che gliene faceva buone solo 350 mila per ogni quesito anziché 500 mila, pensavo a tutte le persone che in questi anni hanno speso parte del loro tempo libero, hanno preso ferie, freddo per fare le cose secondo la legge. Ci pensavo l’altro giorno quando leggevo le incredibili dichiarazioni dei politici che hanno imposto questo Decreto, poi naturalmente lo si può chiamare come si vuole questo Decreto, golpista, noi abbiamo deciso nel numero di ieri di chiamarli “ladri” ladri di legge, di legalità, di democrazia, di speranza, di tutto, può essere che Di Pietro abbia esagerato quando ha detto che bisognerebbe valutare impeachment per il Capo dello Stato, però certamente quello che è avvenuto è un gravissimo attentato alla Costituzione, poi l’ impeachment lo sappiamo, è fatto politico, richiede maggioranza, non c’è la maggioranza ovviamente in Parlamento, sapete come funziona il sistema mediatico che se uno non si tira giù i pantaloni in piazza, anche se dice una cosa sacrosanta non lo prende in considerazione nessuno, quindi bisogna dire una cosa sacrosanta e tirarsi giù i pantaloni, credo che Di Pietro abbia detto una cosa sacrosanta sulle responsabilità del Capo dello Stato, mi è capitato recentemente di criticarlo anche duramente per l’appoggio anche a quel tizio lì in Campania, su questo mi è parso l’unico che ha capito la situazione, poi il fatto che abbia detto che bisognava valutare l’ impeachment è un sovrappiù, l’importante è capire che il Capo dello Stato ha collaborato a una lesione che forse ha raggiunto un livello di gravità che non si era mai vista prima di ora e che devo dire ha messo d’accordo tutti i grandi costituzionalisti che abbiamo, a parte quei due o tre poveretti che giustamente vengono raggiunti dal Tg1 di Minzolingua e dai giornali di Berlusconi, ci sono sempre due o tre costituzionalisti a la carte che sono pronti a avallare qualunque porcata faccia il governo, ma a parte questi che sono di famiglia, tutti quelli di notoria indipendenza da Onida a Lorenza Carlassare per non parlare di Zagrebelsky hanno detto tutti quanti che questa è una porcata inumana che non si era mai vista e neanche immaginata. Quindi volevo segnalarvi l’ambiguità di coloro che dicono che il Decreto è da porcata, ma che Napolitano ha fatto bene a firmarla, se è una porcata non la doveva firmare, quindi è totalmente ridicolo convocare manifestazioni per sabato, per non so quando in cui si dice che si va a protestare contro Berlusconi ma non contro Napolitano, il Decreto porta la firma di Berlusconi e di Napolitano, quindi è inutile stare lì, non si possono separare, il fatto che poi uno, minacciando l’altro abbia ottenuto la firma, questa è una cosa che diremo tra un attimo. Ma intanto bisogna segnalare che tutti quelli che partecipano alla porcata sono egualmente responsabili, anzi più è alta la carica che ricoprono e la possibilità che hanno di impedire che la portata si consumi e più aumenta, ovviamente, il loro livello di responsabilità. Sapete che c’è una legge del 1988 che vieta la decretazione in materia elettorale, vediamo se la trovo, la cita Zagrebelsky nell’intervista a Repubblica, l’ha citato un po’ tutti Ainis su La Stampa, la legge 400 del 1988 regola la decretazione di urgenza e l’Art. 15 comma 2, fa divieto di usare il decreto in materia elettorale, c’è stata innanzitutto la violazione di questa norma, dettata non per capriccio ma per ragioni sostanziali. Decreto salvalista (espandi | comprimi)La materia elettorale è delicatissima, è la più refrattaria agli interventi di urgenza e soprattutto non è materia di governo in carica, del primo potenziale interessato a modificarla a suo vantaggio. Violazione di una legge dello Stato, con la firma di Berlusconi e di Napolitano, violazione della Costituzione certo violazione della Costituzione perché è evidente che qui si cambia il principio secondo cui la legge è uguale per tutti, che è già grave in assoluto, ma che è stragrave quando ciò avviene in una competizione elettorale andando a salvare alcuni, quelli che hanno presentato liste irregolari a discapito di altri, quelli che hanno presentato liste regolari, ma tra quelli che avevano presentato liste irregolari, questo Decreto ne salva soltanto alcuni e non ne salva altri, perché questo Decreto è stato fatto su misura per le violazioni commesse nella presentazione della lista del Pdl nel Lazio e della lista Formigoni a Milano, così come era stato ritenuto prima della Pronuncia del Tar. Ci sono alcune liste che verranno escluse anche dopo questo Decreto perché questo Decreto non si occupa delle loro tipologie di irregolarità, mentre ce ne sono altre, quelle di Berlusconi, che vengono riammesse perché, come ha detto il Ministro La Russa, noi abbiamo fatto un Decreto per spiegare ai tribunali cosa devono dire, hanno fatto una sentenza travestita da legge, ok? Adesso se riesco a trovarlo c’era uno splendido specchietto su un giornale, con l’elenco di tutte le liste e non verranno salvate dal Decreto Salva Berlusconi, questo è Salva Berlusconi, non è salvalista, perché salva le sue e non quelle degli altri, quindi siamo a un doppio salto mortale carpiato con avvitamento, nel senso che all’interno del salvaliste c’è un salva alcune liste e altre no, Lombardia Radicali, Marco Cappato candidato Presidente della Regione, queste sono quelle escluse regione per regione, sempre Lombardia Sinistra Ecologica e libertà, fuori a Como, Mantova, Lodi e Sondrio, Liguria Nuovo Psi quindi centro-destra, Umbria Radicali e Sinistra Critica, Lazio Udeur, qualcuno dirà: non è una grossa perdita, non ci occupiamo più di valutazioni politiche, stiamo parlando di liste che hanno tutte l’obbligo di rispettare la legge, se non la rispettano devono essere escluse, se la rispettano devono essere incluse, qui invece abbiamo liste che non hanno rispettato la legge che vengono trattate in maniera diversa a seconda che piacciano a Berlusconi e a Napolitano e a seconda che no. Emilia Romagna, PC partito lavoratori per il comunismo e Radicali, Marche Radicali e Forza Nuova, Basilicata Radicali e due liste provinciali di Potenza e Matera, Calabria Partito Comunista dei lavoratori, chi sono questi, figli di un Dio minore? Perché non sono compresi nel Decreto salvaliste? Cosa potranno dire i cittadini che volevano votare per queste liste? Se avessero viste escluse tutte le liste che hanno violato la legge elettorale si sarebbero ovviamente rassegnati al fatto che il loro partito non poteva presentato le cose in regola per i tempi o per le autenticazioni, invece qui vedono che le loro irregolarità sono più irregolari di quelle di Berlusconi, chi l’ha detto, la legge? No, l’ha detto un Decreto fatto da Berlusconi e firmato da Napolitano. Legge danneggia concorrenti (espandi | comprimi)In più qui c’è un problema che ha messo in rilievo tra gli altri Zagrebelski, che il Decreto è stato fatto dal beneficiario del Decreto medesimo direte: dov’è la novità? Effettivamente Berlusconi ha obiettivo spessissimo delle leggi ad personam, che servivano per lui, ma qui stiamo parlando non di una legge che è stata fatta semplicemente per lui, ma di una legge che danneggia tutti gli altri, chi danneggia? Danneggia i concorrenti, quelli che avrebbero avuto il diritto di correre senza la concorrenza di liste presentate fuori legge e danneggia coloro che hanno presentato le liste fuori legge che non vengono riammesse, quindi stiamo parlando non solo di una legge che favorisce lui e basta, ma di una legge che per favorire lui, danneggia tutti gli altri. Guardate che la polemica che si fa sui Radicali o su chi ha denunciato le liste irregolari, non ha nessun significato, perché? Perché è sempre capitato che nelle elezioni ci sia qualcuno che denuncia le irregolarità degli altri, perché? Proprio perché se rispetti la legge tu, devi pretendere che la rispettino anche gli altri e se comunque non l’hai rispettata tu, devi pretendere che anche gli altri che non l’hanno rispettata non vengano ammessi, chi decide su tutto questo? I tribunali, questa è l’unica cosa, infatti Napolitano il primo giorno sembrava si fosse attestato su questa posizione, aveva detto: è un bel pasticcio, decidono i tribunali, come stabilito dalla legge, non ti piace quello che ha deciso il Tribunale, ricorri in appello, è tutto all’interno del diritto, è tutto previsto, sono 60 anni e più che si vota, non è che siamo nuovi. Questa volta ha deciso il governo perché come ha detto La Russa, dobbiamo dire al Tar cosa deve stabilire, come deve decidere, così non potranno darci torto, capite che in questa dichiarazione c’è tutta l’incostituzionalità della legge, perché è una legge che scrive la sentenza ai giudici, questa è la cosa inaudita, pazzesca di tutto questo. Ci sono precedenti, quando sentite dire: non si possono escludere interi partiti, non si può escludere il partito di maggioranza relativa, non si possono punire gli elettori per colpa degli errori dei rappresentanti, cazzata solenne, si sono sempre puniti gli elettori per gli errori fatti dai rappresentanti dei loro partiti, il fatto poi che a fare questi errori sia il famoso partito del fare, della managerialità, dell’efficienza, il partito che doveva disboscare la democrazia, il partito che doveva liberarci dai lacci e laccioli e che è da 15 anni in politica e non ha mai fatto niente di tutto questo, pur avendo istituito addirittura i minori delle semplificazioni legislativa, figuratevi l’hanno dato a Calderoli, da qualunque parte la raccontino non sta in piedi quello che dicono, perché? Perché è già capitato altre volte che milioni o centinaia di migliaia di persone non abbiano potuto votare per un partito, perché aveva presentato carte false o carte fuori tempo massimo. Non succede di rado, succede sempre alle elezioni che qualcuno venga tagliato fuori, il caso forse più clamoroso è quello del 2000, quando nel centro-sinistra in Molise si presentò un candidato che si chiamava Di Staso, nel centro-destra un candidato che si chiamava Michele Iorio, vinse Di Staso per poche centinaia di voti, il centro-destra fece ricorso al Tar dicendo che alcune liste alleate con il centro-sinistra, erano state presentate in maniera o in forma irregolare, dopo le elezioni il Tar si pronunciò e disse che era ero, ci fu ulteriore passaggio al Consiglio di Stato che disse che alcune di queste liste erano irregolari e fu disposta la ripetizione delle elezioni, si rivotò e proprio grazie all’irregolarità scoperta, il centro-destra vinse le elezioni contro il centro-sinistra che le aveva appena vinte qualche giorno prima e oggi Michele Iorio continua a essere il governatore del Molise, proprio in virtù del fatto che erano state ripetute le elezioni, su denuncia del centro-destra, a nessuno è venuto in mente di dire: ah ma non è leale perché vogliono concorrere senza i rivali, vogliono correre da soli, vogliono vincere a tavolino, semplicemente perché c’erano delle irregolarità e il centro-destra ha fatto benissimo a denunciarli, credo due anni fa, se non erro, alle provinciali del Trentino c’era l’Udc che era irregolare come presentazione di lista, l’Udc era alleata del centro-sinistra, la Lega e il centro-destra fecero ricorso e ottennero l’esclusione dell’Udc, a nessuno è venuto in mente di dire che era un’offesa agli elettori dell’Udc , perché? Perché era colpa dei responsabili dell’Udc che non avevano presentato le liste in regola e avanti di questo passo. Le firme le raccolgono i Baluba (espandi | comprimi)Pensate quante ingiustizie crea questo Decreto dopo anni e anni in cui ci sono partiti che non hanno potuto partecipare a questa o a quell’elezione locale o nazionale, perché? Perché la legge dice che devi arrivare entro una certa ora e devi produrre un certo numero di firme autenticate e autentiche, se non lo fai sei fuori, dice: ma ero già dentro, chi se ne frega se eri già dentro, se sei in aeroporto e ti addormenti, l’aereo parte lo stesso! Cosa facciamo in decreto interpretativo per stabilire che chi dimostra di essere già in aeroporto, fa tornare giù l’aereo? Ma diamo i numeri, era già dentro e chi se ne frega se era già dentro, se era al cesso o era a farsi un panino o era lì che modificava le liste come pare che sia avvenuto nell’eterna guerra tra i finiani e i berlusconiani sono fatti suoi, la scadenza è quando la depositi la lista, non quando gironzoli nei corridoi o nelle zone limitrofe o nei bagni! Conosco gente che si sveglia la mattina presto per essere sicura di arrivare in tempo quando c’è una scadenza, conosco gente che per pagare le tasse in tempo, va due o tre giorni prima per non arrivare proprio all’ultimo momento, conosco gente che raccoglie molte più firme, ben sapendo che poi qualcuna comunque nel dubbio te la cassano, è così che si fa, è così che si fa! Invece no, questi se ne infischiano, trattano questi adempimenti come fossero cose da Baluba, si dedicano a spendere miliardi per campagne pubblicitarie sontuose (vedi Formigoni), tutte le sue fotine che danno vita a quel meraviglioso volto, campagna costosissima, se ne frega da raccogliere le firme, le firme le lasciamo raccogliere ai Baluba, tanto poi ci facciamo il decreto se le firme sono irregolari, questo è, purtroppo quello che è successo. Pensate l’incostituzionalità proprio filosofica di tutto questo. L’ultima cosa, è pazzesco, ma è il messaggio che il Presidente della Repubblica ha scritto sul suo sito, sul sito del Quirinale per spiegare quello che è successo “…il problema da risolvere era da qualche giorno quello di garantire che si andasse dovunque alle elezioni regionali con la piena partecipazione dei diversi schieramenti politici - e perché le altre volte non c’era la piena partecipazione perché qualcuno veniva escluso? Anzi in queste stesse elezioni qualcuno viene escluso, ma dato che sono partiti piccoli, lui se ne infischia - non era sostenibile che potessero non parteciparvi nella più grande regione italiana, il candidato Presidente e la lista del maggior partito politico di governo per gli errori nella presentazione della lista contestati dall’ufficio competente”, qui il problema è che la Regione era grande, Lazio o Lombardia e che il candidato della lista erano del maggior partito politico di governo? E se fossero stati una Regione di media grandezza e un partito di media dimensione e se fossero stati una regione piccola e un partito piccolo, hanno meno diritto quelli piccoli rispetto a quelli grandi? C’è un limite oltre il quale si può tranquillamente violare la legge, vantando di avere i muscoli più forti e di gridare più forte? Perché questo è quello che ci viene raccontato, guardate che questa spiegazione, mi dicono in Veneto “Xè peso el tacon del bùso” peggio la toppa del buco, perché qui ci stanno facendo capire che il problema era che il partito è grosso e fa paura! E chi lo stabilisce se il partito è grosso? Le elezioni e le elezioni non ci sono ancora state e in base a cosa il Capo dello Stato decide che questo è un partito grosso e se dovesse crollare all’improvviso per un motivo misterioso che noi non sappiamo? Si basa sui sondaggi per decidere i decreti? Per decidere quale partito è grosso e quale è piccolo? Vi rendete conto di quello che è riuscito a scrivere questo signore? Spero che sia mal consigliato, mi domando chi ha intorno, perché se ha qualcuno intorno che gli scrive queste cose, dovrebbe fargli una perizia psichiatrica a questi suoi consiglieri, di sceglierseli qualcuno migliore, perché guardate che questa fase sul partito grosso e sulla regione grossa è abominevole dal punto di vista del principio di eguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge, erano in gioco due interessi e beni entrambi meritevoli di tutela e rispetto delle norme e delle procedure previste dalla legge e il diritto dei cittadini di scegliere con il voto tra programmi e schieramenti alternativi. Da una parte c’è la legge e dall’altra ci sono i cittadini, è sempre stato così, non esiste il voto se non c’è la legge, è la legge che norma il voto, noi siamo una Repubblica e non una Monarchia perché è stata emessa una sentenza della Corte Costituzionale, mentre alcuni gridavano ai brogli, negli Stati Uniti ha vinto Bush anche se probabilmente ai numeri aveva vinto Al Gore perché a un certo punto la Corte Suprema ha detto: bastano i conteggi, le cose sono così punto e fine, era un’ingiustizia, è una convenzione, a un certo punto interviene la legge e dice come sono andate le cose. Se non accettiamo questa convenzione, si sfascia tutto, non c’è più lo Stato e lui mette sullo stesso piano il diritto di votare per un partito fuori legge e la legge e dice che non si può negare che si tratti di beni egualmente preziosi, da un lato la legge e dall’altro chi l’ha violata, si era nei giorni scorsi espressa preoccupazione anche da parte dei maggiori partiti dell’opposizione che avevano dichiarato di non voler vincere per abbandono dell’avversario o a tavolino e chi se ne frega di quello che dicono i politici? Quelle sono dichiarazioni politiche, la legge è legge! Non si può cambiare la legge soltanto perché uno ha fatto una dichiarazione, e si era anche da più parti parlato della legge di una soluzione politica, senza peraltro chiarire in quale senso ciò andasse inteso, una soluzione che forse è frutto di un accordo tra maggioranza e opposizione? Se una porcata è una porcata, può diventare meno porcata soltanto perché la concordano tutti? A parte che qui non hanno concordato niente, come avete visto, visto che perfino il PD una volta tanto fa la voce grossa, anche se solo contro Berlusconi. Ora sarebbe stato certamente opportuno ricercare un tale accordo, andando al di là delle polemiche su errori e responsabilità dei presentatori delle liste non ammesse e sui fondamenti delle decisioni prese dagli uffici elettorali, in realtà sappiamo quanti risultino difficili accordi tra governo e maggioranza e opposizione anche in casi particolarmente delicati come questo e ancor più in clima elettorale, affari per le tendenze all’autosufficienza e scelte unilaterali da una parte e per diffidenze fondo e indisponibilità dall’altra, ma cosa scrive questo signore? Ma in ogni caso la soluzione politica, ovvero l’intesa tra gli schieramenti politici avrebbe pur sempre dovuto tradursi in soluzione normativa, aridagli con la piena partecipazione dei principali contendenti, come se i contendenti alle elezioni potessero essere divisi tra quelli principali che hanno diritto di violare la legge e quelli secondari che invece devono rispettare le leggi, ma qui siamo di fronte a una versione… si capisce perché viene da un ex dirigente comunista questa concezione dello Stato, cioè che c’è il primato del partito o del partito grosso rispetto alle regole, ma qui c’è una concezione che non ha niente a che fare con la democrazia liberare e con lo stato di diritto, si capisce benissimo che venga da un comunista evidentemente irredimibile e i tempi si erano a tal punto ristretti, dopo i già intervenuti pronunciamenti delle corti, che quel provvedimento non poteva che essere un Decreto Legge, il tempo stringeva, stavano per decidere i giudici amministrativi dopo che erano intervenuti gli uffici elettorali, bisognava fare in fretta per impedire ai giudici di ribadire quello che avevano stabilito gli uffici elettorali, ma vi rendete conto di quello che sta dicendo questo signore? Serie tensioni istutizionali (espandi | comprimi)Più la rileggo, più resto allibito. Diversamente dalla bozza di Decreto prospettatami dal governo in un teso incontro giovedì sera, il testo successivamente elaborato dal il Ministero dell’Interno e dalla Presidenza del Consiglio non ha presentato secondo me evidenti vizi di incostituzionalità, né si è indicata da nessuna parte politica quale altra soluzione potesse essere ancora più esente da vizi e dubbi di quella natura? Visto che nessuno dell’opposizione ha indicato una legge che fosse un po’ meno porcata, di questa porcata qua, allora questa porcata è la meno porcata che esista e quindi lui la firma, ma vi rendete conto? Lui stesso riconosce che ci sono vizi e dubbi di incostituzionalità ma che dato che non esistono, perché nessuno le ha indicate, delle leggi che abbiano ancora meno vizi e dubbi di incostituzionalità, lui firma questa! La vicenda è stata molto spinosa, fonte di gravi contrasti di visione e messo in evidenza l’acuirsi non solo di tensioni politiche, ma di serie tensioni istituzionali, prima dice: teso incontro di giovedì, poi serie tensioni istituzionali, è bene che tutti se ne rendano conto, sono deciso a tenere ferma la linea di indipendente e imparziale svolgimento del ruolo e di rigoroso esercizio delle prerogative che la Costituzione attribuisce al Presidente della Repubblica nei limiti segnati dalla stessa carta in spirito di leale cooperazione istituzionale, un effettivo senso di responsabilità dovrebbe consegnare a tutti i soggetti politici e istituzionali di non rivolgersi al Capo dello Stato con aspettative e pretese improprie e a chi governa di rispettarne costantemente le funzioni e i poteri, come può dire: non rivolgetemi a me per pretese improprie se ogni volta che Berlusconi si rivolge a lui per pretese improprie lui gliele firma, quelle pretese improprie, c’è da rimanere sconcertati! La firma di Sarajevo (espandi | comprimi)Concludo con quello che è veramente successo in quello che lui stesso, il Capo dello Stato definisce un teso incontro giovedì sera, serie tensioni istituzionali, ha scritto Il Messaggero, Marco Conti “Il Premier disse al Colle, scateno la piazza, il Cavaliere pronto a tutto, avanti anche da solo, la tua firma non è indispensabile” a pag. 3, taglio basso, le notizie vere si nascondono, l’ha scritto Luc Felese su Il Fatto “La difesa del Quirinale e le minacce di B” l’ha scritto Bruno Vespa, sempre molto informato su quello che o avviene nei corridoi, ha fatto un editoriale su Il Mattino di Napoli e ha detto che prima della firma del Decreto si era venuta a creare una situazione simile allo sparo di Sarajevo, quello in cui Gavrilo Princip sparò all’Arciduca Francesco Ferdinando innescando, come casus belli la Prima Guerra Mondiale, 1914, Vespa che parla di spari, dice che c’è stata una tempesta tra Napolitano e Berlusconi, nelle ore che hanno preceduto e seguito il colloquio di mercoledì con il Capo dello Stato, Berlusconi ha pensato di far saltare il tavolo, l’indisponibilità presentata da Napolitano a firmare il Decreto che firmasse la lista Pdl e la posizione di Formigoni in Lombardia, sarebbe stato lo sparo di Sarajevo, come l’assassinio dell’Arciduca Francesco Ferdinando d’Austria e di sua moglie il 28 giugno del 1914, con il pretesto di scatenare la Prima Guerra Mondiale, così l’eventuale sacrificio dei candidati alla conquista e alla conferma delle due regioni più importanti d’Italia, sarebbe stato l’innesco di una bomba ben più micidiale. Il Presidente del Consiglio voleva far approvare la sera stessa un Decreto Legge sulla falsariga del precedente nelle elezioni europee del 1995, ma il Capo dello Stato ha sostenuto che quella procedura non poteva essere sostenuta in questo caso e Berlusconi si è molto arrabbiato, minacciando il ricorso alla piazza, prima mi avete visto con in mano questo librone, questo è il Codice Penale, può essere che io mi sbagli, credo ci sia anche una Vicepresidente che riguarda il reato di minacce, ma per il momento ho trovato l’Art. 289 che dice “attentato contro organi costituzionali è punito con la reclusione non inferiore a 10 anni, qualora non si tratti di un più grave delitto, chiunque commette un fatto diretto a impedire in tutto o in parte anche temporaneamente al Presidente della Repubblica o al governo l’esercizio delle attribuzioni o prerogative conferite dalla legge; la pena è della reclusione da 1 a 5 anni se il fatto è diretto soltanto a turbare l’esercizio delle attribuzioni o prerogative funzioni suddette” è vero o non è vero che giovedì sera c’è stata una minaccia esplicita del Presidente del Consiglio al Capo dello Stato? Perché le opposizioni non presentano una denuncia alla Magistratura e non invitano il Capo dello Stato a confermare o a smentire le ricostruzioni de Il Messaggero di Vesca, de Il Fatto Quotidiano? Stiamo parlando di qualcosa di grave se Bruno Vespa parla degli spari, quello che è certo è che non è vero che questo è un decreto interpretativo, questo è un decreto innovativo, che stabilisce regole nuove, posti diversi e modalità di autenticazione diversa delle firme per la presentazione delle liste, rispetto a quelli che erano previsti quando è iniziata la raccolta delle firme e è iniziata questa lunga campagna elettorale, quindi questo decreto, checché ne dicano i corazzieri improvvisati che cercano di distinguere tra le responsabilità di Berlusconi e quelle di Napolitano, era un decreto che evidentemente non poteva essere adottato, sia perché vietato dalla legge, sia perché incostituzionale nello spirito e nelle lettere, sia perché fa una cosa diversa da quella che dice di voler fare, non interpreta ma aggiunge. Se giovedì sera si è arrivati allo scontro che abbiamo descritto perché Napolitano ha rigettato la prima versione del decreto, vista la seconda che ha firmato, possiamo immaginare cosa c’era nella prima versione del Decreto, possiamo immaginare quanto siano minimaliste tutte le espressioni più dure che si possono usare in questi giorni: furto, golpe e qualsiasi cosa, noi siamo ormai in preda a un regime declinante ma non per questo meno pericoloso, anzi credo che nei prossimi mesi ne vedremo ancora delle brutte, non delle belle! Continuate a seguirci, stasera parleremo di questo a Torino, perché a Torino è invitato presentando il libro, parleremo ovviamente di questa nuova legge ad personam con l’ex Presidente della Corte Costituzionale, Gustavo Zagrebelsky e con Ettore Boffo e il Pubblico Ministero Ingoia al Teatro Nuovo a partire dalle 21 e lo stesso faremo giovedì sera con Pier Camillo Davigo alla Camera del Lavoro a Milano in corso di Porta Vittoria e lunedì prossimo lo faremo a Roma all’Alpheus ma troverete tutti gli estremi di queste presentazioni che possono diventare delle occasioni anche per manifestare la propria presenza in un momento abbastanza difficile, intanto continuate a seguirci su Il Fatto Quotidiano Passate parola e buona settimana.
Prodotto : WIL 126  
Categoria:
Lavatrici e Lavasciuga
Partner:
Unieuro
L'Offerta la trovi 
in questo momento su:

Prodotto : DeLonghi Forno elettrico Sfornatutto EO 1200 W  
Categoria:
Piccoli Elettrodomestici
Partner:
EPlaza
L'Offerta la trovi 
in questo momento su:
Categoria   EPlaza -  Forno elettrico 
Marca   DeLonghi  
51,00 €
Forno elettrico con capacità 12,5 litri. Tre funzioni di cottura: grill, forno a convezione naturale, resistenza suola per cotture delicate. Cavità interna in alluminio.  
 Aggiungi a Desiderati  Invia a un Amico Acquista



Prodotto : Samsung Cellulare SGH-E251 Greenish Blue  
Categoria:
Cellulari
Partner:
EPlaza
L'Offerta la trovi 
in questo momento su:
Categoria   EPlaza -  Cellulare 
Marca   Samsung  
58,90 €
Cellulare EDGE/GPRS Tri Band: 900/1800/1900 Mhz con fotocamera VGA e zoom 4x, Display a 65536 colori. Lettore multimediale e Radio FM, vivavoce, Java MIDP 2.0, WAP 2.0, T9, suonerie polifoniche e Mp3, Bluetooth e slot MicroSD.  
 Aggiungi a Desiderati  Invia a un Amico Acquista
Categoria   Unieuro -  Elettrodomestici/Lavatrici/Carica frontale/ 
259,00 €
5kg - Classe lavaggio ed energetica: A - 1000 giri - 22 programmi tra cui gli speciali: rapido 30’, chef, lavaggio lana certificato woolmark, lavaggio a freddo e a mano  
 Aggiungi a Desiderati  Invia a un Amico Acquista










































Admin · 12 visite · 0 commenti
Categorie: PUNTATE PRECEDENTI, CONSIGLI PER VOI
11 Mar 2010

ADICO:A FEBBRAIO RIPRENDE A CORRERE LA CASSA INTEGRAZIONE

Wikio

Riprende a correre la cassa integrazione a febbraio dopo la frenata registrata a gennaio. Secondo i dati diffusi oggi dall'Inps, le ore di cassa integrazione autorizzate alle aziende sono state nel mese 95 milioni, in aumento del 12,4% rispetto a gennaio (quando furono 84,5) e del 123% rispetto a febbraio 2009, quando arrivarono a 42,5 milioni di ore. Il dato riguarda naturalmente le ore chieste e autorizzate e non il "tiraggio", ovvero le ore effettivamente utilizzate dalle aziende. L'aumento complessivo è dovuto prevalentemente all'andamento della cassa straordinaria (quella concessa in caso di ristrutturazione, riorganizzazione e crisi aziendale) per la quale nel mese sono state autorizzate 38 milioni di ore, in crescita del 28% rispetto a gennaio e del 245,9% rispetto a febbraio 2009.
La cassa ordinaria (quella legata a "situazioni temporanee di mercato") registra invece una diminuzione rispetto a gennaio 2010 (-5,38%), mentre aumenta del 26,14% rispetto a febbraio 2009. La cassa integrazione in deroga, strumento che non era disponibile a febbraio 2009, registra un calo dell'1% rispetto a gennaio ma si conferma, con 19,6 milioni di ore autorizzate (circa il 20% del totale), un ammortizzatore di grande importanza per le aziende che affrontano la crisi. Nel complesso – precisa l'Inps – nei primi due mesi del 2010 sono state autorizzate 179,6 milioni di ore di cassa contro i 72 milioni dello stesso periodo del 2009 e un incremento del 149,34%. A gennaio le domande di indennità di disoccupazione sono state 106.000, con un aumento del 12% su dicembre e un calo del 2% su gennaio 2009.
“I dati sopra evidenziati sulla cig e sulla mobilità – spiega il presidente dell’ADICO, Carlo Garofolini– descrivono concretamente il perdurare delle difficoltà pesanti alle quali versa l’economia del nostro Paese, una situazione reale e diametralmente opposta agli annunci del Governo che decantata la ripresa economica”.

Dettagli www.politicaitaliana.blogitaly.net
Admin · 18 visite · 0 commenti
Categorie: ADICO
06 Mar 2010

L'estrema destra vince nelle amministrative in Olanda



La vittoria della destra. In Olanda, la patria delle più diverse culture, correnti, Geert Wilders è il vero vincitore della tornata di elezioni amministrative ottenendo ottimi piazzamenti: ad Almere (città-dormitorio alle porte di Amsterdam, con circa 200 mila abitanti) è primo con il 21 per cento dei voti e nove seggi su 39; all’Aja è secondo, con otto seggi conquistati, contro i dieci dei labouristi, prima forza politica.
“Ciò che è possible a l’Aia e Almere è possibile in tutto il Paese. È un trampolino per la nostra vittoria”, ha affermato Wilders.

Il punto più importante è la sua dichiarata xenofobia, la sua dichiarata lotta all'Islam.

Rimpiango il Cinquecento, il Seicento quando l'Olanda era la patria dei "diversi", in cui i calvinisti hanno trovato terreno fertile. Hanno trovato in poche parole la libertà.

Lo stesso Napolitano ha affermato che tale vittoria è «fuori dalla storia»
marco · 14 visite · Lascia un commento
04 Mar 2010

AD PERSONAM

Wikio Testo: Buongiorno a tutti, oggi vi racconto qualcosa che ho scoperto e che ho scritto nel libro nuovo, quello che esce tra domani e dopodomani nelle librerie: vi faccio vedere in anteprima la copertina, anche se è un po’ schiacciata. Si intitola “Ad Personam 1994/2010: così destra e sinistra hanno privatizzato la democrazia”. Ho scritto il libro quando ho cominciato a leggere - ve l’avevo già preannunciato in un Passaparola all’inizio dell’anno che- le leggi ad personam che sta preparando Berlusconi, le quattro, anzi cinque (intercettazioni, processo breve o morto, Lodo Alfano bis costituzionale, immunità parlamentare e legittimo impedimento) sarebbero intorno alla ventesima, alla diciannovesima di questi quindici anni. Tre leggi ad personam all'anno (espandi | comprimi) In realtà negli elenchi non si tiene mai conto di tutte: ci siamo dimenticati la prima, il Decreto Biondi, ci siamo dimenticati tutti quelli che gli ha fatto il centrosinistra e allora sono andato a spulciare e ho visto che, in realtà, le leggi ad personam nel senso di personam uguale Silvio Berlusconi sono state, in questi quindici anni, 36 solo quelle già approvate definitivamente e quindi le cinque che vi ho appena detto sono fuori, nel senso che quando saranno legge anche queste cinque si arriverà alla ragguardevole quota di 41. 41 in quindici anni vuole dire quasi tre all’anno, tenendo conto che Berlusconi, in questi quindici anni, ha governato soltanto per sette e mezzo otto, mentre gli altri erano gli anni del centrosinistra e conseguentemente, se dovessimo calcolare soltanto gli anni in cui lui aveva la maggioranza in Parlamento, dovremmo parlare addirittura di - sette per sei - sei all’anno, che sono una discreta media e in più ce ne sono alle undici che, o sono state tentate e non sono riuscite, oppure sono lì depositate in Parlamento pronte, come colpi in canna, a essere sparate. Poi non ci fermiamo: nel libro scrivo ad personam, ma mi occupo anche di tutte le altre leggi ad, cioè di tutte le altre leggi che, in questi quindici anni, hanno appunto privatizzato la democrazia ovvero, invece che occuparsi degli interessi generali dei cittadini -questa è una legge, un provvedimento generale e astratto nell’interesse della collettività, invece no - si legifera per quello o quell’altro, oppure per questa o quell’altra categoria politica, imprenditoriale, mafiosa e infatti ho fatto tutto l’elenco delle leggi ad mafiam, delle leggi ad castam, delle leggi ad aziendas (Confindustria) o ad aziendam, come quelle per Mediaset, per esempio e siamo arrivati così a un totale di circa 105 leggi che, naturalmente, sono pure approssimate per difetto, ma danno bene l’idea di che cosa è diventata la seconda repubblica e di che cosa è la seconda repubblica e cioè una repubblica ad personam, o ad poche personas, ad paucas personas. Per esempio, ci sono anche le leggi ad personam dove la personam non è Berlusconi e queste sono 16 e sono state fatte per altre personas: cinque, per esempio, sono state fatte - o comunque ne ha beneficiato - per Dell’Utri, tre sono state fatte apposta per mandare Piero Grasso alla Procura Nazionale Antimafia a impedire che ci andasse Caselli, perché quelle tre leggi sono leggi contra personam, nel senso di Caselli, ma ad personam nel senso di Grasso. Quattro leggi per salvare il Generale Pollari e i suoi amichetti per le deviazioni del Sismi, tra dossieraggi illeciti e sequestro di Abu Omar, due leggi per salvare gli spioni della Telecom, una legge per salvare Sofri, o meglio per cercare di fargli avere la revisione del processo, visto che a Milano gliela avevano negata hanno fatto una legge per stabilire che, visto che Milano aveva detto di no, allora bisognava andare a Brescia e poi, se a Brescia dicevano di no, come dissero di no, si andava a Venezia e, se a Venezia dicevano di no, si proseguiva il giro d’Italia, per cui poi si decise di fare il processo di revisione a Venezia, la revisione non funzionò perché fu confermata la condanna e conseguentemente la legge andò vana, ma intanto quella legge era stata approvata da centrodestra e centrosinistra negli stessi giorni in cui si faceva una legge ad personam (Dell’Utri, nel nostro caso) presentata dallo stesso relatore (il Senatore Valentino di Alleanza Nazionale) e anch’essa votata in maniera bipartisan, quindi fecero una legge pro Sofri e una legge pro Dell’Utri in contemporanea perché, come sempre, una mano lava l’altra. Poi ci sono le leggi ad mafiam, che sono state otto in questi quindici anni, una ogni due anni, le leggi pro mafia, sono quasi tutte ispirate o, addirittura, copiate dal papello di Totò Riina e che, insieme al piano di Rinascita Democratica di Gelli e a un memorandum che ho indicato nel libro, scritto da Berlusconi e mandato ai giornali del suo gruppo nel 93, segnano un po’ quella che è la costituzione materiale dell’Italia: il piano della P2, il memorandum di Berlusconi e il papello di Totò Riina sono i tre fari della politica legislativa di questa seconda repubblica, con analogie impressionanti. Poi ci sono le leggi ad personas, fatte per ampie categorie di personas, soprattutto per salvare dai processi il ceto politico e gli imprenditori retrostanti e queste sono 18, praticamente più di una all’anno, più sette che non sono riusciti a approvare, ma hanno tentato. Poi ci sono le leggi ad castam, per proteggere la casta dei politici e dopo vi farò un esempio in anteprima. Poi ci sono le leggi ad aziendas, quelle appunto per la Confindustria e poi ci sono quelle contra iustitiam, che sono una messe interminabile. Pensate, quando sentite parlare qualche politico che dice “ bisogna riformare la giustizia”, dovete sapere che in questi quindici anni di seconda repubblica riforme della giustizia ne sono state fatte circa 180 /200, in quindici anni vuole dire dalle dieci alle quindici all’anno, più di una al mese. Uno dice “ e vogliono riformarla ancora la giustizia?”, forse farebbero meglio a lasciarla in pace, se si astenessero dal riformarla può darsi che la giustizia si riprenderebbe, che riprenderebbe un po’ di colorito, il problema è che continuano a riformarla e, ogni volta che facevano queste quasi duecento leggi in materia di giustizia, ci raccontavano che le facevano per abbreviare i tempi della giustizia e, ogni volta, i tempi aumentavano. Nel 1999, undici anni fa, il processo penale durava in media 1457 giorni: il che vuole dire quattro anni; nel 2000 era salito a 1652 giorni, dopo le riforme del centrosinistra; poi è arrivato Berlusconi e, nel 2003, il processo durava 1805 giorni: oggi siamo nel 2010 e non sappiamo quanto dura esattamente un processo penale in media, perché hanno smesso di contarli, i giorni, per disperazione. Vista la progressione dovremmo pensare che sicuramente dura molto più di 2000 giorni: parliamo della media, eh, anche dei processetti del cavolo, anche loro fanno media. Ogni anno abbiamo 180. 000 prescrizioni, che sono 465 prescrizioni al giorno, cioè 465 reati che vengono commessi ogni giorno e che non verranno puniti a causa della prescrizione: questo è il risultato di duecento riforme della giustizia fatte dalla destra o dalla sinistra o, perlopiù, dalla destra e dalla sinistra messe insieme. Voi capite: la casta ci guadagna, noi meno. La tassa occulta che pagano gli italiani solo per la lungaggine dei tempi della giustizia penale e civile porta via ogni anno 2, 2 miliardi di Euro, la metà di quello che dicono di voler incassare con lo scudo fiscale: si potrebbe ottenere una cifra analoga facendo funzionare la giustizia, cioè facendo una legge di legalità anziché di illegalità, con lo scudo fiscale. E poi c’è il costo della corruzione che, come sapete, in Italia è di 40 miliardi l’anno per la Banca Mondiale, e di 60 miliardi l’anno per la Corte dei Conti. Facciamo buon prezzo, buon peso? 50 e un bacio sopra? Stiamo parlando di 50 miliardi di Euro all’anno, 100. 000 miliardi di vecchie lire, il decuplo rispetto a quello che costava, secondo l’economista Mario De Aglio, la corruzione quando scoppiò lo scandalo di tangentopoli, in meno di venti anni siamo riusciti a decuplicare i costi della corruzione. Ci sono ladri e ladri... (espandi | comprimi) Ora vi ho detto che vi anticipo un capitolo e è il capitolo che riguarda i finanziamenti ai partiti: perché vi anticipo questo? Perché è molto di attualità. Sentite dire “ non c’è una nuova tangentopoli, perché adesso si ruba per sé e non più per il partito”. Premessa, rubare per il partito dal punto di vista della democrazia è più grave che rubare per sé, perché se uno prende una tangente e poi la spende per comprarsi una macchina di lusso, oppure per farsi una vacanza ai tropici, oppure per qualche escort, tutto rimane nel perimetro del suo privato; se invece uno, dopo aver preso la tangente in cambio di un affare illecito, quella tangente la utilizza per fare carriera in un partito comprando tessere fasulle, oppure portando soldi in nero a quel partito per costituirsi un merito in cambio di una candidatura, altera anche le regole democratiche all’interno di quel partito, avvantaggiandosi su coloro che non rubano e conseguentemente peggiora la qualità della democrazia interna e esterna, oltre a avere preso dei soldi in cambio di un atto illecito o scorretto. Rubare per il partito è quindi molto più grave che rubare per sé, dal punto di vista dell’interesse generale ma, in ogni caso, è vero che oggi sono più numerosi i casi di tangenti per arricchimento del singolo, rispetto al 92 /93, dove vennero fuori molti casi di persone che magari facevano la cresta sulla tangente e quindi una parte se la mettevano in tasca, ma comunque facevano parte di un sistema criminale di massa finalizzato a portare una specie di oleodotto ininterrotto di soldi che, dalle imprese, in cambio di appalti truccati e abolizione della libera concorrenza, confluiva nelle casse dei partiti, perché i partiti per ipocrisia, cioè per non sfidare l’ira dei cittadini, si autoassegnavano dei finanziamenti pubblici che non bastavano per mantenere gli apparati elefantiaci che avevano messo in piedi e quindi, anziché alzare la quota del finanziamento pubblico per paura che la gente li linciasse, lo tenevano basso sulla carta e poi rubavano, integrando con le tangenti. Adesso effettivamente questa necessità i partiti non ce l’hanno: perché? Perché oggi spudoratamente destra e sinistra, dato che non c’è più opposizione né quando governa il centrosinistra, né quando governa il centrodestra su queste questioni di casta, i partiti si autoassegnano una barcata talmente enorme di denaro pubblico che poi non sanno che cosa farsene, quindi navigano nell’altro, incassano - ma lo vedremo - circa il quadruplo di quello che spendono. La storia della legge sul finanziamento pubblico dei partiti nasce nel 74, anzi nel 73, quando a Genova i Pretori scoprono che il Parlamento è sul libro paga dei petrolieri e conseguentemente il Parlamento vota leggi fiscali di favore per l’Unione Petrolifera la quale, a seconda di quanti soldi risparmia da queste leggi fiscali di favore, devolve una percentuale di quel risparmio ai partiti, praticamente si compra il Parlamento ogni anno per avere sgravi fiscali. Così i cittadini pagano più tasse per coprire quelle che non pagano più i petrolieri, i partiti incassano la loro tangente e sono tutti contenti tranne Pantalone, che alla fine paga. Questo scandalo fa molto scalpore - all’epoca gli scandali facevano molto scalpore - e i politici, per cercare di recuperare un minimo di credibilità, che cosa fanno? Una legge severa sul finanziamento dei partiti: stabiliscono che i partiti possono prendere denaro pubblico - prima prendevano soltanto denaro da privati - possono prendere una quota di finanziamento pubblico e poi possono pure continuare a prendere soldi da privati, purché naturalmente l’azienda che dà il finanziamento al partito o al politico metta a bilancio quel finanziamento, altrimenti è ovvio che, se un imprenditore deruba le casse della sua azienda e porta via dei soldi per darli a chi vuole lui, commette reato di appropriazione indebita, falso in bilancio e evasione fiscale, perché poi su quel nero non paga le tasse. Per cui le imprese che finanziano politici o partiti dovevano e devono- perché questa legge è ancora in vigore, sia pure un po’ ritoccata nell’81 e in altre epoche - mettere a bilancio questi finanziamenti e i partiti, a loro volta, debbono presentare ogni anno una dichiarazione con l’elenco di tutti i contributi privati che ricevono dalle imprese. Possono riceverli da qualunque impresa, salvo che sia un’impresa pubblica: un’impresa pubblica finanziata con denaro pubblico non può finanziare i partiti e invece i partiti, dopo aver approvato questa legge, continuarono a prendere i soldi dalle imprese private in nero, perché non erano finanziamenti a un partito, ma tangenti che gli imprenditori pagavano prima in vista di favori che avrebbero avuto dopo, oppure che pagavano dopo in cambio di favori che avevano avuto prima. Erano tangenti mascherate da finanziamenti illegali. Questa legge è stata violata per quasi venti anni finché, nel 92, è esploso lo scandalo di tangentopoli: erano i partiti che avevano fatto una legge e poi avevano cominciato subito dopo a violarla. L’avevano fatta per farsi belli davanti ai cittadini, questa legge: lo scandalo fu enorme, i partiti ancora una volta di fronte all’ira popolare, si tagliarono in qualche modo gli attributi, rinunciarono all’autorizzazione a procedere per le indagini, rinunciarono all’amnistia o agli indulti a maggioranza semplice, all’epoca bastava avere il 51% per fare amnistia o l’indulto, nel 93 la maggioranza fu portata ai due terzi e, da allora, fino all’arrivo di Mastella non fu varato più alcun provvedimento di clemenza. Di solito ogni tre o quattro anni facevano un indulto o un’amnistia, salvavano tutti e ricominciavano. Il furto pubblico dei partiti (espandi | comprimi) Infine fu abolito, grazie al referendum popolare del 1993, del 18 aprile del 93, il referendum dei radicali, il finanziamento pubblico dei partiti: il 90, 3% degli italiani disse “ noi non vogliamo più che i partiti prendano una lira di denaro pubblico”. Sarà giusto o sarà sbagliato? Questo hanno stabilito i cittadini italiani, i referendum vanno rispettati e invece, subito dopo, con il governo Ciampi morente, siamo a fine del 93, alla vigilia dello scioglimento delle Camere da parte di Scalfaro, in vista delle elezioni politiche del marzo del 94, quelle che poi Berlusconi vinse per la prima volta, il governo Ciampi morente fece una leggina che consentiva ai partiti di fare rientrare dalla finestra il finanziamento pubblico che il referendum aveva appena scacciato dalla porta. Cambiarono il nome al finanziamento pubblico e lo chiamarono “ rimborso per le spese elettorali”: era una norma, anche se tradiva il senso del referendum, a giudicare da quello che succede oggi abbastanza accettabile o meno inaccettabile e prevedeva che ogni cittadino residente in Italia contribuisse alle spese delle campagne elettorali dei partiti, solo dei partiti che superavano il 3%, se prendevano meno non avevano diritto ai rimborsi, pro capite con 800 lire a testa ogni anno per ciascuna delle due Camere, per cui erano 1. 600 lire pro capite per ogni cittadino residente in Italia. Già allora si scoprì che era troppo: perché? Perché poi i partiti alle elezioni del 94 spesero 36 milioni di Euro, facciamo già i calcoli in Euro, mentre avevano incassato il doppio e quindi già il rimborso era molto largo rispetto alle spese effettivamente sostenute. Del resto, se è un rimborso, che cosa è un rimborso? Tu spendi, mi dai la ricevuta e io ti do l’importo equivalente, non è che prima ti fai dare dei soldi pensando che più o meno spenderai tot e poi te li tieni, anche se hai speso soltanto la metà: quello non è un rimborso, quella è una truffa e quindi la legge era già una truffa, perché dava i soldi prima presuntivamente rispetto a spese che non erano ancora state sostenute e che poi si sono sempre rivelate inferiori rispetto all’importo del rimborso. Ma i partiti non si accontentano e continuano a assaltare la diligenza: nel 97, maggioranza di centrosinistra, il Parlamento.. ma anche con i voti del centrodestra tutti insieme appassionatamente, tranne i radicali, dovete sempre tenere fuori i radicali e, da quando ci sono, i dipietristi, perché hanno sempre cercato di mettere un freno a questo andazzo, anche se poi ovviamente hanno ricevuto anche loro i finanziamenti pubblici, hanno cercato di modificarli, ma si sono sempre trovati in minoranza. Ebbene, nel gennaio del 97, il Parlamento dell’Ulivo con i voti del Polo approva un’altra legge che dice “ facciamo che gli italiani devono scegliere se dare o meno i contributi ai partiti: possono devolvere ai partiti il 4 per mille dell’IRPEF, il denaro raccolto va a creare un fondo e questo fondo se lo dividono i partiti in base al loro peso elettorale” e così solo i cittadini che vogliono finanziare i partiti lo possono fare con una parte delle loro tasse. Naturalmente i cittadini versano in pochissimi questo quattro per mille e comunque l’importo versato dai cittadini non è mai stato comunicato ufficialmente, dovevano essere veramente quattro soldi. E allora i partiti rischiano la bancarotta e quindi tornano immediatamente indietro: che cosa fanno? Visco anticipa subito ai partiti, a spese nostre, 160 miliardi per il 97 e 110 miliardi per il 98 ai partiti, perché altrimenti quelli sono in bancarotta, avevano fatto un po’ di spese a babbo morto, pensando che i cittadini gioiosamente andassero a versare e in realtà non avevano versato. Naturalmente il centrodestra, che ce l’aveva con Visco anche quando respirava, questa volta zitto e mosca, intasca pure la sua parte. Si decide di tornare alla vecchia truffa del rimborso elettorale, che poi è un finanziamento pubblico camuffato, cioè il finanziamento diretto: i cittadini contribuiscono sia che vogliano, sia che non vogliano, lo Stato paga. Nel 99 passa la nuova legge che archivia l’esperimento del quattro per mille senza nessun dibattito sul perché i cittadini non vogliono dare i soldi ai partiti, niente, fanno tutto alla chetichella, di notte e di nascosto. Si torna ai rimborsi elettorali e qui, sempre in anticipo naturalmente, si decide di dare un Euro per ogni cittadino iscritto alle liste elettorali, ma non un Euro una tantum.. scusate, non un Euro per tutte le elezioni: no, un Euro per le elezioni alla Camera, un Euro per le elezioni al Senato, un Euro per i Consigli Regionali e un Euro per le elezioni del Parlamento europeo. Quindi, per tutta la legislatura, i partiti hanno diritto a 4 Euro per ogni cittadino; in più, si decide di abbassare il quorum per i partiti che ottengono il rimborso: prima era il 3%, adesso diventa l’1%, basta prendere l’1% dei voti per avere diritto a entrare nella spartizione della torta. Così le liste e i partiti hanno tutto l’interesse sa moltiplicarsi, invece di compattarsi e diventano decine e decine, perché tanto più sono e più prendono, cioè non hai più bisogno di avere almeno il 3% dei voti, che era proprio il minimo, basta l’1, conseguentemente si polverizzano per andare a incassare i soldi. I rimborsi vengono usati solo in minima parte per le campagne elettorali, che abbiamo detto che costano molto meno di quanto non venga rimborsato: servono a mantenere le strutture elefantiache dei partiti, che si sono ricostruite in barba al referendum che invece, proprio su questo, era intransigente. Super surplus di ipocrisia, i partiti promettono che se gli anticipi superano le spese effettivamente sostenute, le somme in sovrappiù verranno restituite entro cinque anni a rate, 20% all’anno. Ma il decreto per regolamentare questo conguaglio non viene mai varato e i soldi non vengono mai restituiti: in pochi mesi i tesorieri dei partiti decidono una modifica legislativa che ritocca addirittura verso l’alto l’importo del rimborso. Che cosa è successo? E’ entrato in vigore l’Euro e quindi, dalle ottocento lire della prima legge, hanno deciso di farsi il cambio alla pari: 1 Euro per ogni cittadino, invece di ottocento lire 1 Euro, praticamente hanno quasi triplicato l’importo che ogni cittadino deve per ogni elezione e, non contenti, fanno addirittura un’altra legge che impone di passare a 2 Euro per ogni elettore, per ogni camera, più elezioni europee e più regionali. Quindi praticamente ogni cittadino deve pagare - due per quattro - 8 Euro a legislatura: nel 2001, così facendo, le forze politiche incassano addirittura 92 milioni di Euro, sono 200 miliardi di vecchie lire. Triplo rimborso carpiato con scasso (espandi | comprimi) Ultima fase: nel 2001 abbiamo detto 92 milioni di Euro per i partiti, che hanno speso per le elezioni del 96 un quarto di questi 92 milioni, cioè alle ultime elezioni, quelle del 96, ne avevano speso un quarto. Ebbene, alle successive elezioni si attribuiscono il quadruplo e i soldi non bastano mai, perché nel 2002, una volta rieletto Berlusconi come Presidente del Consiglio, siamo nella legislatura che Berlusconi ha fatto tutta intera, dal 2001 al 2006, mentre i partiti si scontrano in Parlamento e in piazza sulle leggi ad personam etc. etc., di nascosto passa un’altra leggina bipartisan, con firme di centrodestra e di centrosinistra, dove viene approvato, come vi dicevo prima, il cambio da 800 lire a 1 Euro per ogni elettore e poi si passa ai 2 Euro per ogni elettore. C’è un’altra furbata: gli elettori a cui prendere i soldi non vengono calcolati in base a quelli che votano, ma vengono calcolati sugli iscritti alle liste elettorali; si dirà “ quelle della Camera per la Camera e quelle del Senato per il Senato”: no, quelle della Camera sia per la Camera che per il Senato, perché? Perché al Senato vanno a votare meno persone, in quanto c’è un’età superiore dell’elettore minimo del Senato e quindi, alle elezioni del Senato, gli elettori sono 4 milioni in meno e per il Senato i partiti prenderebbero dei soldi in meno. Invece, anche per il Senato, il rimborso si calcola sugli iscritti alle liste elettorali della Camera, dopodiché abbiamo detto che nel 94 le elezioni erano costate 36 milioni, nel 96 erano costate 20 milioni, nel 2008 riusciranno a costare addirittura 136 milioni di Euro, eppure i partiti, nei cinque anni successivi, riceveranno 500 milioni, cioè praticamente 10 Euro per ogni elettore, guadagnando il 270% netto rispetto alle spese davvero sostenute e, come vi ho detto, per intascare questi rimborsi bisogna avere un minimo dell’1% di voti, per cui vi rientrano quasi tutti i partiti, anche quelli che non riescono a entrare in Parlamento, visto che in Parlamento ci vuole un certo quorum, che è a volte del 4% e a volte addirittura superiore . Se poi uno non fa neanche l’1% i suoi soldi non è che vadano sprecati: se li dividono gli altri partiti. Ultima chicca, la nuova norma assicura la copertura di tutti e cinque gli anni di legislatura anche nel caso in cui la legislatura non duri cinque anni, ma si interrompa con la caduta anticipata del governo e le elezioni anticipate: per esempio, quello che succede nel 2006 /2008; la legislatura dell’Ulivo con il governo Prodi numero due dura soltanto due anni, poi Prodi cade e si rivà alle elezioni nell’aprile del 2008. Bene, quella legislatura è durata due anni, ma i partiti incassano i rimborsi elettorali per tutti e cinque gli anni, li stanno ancora incassando adesso - 2006 /2011 - finiranno di incassarli l’anno prossimo, cumulando tra il 2008 e il 2011 sia i finanziamenti per la legislatura virtuale (2006 /2011), sia quelli per la legislatura effettivamente in vigore (2008 /2013). Sono degli anni in cui prendono addirittura il rimborso doppio per risarcirsi di una legislatura che non c’è mai stata, perché è finita con tre anni d’anticipo e quindi non ha comportato le spese previste dalla legge. E così, di aumento in aumento e di ritocco in ritocco, nel 2006 il totale dei rimborsi elettorali raggiunge la cifra record di 200 milioni di Euro, più del doppio dei 93 milioni che avevano incamerato nelle elezioni precedenti, quelli del 2001 e quindi, se nel 93 ogni italiano versava - per fare le somme finali - ogni anno ai partiti - nel 93, quando fecero la leggina Ciampi - 1, 1 Euro all’anno, nel 2006 ne ha sborsati 10 e pochi mesi fa, alla vigilia di Natale, la Corte dei Conti ha calcolato che nei quindici anni della storia della seconda repubblica i partiti hanno prelevato dalle casse dello Stato 2 miliardi e 200 milioni di Euro, 4. 500 miliardi di vecchie lire. Non so se mi sono spiegato, ma stiamo parlando di una truffa legalizzata ai danni dei cittadini, a cui si è poi aggiunta una cosa che nessuno sa, ossia che nel febbraio 2006, mentre stava morendo la legislatura del governo Berlusconi due e stava per arrivare il governo Prodi due, in fretta e furia i partiti fecero una norma che alzava il tetto sopra il quale i partiti devono dichiarare da chi prendono i soldi. Questo tetto era di 5. 000 Euro (dieci milioni di vecchie lire): se uno riceveva un finanziamento sotto i 10 milioni di vecchie lire, sotto i 5. 000 Euro non era obbligato a dichiararlo nella dichiarazione pubblica alla Camera dei finanziatori. Se invece superava quella soglia doveva dichiararlo, altrimenti era un finanziamento illecito, se veniva scoperto. Bene, hanno alzato da 5 a 50. 000 Euro questa soglia e quindi, dal 2006, un politico o un partito che ricevono dei soldi in nero da un’azienda, in cambio di cosa non lo saremo mai, non sono neanche obbligati a dichiararli e conseguentemente si è creata una gigantesca area di franchigia che consente a ogni singolo politico di intascare ogni anno fino a 50. 000 Euro in nero e, con 50. 000 Euro in nero, naturalmente ce ne sono a sufficienza per farsi pagare la campagna elettorale da qualcuno che non vuole comparire, in cambio di qualcosa naturalmente, senza neanche il rischio che il magistrato possa chiederti chi ti ha dato quei soldi, perché non è più reato. Hanno istituito, dopo la modica quantità di falso in bilancio e la modica quantità di evasione fiscale, due leggi ad personas e ad castam che ho raccontato nel libro, di cui una fatta da Berlusconi e l’altra fatta dal governo Amato con la depenalizzazione dell’utilizzo di false fatture sotto una certa soglia, adesso hanno istituito la tangente, da quattro anni è in vigore la tangente legalizzata in modica quantità: basta rubare un tot non superiore a 50. 000 Euro all’anno e non rischi più di finire in galera e neanche sotto inchiesta. La modica quantità per uso personale, come si direbbe in linguaggio di legge sulla droga. Dato che oggi si sente parlare di fare delle leggi anticorruzione, bisognerebbe chiedere chi le ha fatte tutte queste leggi pro corruzione: sono le stesse persone. Passate parola e buona settimana.
Prodotto : GB 108 BLACK  
Categoria:
Cellulari
Partner:
Unieuro
L'Offerta la trovi 
in questo momento su:
Categoria   Unieuro -  Telefonia e Fax/Cellulari/ 
26,90 €
GSM Dualband - Display da 1.5'' - 65000 colori - Suonerie polifoniche e in Mp3 - Vivavoce - Vibrazione - RadioFM  
 Aggiungi a Desiderati  Invia a un Amico Acquista



Prodotto : SGS43F52EU  
Categoria:
Lavastoviglie
Partner:
Unieuro
L'Offerta la trovi 
in questo momento su:
Categoria   Unieuro -  Elettrodomestici/Lavastoviglie/ 
279,30 €
Numero di coperti: 12 - Programma di riferimento: Eco - Consumo di energia in 24 ore / Consumo di energia di un ciclo nel programma di riferimento: 1.05 kWh - Consumo d'acqua di un ciclo nel programma di riferimento: 17.00 l  
 Aggiungi a Desiderati  Invia a un Amico Acquista

















Prodotto : Sony Pictures Michael Jackson - This Is It  
Categoria:
Film
Partner:
Bow
L'Offerta la trovi 
in questo momento su:
Categoria   Bow -  Film DVD 
14,90 €
Michael Jackson - This Is It  
 Aggiungi a Desiderati  Invia a un Amico Acquista
Admin · 21 visite · 0 commenti
Categorie: PUNTATE PRECEDENTI, CONSIGLI PER VOI
01 Mar 2010

ROMANZO CRIMINALE

Wikio
SILVIO BERLUSCONI

Durante la campagna elettorale per le politiche del 2008,una delle parole d'ordine del PDL era LEGALITA'.Ebbene,dopo 2 anni possiamo dire che la legalità che il PDL sta costruendo è una “legalità illegale”.Con tutto quello che è successo in questi ultimi due anni in materia di sicurezza,giustizia...il governo Berlusconi ha avuto tanto di quel materiale per poter scrivere un libro dal titolo “ROMANZO CRIMINALE”,dove protagoniste sono le azioni del governo in favore della illegalità.Il libro potrebbe cominciare con una frase di Silvio Berlusconi come prefazione:<<non candideremo indagati o condannati in primo grado>>(più o meno disse così).E' il periodo della campagna elettorale per le politiche del 2008.Detto fatto,il centrodestra oggi in Parlamento ha:Silvio Berlusconi,Umberto Bossi,Roberto Calderoli,Roberto Castelli,Giuseppe Ciarrapico,Nicola Cosentino,Marcello dell'Utri,Raffaele Fitto,Carlo Giovanardi,Mario Landolfi,Roberto Maroni,Altero Matteoli,Claudio Scaiola.Non finisce qua.Anzi,è solo l'inizio.Pochi mesi dopo la vittoria,la Corte di Giustizia 

 

 

Europea ordina all'Italia di rispettare la sentenza riguardo il caso RETE 4.Il canale MEDIASET da anni occupa abusivamente le frequenze che di diritto spettano a EUROPA 7.Nonostante l'opposizione di UDC,IDV,PD,il governo approva il decreto salva-RETE4.Nonostante la sentenza europea quindi,RETE 4 continua a trasmettere.PREFAZIONE(frase di Berlusconi),I° CAPITOLO(fedina penale di premier e parlamentari vari),II° CAPITOLO(Decreto salva-RETE 4),III° CAPITOLO:il Lodo Alfano.Dal 1994 ad oggi Silvio Berlusconi non ha fatto altro che sfornare leggi ad personam.Ma il lodo Alfano è forse il tentativo di salvarsi dai processi più infamante che ci fosse mai stato.Tale legge,che porta il cognome del ministro che l'ha presentata,venne approvata in via definitiva dalla Camera e poi firmata dal President

e della Repubblica nella prima parte del 2009.Secondo la legge Alfano,tutti i processi a carico delle 4 più alte cariche dello Stato(Presidente del Consiglio,Presidente della Repubblica,Presidente del Senato,Presidente della Camera) sono sospesi fino al termine del mandato.Una vera e propria infrazione di uno dei principi(e articoli) portanti della 

 

Costituzione:<<la legge è uguale per tutti>>.Non solo,grazie a questa legge moltissimi altri processi(si parla di migliaia) sono destinati alla prescrizione,senza che molte persone abbiano ottenuto giustizia.Finiscono con un nulla di fatto processi importanti come CIRIO,PARMALAT...Fortunatamente,verso la fine del 2009,la Corte Costituzionale dichiara il lodo Alfano “incostituzionale! In quanto infrange(come detto prima) l'articolo della Costituzione secondo cui <<la legge è uguale per tutti>>.La Corte Costituzionale non solo ha sancito l'incostituzionalità di una legge criminogena,permettendo la prosecuzione di migliaia di processi.Con l'incostituzionalità approvata ha anche ha anche descritto il modo di fare giustizia del Governo:criminale.Eppure,un vantaggio il premier lo ha ottenuto comunque:ha guadagnato 1 anno di tempo,avvicinandosi così alla prescrizione dei processi a suo carico.IV° CAPITOLO:il Caso Fondi.In questa legislatura,il Governo Berlusconi ha sancito una delle più grandi vittorie della criminalità organizzata.Accade a Fondi,una città del sud della Provincia di Latina,famosa per il suo mercato ortofrutticolo,tra i più

grandi d'Europa.Alla fine del 2008,in seguito a numerose indagini delle forze dell'ordine che accertarono la presenza di infiltrazioni criminali nel comune pontino,l'allora prefetto della Provincia di Latina Bruno Frattasi,inviò al Ministro dell'Interno un fascicolo con il quale si sosteneva la necessità di sciogliere il Consiglio Comunale di Fondi per infiltrazioni criminali.Normalmente,al primo Consiglio dei Ministri successivo all'invio della relazione del prefetto,si discute e approva lo scioglimento di un consiglio comunale.Ma in Italia tutto può succedere.Al primo consiglio dei ministri dopo l'invio della relazione,lo scioglimento viene rinviato.Così al secondo,al terzo...consiglio dei ministri.Al 13° consiglio(intanto è passato 1 anno!) finalmente se ne discute.Già da giorni il Ministro dell'interno Roberto Maroni aveva appoggiato la necessità dello scioglimento per infiltrazioni criminali.Ma,la mattina del giorno del consiglio dei ministri,i consiglieri del Comune di Fondi,su proposta del Senatore e segretario provinciale del PDL pontino si dimettono.In seguito a ciò,il consiglio dei ministri decide per lo scioglimento ordinario e non per quello per infiltrazioni criminali.In questo modo,gli indagati possono ricandidarsi.E' la vittoria della criminalità,di Claudio Fazzone(che per un anno è stato capace di influenzare gli alti vertici del governo italiano,rinviando più volte lo scioglimento),di Armando Cusani,presidente della Provincia di Latina(che ha avuto la faccia tosta di inviare una sua relazione al Ministero degli Interni in risposta a quella di Bruno Frattasi)...Questa incredibile decisione,apre inoltre uno scenario inquietante:basta che i consiglieri indagati per criminalità organizzata si dimettano per evitare lo scioglimento per infiltrazioni criminali.E siamo arrivati al CAPITOLO V°:il caso-Escort.Nel periodo primavera-estate 2009 il gruppo Espresso-La Repubblica pubblica dei video ov

e il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi è protagonista di alcuni dialoghi “piccanti” con alcune ragazze,in special modo Veronica d'Addario.Non è affatto un caso nuovo.Già poco tempo prima il premier fu coinvolto in un altro scandalo.Il quotidiano spagnolo “El Pais” pubblicò delle foto che ritraevano Silvio Berlusconi a Villa Certosa insieme a molte ragazze.Implicato ci fu anche il premier della Repubblica Ceka.A queste pubblicazioni seguì una denuncia da parte del premier al periodico spagnolo.Ora,la Repubblica pubblica intercettazioni ove il premier parla con Patrizia d'Addario di tombe fenice a Villa Certosa,del lettone di Putin,di “orgasmo”...El Pais prima,La Repubblica poi,hanno presentato un nuovo volto del premier:una persona “malata”(come ha affermato la ex-moglie Veronica).Passiamo ora al VI°CAPITOLO del “Romanzo Criminale”:LE CITAZIONI A L'UNITA' E REPUBBLICA.In seguito al Caso-Escort Silvio Berlusconi subisce un vero e proprio “terremoto”.Non tanto un terremoto politico in quanto i suoi “fedeli” gli restano vicino e quindi non lo abbandonano.E' soprattutto un terremoto d'immagine in quanto la sua popolarità “scema” da un presunto 80% a circa il 45%.Infatti nelle “Europee 2009” il PDL si afferma come primo partito con il 38%,ma non è maggioranza(il 62% dei votanti hanno espresso la preferenza per un altro partito oppure si sono astenuti).Intanto La Repubblica pone 10 domande al Presidente del Consiglio mentre l'Unità pubblica due articoli che scatenano le ire del premier&company.Silvio Berlusconi risponde in maniera scandalosa per una qualsiasi democrazia del mondo.Decide di citare in giudizio i 2 quotidiani,colpevoli(secondo l'accusa) di aver pubblicato articoli offensivi nei confronti del premier.Il “Regime” insomma,avanza.CAPITOLO VII°:Salvate Nicola Cosentino.Altro brillante esempio del Governo Berlusconi nella lotta contro la legalità.Nicola Cosentino è stato condannato in via definitiva dai giudici per associazione camorristica.Questa condanna ha suscitato un terremoto politico soprattutto nella Regione Campania,in quanto Nicola Cosentino fino a pochi mesi fa è stato l'indiscusso candidato del PDL per la presidenza della Regione Campania.Silvio Berlusconi,dopo la sentenza definitiva,lo aveva addirittura confermato in un primo momento.Successivamente(chissà perchè...) la sua candidatura è stata ritirata.Vi era forse la paura di perdere le elezioni.Ad ogni modo,il ritiro della candidatura di Nicola Cosentino non ha significato l'arresto del deputato.Anzi,il Parlamento aveva respinto 

l'autorizzazione a procedere(come se fosse una novità) nei confronti di Cosentino.E come se non bastasse,il Presidente del Consiglio ha rifiutato le dimissioni di Nicola Cosentino.Dimissioni “finte” d'altronde,un tentativo di pulire la propria coscienza con il “vittimismo”.Se avesse voluto veramente dimettersi le avrebbe ripresentate più volte.Ma così non è stato.Passiamo ora al CAPITOLO VIII:Bertolaso e i massaggi.Da qualche anno in Italia “URGENZA” ed “EMERGENZA” sono una parola unica.O meglio,le URGENZE sono diventate EMERGENZE e le EMERGENZE sono rimaste EMERGENZE.Sono

emergenze il terremoto in Abruzzo,Messina...ma anche i mondiali di nuot,la Louis Vuitton Cup...Insomma,oramai la Protezione Civile opera dappertutto.Un vero e proprio abuso di potere conferitogli dallo Stato italiano qualche anno fa.Questo abuso di potere ha fatto si che:progetti che costavano 60 milioni sono lievitati a 600 milioni di euro,progetti che dovevano concludersi in pochi anni(esempio,la cittadella dello sport di Tor Vergata) sono ancora in svolgimento.Grande protagonista di questa vicenda è il sottosegretario e capo della Protezione Civile Guido Bertolaso,beccato da una intercettazione a parlare di massaggi e profilattici con una presunta massaggiatrice ex ballerina del macao meravigliao.Bertolaso,pur negando ciò,ha dovuto cedere alle pressioni di chi gli chiedeva le dimissioni.Peccato però,dopo averle presentate,ha deciso di ritirarle non appena il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha detto di no.Come per Nicola Cosentino,se veramente Guido Bertolaso voleva dimettersi doveva ripresentarle più volte.Purtroppo,così non ha fatto.

Per ora il “Romanzo Criminale” finisce qua.Ma sicuramente,in futuro,ci saranno altri fatti che permetteranno di arricchire quest'opera ricca di illegalità.

Votaci su Net-Parade.it
Admin · 28 visite · 0 commenti
27 Feb 2010

1, 2, 3 ... 18 ... 36  Pagina Successiva



Motori ricerca




Calcolo PageRank

Grazr











Intopic.it




Add to Technorati Favorites







Meteo Roma - Servizio meteorologico offerto da Meteo Webcam