Ultimi Commenti
Calendario
Categorie
- Tutti/Tutte
- ADICO (18)
- Prima categoria (4)
- GIRO D'ITALIA (0)
- SICUREZZA SUL LAVORO:STORIE (1)
- L'URLO E IL SILENZIO DELLA (2)
- AIUTIAMO L'ABRUZZO (7)
- FATTI PRIVATI DEI POLITICI (12)
- EUROPA (1)
- SCIOPERO (1)
- LETTERE AL GOVERNO (0)
- RICORDIAMOLI (4)
- INCHIESTA (2)
- AD PERSONAM (0)
- 150 ANNI D'ITALIA (3)
PARLA MARCO TRAVAGLIO
Avviso
Chi c'é online?
Visitatore: 1
Parole chiave (tag)
Archivi
- Luglio 2010 (8)
- Giugno 2010 (7)
- Mag 2010 (16)
- Aprile 2010 (12)
- Marzo 2010 (12)
POLITICA ITALIANA
Affissione degli articoli inviati il: 21.07.09L'AUTODISTRUZIONE DEL PD
Testo dell'intervento:
"Buongiorno a tutti, questa settimana vorrei parlare ancora un po’ del
Partito Democratico e di quello che è successo dopo il no, non solo
alla candidatura alle primarie di Beppe Grillo, ma anche al suo
tesseramento, per tesserare una persona ci vuole molto poco, i filtri
del tesseramento sono abbastanza labili e è giusto che sia così, fino a
prova contraria una persona viene tesserata almeno che non sia un noto
malfattore.
A Grillo hanno detto che non poteva neanche tesserarsi, mi sono
molto incuriosito per questo statuto del Partito Democratico, perché è
uno statuto particolare, uno statuto che è un po’ flessibile è come la
legge secondo un famoso detto, credo, di Giovanni Giolitti che la legge
per gli amici si interpreta e per i nemici si applica, in base allo
statuto si è detto che Grillo non si sarebbe potuto iscrivere perché si
riconosce in un movimento ostile al Partito Democratico che sarebbe
quello delle liste civiche a 5 stelle, così hanno detto i garanti o il
gran consiglio degli ayatollah presieduti da Berlinguer, quello
sbagliato però, non purtroppo da Enrico e questo statuto però poi
esiste, c’è anche su Internet, Paolo Flores D'Arcais è andato a vederlo
e ha scoperto che in realtà nello statuto non c’è alcun accenno
all’ispirarsi e al riconoscersi in un movimento ostile al PD, c’è un
unico paio di motivi per i quali non ci si può iscrivere: Art. 2, comma
8, parla di persone che siano iscritte a altri partiti politici o
aderiscano a gruppi di altri partiti politici all’interno di organi
istituzionali elettivi.
Grillo com’è noto non è iscritto a alcun partito politico e quanto a
gruppi all’interno di organi istituzionali elettivi non fa parte di
nessuna assemblea elettiva, com’è noto e quindi non può fare neanche
parte di gruppi all’interno di assemblee elettive.
Quindi questo comitato di garanti si è inventato una norma ad personam,
anzi contra personam, nella migliore tradizione berlusconiana, poi vi
stupite se questi non fanno l’opposizione a Berlusconi, usano gli
stessi metodi!
Questo non perché mi stia rammaricando perché Grillo non ha avuto la
tessera del PD o perché non è stato candidato, ma semplicemente perché
mi piacerebbe capire come può definirsi democratico un partito che non
rispetta neanche lo statuto che si è dato, ciascuno può darsi lo
statuto che vuole, può escludere l’iscrizione dei cittadini con i
capelli biondi, può escludere quelli alti meno di un metro e mezzo, che
ne so, può fare quello che vuole, l’importante è che una volta
stabilito quello che si deve fare, poi questo qualcosa valga per tutti
e non soltanto per qualcuno! La cosa più interessante è proprio il
percorso democratico del Partito Democratico, di cui l’esclusione di
Grillo dalle primarie, soltanto l’ultima tappa, qualcuno di voi
ricorderà che alla nascita del Partito Democratico nell’ottobre 2007,
tentarono di candidarsi alle primarie per diventare i primi segretari
oltre a Veltroni, Rosi Bindi, Enrico Letta, Adinolfi, Scalfarotto e
Gawronski credo di non avere dimenticato nessuno, se l’ho fatto mi
scuso, si presentarono anche o tentarono di presentarsi anche Furio
Colombo, Marco Pannella e Antonio Di Pietro, due dei 3 erano
effettivamente iscritti a altri partiti, il Partito Radicale e l’Italia
dei Valori, anche se naturalmente la loro candidatura era finalizzata
alla confluenza dentro il Partito Democratico, mentre invece Fulvio
Colombo era proprio iscritto al Partito Democratico e era parlamentare
del Partito Democratico, ci furono anche lì degli strani ghiribizzi
burocratici, forse bisognerebbe chiamarlo il Partito burocratico, anche
se però è una burocrazia particolare, perché è flessibile per alcuni e
addirittura più rigida di quello che c’è scritto per alcuni altri.
Devo dire che questa brutta abitudine di non rispettare neanche le
regole interne del partito da parte del partito medesimo, non è
iniziata da poco, fa parte della storia non solo del Partito
Democratico, ma anche dei due partiti che fondendosi insieme hanno dato
vita al PD, la Margherita e i DS, nel 2007 venne fuori che in vista
della nascita del Partito Democratico, c’era stato un boom di
tesseramenti, adesso vi do qualche dato… due anni fa si scoprì che uno
dei due soci fondatori del PD aveva tesserato anche i morti, c’era il
Presidente del Consiglio Comunale di Castellamare di Stabbia che disse
“hanno tesserato i morti, prendono i tesserati dai necrologi, onde
evitare che poi qualcuno lo scopra e si lamenti”, c’erano addirittura
delle zone in Italia, soprattutto nel sud, dove il numero dei
tesserati era superiore al numero degli elettori, a Gioia Tauro c’erano
168 tessere e 55 elettori, a Locri 205 iscritti e solo 123 votanti per
i due partiti che davano vita al PD.
A Sidereo 95 iscritti e 21 preferenze alla Margherita, quindi i casi
erano due: o le tessere erano fasulle, oppure la Margherita non
riusciva a farsi votare neanche dai propri iscritti, oppure iscriveva
gente che votava per il centro-destra o per altri partiti, è evidente
che questa è una vecchia pratica da prima repubblica, gonfiare,
drogare, anabolizzare il tesseramento, per fare in modo che poi con
questi pacchetti di tessere fittizie, i capi bastone che le pagano di
tasca propria e quindi spesso le pagano di tasca nostra perché poi
vanno a rubare, vincono i congressi, fanno carriera all’interno dei
partiti, questi sono casi che furono denunciati anche da Striscia la
Notizia, c’era gente che si vedeva arrivare a casa la tessera e non
sapeva di essere tesserata, qualcuno aveva pagato per loro quelle
tessere, per usare i loro nomi anche perché purtroppo si continua a non
impedire ai congressi il voto per delega, quindi ciascuno può fingere
di essere stato delegato da tutti quelli che vuole lui, i responsabili
di questo tesseramento fasullo e gonfiato non furono né individuati e
né puniti, non c’è stato un solo dirigente in tutta Italia che sia
stato sanzionato neanche con un buffetto per avere gonfiato le tessere
in quel modo e quello era il momento della nascita del Partito
Democratico.
Dopodiché voi sapete, ci furono le primarie, le primarie erano segnate
nel senso che doveva vincere Veltroni e vinse Veltroni, però furono
delle primarie vere, nel senso che andarono a votare non tutti quelli
che avevano votato due anni prima per il candidato Premier, per Prodi
che erano, credo 4,5 milioni, però ci furono dei voti notevoli,
parteciparono credo 3,5 milioni di persone il 14 ottobre 2007 e poi
naturalmente, visto che i rivali erano piuttosto debolucci come Rosi
Bindi, Enrico Letta e gli altri, Veltroni vince come da copione con
amplissima maggioranza, ma con un meccanismo che comunque era quello
stabilito dalle regole che si era dato il Partito Democratico.
E’ vero che non c’erano le solite guerre con i dalemiani perché i
dalemiani si erano messi in sonno, erano stati appena colpiti dallo
scandalo Unipol, era vivo il ricordo negli elettori del centro-sinistra
delle telefonate di Fassino “abbiamo una banca” a Consorte oppure di
D’Alema a Consorte “vai, facci sognare!” quindi il partito era stato
dato in prestito d’uso a Veltroni perché era l’unica faccia spendibile
che avevano in quel momento.
Aspettavano che gli italiani dimenticassero lo scandalo Unipol e
infatti oggi a due anni di distanza, ritengono che ci siamo
già dimenticati tutto, tant’è che D’Alema da una parte e Fassino
dall’altra, stanno battagliando per riprendersi in mano il partito,
travestiti l’uno da Bersani e l’altro da Franceschini. Ma l’inizio,
l’elezione di Veltroni fu democratica, 3,5 milioni di persone, Veltroni
prese il 75,8%, la Bindi il 13, Letta l’11 e gli altri si divisero le
briciole.
Da quelle primarie venne eletta un assemblea costituente piuttosto
pletorica, erano 2.858 delegati, ogni volta per riunirli bisognava
prendere in affitto un palasport, infatti sembrava fatto apposta per
non riunirsi, infatti si è riunita molto poco, molto raramente in
questi due anni, la prima volta l’unica volta in cui tutti i delegati
andarono perché credevano di contare veramente qualcosa, poveretti, fu
la prima, al Palafiera di Ro, dove Veltroni su incoronato da questi
delegati perché le primarie eleggono i delegati nella costituente, la
costituente formalmente elegge il Segretario, è un meccanismo
democratico, da allora l’assemblea è stata convocata 4 volte in due
anni, ogni volta hanno affittato un luogo molto ampio, stadi, cose del
genere e lì più che discutere, visto che è impossibile discutere tra 3
mila persone, salvo prendersi un paio di mesi, immaginate se ognuno dei
3 mila delegati parla anche soltanto per un minuto, non si finisce più,
anche perché poi magari vuole la replica!
Quindi invece di discutere votavano di solito per acclamazione. Il PD
nel frattempo ha perso tutte le elezioni come Fantozzi che aveva perso
tutti i mondiali di calcio, Lotto, l’Enalotto, Totocalcio etc., hanno
perso le politiche, le comunali di Roma, le regionali in Sicilia, in
Valle d’Aosta, in Friuli, in Abruzzo, e poi hanno perso in Sardegna e
Veltroni se ne è andato e è arrivato Franceschini, pochi mesi fa e
com’è stato eletto Franceschini segretario del partito? Lo statuto, il
sacro statuto, quello che viene sbattuto sulla testa di chi vuole
infiltrarsi nel partito, tipo Grillo, prevede che il segretario sia
eletto con le primarie, un meccanismo che dicevamo prima, leggo così
non ci sono dubbi “Art. 2 dello Statuto, il Partito Democratico affida
alla partecipazione di tutte le sue elettrici e elettori, le decisioni
fondamentali su indirizzo politico, elezione delle più importanti
cariche interne, candidature per cariche istituzionali” quindi per
decidere chi fa il primo Ministro, chi fa il Presidente della Camera o
del Senato nel caso in cui dovessero rivincere le elezioni politiche,
ma anche per le più importanti cariche interne, a cominciare ovviamente
dal Segretario, il PD affida alla partecipazione di tutte le sue
elettrici e elettori le decisioni fondamentali e anche sull’indirizzo
politico, quindi è assolutamente evidente che il segretario lo devi
eleggere con le primarie.
Ma Veltroni era scappato, c’erano le elezioni regionali e europee alle
porte, hanno detto “ non facciamo in tempo a convocare le primarie” e
allora che cosa hanno fatto? Hanno convocato l’assemblea costituente:
assemblea costituente che non veniva più aperta da diverso tempo, anche
perché nel frattempo era stata completamente svuotata dei suoi poteri;
pensate che avevano perfino cambiato lo Statuto, nell’assemblea
costituente, un anno fa, il 20 giugno 2008, senza avere neanche il
numero legale dell’assemblea costituente medesima. Si erano presentati
in 600 su 2.800, erano meno di un quarto i delegati, non c’era il
numero legale ma non importa, la Presidente Anna Finocchiaro, che era
subentrata a Prodi come Presidente dell’Assemblea costituente del PD,
perché Prodi non ne voleva più sapere, giustamente, che cosa aveva
detto? Aveva detto che “non importa anche se non c’è il numero legale,
si approvano le modifiche allo Statuto”, anche per rendere legale
quell’assemblea che, in realtà, non era legale, perché non aveva il
numero legale. Dopodiché, sempre per acclamazione, hanno votato
l’istituzione di un organismo completamente sconosciuto allo Statuto:
la direzione nazionale, che è stata nominata dalle varie correnti,
lottizzata tra le varie correnti in barba agli elettori, alle primarie
e tutto quanto, aumm aumm nottetempo e questa direzione nazionale, un
organismo un po’ più snello, ha preso completamente il posto, ha
esautorato l’assemblea costituente che, da quel momento, è diventata un
guscio vuoto e, quando si sono prese le decisioni importanti, tipo
quando Veltroni ha deciso di mettersi d’accordo con Berlusconi per la
legge elettorale europea con il 4% di sbarramento, non è che abbia
convocato gli elettori per decidere insieme gli indirizzi etc., no, li
ha fatti decidere dalla Direzione Nazionale, ossia da un organismo non
democraticamente eletto e in più non previsto minimamente dal sacro
Statuto. Quando poi ha deciso che non bisognava più allearsi con Di
Pietro, ma anzi bisognava scaricarlo, l’ha annunciato da Fabio Fazio
nel programma “ Che tempo che fa”, invece di discuterlo negli organi
democraticamente eletti e la stessa cosa quando ha deciso di inciuciare
e di dialogare sulle riforme con Berlusconi. A quel punto Arturo
Parisi, che fa un po’ la funzione del grillo parlante, ha cominciato a
dire “ beh, ma qui non rispettiamo neanche le regole che ci siamo dati
noi stessi”, e continuava a sventolare - lui sì - lo Statuto, perché
lui lo conosceva bene e chiedeva al partito di rispettarlo.
Quando si dimette Veltroni allora tutti i siti, i blog etc. dicono “
primarie, primarie! Vogliamo scegliere il successore di Veltroni con le
primarie”, ma non c’è tempo perché le elezioni incombono e allora che
cosa succede? Riesumano la costituente: nel febbraio di quest’anno
riesumano quel guscio vuoto che avevano delegittimato esautorato con la
direzione nazionale e convocano tutte le truppe cammellate, cioè tutti
i quadri, quelli che devono tutto ai vertici del partito e
conseguentemente vengono precettati: Presidenti di Provincia,
Assessori, Consiglieri Comunali, Provinciali e Regionali, Sindaci etc.
etc.. Nonostante questa precettazione che viene fatta il giorno prima,
chiamandoli a uno al telefono perché vengano, mentre invece i delegati
della società civile non vengono chiamati perché se tanto non vengono è
ancora meglio: anzi, non essendoci neanche bisogno del numero legale,
visto che hanno già stabilito il precedente, che si vota anche se c’è
soltanto un quarto, un quinto dei delegati, è meglio chiamare soltanto
gli obbedienti e evitare qualche disobbediente o qualche libero
pensatore. Convocano le truppe cammellate e ci vanno 1.300 dei 2.858,
quindi di nuovo meno della metà, non c’è nuovamente il numero legale.
Sono quasi tutti, quei 1.300 , parlamentari, dirigenti e amministratori
locali. Il Presidente Finocchiaro annuncia che il gruppo dirigente
nazionale e regionale del partito raccomanda di eleggere subito
Franceschini, candidato unico: all’ultimo momento Parisi, proprio per
evitare l’effetto Bulgaria, cioè per evitare a un partito di dare vita
a una competizione per il nuovo segretario con un unico candidato, come
avveniva nei Paesi del socialismo reale, dice “ va beh, mi candido
anch’io”, Franceschini gli dà una mano a raccogliere le firme, così
almeno sembrano in due, anche se il risultato è scontato. C’è un famoso
fuori onda nel quale appunto Franceschini dice alla Finocchiaro “ le
firme le ho trovate io”, per salvare le apparenze e quindi un’assemblea
minoritaria priva del numero legale decide di eleggere il segretario
del partito un’altra volta con procedure che violano chiaramente lo
Statuto del partito medesimo, che invece prevede le primarie e ben
altri meccanismi: questo è un po’ quello che è successo fino a quando
lo Statuto all’improvviso è diventato come la Bibbia, “ lo Statuto
vieta..”, in realtà come abbiamo visto non vietava neanche la
candidatura di Grillo.
La faccenda preoccupante è che adesso Grillo o non Grillo, poi Grillo è
stato semplicemente abile a fare emergere le contraddizioni di un
partito che si dice democratico e che segue ancora prassi tra il
sovietico e il clientelare, ma il problema non è lui, il problema è
appunto che Grillo, come sempre, diventa il detonatore di una bomba che
già sta per esplodere, diventa la spia che segnala un problema e tutti
guardano la spia luminosa e non si rendono conto di quello che sta
segnalando quella spia. Il caso Grillo, che poi è il caso PD, segnala
un partito nel quale gli italiani che vogliono liberarsi di Berlusconi
devono per forza sperare che prima o poi ritrovi la bussola o trovi la
bussola, invece ci si rende conto che questo è un partito che continua
a cincischiare senza minimamente sognarsi di fare l’opposizione.
Se la trovo, vorrei leggervi, per concludere, un’intervista che ieri
Walter Veltroni ha rilasciato a Il Corriere della Sera: è un’intervista
dove Veltroni spiega un po’ quali sono i suoi programmi per il futuro,
come se qualcuno glieli avesse chiesti tra l’altro, ma in effetti
glieli aveva chiesti Il Corriere della Sera e Veltroni dice “ ho molto
tempo libero, adesso voglio andare a fare l’osservatore in Commissione
antimafia e mi sembra un’ottima cosa, c’è un sacco di roba da osservare
sul fronte della mafia e della politica in questo periodo: speriamo che
l’osservazione porti consiglio”. Ma poi aggiunge “ sto scrivendo una
legge sul conflitto di interessi, una legge molto severa: c’è piena
incompatibilità tra l’esercizio di pubbliche funzioni e possesso di
mezzi di comunicazione”, ma guarda che idea geniale, nel 2009 Walter
Veltroni ha scoperto il conflitto di interessi! Peccato che non se ne
sia accorto prima, perché prima c’era qualche possibilità che quella
legge sul conflitto di interessi passasse: per farla passare intanto
bisogna avere la maggioranza in Parlamento e magari bisognerebbe anche
avere dei ruoli di responsabilità dentro il governo, lui ha avuto
entrambe le cose. Veltroni nel 96 divenne Vicepresidente del Consiglio
nel primo governo Prodi e ci rimase due anni, però evidentemente si
occupava d’altro: oggi il Professor Passigli, in una memorabile
intervista all’Unità, dice che “ nel 96 il centrosinistra non fece la
legge sul conflitto di interessi per evitare che Berlusconi potesse
fare la vittima”, come dire “ abbiamo preso uno che ha rapinato una
banca, ma per evitare che poi faccia la vittima non l’abbiamo
arrestato”, perché sennò poi se lo arresti quello piange e fa la
vittima, quindi è meglio lasciarlo fuori, così non fa la vittima.
Questi sono gli intelletti che hanno in mano le sorti della nostra
democrazia!
Però se Dio vuole, dopo 13 anni Walter sta scrivendo una durissima
legge contro il conflitto di interessi, tanto non c’è alcuna speranza
che diventi legge: perché? Perché lui non solo non è più Vicepresidente
del Consiglio, ma non è neanche più leader del suo partito e il suo
partito ha il 26% dei voti, ossia gliene manca un altro 25% per
arrivare al 50% e poter fare approvare una legge di questo genere.
Stiamo parlando della stessa persona che, soltanto un anno fa, chiamava
Berlusconi “il principale esponente dello schieramento a noi avverso”,
non lo nominava neanche e figurarsi, neanche si sognava di attaccarlo:
anzi, ci voleva scrivere insieme le riforme istituzionali, elettorali e
tutto il resto. Questo è un po’ il simbolo di un partito completamente
allo sbando, che non rispetta neanche le sue regole, che non muove un
sopracciglio di fronte alla marea montante dello scandalo delle tessere
fasulle e gonfiate, che però ha ritrovato una prodigiosa unità nello
sbarrare la strada a Beppe Grillo, considerato l’unica insidia che può
deturpare l’immagine di un partito che, la settimana scorsa, ha
rinnovato la tessera a un tizio condannato in Germania per molestie
sessuali, un medico che ha molestato una paziente nel suo studio, la
paziente si è suicidata, lui è stato condannato in primo e secondo
grado, ha ottenuto e poi ha riottenuto la tessera del PD. Quindi la
prossima volta, Beppe, vai a molestare qualche ragazza e poi
ripresentati e vedi che la tessera te la danno!
Vi ringrazio, vi segnalo che la campagna abbonamenti a Il Fatto
Quotidiano sta andando benissimo, a gonfie vele da quando abbiamo messo
in piedi lo strumento della carta di credito e adesso entra anche il
paypal, che non so come si pronunci, abbiamo già ricevuto alcune
migliaia non di prenotazioni, ne avevamo avute 40. 000 di prenotazioni,
ma proprio di abbonamenti veri e quindi abbiamo già quasi 8. 000
abbonati veri con nome e cognome e stanno continuando a affluire al
ritmo di un migliaio al giorno. Speriamo che questa campagna prosegua,
speriamo di avere la forza per fare un giornale, Il Fatto Quotidiano, a
settembre sempre più ricco e adesso vedremo, insomma la promozione va
avanti fino alla fine di luglio e speriamo di avere altre buone notizie
da darvi. Vi segnalo, in conclusione, che è uscito il quinto volume di
Passaparola, che raccoglie i Passaparola degli ultimi due mesi e che si
intitola “ Gli sciacalli dell’informazione”. Noi ci vediamo lunedì
prossimo, passate parola."
Sindicazione




09.07.10 @ 17:53:06
da franco
Al seguente link , potrete visualizzare ...
21.04.10 @ 12:29:37
da uniroma.tv
ITALIA MIA E UNITA …un mito ...
02.12.09 @ 12:23:08
da Maurizio Spagna
"SOS ABRUZZO IL CONCERTO il 13 ...
02.06.09 @ 13:03:24
da anime libere
Condivido in pieno, purtroppo in Italia ...
27.04.09 @ 00:42:03
da Flagos