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POLITICA ITALIANA

LA FECCIA CHE RISALE IL POZZO

Wikio Testo: Buongiorno a tutti. Domenica e lunedì si vota per le regionali, ci avevano promesso liste pulite, le hanno fatte sporche come forse mai erano riusciti a farle prima di questa volta, hanno battuto tutti i record precedenti. I due maggiori partiti, ovviamente PD e PDL, sono infarciti di inquisiti, di condannati, di imputati, di pregiudicati, il record ovviamente spetta al PDL, il PD insegue con un buon numero, l’Udc naturalmente tiene fede alla sua tradizione. Ci sono addirittura candidature Udeur quantomai imbarazzanti, insomma ce ne è un po’ per tutti e, dato che questo è l’ultimo Passaparola prima delle elezioni, è il caso di ricordare - non tutti, perché tutti è impossibile, ma - quelli che sono stati oggetto di attenzione e che siamo riusciti a scoprire su Il Fatto Quotidiano e su alcuni altri giorni che, improvvisamente, si sono appassionati al tema delle liste pulite. E’ la dimostrazione che, a furia di battere su questo tasto con il V. Day, i nostri libri, Annozero, alla fine questo tema delle liste pulite è diventato centrale almeno per l’informazione e speriamo che, a furia di battere, diventi centrale anche per i partiti, ammesso e non concesso che per questi partiti ci sia un futuro. Feccia del nord (espandi | comprimi) Partiamo dal nord, partiamo dal Piemonte, dove il PDL schiera l’ex Assessore regionale al bilancio della Giunta regionale Ghigo, Angelo Burzi, che è stato rinviato a giudizio per tangenti nel ramo della sanità. Con il centrodestra, con il leghista dalla faccia pulita Cota c’è anche un meccanismo che porterebbe, nel caso in cui Cota venisse eletto, a essere eletto in Parlamento come primo dei non eletti e quindi come primo escluso che scivolerebbe al suo posto, nel caso in cui Cota diventasse governatore del Piemonte, un leghista che si chiama Grassano, che è stato Presidente del Consiglio Comunale di Alessandria e che è rinviato a giudizio per truffa ai danni del comune di cui era Presidente, rischia di diventare parlamentare, perché è il primo dei non eletti della Lega Nord, un ottimo motivo per fare in modo che Cota non diventi Presidente della Regione Piemonte. In Piemonte anche il PD non vuole essere da meno e conseguentemente candida l’ex Presidente socialista della Provincia Luigi Sergio Ricca, che ai tempi di tangentopoli aveva patteggiato una condanna per finanziamento illecito, confessando lui stesso di aver ricevuto 120 milioni di lire in contanti da un agente dell’Ina Assitalia, candidato del centrosinistra. Lombardia: in Regione Lombardia, a parte un caso un po’ pietoso, il figlio di Bossi, Renzo, detto dai suoi laudatores il delfino di Bossi, detto dallo stesso Bossi “ la trota”, quello che ha faticato non poco a prendere il diploma, è candidato anche lui alle regionali in Lombardia. Ma lui non c’entra con gli inquisiti, c’entra semplicemente con il nepotismo, con il familismo amorale dei nostri politici, che hanno sempre un occhio di riguardo per i loro familiari. In Regione Lombardia poi ci sono le candidature altrettanto patetiche dell’éntourage di Berlusconi, che ha chiesto, nel listino degli eletti assicurati, dei posti fissi, dei posti liberi per i suoi boys e soprattutto le sue girls, quindi ci ha infilato il massaggiatore del Milan Giorgio Puricelli, l’ex fisioterapista del Milan Giorgio Puricelli e, sempre nel settore sanitario, abbiamo anche l’igienista dentale del Cavaliere Nicole Minetti, una bellissima ragazza che è stata anche valletta di Colorado Cafè sulle reti Mediaset e quindi merita, naturalmente, un posto d’onore nella Regione Lombardia. E poi ci sono naturalmente le candidature un po’ discutibili dal punto di vista non solo della politica, ma anche dell’etica pubblica: per esempio, c’è Gianluca Rinaldin, Consigliere Regionale del PDL coinvolto in un’inchiesta giudiziaria a Como per truffa aggravata e falso in atto pubblico, che viene ricandidato nonostante quest’inchiesta in corso fosse proprio per questo. E poi c’è il famoso Giancarlo Abelli, che è un vecchio Ras della sanità già democristiano, poi beccato a ricevere soldi in nero da Poggi Longostrevi, il famoso medico delle truffe sanitarie alla regione, assolto per questo, naturalmente non era reato, ma quei soldi in nero li aveva presi per misteriose consulenze e poi sapete che, recentemente, gli avevano arrestato la moglie, la signora Rosanna Gariboldi, amministratrice pubblica nella Provincia di Pavia, è stata un po’ in galera, ha fatto la vittima, ha fatto la martire, dopodiché ha patteggiato la pena e ha restituito una barcata di soldi che erano accumulati su un conto a Montecarlo, di cui era Procuratore e cioè aveva la firma anche il marito Abelli, che naturalmente è ricandidato, essendo oltretutto anche parlamentare nazionale e essendo il vicecoordinatore nazionale del Popolo della Libertà. Dalla Lombardia andiamo al Veneto: in Veneto c’è semplicemente una questione di opportunità che riguarda il probabile futuro governatore Zaia della Lega Nord, appoggiato dal Popolo della Libertà, il quale inizialmente aveva detto che si sarebbe dimesso dalla carica di Ministro dell’Agricoltura e, in realtà, recentemente la Lega Nord ha fatto sapere che invece Zaia potrebbe mantenere entrambi i ruoli e conseguentemente, o sarebbe un Ministro a tempo ridotto, oppure sarebbe un governatore a tempo ridotto: è lo stesso problema che riguarda la candidatura di Brunetta a Sindaco di Venezia, lui invece ha proprio già detto che, se viene eletto Sindaco di Venezia, rimarrà Ministro della Pubblica amministrazione e Sindaco di Venezia, almeno fino alla prima acqua alta. Bella mossa per uno che vuole fare la guerra all’assenteismo: è evidente che quando sarà al Ministero sarà assenteista come Sindaco e, quando sarà al Palazzo Civico di Venezia, sarà assenteista come Ministro, ma forse questo non è un male, perché certi Ministri meno lavorano e meglio è per la collettività. Sarebbe drammatico se uno come Brunetta continuasse a lavorare a tempo pieno. Feccia del centro (espandi | comprimi) Scendiamo, andiamo all’Emilia Romagna: anche qua c’è un problema non penale, ma politico e anche giuridico, perché il candidato del centrosinistra Vasco Errani non può, non potrebbe essere candidato; sarebbe ineleggibile, in quanto la legge sulle regioni stabilisce che i governatori non possono fare più di due mandati e lui si sta candidando per il terzo. Naturalmente hanno dato l’interpretazione - ormai sapete che le leggi vengono violate senza neanche cambiarle: le interpretano facendo dire alle leggi una cosa che le leggi non dicono, ossia - che i due mandati valgono da dopo l’approvazione di questa legge, anche se uno magari è governatore dal 45, che è una cosa un po’ curiosa. Perché il centrodestra non strilla contro la candidatura dell’ineleggibile Errani? Perché ha un candidato ineleggibile anch’esso, il centrodestra, ossia Roberto Formigoni, che di mandati ne ha svolti addirittura tre, essendo governatore della Regione Lombardia dal lontano 1995 e, se verrà eletto, come purtroppo è probabile, sarà governatore per la quarta volta, farà un ventennio in barba alla legge, che naturalmente parla di due mandati. Andiamo a scendere, perché più si scende e più gli inquisiti aumentano: abbiamo, per esempio, la Toscana, dove il capolista a Prato per il centrodestra è un ex socialista, ex Assessore alla sanità che patteggiò una pena per corruzione per una tangente di 30 milioni di vecchie lire e adesso sostiene la candidata del centrodestra Monica Faenzi, quella tosta, quella che Berlusconi ha presentato l’altro ieri a Roma, la nostra tosta candidata. Il PD, per pareggiare il conto, candita il Consigliere Regionale uscente Gianluca Parrini, che è indagato per abuso d’ufficio nello scandalo degli appalti di Barberino del Mugello, grandi opere, variante di valico, terza corsia dell’Autosole etc. etc.. Nelle telefonate parla con un imprenditore che è accusato di aver aiutato alla ricerca di autorizzazioni per l’apertura di nuove cave , chiamandolo “ ciao, compagno”, che è proprio il tipico atteggiamento che deve avere il controllore pubblico nei confronti dell’imprenditore privato. Abbiamo poi l’Umbria: in Umbria c’è con l’Udc l’ex Presidente della Provincia di Perugia, che all’epoca stava nella Margherita, che si chiama Giulio Cozzari, la cui Giunta fu praticamente travolta dallo scandalo degli appalti truccati e questo Cozzari aveva detto che si voleva dimettere e poi, naturalmente, non l’ha fatto per evitare la distruzione totale dell’ente Provincia e quindi è rimasto per farci un favore, per il nostro bene è rimasto al suo posto. Nelle Marche, per il centrosinistra c’è l’ex Sindaco di Osimo, che aveva invitato.. si chiama Dino Latini e, quando era Sindaco di Osimo, aveva invitato il fondatore di Forza Nuova, segretario di una fondazione neonazista, a intervenire nel suo comune, mentre aveva negato la piazza alle forze antifasciste e l’ingresso in Consiglio Comunale addirittura al rappresentante degli extracomunitari. Andiamo avanti con il Lazio: nel Lazio naturalmente è candidato Francesco Storace, che è ancora sottoprocesso per aver violato la legge elettorale, questa è l’accusa per il famoso Lazio Gate, quando alcuni uomini del suo staff, secondo l’accusa, si sarebbero introdotti abusivamente nell’anagrafe computerizzata del Comune di Roma per infilare delle firme false nella lista della Mussolini, all’epoca nemica acerrima del centrodestra, in modo da farla invalidare e evitarne la concorrenza. Storace naturalmente è il candidato capolista della destra, che è la lista che sostiene il PDL, che è rientrato in coalizione dopo un po’ di fronda negli ultimi anni e è una lista che potrebbe prendere molti voti, proprio perché la lista del PDL, almeno per quanto riguarda Roma e Provincia, non è stata accolta, è stata respinta ormai da sette verdetti della giustizia amministrativa nei vari ricorsi e conseguentemente, chi vorrà votare per il centrodestra, o voterà il listino Polverini, oppure dovrà votare per la destra di Storace, oppure per l’Udc , che nel Lazio sostiene Renata Polverini, oppure anche Sgarbi, che è stato recentemente riammesso e che, naturalmente, è inutile che vi ricordi che è un pregiudicato per truffa ai danni dello Stato, per non parlare di tutte le condanne che ha avuto per gli insulti lanciati contro magistrati, giornalisti etc. etc.. In Liguria - mi ero dimenticato la Liguria - cito da Il Fatto Quotidiano che ci sono otto liste che sostengono il candidato del PD, Claudio Burlando, il quale ha detto “ non candiderò indagati”, il centrodestra gli ha subito detto che la sua proposta era strumentale, ma poi si è capito per quale motivo il centrodestra giudicava strumentale l’annuncio di Burlando: perché nelle liste che sostengono il candidato del PDL a Savona c’è un certo Marco Meligati che, scrive Il Fatto, ex Sindaco di Alassio, ha subito una condanna in primo grado per concorso in lottizzazione abusiva. Poi c’è un altro candidato del centrodestra, un ex della DC che si chiama Sergio Catozzo, condannato in primo grado per aver violato le norme che regolano la presentazione delle liste elettorali e quindi, anche questo, è proprio l’uomo giusto al posto giusto per ricandidarsi. E poi, sempre nel centrodestra, c’è un certo Angelo Barbaro che risulterebbe indagato per falso in atto pubblico. Avevamo detto del Lazio, andiamo alle regioni più calde per quanto riguarda le liste “ pulite”. Puglia: in Puglia si candida contro i due poli, il polo di centrodestra e il polo di centrosinistra, Vendola da una parte e Rocco Palese dall’altra, si candida anche Adriana Poli Bortone, che è stata un discreto Ministro di Alleanza Nazionale e pare che abbia anche amministrato abbastanza bene, quando è stata eletta ha amministrato abbastanza bene la città di Lecce. Bene, adesso si è candidata autonomamente rispetto ai due poli, ma incredibilmente nella sua lista è sbucato Cosimo Mele: Cosimo Mele è quello del famoso coca party in un grande albergo di Roma, con ragazze allegre, una delle quali poi si sentì male, per cui la cosa venne fuori e naturalmente tutti giurarono che mai e poi mai avrebbero ricandidato questo qua, invece questo qua, che fu espulso dall’Udc , adesso è curiosamente candidato nella lista della Poli Bortone, che è appoggiata proprio dall’Udc . Nel centrodestra c’è Tato Greco, che è quel genio che aveva fatto la lista “ La Puglia prima di tutto”, lista patrocinata dal Ministro Fitto, anche lui indagato, ma non candidato in queste elezioni, nella quale era stata presentata la candidatura anche di due delle ragazze che erano presenti ai festini, ai dopocena di Palazzo Grazioli, una delle due era Patrizia D’Addario, l’altra in questo momento non mi ricordo come si chiamava, erano in due che erano state candidate in questa lista fatta da Tato Greco, che è indagato insieme a Giampi Tarantini per associazione a delinquere, in quanto è sospettato di essere stato il socio occulto di questo Tarantini, il re delle protesi sanitarie fornitore, secondo l’accusa, di droga e, secondo quello che risulta dalle cronache, di prostitute a politici di destra (Berlusconi) e di sinistra (Frisullo), dalemiano arrestato l’altro giorno. Il record, la massima densità di inquisiti si verifica, naturalmente, in Campania e in Calabria: ho lasciato da parte la Basilicata, ma ci arrivo subito, perché in Basilicata intanto è indagato il governatore uscente del PD, che adesso sta per essere rieletto, diciamo che è il favorito, che è sotto inchiesta; l’estate scorsa prima di andare a Napoli da Potenza il Pubblico Ministero Woodcock presentò la chiusura delle indagini sullo scandalo delle estrazioni petrolifere, dove pare fossero girati dei favori e anche delle tangenti da parte della Total e il governatore era stato indagato e non è mai stato prosciolto, per cui lo è ancora, per abuso d’ufficio. Insieme a lui si parla di un candidato che lo appoggia, che si chiama Luigi Scaglione, capolista della lista Popolari Uniti che, scrive Il Fatto Quotidiano - ma l’ha scritto anche La Stampa - è indagato per concorso esterno in associazione mafiosa per lo scandalo della calciopoli della Basilicata. Infatti credo di averlo visto citato anche su La Stampa in un paio di pezzi di Iacopo Iacoboni, che si è dedicato anche lui alla questione delle liste pulite, anzi delle liste sporche. Feccia del sud (espandi | comprimi) Veniamo ora alle due regioni clou: la Campania e la Calabria. In Campania parliamo subito di uno che non è indagato, ma di uno che forse è indecente che venga candidato: si chiama Tommaso Barbato, se ve lo ricordate, perché è quello che sputò in faccia o tentò di colpire con uno sputo in faccia Nuccio Cusumano, che all’epoca stava nel suo stesso partito, l’Udeur, all’epoca l’Udeur- era il gennaio del 2008, quando cadde il governo Prodi - si schierò contro Prodi pur essendo stati tutti quanti suoi parlamentari eletti nel centrosinistra, Mastella li portò tutti fuori dalla maggioranza per fare cadere il governo, ma uno rifiutò di tradire Prodi: si chiamava Cusumano e fu insultato e addirittura sputacchiato da questo Barbato e accusato di tradimento. Era l’unico che non aveva tradito e conseguentemente fu accusato di tradimento per non avere voltato gabbana, come invece avevano fatto tutti gli altri. Ebbene, il famoso sputacchiere naturalmente fu sanzionato dal Presidente del Senato, si disse che mai più nessuno avrebbe osato candidare uno così e invece eccolo qua: Alleanza di Centro sta.. credo che l’Alleanza di Centro sia quella fondata da Pionati, l’ex mezzo busto, anzi ne sono certo. Ebbene, quest’Alleanza di Centro candida questo bel tomo alla Regione Campania per tenere alta la bandiera della presentabilità in Campania (Tommaso Barbato, non dimenticatevene). Poi abbiamo, sempre in Campania, la signora Mastella: come dimenticare la signora Mastella? Per fare delle liste pulite si prende una signora che è Presidente del Consiglio Regionale della Campania, di centrosinistra, viene indagata per tentata concussione etc., viene messa addirittura agli arresti domiciliari e poi con l’obbligo di dimora a Ceppaloni per la famosa inchiesta di Santa Maria Capua a Vetere, poi portata a Roma, quella che Mastella marito prese a pretesto per rovesciare il governo Prodi. Quest’inchiesta è stata trasferita a Napoli e è già giunta alle imputazioni, per cui la signora Mastella è imputata, non più soltanto indagata, c’è il processo. Ebbene, dopo è stata colpita e raggiunta da un altro provvedimento giudiziario per un’altra inchiesta che riguarda altre lottizzazioni: maneggi per sistemare gente sua, si è stabilito che le sue capacità delinquenziali sono talmente alte che è meglio che per un po’ non metta piede in Campania e quindi ha il divieto di dimora in Campania e in Province particolarmente vicine alla Campania, credo compresa la Provincia di Foggia, conseguentemente vive confinata a Roma in uno dei numerosi - credo siano cinque o sei - appartamenti della famiglia Mastella a Roma e infatti sta urlando contro il suo esilio, ma nonostante l’esilio è ugualmente candidata e quindi fa campagna elettorale via Internet, nella speranza che le sue clientele si ricordino di lei, anche se non la vedono fisicamente presente. Dimenticavo di dire che, naturalmente, stavolta è nel centrodestra, dopo aver fatto così tanto bene al centrosinistra in questi cinque anni, beccandosi due processi come Presidente del Consiglio Regionale di centrosinistra, adesso va a portare la sua grande esperienza nel centrodestra. Poi c’è il Sindaco di Pagani, che è stato sospeso perché condannato per peculato: naturalmente si ricandida con il PDL , ha detto “ ci teneva”, dicono i suoi amici “ è una battaglia di civiltà la sua”, non ne dubitiamo! Ci sono i Consiglieri Regionali Pietro Diodato e Luciano Passariello, indagati entrambi per uno scandalo di presunti rimborsi gonfiati: sto citando da questo ottimo articolo di Iacoboni su La Stampa. Tommaso Barbato ve l’ho detto, poi c’è Roberto Conte: Roberto Conte, 43 anni, fu espulso dai verdi e poi dal PD perché era stato inquisito per concorso esterno in associazione mafiosa e allora è andato nel centrodestra, dove l’hanno accolto a braccia aperte e è stato condannato meno di un anno fa in primo grado per concorso esterno in associazione mafiosa, per avere acquistato dalla camorra la sua elezione alle regionali del 2000. Naturalmente ha scelto l’Alleanza di Popolo, una lista piccola che sostiene il centrodestra e, con questo pedigree, è candidato alle spalle del famoso Caldoro: Caldoro è la faccia pulita che è stata mandata avanti in Campania, dietro la quale si nascondono personalità del calibro di questo Conte (primo grado, concorso esterno in associazione mafiosa), oppure anche Cosentino, che non è candidato, ma diciamo che dà una grossa mano e è quello su cui pende un mandato di cattura per camorra, la cui autorizzazione all’esecuzione è stata negata dal Parlamento e quindi questo signore, con il mandato di cattura per camorra sulla testa, continua a fare il Sottosegretario all’economia, è il vice di Tremonti. Questo per dire le liste pulite in Campania. Abbiamo ancora l’ex Sindaco di Villa Literno, comune sciolto per mafia, Fabozzi: questo l’ha candidato il PD, naturalmente non è indagato lui, ma insomma se il tuo comune viene sciolto per mafia forse è il caso che salti un giro; niente, l’hanno ricandidato. Vediamo se ho dimenticato qualche altro bel personaggio della Campania.. no, non l’ho dimenticato, mi ero invece dimenticato che in Puglia c’è anche, nel centrodestra, Fabrizio Camilli, che è un imprenditore petrolifero che ha patteggiato per truffa e quindi come rinunciare al suo apporto? Candidato anche lui (patteggiato per truffa). La Calabria, tanto per cambiare, ha il record nazionale, anche perché la Sicilia non vota e conseguentemente la Calabria riesce a mantenere agevolmente il suo primato: sapete che si tratta di sostituire un Consiglio Regionale dove, su 50 Consiglieri Regionali, erano imputati o indagati o condannati in 35, diciamo più o meno i due terzi. Per sostituirli degnamente alcuni si ripresentano, altri già promettono bene, perché arrivano in Consiglio Comunale già indagati o già condannati e, quando non si può candidare il padre, perché magari è in carcere, c’è il figlio che lo rappresenta e rappresenta soprattutto i suoi elettori. E’, per esempio, il caso di Antonio La Rupa, che è figlio d’arte, perché suo padre Franco, Consigliere Regionale dell’Udeur nel centrosinistra, è stato in carcere per concorso esterno in associazione mafiosa e quindi stavolta tocca al figlio, per dare una chance anche al frugoletto. Poi c’è un certo Tommaso Signorelli: lui l’hanno arrestato per mafia a Amantea, si candida proprio lui personalmente, perché è uscito e quindi ha la possibilità di candidarsi. Non vi dico quelli che hanno parenti della ‘ndrangheta, perché se andiamo a vedere i parenti non finiamo più e non si salva nessuno. Angela Napoli, indipendente eletta con Alleanza Nazionale, ora in uscita da Alleanza Nazionale viste certe candidature, ha fatto un lungo elenco di personaggi indecenti che, quando si sapeva che avrebbe vinto le elezioni il centrosinistra, cioè la volta scorsa, nel 2005, si erano candidati nel centrosinistra, inquisiti, chiacchierati etc., e che adesso, dato che si sa che probabilmente vincerà il centrodestra con il candidato Scopelliti, si stanno buttando e si sono buttati, sono stati candidati con grande trasformismo nel centrodestra. Il candidato del centrosinistra è il solito Loiero, altra vecchia conoscenza della politica: era indagato in varie inchieste, è stato assolto anche nell’ultima, una tranche di “Why Not?” di recente, la lettura degli atti di quelle inchieste denota comunque un sistema di potere assolutamente incompatibile, almeno secondo la mia valutazione, con una candidatura soprattutto nel centrosinistra e soprattutto in una regione come la Calabria, invece il centrosinistra ha deciso di puntare ancora su di lui e quindi l’alternativa tra Scopelliti e Loiero non sarà certamente granché, a meno che non si scelga Callipo, che è l’outsider- questo imprenditore del tonno - che è stato scelto da un fronte trasversale di cui fa parte anche l’Italia dei Valori ed è molto apprezzato da Luigi De Magistris. Andiamo avanti, perché non abbiamo finito: in Calabria si è occupato di alcune candidature sporche Roberto Saviano, in un bellissimo pezzo pubblicato da Repubblica tre giorni fa. Saviano chiedeva addirittura l’intervento dell’?Ocse? oppure dell’O.N.U. per garantire la regolarità del voto soprattutto in certe zone, dove parlare di elezioni libere è una barzelletta, è stato un intervento molto forte e Saviano, che una volta si occupava soltanto di camorra e dei Casalesi, adesso secondo me molto opportunamente sta cominciando a allargare i suoi orizzonti, si è occupato anche della Calabria e ha cominciato a fare i nomi. Infatti quell’unanimismo ipocrita che a destra e a sinistra lo osannava ha cominciato a cedere il passo alle prime critiche: perché? Beh, perché voi lo sapete che quando si combatte la mafia militare ti viene contro la mafia militare e quindi rischi la pelle, ma godi di buona stampa, quando ti occupi di mafia dei colletti bianchi anche sulla stampa cominciano a arrivare gli attacchi e è quello che, purtroppo, sta accadendo a uno splendido scrittore come Roberto Saviano. Nelle otto liste che sostengono il PDL - scrive Il Fatto Quotidiano - spunta tra gli altri il nome, nel nuovo PSI, di tale Sergio Stancato, che fu arrestato quando era Assessore per traffico di rifiuti e poi ne uscì per prescrizione. E poi c’è una lunga lista di imputati di “ Why Not?”, che sono naturalmente tutti tornati al loro posto: “ Why Not?” è andata come è andata, con molte assoluzioni e anche molti rinvii a giudizio, per altro ancora si dovrà fare il processo principale, perché è andato esattamente a segno il complotto contro De Magistris, che non doveva completare quell’inchiesta di modo che la si potesse smembrare e insabbiare. Dopo che gli hanno levato l’inchiesta, poi hanno cacciato lui e poi ne hanno combinate di tutti i colori, adesso tocca pure leggere sui giornali che l’inchiesta non valeva niente, perché è finita come è finita: è finita come finita perché.. non sappiamo come sarebbe finita, se l’avesse potuta completare colui che l’aveva avviata, cioè appunto Luigi De Magistris e conseguentemente gli esiti dell’inchiesta “ Why Not?” non c’entrano niente con quelli che avrebbe potuto avere De Magistris, perché gli è stata portata via due anni fa e conseguentemente quello che è stato fatto dopo non può essere imputato a lui. Semmai bisognerebbe domandarsi se aveva visto così male, De Magistris, quando indagava su certi magistrati della Basilicata nell’indagine Toghe Lucane, perché uno di questi magistrati è quello che si è dimenticato di fare perquisire la chiesa dove era stata vista per l’ultima volta Elisa Claps, la ragazza scomparsa quasi 17 anni fa e trovata proprio in quella chiesa 17 anni dopo. Allora forse andare a vedere la mala giustizia a Potenza, oltre che in Calabria, non era un’idea malvagia, ma sapete che anche l’inchiesta Toghe Lucane De Magistris non ha potuto portarla a processo, perché è stato cacciato dal Consiglio Superiore della Magistratura prima, Csm che si è dimenticato invece di punire chi aveva indagato così male sul caso di Elisa Claps. Vincenzo De Luca e i voti dei casalesi (espandi | comprimi) Ebbene, di questo De Luca sapevamo all’inizio che aveva due rinvii a giudizio, di cui uno per associazione a delinquere e concussione e l’altro per truffa e falso. Nel prosieguo della campagna elettorale abbiamo scoperto anche delle altre cose: abbiamo scoperto che ha pure la moglie sotto inchiesta per aver presentato carte false per accedere a un concorso pubblico, credo di psichiatra, nelle A.S.L. e pare che ci sia anche il figlio sotto inchiesta, quindi un’intera famiglia sotto inchiesta, pronta a occupare la regione. Sappiamo anche - li abbiamo scoperti di recente - altri due particolari molto interessanti che dovrebbero sconsigliare l’elezione di un signore di questo calibro: per prima cosa, abbiamo saputo che ha addirittura una condanna in primo grado, quattro mesi e qualcosa, per smaltimento abusivo; non si tratta di una scemata, si tratta di una cosa gravissima: come Sindaco di Salerno, De Luca aveva autorizzato una discarica abusiva tra il mare e l’autostrada Salerno /Reggio Calabria, discarica che non è stata impermeabilizzata in quanto era abusiva, sulla quale sono state sversate tonnellate e tonnellate, montagne di rifiuti, autorizzata pur essendo abusiva con continue ordinanze del Sindaco per diverso tempo e, a un certo punto, i liquami hanno cominciato a trasformarsi in percolato e a avvelenare il territorio. Per due volte, un’estate questo cumulo enorme di rifiuti abusivamente stoccati con l’autorizzazione del Sindaco De Luca ha preso fuoco, provocando una nube tossica, diossina, intossicazione, fuga dei bagnanti dalle spiagge vicine, blocco dell’autostrada dove la gente passava e entrava in questa nuvola nera. E’ stato condannato a quattro anni e qualcosa per smaltimento abusivo di rifiuti. Ma abbiamo scoperto anche un’altra cosa, ossia che l’uomo che ci racconta “ votate per De Luca, perché sennò vince il centrodestra, che rappresenta il clan dei Casalesi” (allusione a Cosentino), ebbene De Luca tre anni fa, per diventare Sindaco un’altra volta del suo comune, il Comune di Salerno, essendosi candidato contro il centrosinistra, che aveva messo un altro candidato, un certo Andria della Margherita, per battere il candidato ufficiale del centrosinistra lui, il ribelle De Luca, aveva fatto un accordo con il centrodestra: dato che al ballottaggio erano andati lui e Andria, lui si è fatto dare i voti del centrodestra e così ha battuto il candidato del centrosinistra e da chi si è fatto dare i voti? Dal centrodestra che lui dice essere legato al clan dei Casalesi, l’ha raccontato Cosentino: ha detto di aver incontrato De Luca all’epoca, di avergli promesso e poi di avergli fatto avere, lui e tutto il suo centrodestra, i voti. Questo è Il Mattino di Napoli: “ Casentino: ho fatto votare De Luca alle Comunali di Salerno” e quindi, se è vero che Cosentino ha i voti del clan dei Casalesi, questi voti sono andati a De Luca - lo dice Cosentino e De Luca non mi risulta l’abbia smentito - tre anni fa. Non aggiungo che De Luca mi ha anche minacciato fisicamente, dicendo che vorrebbe incontrarmi di notte: vi lascio immaginare per fare che cosa, perché questo non è importante rispetto ai rinvii a giudizio, diciamo che è un fatto secondario, è un fatto di costume o forse di malcostume. Credo di non avere più nessuno da segnalarvi e conseguentemente vi raccomando di votare bene, prendendo le giuste informazioni e verificando anche le informazioni che vi ho dato: per fortuna nella rete ci sono molte altre informazioni su questo e, come vi ho detto, ci sono anche giornali che in questo finale di campagna elettorale hanno cominciato a fare quello che facevamo da soli fino alle elezioni scorse, ossia andare a fare i raggi x ai candidati, dato che qua ci sono proprio le preferenze informatevi bene su chi sono le persone alle quali volete dare le preferenze e informatevi bene su chi sono le persone che sostengono i governatori che andrete a eleggere. Aggiungo due avvisi di servizio: è in distribuzione insieme a Il Fatto Quotidiano il dvd “Democrazya”, scritto con il crazy dentro di cui vi avevo già parlato, è un’antologia, il racconto del 2009 di tutti gli scandali, i processi, le vergogne, le cose accadute importanti nel 2009, nato da Passaparola con contributi filmati che lo ravvivano. L’altra cosa è che giovedì sera c’è Annozero: si chiama in un altro modo, si chiama “ RAI per una notte”, lo conduce Michele Santoro dal Paladoza, chi vuole venire, perché sta a Bologna, lo può fare, forse trova ancora dei biglietti, ci sono dei volontari nei dintorni del Paladoza che li distribuiscono a prezzo politico, insomma è un prezzo semplicemente per autofinanziarci e chi invece se lo vuole vedere da casa sua lo può fare su una miriade di siti, a cominciare dal sito de Il Fatto Quotidiano, che è sponsor della manifestazione, oppure dal sito raiperunanotte.it, si può anche contribuire con un piccolo obolo di 2, 50 Euro, perché se riusciremo a raggiungere e a coprire i costi questa potrebbe diventare una prova generale per un format che, nel caso in cui questo mese di black out diventi definitivo l’anno prossimo - cosa che non escluderei affatto, viste le telefonate dal Cavaliere e viste le persone obbedienti disposte a compiacerlo - sapremo di avere un’alternativa, una soluzione televisiva via Internet di cui giovedì sera potremo fare una sorta di prova generale. Passaparola è una bellissima esperienza, ha un grandissimo ascolto, ma una trasmissione, un programma di approfondimento con ospiti, con un dibattito, con inchieste filmate etc. ovviamente ha dei costi, anche nel caso in cui, come questo giovedì, tutti lavorino gratis. Se vedremo che c’è qualcuno che ne sente il bisogno e che è disposto a darci una mano - ripeto, si tratta di 2, 50 Euro- sul sito RAI Per Una Notte o sul sito de Il Fatto Quotidiano trova il modo di cliccare e, con il paypal, di fare questo piccolo versamento e, se l’esperimento andrà bene, almeno sapremo di avere una scialuppa di salvataggio. Ci vediamo giovedì sera e invece con Passaparola lunedì prossimo, buona settimana, passate parola.
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Categorie: PUNTATE PRECEDENTI, CONSIGLI PER VOI
22 Mar 2010

ARBITRI VENDUTI

Agire




Testo:
Buongiorno a tutti, scrive Vittorio Feltri oggi, anche a lui capita di scrivere delle cose sensate almeno nelle prime righe “Il fatto quotidiano” giornale criticabile e criticato, ma interessante, tant’è vero che con 4 gatti in redazione, riesce a far impazzire il potere e a vendere abbastanza copie per essere autonomo, pubblica alcuni giorni fa una notizia in copertina “la Procura di Trani ha aperto un’inchiesta che riguarda anche Berlusconi, arricchita di intercettazioni telefoniche in cui il Premier ne dice di ogni colore contro Santoro e Floris, programma Annozero antipatizzante del centro-destra” va bene, questa è la sintesi, ci prendiamo volentieri del giornale autonomo che fa impazzire il potere e che vende abbastanza copie, questo è un merito oltre che dei nostri giornalisti, anche di voi lettori e state addirittura aumentando in questi ultimi giorni!

L'inchiesta di Trani su Berlusconi, Minzolini e l'Agcom (espandi | comprimi)
La notizia è chiara, c’è un’inchiesta a Trani in cui il Premier è indagato per concussione, sono indagati anche, forse per concussione o per qualche altro reato collegato il direttore del Tg1 Minzolini e il commissario dell'AgCom, l’autorità garante per le comunicazioni Giancarlo Innocenzi, già dirigente della Fininvest, già membro del Governo Berlusconi come sottosegretario alle stesse comunicazioni.
Questa è la notizia, l’inchiesta è partita da tutt’altra cosa, non è una stranezza che un’inchiesta che parte su un fronte impatti poi su un altro fronte, capita spessissimo, non so, mettete che uno… va beh, diciamo da cosa parte l’inchiesta e poi vediamo cosa capita spessissimo, l’inchiesta parte da un traffico di carte di credito, carte di credito sulle quali venivano applicati dei tassi usurari, questa è l’ipotesi di accusa, ci sono dei tentativi di depotenziare le conseguenze mediatiche di questa inchiesta, c’è qualcuno che dice di essere in grado di bloccare di servizi al Tg1, poi in realtà un servizio il Tg1 seppure di notte lo manda in onda, vedremo quando avremo il quadro completo di questa inchiesta come si arriva a Minzolini, direttore del Tg1, sta di fatto che evidentemente Minzolini o è sospettato di avere commesso un reato, oppure è sospettato di essere informato di reati e badate, si può essere intercettati in Italia quando si è indagati, ma paradossalmente anche, non paradossalmente, ma in misura minore, però è possibile, anche quando non si è indagati, pensate soltanto ai familiari di un bambino sequestrato, vengono immediatamente intercettata tutta la cerchia dei familiari e degli amici perché uno di essi riceverà la telefonata con la richiesta di riscatto e quindi c’è la possibilità che qualcuno di loro intercettandolo, porti sulle tracce dei sequestratori, quindi non c’è niente di strano che per scoprire gli autori di un reato o per scoprire i contorni di un reato che si sta commettendo, si mettano sotto intercettazione dei telefoni di persone sospettate di commettere quel reato o anche di persone che non sono sospettate di commettere reato, ma che per ragioni, le più diverse, potrebbero ricevere delle comunicazioni inerenti quel reato.
Sta di fatto che finiscono sotto intercettazione, non sappiamo se sul suo telefono o indirettamente sul telefono di un altro con cui lui parlava, Minzolini mentre invece sappiamo che è sicuramente intercettato il telefono di Giancarlo Innocenzi che è uno dei membri dell'AgCom, l’agenzia per le comunicazioni, è il garante che deve tutelare da un lato la regolarità del mercato delle comunicazioni e dall’altra parte valori costituzionali importantissimi riguardanti la libertà di informazione che è un bene primario per la nostra democrazia.
Chi sono i componenti di questa autorità garante per le comunicazioni? C’è il Presidente che è Corrado Calabro che è un ex Presidente del Tar del Lazio, è stato nominato da Berlusconi, ha passato una vita nei Ministeri a fare arbitrati è un giudice amministrativo, si ritiene un poeta, tant’è che ha pubblicato libri di poesia anche per la Casa Editrice Mondadori, è stato coautore di un film, Il Mercante di Pietre del regista Renzo Martinelli, quello che ha svuotato le sale cinematografiche con il Barbarossa, il famoso film dove Raz Degan è protagonista e dove si intravedeva addirittura Bossi che, come sapete, si crede la reincarnazione di Alberto da Giussano, questo Calabrò deve vigilare sulla televisione, par condicio e sui conflitti di interessi, quindi una cosetta importante, l’autorità per le comunicazioni, il problema è che è tutta da nomina politica, attenzione, formalmente le autorità di garanzia dovrebbero essere formate tutte da personalità di altissimo prestigio e soprattutto di provata imparzialità e indipendenza.
Il responsabile della loro nomina è il Capo dello Stato, a indicare al Capo dello Stato i nomi dei membri dell'AgCom, sono purtroppo come spesso anzi sempre avviene in Italia, i partiti, che si sono lottizzati anche questa autorità come tutte le altre e infatti Calabrò è stato nominato da Berlusconi, quando era Presidente della Repubblica Ciampi, quindi Napolitano è il responsabile sotto l’egida di Napolitano agiscono le autorità di garanzia, anche se quelle attuali sono state nominate dal suo predecessore Ciampi.
C’è Giancarlo Innocenzi, il dirigente Fininvest, ex sottosegretario di Forza Italia, lo stesso che era già stato beccato al telefono con il Direttore di RAI Fiction Agostino Saccà a trafficare con scritture in fiction per sistemare mogli di parlamentari del centro-sinistra, che secondo lui dovevano passare con il centro-destra e aiutare quello che lui chiama il grande capo, Berlusconi, il suo padrone a far cadere il governo Prodi.
Poi c’è Enzo Savarese che è stato indicato da Alleanza Nazionale, poi c’è Stefano Mannoni che è un giurista, un professore universitario che collabora con Il Foglio di Giuliano Ferrara e è stato indicato dalla Lega, poi c’è Gianluigi Magri che è stato indicato dall’Udc, un ex sottosegretario, poi c'è Michele Lauria che è un ex Senatore della Margherita, poi ci sono due intenditori del ramo comunicazioni area centro-sinistra Nicola D'Angelo che ha collaborato con i Ministri Maccanico e Fassino e poi Sebastiano Sortino che è l’ex direttore della Federazione nazionale degli editori di giornali e poi c’è uno dell’Udeur, un certo Roberto Napoli, l’Udeur non c’è più, ma sopravvive nell'AgCom un mastelliano, Roberto Napoli, questi sono i 7 membri dell'Ag Com.
Uno di questi viene intercettato, perché? Perché si scopre che non solo è in contatto con Minzolini e questo è l’anello che lo porta dentro a queste intercettazioni, ma è anche in contatto con una pluralità di soggetti che non dovrebbero avere con lui alcun tipo di rapporto, perché? Perché lui è uno dei controllori di questi soggetti, come membro dell'AgCom lui è un controllore nei confronti della RAI, è un controllore nei confronti di Mediaset anche e di tutte le televisioni, è un controllore nei confronti della vigilanza RAI che ha compiti diversi rispetto a quelli dell’agenzia per le comunicazioni, invece lui ha rapporti di dimestichezza, si sente per concordare strategie con tutti questi soggetti che dovrebbero essere autonomi perché gli uni dovrebbero controllare gli altri.
Sente Berlusconi, il grande capo, lo chiama il padrone a volte, da quello che abbiamo letto su Il Fatto Quotidiano grazie a questo grande scoop fatto da Antonio Massari su Il Fatto, sente Berlusconi che è il padrone di Mediaset e che quindi è da un lato lui lo dovrebbe controllare, dall’altro è il capo e quindi è Berlusconi che controlla lui.
Addirittura parla con membri della Commissione di vigilanza, quelli del centro-destra, quelli che chiama i nostri, parla con un consigliere di amministrazione della RAI di centro-destra, Gorla, che è anche lui un ex dirigente del gruppo Fininvest, poi passato con Forza Italia, poi diventato alto dirigente della RAI e adesso membro del Consiglio di Amministrazione della RAI; pare che parli addirittura con un magistrato del Consiglio Superiore della Magistratura, Cosimo Ferri, già beccato nelle intercettazioni dello scandalo di Calciopoli, che è niente meno che il Presidente della Commissione incarichi direttivi del Consiglio Superiore della Magistratura, la Commissione che destina tizio oppure caio a fare il Procuratore Capo, il Presidente del Tribunale, il Presidente della Corte d’Appello, il Procuratore nazionale antimafia, i dirigenti degli uffici giudiziari, che secondo quello che viene fuori dalle cronache di Antonio Massari, che raccontano alcune di queste telefonate, noi non abbiamo pubblicato le telefonate, abbiamo delle informazioni su queste telefonate e quindi facciamo il nostro lavoro di giornalisti, le raccontiamo, se poi verranno depositate e quindi cesserà il segreto, cercheremo ovviamente di procurarcele e di pubblicarle, perché non c’è niente di meglio che il testo delle telefonate, ma il contenuto l’abbiamo raccontato, l’ha raccontato Antonio Massari anche insieme a Marco Lillo e da queste telefonate emerge che questo membro del Consiglio Superiore della Magistratura, faceva anche da consulente giuridico a questo Innocenzi e a tutto il mondo Forza Italia – Mediaset non si riesce neanche a distinguere, è la stessa cosa, che si muoveva in questi vari soggetti, Consiglio di Amministrazione RAI, Consigli parlamentare di vigilanza, AgCom, direttore generale della RAI Mauro Masi in costante contatto con Innocenzi, per fare cosa? Per trovare dei pretesti più o meno legali, più o meno giuridici, per chiudere Annozero e per impedire che altre trasmissioni come Serena Dandini “Parla con me” invitassero persone che Berlusconi non gradisce, si parla di Ezio Mauro e di Eugenio Scalfari, oppure per dare una lezione anche a programmi che il centro-destra non controlla, come Ballarò, perché lo controlla il centro-sinistra.


"Chiudete tutto" (espandi | comprimi)
Queste sono le 3 trasmissioni a cui si fa riferimento, c’è un passaggio che riguarda Parla con Me, è un passaggio che riguarda Ballarò, c’è invece proprio una guerra quotidiana a Annozero, quindi il problema N. 1 è Annozero e queste intercettazioni vengono fatte tra il novembre e il dicembre, a quello che abbiamo pubblicato almeno del 2009, cioè quando Annozero riparte dopo i tentativi di sabotaggio fatti a settembre, vi ricordate il contratto mio, i contratti con la redazione, tentativi di rinviarne la partenza, pretesti di ogni genere, una volta partito poi Annozero ovviamente si occupa del caso della D'Addario, poi del caso Spatuzza, Ciancimino, Cosentino, il processo breve…


questi sono i temi che preoccupano maggiormente questi signori e è un formicaio che si mette in attività, tizio telefona a caio per cercare, l’obiettivo finale è chiudere la trasmissione, obiettivo contingente, impedire almeno che vengano trattati temi, come quelli che vi ho detto e mi ero dimenticato il caso Mills, perché a un certo punto Santoro mandò una docufiction, me la ricordo che ero la voce narrante che ripercorreva le vicende storiche, non le vicende giudiziarie che erano ancora per aria e sono ancora in parte per aria per Berlusconi, i fatti avvenuti nel caso Mills, e quindi questi erano terrorizzati e volevano, come linea strategica cercare un pretesto per chiudere la trasmissione, in via provvisoria impedire almeno che si occupassero una volta di Cosentino, una volta di Mills e una volta di Spatuzza, il problema qual è? E' che non riescono a trovare l'appiglio, perché? Perché Annozero è una trasmissione pluralista, è una trasmissione dove c'è il contraddittorio, dove abbondano le voci del centro-destra, anzi le voci proprio di Berlusconi, una volta c'è Ghedini e Belpietro, un altra volta c'è Sallusti e Gasparri, un'altra volta c'è... avete visto, ogni settimana ci sono 2, 3 esponenti del centro-destra con particolare riferimento all'area Berlusconi o alla persona Berlusconi, quindi è difficile dire che non c'è il contraddittorio, infatti qui non si contesta il contraddittorio, qui si contesta il fatto che si possa parlare di processi in corso, pensate in un paese dove hanno fatto 96 puntate sul delitto di Cogne di Porta a Porta, ma anche di Matrix e 45 sul caso di Perugia, poi il delitto di Erba, poi il caso di presunta pedofilia a Rignano Flaminio etc., all'improvviso non si può parlare di processi in corso, è chiaro che non si possono fare i processi in televisione, cosa che peraltro Vespa ha fatto più volte, ma invece ricostruire le vicende che sono di attualità, quelle certo che si possono fare e si possono fare prima della Cassazione, altrimenti non si potrebbe parlare mai di niente per 10 anni!
A questo si appigliano perché? Perché non riescono a dimostrare, visto che è falso, che non c'è il contraddittorio nella trasmissione di Santoro, quindi è un concerto, un concertare tra soggetti che non dovrebbero mai parlarsi perché sono i controllati e i controllori gli uni degli altri, una strategia per violare la costituzione repubblicana, Art. 21, libertà di espressione e diritto dei cittadini all'informazione. Da queste intercettazioni viene fuori anche, da quello che se ne è saputo, ne so esattamente come voi in quanto non me ne sto occupando io, se ne sta occupando Antonio Massari, quindi ogni giorno leggo quello che esce su Il Fatto che comunque è il giornale che su questi fatti ha anticipato gli altri e poi ancora è il più informato, emergono alcuni dati che mi sembrano già interessanti dal punto di vista politico e mediatico, per sfatare alcune leggende metropolitane.
Intanto Berlusconi e i suoi sono furibondi perché ogni tanto Annozero invita Di Pietro e dicono: basta con questo Di Pietro, non lo si può più vedere, che sembra sia lui l'interlocutore... perché? Perché evidentemente hanno scoperto che Di Pietro buca il video, è efficace con quella sua comunicazione un po' scombiccherata, ma comunque evidentemente ritengono che sia efficace e quindi non lo vogliono più vedere, sapete che Mentana è stato cacciato da Matrix perché aveva invitato Di Pietro, recentemente Maurizio Costanzo ha detto che le lamentele di Berlusconi per il Costanzo Show riguardavano quando invitava Di Pietro, allo stesso modo per Annozero sono ossessionati dalla presenza in alcune puntate di Di Pietro.
E questo perché è interessante? Perché in questi anni è sempre stato detto che Di Pietro, è stato detto naturalmente da chi aveva tutto l'interesse a farlo credere, è il migliore alleato di Berlusconi, perché? Perché lo demonizza, perché parla dei suoi processi, perché parla di regime, di censura mediatica, perché organizza o partecipa a manifestazioni di piazza e questo naturalmente è un grosso assist a Berlusconi perché lui ama essere demonizzato, che si parli dei suoi processi, che si parli delle censure televisive, mentre invece soffre molto quando per esempio il PD non parla di regime, non organizza manifestazioni, non gli fa l'opposizione, non parla mai dei suoi processi etc..
Strano che Berlusconi sia così sprovveduto da non sapere che Di Pietro è il suo migliore alleato e quindi non telefoni mai a nessuno per dire: invitatelo di più perché è il mio migliore alleato, lo voglio vedere a reti unificate 24 ore
su 24, le volte in cui viene invitato telefona per lamentarsi e i suoi si lamentano perché viene invitato.
Bisogna avvertire Berlusconi che sta sbagliando strategia di comunicazione, lui che è il pubblicitario, il comunicatore per eccellenza, non capisce che deve mandare Di Pietro a reti unificate, bisogna avvertirlo, perché qui si dimostra che invece lui pensa che sia il suo oppositore più ostico Di Pietro, lo dice lui e lo dicono i suoi.
Un’altra leggenda metropolitana è che Santoro sia un altro alleato e chi collabora con lui, me compreso, siamo i principali alleati di Berlusconi, quante volte abbiamo sentito dire dagli stessi berlusconiani in pubblico e dai giornali riformisti e da esponenti insigni del Partito Democratico e anche in parte della sinistra radicale, Santoro è il migliore alleato di Berlusconi, lo demonizza, l’altro fa la vittima e guadagna voti, strano, Berlusconi non è della stessa idea, tant’è che tra tutti i programmi, per esempio Vespa una spina nel fianco per Berlusconi, Matrix, soprattutto da quando c’è Vinci, sono tutte spine nel fianco, Paragone, Monica Setta sono tutti veramente tremendi questi programmi che non demonizzando Berlusconi, invece lo danneggiano, Berlusconi non voglia chiudere quelli, voglia chiudere Annozero e parla con me quando dà la parola a Ezio Mauro e Scalari nel momento in cui stanno facendo la campagna delle 10 domande sul caso D'Addario, ancora una volta stanno parlando di una vicenda giudiziaria che imbarazza moltissimo Berlusconi.
Quindi Berlusconi, mi fiderei di lui, visto che in questi 15 anni non ha mai sbagliato una mossa dal punto di vista mediatico, perché è il suo mestiere, è il pubblicitario, da lì bisognerebbe prendere un po’ di esempio da lui, Berlusconi ritiene che il suo principale ostacolo dal punto di vista mediatico sia Annozero, che parla nelle puntate in cui parla delle sue vicende giudiziarie, Mills, Spatuzza, Ciancimino, caso D'Addario e in parte Cosentino, ci sono pressioni per non fare la puntata dedicata a Cosentino e per non fare la puntata dedicata al caso Dell'Utri, tutte vicende giudiziarie e questo sfata la terza leggenda metropolitana, che Berlusconi quando lo processano lui ne guadagna voti, perché? Perché l’arma giudiziaria contro Berlusconi è un’arma spuntata, anzi i processi a Berlusconi portano voti a Berlusconi, più ci sono processi a Berlusconi, più Berlusconi guadagna voti, quando spariranno i processi, Berlusconi sarà finito perché non potrà più fare la vittima delle toghe rosse, questa è un’altra cosa che ci siamo sentiti ripetere per decenni, almeno uno e mezzo, Berlusconi è preoccupato, proprio che si parli dei suoi processi, che strano, non ha ancora capito che parlare dei suoi processi significa fare il suo gioco, non ha ancora capito che le sue vere spine nel fianco sono quelli che non parlano mai delle sue accuse, delle accuse a suo carico di corruzione, di rapporti con la mafia, rapporti con prostitute etc., non l’ha capito, è un po’ tardo, mentre invece questi geni della comunicazione del PD che non hanno mai voluto parlare di queste cose negli ultimi 15 anni, loro sì che hanno capito tutto, infatti non hanno mai vinto un’elezione.
L’ultima leggenda metropolitana che viene sfatata è che la televisione non sposta voti, se la televisione non sposta voti, vi assicuro che Berlusconi non avrebbe televisioni! Non le avrebbe prese visto che all’epoca gli servivano per supportare i politici che poi lo aiutavano nelle sue attività economiche, ma soprattutto una volta entrato in politica, se si fosse reso conto che le televisioni non gli portano voti, anzi glieli fanno perdere a causa del conflitto di interessi, se ne sarebbe liberato, le avrebbe vendute le sue televisioni, perché non le ha mai vendute, anche a costo di sentirsi rinfacciare, ormai da pochi sfigati è ovvio, mica dal PD, il conflitto di interessi? Evidentemente perché lui è convinto che le televisioni portino voti e servano, non basta ovviamente un programma come Annozero per modificare di milioni di voti l’esito elettorale, anche perché manca il centro-sinistra, quindi stiamo parlando di una partita giocata da uno solo, Annozero serve a fare informazione, a parlare di temi dei quali Berlusconi non vuole che si parli, a tenere viva una fiammella in un black out totale che lui impone e a impedirgli di chiudere i temi scomodi dei quali lui vuole che non si parli o che si parli pochissimo e poi si parli d’altro, se qualche italiano sa qualcosa di cos’è il caso Mills, tra quelli che guardano soltanto la televisione, se qualche italiano sa qualcosa di Spatuzza e di Ciancimino tra quelli che guardano solo la televisione lo deve a Annozero, se qualche italiano sa qualcosa , ha sentito la voce e ha visto la faccia della D'Addario tra quelli che guardano soltanto la televisione italiana, lo deve a Annozero perché l’hanno intervistata in tutto il mondo, tranne che le televisioni italiane, esclusa Sky che soprattutto per i programmi di informazione che pure sono fatti molto bene, viene vista veramente da poca gente.


Annozero è il primo problema (espandi | comprimi)
Quindi questo è il problema, Annozero buca l’agenda unica berlusconiana e impone all’attenzione delle persone dei temi che senza Annozero non ci sarebbero, non è un merito di Annozero, è un demerito di tutti gli altri che non fanno quello, perché Annozero non fa altro che fare quello che fanno i giornali liberi se ce ne sono e cioè parlare di tutto ciò che è di attualità a cominciare dalle cose che gli altri non dicono, è un fatto di mercato, non è mica un fatto di bravura!
Per questo spenta anche quella fiammella il problema è risolto, il sogno di Berlusconi è quello che sta succedendo in questi giorni, da un mese Annozero non c’è, da un mese in televisione se uno vuole sapere qualcosa delle liste illegali, del decreto che salva le liste illegali, del caso di Girolamo, del caso dell’inchiesta di Trani etc., come fa guardando la televisione? Non fa, non c’è niente, ti racconta tutto Minzolini, Mimun sul Tg5, Fede, la televisione lottizzata dai partiti e non c’è nessuna finestra che si apre che non sia controllata da lor signori o da sua ?emittenza?, questo è il suo sogno perché nelle telefonate è divertente perché si infrange anche contro non le resistenze, ma l’impotenza di persone che ritengono che quello che chiede Berlusconi sia troppo anche per loro che sono state messe lì da lui, c’è una patetica telefonata in cui pare che Masi, il direttore generale della RAI dica: ma come faccio io a chiudere una trasmissione prima ancora che vada in onda, presumendo che quella trasmissione violerà delle regole, ma non succede neanche nello Zimbabwe, mi aspettavo tra l’altro un’immediata protesta diplomatica dell’ambasciatore dello Zimbabwe che dicesse agli italiani: ma vergognatevi, noi non facciamo queste cose, queste cose le fate voi! Dite: non succede neanche in Italia, non nello Zimbabwe perché da noi sono superate da anni!
Il fatto che ci sia il direttore generale della RAI, indiscutibilmente messo lì da Berlusconi che dice ai sottopancia di Berlusconi: guardate che non posso fare tutto, ho già fatto molto, ho già cacciato Ruffini da RAI 3, ho già normalizzato i telegiornali, vedi che i telegiornali non sono più come quelli di una volta, pensate che idea aveva di quelli di una volta, come se una volta…dice: adesso stiamo pensando ai giornali radio, ma chiudere una trasmissione prima che faccia qualche irregolarità, questo non lo posso fare neanche io con tutta la buona volontà!
Quello che è interessante è che ci sono, Calabrò AgCom, Masi Direttore generale della RAI, membri del Csm che fanno da consulenti come questo Mauro Ferri, il Governo nella persona del suo Presidente e anche c’è un’intercettazione dove pare ci sia addirittura Gianni Letta che chiama il Presidente dell'Ag Com, Calabrò o che lo deve chiamare, almeno e quelli della vigilanza tutti insieme a concertare cosa? Un esposto o più esposti per attivare delle procedure che portino una sanzione contro la RAI per Annozero, in modo che la RAI possa rivalersi poi su Santoro, perché come sapete l'AgCom non può sanzionare Santoro, magari sanzionasse direttamente noi, vorrebbe dire che noi ci possiamo difendere, che noi possiamo andare con le nostre carte, invece no, l'Ag Com sanziona l’azienda RAI a causa di un programma, per cui il procedimento è tra l'Ag Com e la RAI, noi siamo fuori, noi non possiamo andarci a difendere, quando la RAI viene sanzionata con una multa, viene a dire a noi: ci hanno dato la multa per causa vostra e io cosa ne so? Cosa ne so di come tu ti sei difeso? Se mi fossi difeso avrei portato le mie carte, ma tu come ti sei difesa RAI di fronte all'AgCom? E come può difendersi la RAI di fronte all'AgCom da una sanzione che è lo stesso direttore generale della RAI che sta cercando di far avere contro la sua azienda per avere il pretesto per fare qualcosa contro Annozero, capite l’abominio di questa vicenda? Voi capite l’incredibile quadro di regime, ma neanche Licio Gelli nei suoi sogni più ottimistici aveva mai sognato un sistema dove chi detiene il potere politico, controlli esattamente tutto, vigilanza, RAI, AgCom, un pezzo del Csm, quando un’azienda invece di difendersi contro una sanzione ha il suo massimo rappresentante che sollecita l'Ag Com a fare sanzioni per poter intervenire contro una sua trasmissione, il programma di approfondimento giornalistico più visto dell’intera televisione italiana pubblica e privata, capite che c’è un corto circuito!
Quando un membro dell'AgCom si mette d’accordo con altri, quelli nominati dal centro-destra, per costringere il suo Presidente, Calabrò a fare una lettera alla RAI per intimidire Annozero e manda al direttore generale della RAI una bozza di risposta affinché il direttore generale della RAI Masi possa fare la domanda, capite che non si capisce più niente, chiedimi qualcosa che così ti rispondo così, che Annozero va chiuso o Annozero va limitato e ti rispondo che Annozero va chiuso e va limitato e l’altro manda la lettera e Calabrò alla fine fa il pesce in barile e non risponde, allora questi si scatenano e dicono: adesso lo sistemiamo noi questo Calabrò, capite che è un quadro di una gravità assoluta, ecco perché i magistrati hanno ipotizzato una concussione, perché si sta cercando di costringere qualcuno a fare qualcosa che è contrario ai suoi doveri d’ufficio con minacce di intimidazione, vedremo poi quali sono quando leggeremo, se li leggeremo e speriamo che prima o poi vengano depositati ufficialmente i testi di queste telefonate e voi vedete invece che sui giornali ci dicono: ma dov’è il reato? Il reato intanto lo decidono i giudici e non lo decidono i giornali, per fortuna, siamo in fase di indagine, vedremo se c’è un reato, secondo me potrebbe esserci, potrebbe anche non esserci, intanto concentriamoci sui fatti, sono gravi, sì, è normale, si è letto: ma che male c’è che Berlusconi chiami il Direttore del Tg1, ma chi se ne frega se Berlusconi chiama il Direttore del Tg1, lo possiamo prevedere che lo chiami, i politici hanno sempre chiamato i direttori dei telegiornali, il problema è cosa gli dice, gli risponde il direttore del Tg1, se il direttore del Tg1 preannuncia o concorda con il Presidente del Consiglio le cose che deve dire, il fatto che eventualmente l’abbia fatto qualcun altro, non lo esime dalla gravita del suo comportamento, ma un giornalista non può concordare le cose che deve scrivere, un conto è se chiamo un politico per dirgli: scusa è vero che hai detto questa cosa, è vero che hai fatto questa cosa, verifico una notizia, un altro conto è se concordo un editoriale, gli editoriali una volta che hai verificato che le cose che stai dicendo siano vere, non le devi concordare con nessuno!



Il cortocircuito di controllori e controllati (espandi | comprimi)
Soprattutto il problema è proprio quel corto circuito che fa sì che controllori e controllati siano diventati pappa e ciccia e così nessuno controlla più nessuno, anzi invece del controllo c’è la censura, il tentativo di chiudere in maniera illegale e incostituzionale una trasmissione e di impedirle di parlare degli argomenti di cui parlano tutti i giornali, questi sono i problemi e voi vedete i giornali che hanno preso il buco e lo soffrono, da Il Fatto quotidiano, un giornale di 4 gatti, come dice Il giornale di Feltri, come divagano, inchiesta strana, inchiesta misteriosa, fuga di notizie, tutte scemenze naturalmente, inchiesta strana?
Non c’è nessuna inchiesta strana, l’abbiamo detto, c’è un’inchiesta che parte da questo scandalo delle carte di credito e si imbatte nel ruolo diretto e indiretto di persone che vengono intercettate, intercettando quelle persone si scopre che stanno tenendo dei comportamenti illegali, quindi le intercettazioni vanno avanti, voglio chiudere su questo perché questa è una cosa importante, Angelino Jolie, il cosiddetto Ministro della Giustizia, che pensa che il Ministero della Giustizia serva per stabilire quali inchieste e quali processi sono buoni e quali no e cosa devono scrivere i giudici nei loro provvedimenti, forse qualcuno dovrebbe spiegargli che quello non è il suo compito, il suo compito è far funzionare la giustizia, invece lui la sta ostacolando, ha mandato gli ispettori che oggi vanno a Trani, addirittura alla vigilia degli interrogatori di Santoro, poi di Masi e di tutti gli altri, a intralciare il corso della giustizia.
Questo simpatico buontempone che si crede il Ministro della Giustizia, ha detto che ci sono delle gravi anomalie perché? Perché è un’inchiesta che era partita sulle carte di credito e ha scoperto degli altri presunti reati, questa non è un’anomalia, questa è la normalità, capita continuamente, se io indago su un furto di bestiame, io Magistrato ipotetico e intercetto alcuni pastori e scopro che alcuni di questi pastori oltre ai furti di bestiame, sta pure progettando come avvelenare la moglie, beh continuo a tenerlo sotto controllo, anche se l’avvelenamento avviene in un altro distretto giudiziario, perché? Perché se chiudo le intercettazioni, mando l’incartamento alla Procura competente, nel frattempo che arrivano le carte, la moglie del tizio è già stata avvelenata e ho perso le prove nel momento in cui le potevo raccogliere e arrivare in tempo per salvare la vita della tizia.
In caso di urgenza, come quando sto scoprendo in itinere un reato che si sta consumando, io indago anche se il fatto avviene da un’altra parte, dopodiché quando ho messo insieme tutte le prove e ho qualificato giuridicamente i fatti, stabilendo quali reati e quali no, allora a quel punto a bocce ferme prendo le carte e poi le mando alla Procura e al Tribunale competenti, ma non durante il reato, alla fine, quindi quello che hanno fatto i magistrati di Trani è esattamente quello che farebbe qualunque altro Magistrato e è infinito l’elenco di inchieste che sono nate proprio da un’intercettazione disposta per un’estorsione in un bar e si scopre poi che dietro c’è un’organizzazione mafiosa che ha degli omicidi, cosa faccio? Mi fermo quando scopro che quelli oltre a fare le estorsioni al bar fanno anche gli omicidi perché sto indagando sulle estorsioni al bar? Ma diamo i numeri per far concento il Ministro Alfano che non si sa bene come abbia fatto a laurearsi in legge, visto che dice delle fesserie come quelle che ha detto ieri?
Questa è la tragedia nostra, la disinformazione, in un paese dove ci sia un minimo di informazione, un giurista interverrebbe e metterebbe a posto questo Ministro, questo giurista per caso, invece no, i giornali da giorni rilanciano che l’anomalia dell’inchiesta è dovuta proprio al fatto che è partita sulle carte di credito e è arrivata a Minzolini, Inconenzi & C., ci mancherebbe altro, se scopro che c’è un’attività delittuosa in corso, le prove le raccolgo fino in fondo e poi vedo chi ha la competenza!
Questa è la prassi, questa è assolutamente legale e succede continuamente, naturalmente perché si lamentano questa volta? Perché tanto per cambiare c’è di mezzo Berlusconi, quindi quando c’è di mezzo Berlusconi si arriva addirittura a sostenere che la povera Procura di Trani, perseguita Berlusconi, forse addirittura ha aperto l’inchiesta sulle carte di credito, prevedendo con la sfera di cristallo o con il tavolino a 3 gambe, che sarebbe arrivato a un certo punto Minzolini e poi Berlusconi perché a queste aberrazioni siamo arrivati!

Tutto perché? Perché purtroppo non si parte dai fatti, ma si parte dalle opinioni e dagli interessi, forse non è un caso se Il Fatto quotidiano, che si chiama così e è nato per raccontare i fatti a dispetto delle opinioni e degli interessi, perché noi per fortuna non abbiamo interessi di nessun genere, non dobbiamo rendere conto a nessuno, proprio Il Fatto ha potuto raccontare questa inchiesta, continuate a seguirla, perché ovviamente ci saranno altre sorprese e altri sviluppi e passate parola, buona settimana!


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Categorie: PUNTATE PRECEDENTI, CONSIGLI PER VOI
15 Mar 2010

LA FIRMA DI SARAJEVO

Wikio Testo: Buongiorno, oggi mi sembra inevitabile parlare del Decreto Salvaliste, come lo chiamano nella è la solita truffa per dare un nome sbagliato a una cosa vergognosa e cercare di renderla meno vergognosa questo non è un Decreto Salvaliste, questo è un decreto, tanto per cambiare, Salva Berlusconi, mi scuso con quelli che hanno preso il mio libro, è già da aggiornare perché ad personam si forma all’ultima legge ad personam, ma l’ultima è sempre la penultima, quindi ne sta arrivando non solo questa, ma tra poco ne avremo una vagonata, non dimentichiamo che questo la prossima settimana dovrebbe essere licenziato definitivamente dal Parlamento in legittimo impedimento, quindi il firmatutto che siede al Quirinale sarà chiamato a un’altra delle sue mirabolanti prove. Non poteva non firmarlo (espandi | comprimi) Avrete notato come tra coloro che si sono posti, tutti quelli che hanno un minimo di sensibilità democratica residua a questo Decreto, si siano divisi tra coloro che dicono che il Decreto è una porcata, ma che Napolitano ha fatto bene a firmarlo, non poteva non firmarlo , e coloro che invece dicono che il Decreto è una porcata e è una porcata anche la firma del Presidente della Repubblica, a me sembra un po’ contraddittorio dire che il Decreto è una porcata e che il Presidente lo doveva firmare anche perché ben sappiamo che il Presidente della Repubblica può firmare come non può firmare e quando una legge è incostituzionale o illegale proprio filosoficamente come questa, ha tutti gli strumenti per non firmarla, mentre invece da quello che si legge sui giornali, le ricostruzioni non smentite, pare che a questa legge abbia collaborato lo stesso Capo dello Stato alla stesura di questa legge, dopo avere fatto sapere al governo che non avrebbe firmato altro Decreto, quello che gli era stato sottoposto giovedì notte e che proprio giovedì notte sarebbe nata l’idea di fare questo. Non so se la cosa è chiara, ma il fatto che giovedì notte, il Capo dello Stato abbia fatto sapere al Governo Berlusconi che non avrebbe firmato il Decreto versione N. 1, dimostra che il Capo dello Stato può non firmare i decreti che ritiene incostituzionali, altrimenti avrebbe dovuto digerirsi pure il Decreto N. 1, primo fatto. Il Capo, gobbo dello Stato (espandi | comprimi)Secondo fatto: il fatto che abbia suggerito un altro tipo di decreto, ancora una volta dimostra che siamo oltre i poteri del Capo dello Stato, perché sapete che nelle prerogative del Presidente della Repubblica, stabilite dalla Costituzione non c’è quella di suggerire o di collaborare alla stesura di legge o Decreti , il Capo dello Stato deve aspettare che il governo nel caso dei decreti e il Parlamento nel caso delle leggi, gli recapitino il provvedimento, dopodiché deve valutare se lo firma o non lo firma, se non lo firma lo rimanda alle Camere o lo rimanda indietro con un messaggio motivato dove spiega il perché lo rigetta e lo può fare per i decreti, per mancanza di urgenza, oppure per mancanza di necessità o per mancanza di costituzionalità, perché è un’indecenza, semplicemente perché non vuole mettere la sua firma sotto una porcheria, non ci sono nella Costituzione specificate le ragioni per cui può o non può firmare, c’è scritto che può non firmare, prerogativa della quale, da quando il Presidente della Repubblica è Napolitano non si è mai avvalso, non c’è stata finora, salvo che ricordi male una legge che sia arrivata a lui e che lui abbia rimandato indietro, è capitato a volte che lui abbia fatto sapere prima che non avrebbe firmato una legge, indicando in qualche modo come doveva essere cambiata per firmarla, cosa che fa di lui un collaboratore del legislatore, quindi una figura sconosciuta alla Costituzione, anche perché chi ha collaborato alla stesura di una legge, non può poi ovviamente essere imparziale nel momento in cui deve decidere se firmarla o no, perché? Perché se ha collaborato anche lui, è evidente, ma lasciamo perdere queste questioni lana caprina, facciamo, come dice il Presidente del Senato, con rispetto parlando, Schifani, un po’ di sostanza. Ladri di speranze (espandi | comprimi) La sostanza è che a me è capitato in queste ultime settimane nei miei incontri che faccio in giro per l’Italia, negli spettacoli che faccio nei teatri, di incontrare dei ragazzi delle liste 5 stelle, che mi chiedevano: possiamo mettere fuori il banchetto per raccogliere le firme perché ci mancano ancora tot firme, magari da te viene tot gente, magari riusciamo a raccogliere qualche firma, naturalmente ho sempre detto di sì, ci mancherebbe, mi fa piacere perché firmare per una legislatura non vuole dire votare per quella lista , vuole dire semplicemente consentire a quella lista di potersi presentare agli elettori e di potersi confrontare con gli altri soggetti esistenti, se poi è una lista giovane, nuova e giovane come quella, mi faceva ancora più piacere, il fatto che poi me l’abbiano chiesto in Campania, dove il candidato del centro-sinistra tutto è un soggettino come quello che conoscete, non voglio neanche nominarlo per non rovinarmi la giornata, mi ha reso particolarmente felice di dare un mano in qualche modo. Pensavo proprio a questi ragazzi delle liste 5 stelle, ma anche a tutte le persone che hanno raccolto le firme per i referendum del Vday, a tutte le persone che hanno raccolto le firme per il referendum all’epoca contro il Lodo Maccanico indetto da Di Pietro etc., a tutti quelli che in questi anni si sono fatti un mazzo così per andare in piazza, studiarsi la legge nei minimi dettagli, raccogliere un numero anche superiore di firme nella previsione che poi qualcuna te la cassano, poi come sapete ne sono state cassate talmente tante nel referendum di Grillo che alla fine si è ritrovato di fronte il Giudice Carnevale che gliene faceva buone solo 350 mila per ogni quesito anziché 500 mila, pensavo a tutte le persone che in questi anni hanno speso parte del loro tempo libero, hanno preso ferie, freddo per fare le cose secondo la legge. Ci pensavo l’altro giorno quando leggevo le incredibili dichiarazioni dei politici che hanno imposto questo Decreto, poi naturalmente lo si può chiamare come si vuole questo Decreto, golpista, noi abbiamo deciso nel numero di ieri di chiamarli “ladri” ladri di legge, di legalità, di democrazia, di speranza, di tutto, può essere che Di Pietro abbia esagerato quando ha detto che bisognerebbe valutare impeachment per il Capo dello Stato, però certamente quello che è avvenuto è un gravissimo attentato alla Costituzione, poi l’ impeachment lo sappiamo, è fatto politico, richiede maggioranza, non c’è la maggioranza ovviamente in Parlamento, sapete come funziona il sistema mediatico che se uno non si tira giù i pantaloni in piazza, anche se dice una cosa sacrosanta non lo prende in considerazione nessuno, quindi bisogna dire una cosa sacrosanta e tirarsi giù i pantaloni, credo che Di Pietro abbia detto una cosa sacrosanta sulle responsabilità del Capo dello Stato, mi è capitato recentemente di criticarlo anche duramente per l’appoggio anche a quel tizio lì in Campania, su questo mi è parso l’unico che ha capito la situazione, poi il fatto che abbia detto che bisognava valutare l’ impeachment è un sovrappiù, l’importante è capire che il Capo dello Stato ha collaborato a una lesione che forse ha raggiunto un livello di gravità che non si era mai vista prima di ora e che devo dire ha messo d’accordo tutti i grandi costituzionalisti che abbiamo, a parte quei due o tre poveretti che giustamente vengono raggiunti dal Tg1 di Minzolingua e dai giornali di Berlusconi, ci sono sempre due o tre costituzionalisti a la carte che sono pronti a avallare qualunque porcata faccia il governo, ma a parte questi che sono di famiglia, tutti quelli di notoria indipendenza da Onida a Lorenza Carlassare per non parlare di Zagrebelsky hanno detto tutti quanti che questa è una porcata inumana che non si era mai vista e neanche immaginata. Quindi volevo segnalarvi l’ambiguità di coloro che dicono che il Decreto è da porcata, ma che Napolitano ha fatto bene a firmarla, se è una porcata non la doveva firmare, quindi è totalmente ridicolo convocare manifestazioni per sabato, per non so quando in cui si dice che si va a protestare contro Berlusconi ma non contro Napolitano, il Decreto porta la firma di Berlusconi e di Napolitano, quindi è inutile stare lì, non si possono separare, il fatto che poi uno, minacciando l’altro abbia ottenuto la firma, questa è una cosa che diremo tra un attimo. Ma intanto bisogna segnalare che tutti quelli che partecipano alla porcata sono egualmente responsabili, anzi più è alta la carica che ricoprono e la possibilità che hanno di impedire che la portata si consumi e più aumenta, ovviamente, il loro livello di responsabilità. Sapete che c’è una legge del 1988 che vieta la decretazione in materia elettorale, vediamo se la trovo, la cita Zagrebelsky nell’intervista a Repubblica, l’ha citato un po’ tutti Ainis su La Stampa, la legge 400 del 1988 regola la decretazione di urgenza e l’Art. 15 comma 2, fa divieto di usare il decreto in materia elettorale, c’è stata innanzitutto la violazione di questa norma, dettata non per capriccio ma per ragioni sostanziali. Decreto salvalista (espandi | comprimi)La materia elettorale è delicatissima, è la più refrattaria agli interventi di urgenza e soprattutto non è materia di governo in carica, del primo potenziale interessato a modificarla a suo vantaggio. Violazione di una legge dello Stato, con la firma di Berlusconi e di Napolitano, violazione della Costituzione certo violazione della Costituzione perché è evidente che qui si cambia il principio secondo cui la legge è uguale per tutti, che è già grave in assoluto, ma che è stragrave quando ciò avviene in una competizione elettorale andando a salvare alcuni, quelli che hanno presentato liste irregolari a discapito di altri, quelli che hanno presentato liste regolari, ma tra quelli che avevano presentato liste irregolari, questo Decreto ne salva soltanto alcuni e non ne salva altri, perché questo Decreto è stato fatto su misura per le violazioni commesse nella presentazione della lista del Pdl nel Lazio e della lista Formigoni a Milano, così come era stato ritenuto prima della Pronuncia del Tar. Ci sono alcune liste che verranno escluse anche dopo questo Decreto perché questo Decreto non si occupa delle loro tipologie di irregolarità, mentre ce ne sono altre, quelle di Berlusconi, che vengono riammesse perché, come ha detto il Ministro La Russa, noi abbiamo fatto un Decreto per spiegare ai tribunali cosa devono dire, hanno fatto una sentenza travestita da legge, ok? Adesso se riesco a trovarlo c’era uno splendido specchietto su un giornale, con l’elenco di tutte le liste e non verranno salvate dal Decreto Salva Berlusconi, questo è Salva Berlusconi, non è salvalista, perché salva le sue e non quelle degli altri, quindi siamo a un doppio salto mortale carpiato con avvitamento, nel senso che all’interno del salvaliste c’è un salva alcune liste e altre no, Lombardia Radicali, Marco Cappato candidato Presidente della Regione, queste sono quelle escluse regione per regione, sempre Lombardia Sinistra Ecologica e libertà, fuori a Como, Mantova, Lodi e Sondrio, Liguria Nuovo Psi quindi centro-destra, Umbria Radicali e Sinistra Critica, Lazio Udeur, qualcuno dirà: non è una grossa perdita, non ci occupiamo più di valutazioni politiche, stiamo parlando di liste che hanno tutte l’obbligo di rispettare la legge, se non la rispettano devono essere escluse, se la rispettano devono essere incluse, qui invece abbiamo liste che non hanno rispettato la legge che vengono trattate in maniera diversa a seconda che piacciano a Berlusconi e a Napolitano e a seconda che no. Emilia Romagna, PC partito lavoratori per il comunismo e Radicali, Marche Radicali e Forza Nuova, Basilicata Radicali e due liste provinciali di Potenza e Matera, Calabria Partito Comunista dei lavoratori, chi sono questi, figli di un Dio minore? Perché non sono compresi nel Decreto salvaliste? Cosa potranno dire i cittadini che volevano votare per queste liste? Se avessero viste escluse tutte le liste che hanno violato la legge elettorale si sarebbero ovviamente rassegnati al fatto che il loro partito non poteva presentato le cose in regola per i tempi o per le autenticazioni, invece qui vedono che le loro irregolarità sono più irregolari di quelle di Berlusconi, chi l’ha detto, la legge? No, l’ha detto un Decreto fatto da Berlusconi e firmato da Napolitano. Legge danneggia concorrenti (espandi | comprimi)In più qui c’è un problema che ha messo in rilievo tra gli altri Zagrebelski, che il Decreto è stato fatto dal beneficiario del Decreto medesimo direte: dov’è la novità? Effettivamente Berlusconi ha obiettivo spessissimo delle leggi ad personam, che servivano per lui, ma qui stiamo parlando non di una legge che è stata fatta semplicemente per lui, ma di una legge che danneggia tutti gli altri, chi danneggia? Danneggia i concorrenti, quelli che avrebbero avuto il diritto di correre senza la concorrenza di liste presentate fuori legge e danneggia coloro che hanno presentato le liste fuori legge che non vengono riammesse, quindi stiamo parlando non solo di una legge che favorisce lui e basta, ma di una legge che per favorire lui, danneggia tutti gli altri. Guardate che la polemica che si fa sui Radicali o su chi ha denunciato le liste irregolari, non ha nessun significato, perché? Perché è sempre capitato che nelle elezioni ci sia qualcuno che denuncia le irregolarità degli altri, perché? Proprio perché se rispetti la legge tu, devi pretendere che la rispettino anche gli altri e se comunque non l’hai rispettata tu, devi pretendere che anche gli altri che non l’hanno rispettata non vengano ammessi, chi decide su tutto questo? I tribunali, questa è l’unica cosa, infatti Napolitano il primo giorno sembrava si fosse attestato su questa posizione, aveva detto: è un bel pasticcio, decidono i tribunali, come stabilito dalla legge, non ti piace quello che ha deciso il Tribunale, ricorri in appello, è tutto all’interno del diritto, è tutto previsto, sono 60 anni e più che si vota, non è che siamo nuovi. Questa volta ha deciso il governo perché come ha detto La Russa, dobbiamo dire al Tar cosa deve stabilire, come deve decidere, così non potranno darci torto, capite che in questa dichiarazione c’è tutta l’incostituzionalità della legge, perché è una legge che scrive la sentenza ai giudici, questa è la cosa inaudita, pazzesca di tutto questo. Ci sono precedenti, quando sentite dire: non si possono escludere interi partiti, non si può escludere il partito di maggioranza relativa, non si possono punire gli elettori per colpa degli errori dei rappresentanti, cazzata solenne, si sono sempre puniti gli elettori per gli errori fatti dai rappresentanti dei loro partiti, il fatto poi che a fare questi errori sia il famoso partito del fare, della managerialità, dell’efficienza, il partito che doveva disboscare la democrazia, il partito che doveva liberarci dai lacci e laccioli e che è da 15 anni in politica e non ha mai fatto niente di tutto questo, pur avendo istituito addirittura i minori delle semplificazioni legislativa, figuratevi l’hanno dato a Calderoli, da qualunque parte la raccontino non sta in piedi quello che dicono, perché? Perché è già capitato altre volte che milioni o centinaia di migliaia di persone non abbiano potuto votare per un partito, perché aveva presentato carte false o carte fuori tempo massimo. Non succede di rado, succede sempre alle elezioni che qualcuno venga tagliato fuori, il caso forse più clamoroso è quello del 2000, quando nel centro-sinistra in Molise si presentò un candidato che si chiamava Di Staso, nel centro-destra un candidato che si chiamava Michele Iorio, vinse Di Staso per poche centinaia di voti, il centro-destra fece ricorso al Tar dicendo che alcune liste alleate con il centro-sinistra, erano state presentate in maniera o in forma irregolare, dopo le elezioni il Tar si pronunciò e disse che era ero, ci fu ulteriore passaggio al Consiglio di Stato che disse che alcune di queste liste erano irregolari e fu disposta la ripetizione delle elezioni, si rivotò e proprio grazie all’irregolarità scoperta, il centro-destra vinse le elezioni contro il centro-sinistra che le aveva appena vinte qualche giorno prima e oggi Michele Iorio continua a essere il governatore del Molise, proprio in virtù del fatto che erano state ripetute le elezioni, su denuncia del centro-destra, a nessuno è venuto in mente di dire: ah ma non è leale perché vogliono concorrere senza i rivali, vogliono correre da soli, vogliono vincere a tavolino, semplicemente perché c’erano delle irregolarità e il centro-destra ha fatto benissimo a denunciarli, credo due anni fa, se non erro, alle provinciali del Trentino c’era l’Udc che era irregolare come presentazione di lista, l’Udc era alleata del centro-sinistra, la Lega e il centro-destra fecero ricorso e ottennero l’esclusione dell’Udc, a nessuno è venuto in mente di dire che era un’offesa agli elettori dell’Udc , perché? Perché era colpa dei responsabili dell’Udc che non avevano presentato le liste in regola e avanti di questo passo. Le firme le raccolgono i Baluba (espandi | comprimi)Pensate quante ingiustizie crea questo Decreto dopo anni e anni in cui ci sono partiti che non hanno potuto partecipare a questa o a quell’elezione locale o nazionale, perché? Perché la legge dice che devi arrivare entro una certa ora e devi produrre un certo numero di firme autenticate e autentiche, se non lo fai sei fuori, dice: ma ero già dentro, chi se ne frega se eri già dentro, se sei in aeroporto e ti addormenti, l’aereo parte lo stesso! Cosa facciamo in decreto interpretativo per stabilire che chi dimostra di essere già in aeroporto, fa tornare giù l’aereo? Ma diamo i numeri, era già dentro e chi se ne frega se era già dentro, se era al cesso o era a farsi un panino o era lì che modificava le liste come pare che sia avvenuto nell’eterna guerra tra i finiani e i berlusconiani sono fatti suoi, la scadenza è quando la depositi la lista, non quando gironzoli nei corridoi o nelle zone limitrofe o nei bagni! Conosco gente che si sveglia la mattina presto per essere sicura di arrivare in tempo quando c’è una scadenza, conosco gente che per pagare le tasse in tempo, va due o tre giorni prima per non arrivare proprio all’ultimo momento, conosco gente che raccoglie molte più firme, ben sapendo che poi qualcuna comunque nel dubbio te la cassano, è così che si fa, è così che si fa! Invece no, questi se ne infischiano, trattano questi adempimenti come fossero cose da Baluba, si dedicano a spendere miliardi per campagne pubblicitarie sontuose (vedi Formigoni), tutte le sue fotine che danno vita a quel meraviglioso volto, campagna costosissima, se ne frega da raccogliere le firme, le firme le lasciamo raccogliere ai Baluba, tanto poi ci facciamo il decreto se le firme sono irregolari, questo è, purtroppo quello che è successo. Pensate l’incostituzionalità proprio filosofica di tutto questo. L’ultima cosa, è pazzesco, ma è il messaggio che il Presidente della Repubblica ha scritto sul suo sito, sul sito del Quirinale per spiegare quello che è successo “…il problema da risolvere era da qualche giorno quello di garantire che si andasse dovunque alle elezioni regionali con la piena partecipazione dei diversi schieramenti politici - e perché le altre volte non c’era la piena partecipazione perché qualcuno veniva escluso? Anzi in queste stesse elezioni qualcuno viene escluso, ma dato che sono partiti piccoli, lui se ne infischia - non era sostenibile che potessero non parteciparvi nella più grande regione italiana, il candidato Presidente e la lista del maggior partito politico di governo per gli errori nella presentazione della lista contestati dall’ufficio competente”, qui il problema è che la Regione era grande, Lazio o Lombardia e che il candidato della lista erano del maggior partito politico di governo? E se fossero stati una Regione di media grandezza e un partito di media dimensione e se fossero stati una regione piccola e un partito piccolo, hanno meno diritto quelli piccoli rispetto a quelli grandi? C’è un limite oltre il quale si può tranquillamente violare la legge, vantando di avere i muscoli più forti e di gridare più forte? Perché questo è quello che ci viene raccontato, guardate che questa spiegazione, mi dicono in Veneto “Xè peso el tacon del bùso” peggio la toppa del buco, perché qui ci stanno facendo capire che il problema era che il partito è grosso e fa paura! E chi lo stabilisce se il partito è grosso? Le elezioni e le elezioni non ci sono ancora state e in base a cosa il Capo dello Stato decide che questo è un partito grosso e se dovesse crollare all’improvviso per un motivo misterioso che noi non sappiamo? Si basa sui sondaggi per decidere i decreti? Per decidere quale partito è grosso e quale è piccolo? Vi rendete conto di quello che è riuscito a scrivere questo signore? Spero che sia mal consigliato, mi domando chi ha intorno, perché se ha qualcuno intorno che gli scrive queste cose, dovrebbe fargli una perizia psichiatrica a questi suoi consiglieri, di sceglierseli qualcuno migliore, perché guardate che questa fase sul partito grosso e sulla regione grossa è abominevole dal punto di vista del principio di eguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge, erano in gioco due interessi e beni entrambi meritevoli di tutela e rispetto delle norme e delle procedure previste dalla legge e il diritto dei cittadini di scegliere con il voto tra programmi e schieramenti alternativi. Da una parte c’è la legge e dall’altra ci sono i cittadini, è sempre stato così, non esiste il voto se non c’è la legge, è la legge che norma il voto, noi siamo una Repubblica e non una Monarchia perché è stata emessa una sentenza della Corte Costituzionale, mentre alcuni gridavano ai brogli, negli Stati Uniti ha vinto Bush anche se probabilmente ai numeri aveva vinto Al Gore perché a un certo punto la Corte Suprema ha detto: bastano i conteggi, le cose sono così punto e fine, era un’ingiustizia, è una convenzione, a un certo punto interviene la legge e dice come sono andate le cose. Se non accettiamo questa convenzione, si sfascia tutto, non c’è più lo Stato e lui mette sullo stesso piano il diritto di votare per un partito fuori legge e la legge e dice che non si può negare che si tratti di beni egualmente preziosi, da un lato la legge e dall’altro chi l’ha violata, si era nei giorni scorsi espressa preoccupazione anche da parte dei maggiori partiti dell’opposizione che avevano dichiarato di non voler vincere per abbandono dell’avversario o a tavolino e chi se ne frega di quello che dicono i politici? Quelle sono dichiarazioni politiche, la legge è legge! Non si può cambiare la legge soltanto perché uno ha fatto una dichiarazione, e si era anche da più parti parlato della legge di una soluzione politica, senza peraltro chiarire in quale senso ciò andasse inteso, una soluzione che forse è frutto di un accordo tra maggioranza e opposizione? Se una porcata è una porcata, può diventare meno porcata soltanto perché la concordano tutti? A parte che qui non hanno concordato niente, come avete visto, visto che perfino il PD una volta tanto fa la voce grossa, anche se solo contro Berlusconi. Ora sarebbe stato certamente opportuno ricercare un tale accordo, andando al di là delle polemiche su errori e responsabilità dei presentatori delle liste non ammesse e sui fondamenti delle decisioni prese dagli uffici elettorali, in realtà sappiamo quanti risultino difficili accordi tra governo e maggioranza e opposizione anche in casi particolarmente delicati come questo e ancor più in clima elettorale, affari per le tendenze all’autosufficienza e scelte unilaterali da una parte e per diffidenze fondo e indisponibilità dall’altra, ma cosa scrive questo signore? Ma in ogni caso la soluzione politica, ovvero l’intesa tra gli schieramenti politici avrebbe pur sempre dovuto tradursi in soluzione normativa, aridagli con la piena partecipazione dei principali contendenti, come se i contendenti alle elezioni potessero essere divisi tra quelli principali che hanno diritto di violare la legge e quelli secondari che invece devono rispettare le leggi, ma qui siamo di fronte a una versione… si capisce perché viene da un ex dirigente comunista questa concezione dello Stato, cioè che c’è il primato del partito o del partito grosso rispetto alle regole, ma qui c’è una concezione che non ha niente a che fare con la democrazia liberare e con lo stato di diritto, si capisce benissimo che venga da un comunista evidentemente irredimibile e i tempi si erano a tal punto ristretti, dopo i già intervenuti pronunciamenti delle corti, che quel provvedimento non poteva che essere un Decreto Legge, il tempo stringeva, stavano per decidere i giudici amministrativi dopo che erano intervenuti gli uffici elettorali, bisognava fare in fretta per impedire ai giudici di ribadire quello che avevano stabilito gli uffici elettorali, ma vi rendete conto di quello che sta dicendo questo signore? Serie tensioni istutizionali (espandi | comprimi)Più la rileggo, più resto allibito. Diversamente dalla bozza di Decreto prospettatami dal governo in un teso incontro giovedì sera, il testo successivamente elaborato dal il Ministero dell’Interno e dalla Presidenza del Consiglio non ha presentato secondo me evidenti vizi di incostituzionalità, né si è indicata da nessuna parte politica quale altra soluzione potesse essere ancora più esente da vizi e dubbi di quella natura? Visto che nessuno dell’opposizione ha indicato una legge che fosse un po’ meno porcata, di questa porcata qua, allora questa porcata è la meno porcata che esista e quindi lui la firma, ma vi rendete conto? Lui stesso riconosce che ci sono vizi e dubbi di incostituzionalità ma che dato che non esistono, perché nessuno le ha indicate, delle leggi che abbiano ancora meno vizi e dubbi di incostituzionalità, lui firma questa! La vicenda è stata molto spinosa, fonte di gravi contrasti di visione e messo in evidenza l’acuirsi non solo di tensioni politiche, ma di serie tensioni istituzionali, prima dice: teso incontro di giovedì, poi serie tensioni istituzionali, è bene che tutti se ne rendano conto, sono deciso a tenere ferma la linea di indipendente e imparziale svolgimento del ruolo e di rigoroso esercizio delle prerogative che la Costituzione attribuisce al Presidente della Repubblica nei limiti segnati dalla stessa carta in spirito di leale cooperazione istituzionale, un effettivo senso di responsabilità dovrebbe consegnare a tutti i soggetti politici e istituzionali di non rivolgersi al Capo dello Stato con aspettative e pretese improprie e a chi governa di rispettarne costantemente le funzioni e i poteri, come può dire: non rivolgetemi a me per pretese improprie se ogni volta che Berlusconi si rivolge a lui per pretese improprie lui gliele firma, quelle pretese improprie, c’è da rimanere sconcertati! La firma di Sarajevo (espandi | comprimi)Concludo con quello che è veramente successo in quello che lui stesso, il Capo dello Stato definisce un teso incontro giovedì sera, serie tensioni istituzionali, ha scritto Il Messaggero, Marco Conti “Il Premier disse al Colle, scateno la piazza, il Cavaliere pronto a tutto, avanti anche da solo, la tua firma non è indispensabile” a pag. 3, taglio basso, le notizie vere si nascondono, l’ha scritto Luc Felese su Il Fatto “La difesa del Quirinale e le minacce di B” l’ha scritto Bruno Vespa, sempre molto informato su quello che o avviene nei corridoi, ha fatto un editoriale su Il Mattino di Napoli e ha detto che prima della firma del Decreto si era venuta a creare una situazione simile allo sparo di Sarajevo, quello in cui Gavrilo Princip sparò all’Arciduca Francesco Ferdinando innescando, come casus belli la Prima Guerra Mondiale, 1914, Vespa che parla di spari, dice che c’è stata una tempesta tra Napolitano e Berlusconi, nelle ore che hanno preceduto e seguito il colloquio di mercoledì con il Capo dello Stato, Berlusconi ha pensato di far saltare il tavolo, l’indisponibilità presentata da Napolitano a firmare il Decreto che firmasse la lista Pdl e la posizione di Formigoni in Lombardia, sarebbe stato lo sparo di Sarajevo, come l’assassinio dell’Arciduca Francesco Ferdinando d’Austria e di sua moglie il 28 giugno del 1914, con il pretesto di scatenare la Prima Guerra Mondiale, così l’eventuale sacrificio dei candidati alla conquista e alla conferma delle due regioni più importanti d’Italia, sarebbe stato l’innesco di una bomba ben più micidiale. Il Presidente del Consiglio voleva far approvare la sera stessa un Decreto Legge sulla falsariga del precedente nelle elezioni europee del 1995, ma il Capo dello Stato ha sostenuto che quella procedura non poteva essere sostenuta in questo caso e Berlusconi si è molto arrabbiato, minacciando il ricorso alla piazza, prima mi avete visto con in mano questo librone, questo è il Codice Penale, può essere che io mi sbagli, credo ci sia anche una Vicepresidente che riguarda il reato di minacce, ma per il momento ho trovato l’Art. 289 che dice “attentato contro organi costituzionali è punito con la reclusione non inferiore a 10 anni, qualora non si tratti di un più grave delitto, chiunque commette un fatto diretto a impedire in tutto o in parte anche temporaneamente al Presidente della Repubblica o al governo l’esercizio delle attribuzioni o prerogative conferite dalla legge; la pena è della reclusione da 1 a 5 anni se il fatto è diretto soltanto a turbare l’esercizio delle attribuzioni o prerogative funzioni suddette” è vero o non è vero che giovedì sera c’è stata una minaccia esplicita del Presidente del Consiglio al Capo dello Stato? Perché le opposizioni non presentano una denuncia alla Magistratura e non invitano il Capo dello Stato a confermare o a smentire le ricostruzioni de Il Messaggero di Vesca, de Il Fatto Quotidiano? Stiamo parlando di qualcosa di grave se Bruno Vespa parla degli spari, quello che è certo è che non è vero che questo è un decreto interpretativo, questo è un decreto innovativo, che stabilisce regole nuove, posti diversi e modalità di autenticazione diversa delle firme per la presentazione delle liste, rispetto a quelli che erano previsti quando è iniziata la raccolta delle firme e è iniziata questa lunga campagna elettorale, quindi questo decreto, checché ne dicano i corazzieri improvvisati che cercano di distinguere tra le responsabilità di Berlusconi e quelle di Napolitano, era un decreto che evidentemente non poteva essere adottato, sia perché vietato dalla legge, sia perché incostituzionale nello spirito e nelle lettere, sia perché fa una cosa diversa da quella che dice di voler fare, non interpreta ma aggiunge. Se giovedì sera si è arrivati allo scontro che abbiamo descritto perché Napolitano ha rigettato la prima versione del decreto, vista la seconda che ha firmato, possiamo immaginare cosa c’era nella prima versione del Decreto, possiamo immaginare quanto siano minimaliste tutte le espressioni più dure che si possono usare in questi giorni: furto, golpe e qualsiasi cosa, noi siamo ormai in preda a un regime declinante ma non per questo meno pericoloso, anzi credo che nei prossimi mesi ne vedremo ancora delle brutte, non delle belle! Continuate a seguirci, stasera parleremo di questo a Torino, perché a Torino è invitato presentando il libro, parleremo ovviamente di questa nuova legge ad personam con l’ex Presidente della Corte Costituzionale, Gustavo Zagrebelsky e con Ettore Boffo e il Pubblico Ministero Ingoia al Teatro Nuovo a partire dalle 21 e lo stesso faremo giovedì sera con Pier Camillo Davigo alla Camera del Lavoro a Milano in corso di Porta Vittoria e lunedì prossimo lo faremo a Roma all’Alpheus ma troverete tutti gli estremi di queste presentazioni che possono diventare delle occasioni anche per manifestare la propria presenza in un momento abbastanza difficile, intanto continuate a seguirci su Il Fatto Quotidiano Passate parola e buona settimana.
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Categorie: PUNTATE PRECEDENTI, CONSIGLI PER VOI
11 Mar 2010

ADICO:A FEBBRAIO RIPRENDE A CORRERE LA CASSA INTEGRAZIONE

Wikio

Riprende a correre la cassa integrazione a febbraio dopo la frenata registrata a gennaio. Secondo i dati diffusi oggi dall'Inps, le ore di cassa integrazione autorizzate alle aziende sono state nel mese 95 milioni, in aumento del 12,4% rispetto a gennaio (quando furono 84,5) e del 123% rispetto a febbraio 2009, quando arrivarono a 42,5 milioni di ore. Il dato riguarda naturalmente le ore chieste e autorizzate e non il "tiraggio", ovvero le ore effettivamente utilizzate dalle aziende. L'aumento complessivo è dovuto prevalentemente all'andamento della cassa straordinaria (quella concessa in caso di ristrutturazione, riorganizzazione e crisi aziendale) per la quale nel mese sono state autorizzate 38 milioni di ore, in crescita del 28% rispetto a gennaio e del 245,9% rispetto a febbraio 2009.
La cassa ordinaria (quella legata a "situazioni temporanee di mercato") registra invece una diminuzione rispetto a gennaio 2010 (-5,38%), mentre aumenta del 26,14% rispetto a febbraio 2009. La cassa integrazione in deroga, strumento che non era disponibile a febbraio 2009, registra un calo dell'1% rispetto a gennaio ma si conferma, con 19,6 milioni di ore autorizzate (circa il 20% del totale), un ammortizzatore di grande importanza per le aziende che affrontano la crisi. Nel complesso – precisa l'Inps – nei primi due mesi del 2010 sono state autorizzate 179,6 milioni di ore di cassa contro i 72 milioni dello stesso periodo del 2009 e un incremento del 149,34%. A gennaio le domande di indennità di disoccupazione sono state 106.000, con un aumento del 12% su dicembre e un calo del 2% su gennaio 2009.
“I dati sopra evidenziati sulla cig e sulla mobilità – spiega il presidente dell’ADICO, Carlo Garofolini– descrivono concretamente il perdurare delle difficoltà pesanti alle quali versa l’economia del nostro Paese, una situazione reale e diametralmente opposta agli annunci del Governo che decantata la ripresa economica”.

Dettagli www.politicaitaliana.blogitaly.net
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Categorie: ADICO
06 Mar 2010

AD PERSONAM

Wikio Testo: Buongiorno a tutti, oggi vi racconto qualcosa che ho scoperto e che ho scritto nel libro nuovo, quello che esce tra domani e dopodomani nelle librerie: vi faccio vedere in anteprima la copertina, anche se è un po’ schiacciata. Si intitola “Ad Personam 1994/2010: così destra e sinistra hanno privatizzato la democrazia”. Ho scritto il libro quando ho cominciato a leggere - ve l’avevo già preannunciato in un Passaparola all’inizio dell’anno che- le leggi ad personam che sta preparando Berlusconi, le quattro, anzi cinque (intercettazioni, processo breve o morto, Lodo Alfano bis costituzionale, immunità parlamentare e legittimo impedimento) sarebbero intorno alla ventesima, alla diciannovesima di questi quindici anni. Tre leggi ad personam all'anno (espandi | comprimi) In realtà negli elenchi non si tiene mai conto di tutte: ci siamo dimenticati la prima, il Decreto Biondi, ci siamo dimenticati tutti quelli che gli ha fatto il centrosinistra e allora sono andato a spulciare e ho visto che, in realtà, le leggi ad personam nel senso di personam uguale Silvio Berlusconi sono state, in questi quindici anni, 36 solo quelle già approvate definitivamente e quindi le cinque che vi ho appena detto sono fuori, nel senso che quando saranno legge anche queste cinque si arriverà alla ragguardevole quota di 41. 41 in quindici anni vuole dire quasi tre all’anno, tenendo conto che Berlusconi, in questi quindici anni, ha governato soltanto per sette e mezzo otto, mentre gli altri erano gli anni del centrosinistra e conseguentemente, se dovessimo calcolare soltanto gli anni in cui lui aveva la maggioranza in Parlamento, dovremmo parlare addirittura di - sette per sei - sei all’anno, che sono una discreta media e in più ce ne sono alle undici che, o sono state tentate e non sono riuscite, oppure sono lì depositate in Parlamento pronte, come colpi in canna, a essere sparate. Poi non ci fermiamo: nel libro scrivo ad personam, ma mi occupo anche di tutte le altre leggi ad, cioè di tutte le altre leggi che, in questi quindici anni, hanno appunto privatizzato la democrazia ovvero, invece che occuparsi degli interessi generali dei cittadini -questa è una legge, un provvedimento generale e astratto nell’interesse della collettività, invece no - si legifera per quello o quell’altro, oppure per questa o quell’altra categoria politica, imprenditoriale, mafiosa e infatti ho fatto tutto l’elenco delle leggi ad mafiam, delle leggi ad castam, delle leggi ad aziendas (Confindustria) o ad aziendam, come quelle per Mediaset, per esempio e siamo arrivati così a un totale di circa 105 leggi che, naturalmente, sono pure approssimate per difetto, ma danno bene l’idea di che cosa è diventata la seconda repubblica e di che cosa è la seconda repubblica e cioè una repubblica ad personam, o ad poche personas, ad paucas personas. Per esempio, ci sono anche le leggi ad personam dove la personam non è Berlusconi e queste sono 16 e sono state fatte per altre personas: cinque, per esempio, sono state fatte - o comunque ne ha beneficiato - per Dell’Utri, tre sono state fatte apposta per mandare Piero Grasso alla Procura Nazionale Antimafia a impedire che ci andasse Caselli, perché quelle tre leggi sono leggi contra personam, nel senso di Caselli, ma ad personam nel senso di Grasso. Quattro leggi per salvare il Generale Pollari e i suoi amichetti per le deviazioni del Sismi, tra dossieraggi illeciti e sequestro di Abu Omar, due leggi per salvare gli spioni della Telecom, una legge per salvare Sofri, o meglio per cercare di fargli avere la revisione del processo, visto che a Milano gliela avevano negata hanno fatto una legge per stabilire che, visto che Milano aveva detto di no, allora bisognava andare a Brescia e poi, se a Brescia dicevano di no, come dissero di no, si andava a Venezia e, se a Venezia dicevano di no, si proseguiva il giro d’Italia, per cui poi si decise di fare il processo di revisione a Venezia, la revisione non funzionò perché fu confermata la condanna e conseguentemente la legge andò vana, ma intanto quella legge era stata approvata da centrodestra e centrosinistra negli stessi giorni in cui si faceva una legge ad personam (Dell’Utri, nel nostro caso) presentata dallo stesso relatore (il Senatore Valentino di Alleanza Nazionale) e anch’essa votata in maniera bipartisan, quindi fecero una legge pro Sofri e una legge pro Dell’Utri in contemporanea perché, come sempre, una mano lava l’altra. Poi ci sono le leggi ad mafiam, che sono state otto in questi quindici anni, una ogni due anni, le leggi pro mafia, sono quasi tutte ispirate o, addirittura, copiate dal papello di Totò Riina e che, insieme al piano di Rinascita Democratica di Gelli e a un memorandum che ho indicato nel libro, scritto da Berlusconi e mandato ai giornali del suo gruppo nel 93, segnano un po’ quella che è la costituzione materiale dell’Italia: il piano della P2, il memorandum di Berlusconi e il papello di Totò Riina sono i tre fari della politica legislativa di questa seconda repubblica, con analogie impressionanti. Poi ci sono le leggi ad personas, fatte per ampie categorie di personas, soprattutto per salvare dai processi il ceto politico e gli imprenditori retrostanti e queste sono 18, praticamente più di una all’anno, più sette che non sono riusciti a approvare, ma hanno tentato. Poi ci sono le leggi ad castam, per proteggere la casta dei politici e dopo vi farò un esempio in anteprima. Poi ci sono le leggi ad aziendas, quelle appunto per la Confindustria e poi ci sono quelle contra iustitiam, che sono una messe interminabile. Pensate, quando sentite parlare qualche politico che dice “ bisogna riformare la giustizia”, dovete sapere che in questi quindici anni di seconda repubblica riforme della giustizia ne sono state fatte circa 180 /200, in quindici anni vuole dire dalle dieci alle quindici all’anno, più di una al mese. Uno dice “ e vogliono riformarla ancora la giustizia?”, forse farebbero meglio a lasciarla in pace, se si astenessero dal riformarla può darsi che la giustizia si riprenderebbe, che riprenderebbe un po’ di colorito, il problema è che continuano a riformarla e, ogni volta che facevano queste quasi duecento leggi in materia di giustizia, ci raccontavano che le facevano per abbreviare i tempi della giustizia e, ogni volta, i tempi aumentavano. Nel 1999, undici anni fa, il processo penale durava in media 1457 giorni: il che vuole dire quattro anni; nel 2000 era salito a 1652 giorni, dopo le riforme del centrosinistra; poi è arrivato Berlusconi e, nel 2003, il processo durava 1805 giorni: oggi siamo nel 2010 e non sappiamo quanto dura esattamente un processo penale in media, perché hanno smesso di contarli, i giorni, per disperazione. Vista la progressione dovremmo pensare che sicuramente dura molto più di 2000 giorni: parliamo della media, eh, anche dei processetti del cavolo, anche loro fanno media. Ogni anno abbiamo 180. 000 prescrizioni, che sono 465 prescrizioni al giorno, cioè 465 reati che vengono commessi ogni giorno e che non verranno puniti a causa della prescrizione: questo è il risultato di duecento riforme della giustizia fatte dalla destra o dalla sinistra o, perlopiù, dalla destra e dalla sinistra messe insieme. Voi capite: la casta ci guadagna, noi meno. La tassa occulta che pagano gli italiani solo per la lungaggine dei tempi della giustizia penale e civile porta via ogni anno 2, 2 miliardi di Euro, la metà di quello che dicono di voler incassare con lo scudo fiscale: si potrebbe ottenere una cifra analoga facendo funzionare la giustizia, cioè facendo una legge di legalità anziché di illegalità, con lo scudo fiscale. E poi c’è il costo della corruzione che, come sapete, in Italia è di 40 miliardi l’anno per la Banca Mondiale, e di 60 miliardi l’anno per la Corte dei Conti. Facciamo buon prezzo, buon peso? 50 e un bacio sopra? Stiamo parlando di 50 miliardi di Euro all’anno, 100. 000 miliardi di vecchie lire, il decuplo rispetto a quello che costava, secondo l’economista Mario De Aglio, la corruzione quando scoppiò lo scandalo di tangentopoli, in meno di venti anni siamo riusciti a decuplicare i costi della corruzione. Ci sono ladri e ladri... (espandi | comprimi) Ora vi ho detto che vi anticipo un capitolo e è il capitolo che riguarda i finanziamenti ai partiti: perché vi anticipo questo? Perché è molto di attualità. Sentite dire “ non c’è una nuova tangentopoli, perché adesso si ruba per sé e non più per il partito”. Premessa, rubare per il partito dal punto di vista della democrazia è più grave che rubare per sé, perché se uno prende una tangente e poi la spende per comprarsi una macchina di lusso, oppure per farsi una vacanza ai tropici, oppure per qualche escort, tutto rimane nel perimetro del suo privato; se invece uno, dopo aver preso la tangente in cambio di un affare illecito, quella tangente la utilizza per fare carriera in un partito comprando tessere fasulle, oppure portando soldi in nero a quel partito per costituirsi un merito in cambio di una candidatura, altera anche le regole democratiche all’interno di quel partito, avvantaggiandosi su coloro che non rubano e conseguentemente peggiora la qualità della democrazia interna e esterna, oltre a avere preso dei soldi in cambio di un atto illecito o scorretto. Rubare per il partito è quindi molto più grave che rubare per sé, dal punto di vista dell’interesse generale ma, in ogni caso, è vero che oggi sono più numerosi i casi di tangenti per arricchimento del singolo, rispetto al 92 /93, dove vennero fuori molti casi di persone che magari facevano la cresta sulla tangente e quindi una parte se la mettevano in tasca, ma comunque facevano parte di un sistema criminale di massa finalizzato a portare una specie di oleodotto ininterrotto di soldi che, dalle imprese, in cambio di appalti truccati e abolizione della libera concorrenza, confluiva nelle casse dei partiti, perché i partiti per ipocrisia, cioè per non sfidare l’ira dei cittadini, si autoassegnavano dei finanziamenti pubblici che non bastavano per mantenere gli apparati elefantiaci che avevano messo in piedi e quindi, anziché alzare la quota del finanziamento pubblico per paura che la gente li linciasse, lo tenevano basso sulla carta e poi rubavano, integrando con le tangenti. Adesso effettivamente questa necessità i partiti non ce l’hanno: perché? Perché oggi spudoratamente destra e sinistra, dato che non c’è più opposizione né quando governa il centrosinistra, né quando governa il centrodestra su queste questioni di casta, i partiti si autoassegnano una barcata talmente enorme di denaro pubblico che poi non sanno che cosa farsene, quindi navigano nell’altro, incassano - ma lo vedremo - circa il quadruplo di quello che spendono. La storia della legge sul finanziamento pubblico dei partiti nasce nel 74, anzi nel 73, quando a Genova i Pretori scoprono che il Parlamento è sul libro paga dei petrolieri e conseguentemente il Parlamento vota leggi fiscali di favore per l’Unione Petrolifera la quale, a seconda di quanti soldi risparmia da queste leggi fiscali di favore, devolve una percentuale di quel risparmio ai partiti, praticamente si compra il Parlamento ogni anno per avere sgravi fiscali. Così i cittadini pagano più tasse per coprire quelle che non pagano più i petrolieri, i partiti incassano la loro tangente e sono tutti contenti tranne Pantalone, che alla fine paga. Questo scandalo fa molto scalpore - all’epoca gli scandali facevano molto scalpore - e i politici, per cercare di recuperare un minimo di credibilità, che cosa fanno? Una legge severa sul finanziamento dei partiti: stabiliscono che i partiti possono prendere denaro pubblico - prima prendevano soltanto denaro da privati - possono prendere una quota di finanziamento pubblico e poi possono pure continuare a prendere soldi da privati, purché naturalmente l’azienda che dà il finanziamento al partito o al politico metta a bilancio quel finanziamento, altrimenti è ovvio che, se un imprenditore deruba le casse della sua azienda e porta via dei soldi per darli a chi vuole lui, commette reato di appropriazione indebita, falso in bilancio e evasione fiscale, perché poi su quel nero non paga le tasse. Per cui le imprese che finanziano politici o partiti dovevano e devono- perché questa legge è ancora in vigore, sia pure un po’ ritoccata nell’81 e in altre epoche - mettere a bilancio questi finanziamenti e i partiti, a loro volta, debbono presentare ogni anno una dichiarazione con l’elenco di tutti i contributi privati che ricevono dalle imprese. Possono riceverli da qualunque impresa, salvo che sia un’impresa pubblica: un’impresa pubblica finanziata con denaro pubblico non può finanziare i partiti e invece i partiti, dopo aver approvato questa legge, continuarono a prendere i soldi dalle imprese private in nero, perché non erano finanziamenti a un partito, ma tangenti che gli imprenditori pagavano prima in vista di favori che avrebbero avuto dopo, oppure che pagavano dopo in cambio di favori che avevano avuto prima. Erano tangenti mascherate da finanziamenti illegali. Questa legge è stata violata per quasi venti anni finché, nel 92, è esploso lo scandalo di tangentopoli: erano i partiti che avevano fatto una legge e poi avevano cominciato subito dopo a violarla. L’avevano fatta per farsi belli davanti ai cittadini, questa legge: lo scandalo fu enorme, i partiti ancora una volta di fronte all’ira popolare, si tagliarono in qualche modo gli attributi, rinunciarono all’autorizzazione a procedere per le indagini, rinunciarono all’amnistia o agli indulti a maggioranza semplice, all’epoca bastava avere il 51% per fare amnistia o l’indulto, nel 93 la maggioranza fu portata ai due terzi e, da allora, fino all’arrivo di Mastella non fu varato più alcun provvedimento di clemenza. Di solito ogni tre o quattro anni facevano un indulto o un’amnistia, salvavano tutti e ricominciavano. Il furto pubblico dei partiti (espandi | comprimi) Infine fu abolito, grazie al referendum popolare del 1993, del 18 aprile del 93, il referendum dei radicali, il finanziamento pubblico dei partiti: il 90, 3% degli italiani disse “ noi non vogliamo più che i partiti prendano una lira di denaro pubblico”. Sarà giusto o sarà sbagliato? Questo hanno stabilito i cittadini italiani, i referendum vanno rispettati e invece, subito dopo, con il governo Ciampi morente, siamo a fine del 93, alla vigilia dello scioglimento delle Camere da parte di Scalfaro, in vista delle elezioni politiche del marzo del 94, quelle che poi Berlusconi vinse per la prima volta, il governo Ciampi morente fece una leggina che consentiva ai partiti di fare rientrare dalla finestra il finanziamento pubblico che il referendum aveva appena scacciato dalla porta. Cambiarono il nome al finanziamento pubblico e lo chiamarono “ rimborso per le spese elettorali”: era una norma, anche se tradiva il senso del referendum, a giudicare da quello che succede oggi abbastanza accettabile o meno inaccettabile e prevedeva che ogni cittadino residente in Italia contribuisse alle spese delle campagne elettorali dei partiti, solo dei partiti che superavano il 3%, se prendevano meno non avevano diritto ai rimborsi, pro capite con 800 lire a testa ogni anno per ciascuna delle due Camere, per cui erano 1. 600 lire pro capite per ogni cittadino residente in Italia. Già allora si scoprì che era troppo: perché? Perché poi i partiti alle elezioni del 94 spesero 36 milioni di Euro, facciamo già i calcoli in Euro, mentre avevano incassato il doppio e quindi già il rimborso era molto largo rispetto alle spese effettivamente sostenute. Del resto, se è un rimborso, che cosa è un rimborso? Tu spendi, mi dai la ricevuta e io ti do l’importo equivalente, non è che prima ti fai dare dei soldi pensando che più o meno spenderai tot e poi te li tieni, anche se hai speso soltanto la metà: quello non è un rimborso, quella è una truffa e quindi la legge era già una truffa, perché dava i soldi prima presuntivamente rispetto a spese che non erano ancora state sostenute e che poi si sono sempre rivelate inferiori rispetto all’importo del rimborso. Ma i partiti non si accontentano e continuano a assaltare la diligenza: nel 97, maggioranza di centrosinistra, il Parlamento.. ma anche con i voti del centrodestra tutti insieme appassionatamente, tranne i radicali, dovete sempre tenere fuori i radicali e, da quando ci sono, i dipietristi, perché hanno sempre cercato di mettere un freno a questo andazzo, anche se poi ovviamente hanno ricevuto anche loro i finanziamenti pubblici, hanno cercato di modificarli, ma si sono sempre trovati in minoranza. Ebbene, nel gennaio del 97, il Parlamento dell’Ulivo con i voti del Polo approva un’altra legge che dice “ facciamo che gli italiani devono scegliere se dare o meno i contributi ai partiti: possono devolvere ai partiti il 4 per mille dell’IRPEF, il denaro raccolto va a creare un fondo e questo fondo se lo dividono i partiti in base al loro peso elettorale” e così solo i cittadini che vogliono finanziare i partiti lo possono fare con una parte delle loro tasse. Naturalmente i cittadini versano in pochissimi questo quattro per mille e comunque l’importo versato dai cittadini non è mai stato comunicato ufficialmente, dovevano essere veramente quattro soldi. E allora i partiti rischiano la bancarotta e quindi tornano immediatamente indietro: che cosa fanno? Visco anticipa subito ai partiti, a spese nostre, 160 miliardi per il 97 e 110 miliardi per il 98 ai partiti, perché altrimenti quelli sono in bancarotta, avevano fatto un po’ di spese a babbo morto, pensando che i cittadini gioiosamente andassero a versare e in realtà non avevano versato. Naturalmente il centrodestra, che ce l’aveva con Visco anche quando respirava, questa volta zitto e mosca, intasca pure la sua parte. Si decide di tornare alla vecchia truffa del rimborso elettorale, che poi è un finanziamento pubblico camuffato, cioè il finanziamento diretto: i cittadini contribuiscono sia che vogliano, sia che non vogliano, lo Stato paga. Nel 99 passa la nuova legge che archivia l’esperimento del quattro per mille senza nessun dibattito sul perché i cittadini non vogliono dare i soldi ai partiti, niente, fanno tutto alla chetichella, di notte e di nascosto. Si torna ai rimborsi elettorali e qui, sempre in anticipo naturalmente, si decide di dare un Euro per ogni cittadino iscritto alle liste elettorali, ma non un Euro una tantum.. scusate, non un Euro per tutte le elezioni: no, un Euro per le elezioni alla Camera, un Euro per le elezioni al Senato, un Euro per i Consigli Regionali e un Euro per le elezioni del Parlamento europeo. Quindi, per tutta la legislatura, i partiti hanno diritto a 4 Euro per ogni cittadino; in più, si decide di abbassare il quorum per i partiti che ottengono il rimborso: prima era il 3%, adesso diventa l’1%, basta prendere l’1% dei voti per avere diritto a entrare nella spartizione della torta. Così le liste e i partiti hanno tutto l’interesse sa moltiplicarsi, invece di compattarsi e diventano decine e decine, perché tanto più sono e più prendono, cioè non hai più bisogno di avere almeno il 3% dei voti, che era proprio il minimo, basta l’1, conseguentemente si polverizzano per andare a incassare i soldi. I rimborsi vengono usati solo in minima parte per le campagne elettorali, che abbiamo detto che costano molto meno di quanto non venga rimborsato: servono a mantenere le strutture elefantiache dei partiti, che si sono ricostruite in barba al referendum che invece, proprio su questo, era intransigente. Super surplus di ipocrisia, i partiti promettono che se gli anticipi superano le spese effettivamente sostenute, le somme in sovrappiù verranno restituite entro cinque anni a rate, 20% all’anno. Ma il decreto per regolamentare questo conguaglio non viene mai varato e i soldi non vengono mai restituiti: in pochi mesi i tesorieri dei partiti decidono una modifica legislativa che ritocca addirittura verso l’alto l’importo del rimborso. Che cosa è successo? E’ entrato in vigore l’Euro e quindi, dalle ottocento lire della prima legge, hanno deciso di farsi il cambio alla pari: 1 Euro per ogni cittadino, invece di ottocento lire 1 Euro, praticamente hanno quasi triplicato l’importo che ogni cittadino deve per ogni elezione e, non contenti, fanno addirittura un’altra legge che impone di passare a 2 Euro per ogni elettore, per ogni camera, più elezioni europee e più regionali. Quindi praticamente ogni cittadino deve pagare - due per quattro - 8 Euro a legislatura: nel 2001, così facendo, le forze politiche incassano addirittura 92 milioni di Euro, sono 200 miliardi di vecchie lire. Triplo rimborso carpiato con scasso (espandi | comprimi) Ultima fase: nel 2001 abbiamo detto 92 milioni di Euro per i partiti, che hanno speso per le elezioni del 96 un quarto di questi 92 milioni, cioè alle ultime elezioni, quelle del 96, ne avevano speso un quarto. Ebbene, alle successive elezioni si attribuiscono il quadruplo e i soldi non bastano mai, perché nel 2002, una volta rieletto Berlusconi come Presidente del Consiglio, siamo nella legislatura che Berlusconi ha fatto tutta intera, dal 2001 al 2006, mentre i partiti si scontrano in Parlamento e in piazza sulle leggi ad personam etc. etc., di nascosto passa un’altra leggina bipartisan, con firme di centrodestra e di centrosinistra, dove viene approvato, come vi dicevo prima, il cambio da 800 lire a 1 Euro per ogni elettore e poi si passa ai 2 Euro per ogni elettore. C’è un’altra furbata: gli elettori a cui prendere i soldi non vengono calcolati in base a quelli che votano, ma vengono calcolati sugli iscritti alle liste elettorali; si dirà “ quelle della Camera per la Camera e quelle del Senato per il Senato”: no, quelle della Camera sia per la Camera che per il Senato, perché? Perché al Senato vanno a votare meno persone, in quanto c’è un’età superiore dell’elettore minimo del Senato e quindi, alle elezioni del Senato, gli elettori sono 4 milioni in meno e per il Senato i partiti prenderebbero dei soldi in meno. Invece, anche per il Senato, il rimborso si calcola sugli iscritti alle liste elettorali della Camera, dopodiché abbiamo detto che nel 94 le elezioni erano costate 36 milioni, nel 96 erano costate 20 milioni, nel 2008 riusciranno a costare addirittura 136 milioni di Euro, eppure i partiti, nei cinque anni successivi, riceveranno 500 milioni, cioè praticamente 10 Euro per ogni elettore, guadagnando il 270% netto rispetto alle spese davvero sostenute e, come vi ho detto, per intascare questi rimborsi bisogna avere un minimo dell’1% di voti, per cui vi rientrano quasi tutti i partiti, anche quelli che non riescono a entrare in Parlamento, visto che in Parlamento ci vuole un certo quorum, che è a volte del 4% e a volte addirittura superiore . Se poi uno non fa neanche l’1% i suoi soldi non è che vadano sprecati: se li dividono gli altri partiti. Ultima chicca, la nuova norma assicura la copertura di tutti e cinque gli anni di legislatura anche nel caso in cui la legislatura non duri cinque anni, ma si interrompa con la caduta anticipata del governo e le elezioni anticipate: per esempio, quello che succede nel 2006 /2008; la legislatura dell’Ulivo con il governo Prodi numero due dura soltanto due anni, poi Prodi cade e si rivà alle elezioni nell’aprile del 2008. Bene, quella legislatura è durata due anni, ma i partiti incassano i rimborsi elettorali per tutti e cinque gli anni, li stanno ancora incassando adesso - 2006 /2011 - finiranno di incassarli l’anno prossimo, cumulando tra il 2008 e il 2011 sia i finanziamenti per la legislatura virtuale (2006 /2011), sia quelli per la legislatura effettivamente in vigore (2008 /2013). Sono degli anni in cui prendono addirittura il rimborso doppio per risarcirsi di una legislatura che non c’è mai stata, perché è finita con tre anni d’anticipo e quindi non ha comportato le spese previste dalla legge. E così, di aumento in aumento e di ritocco in ritocco, nel 2006 il totale dei rimborsi elettorali raggiunge la cifra record di 200 milioni di Euro, più del doppio dei 93 milioni che avevano incamerato nelle elezioni precedenti, quelli del 2001 e quindi, se nel 93 ogni italiano versava - per fare le somme finali - ogni anno ai partiti - nel 93, quando fecero la leggina Ciampi - 1, 1 Euro all’anno, nel 2006 ne ha sborsati 10 e pochi mesi fa, alla vigilia di Natale, la Corte dei Conti ha calcolato che nei quindici anni della storia della seconda repubblica i partiti hanno prelevato dalle casse dello Stato 2 miliardi e 200 milioni di Euro, 4. 500 miliardi di vecchie lire. Non so se mi sono spiegato, ma stiamo parlando di una truffa legalizzata ai danni dei cittadini, a cui si è poi aggiunta una cosa che nessuno sa, ossia che nel febbraio 2006, mentre stava morendo la legislatura del governo Berlusconi due e stava per arrivare il governo Prodi due, in fretta e furia i partiti fecero una norma che alzava il tetto sopra il quale i partiti devono dichiarare da chi prendono i soldi. Questo tetto era di 5. 000 Euro (dieci milioni di vecchie lire): se uno riceveva un finanziamento sotto i 10 milioni di vecchie lire, sotto i 5. 000 Euro non era obbligato a dichiararlo nella dichiarazione pubblica alla Camera dei finanziatori. Se invece superava quella soglia doveva dichiararlo, altrimenti era un finanziamento illecito, se veniva scoperto. Bene, hanno alzato da 5 a 50. 000 Euro questa soglia e quindi, dal 2006, un politico o un partito che ricevono dei soldi in nero da un’azienda, in cambio di cosa non lo saremo mai, non sono neanche obbligati a dichiararli e conseguentemente si è creata una gigantesca area di franchigia che consente a ogni singolo politico di intascare ogni anno fino a 50. 000 Euro in nero e, con 50. 000 Euro in nero, naturalmente ce ne sono a sufficienza per farsi pagare la campagna elettorale da qualcuno che non vuole comparire, in cambio di qualcosa naturalmente, senza neanche il rischio che il magistrato possa chiederti chi ti ha dato quei soldi, perché non è più reato. Hanno istituito, dopo la modica quantità di falso in bilancio e la modica quantità di evasione fiscale, due leggi ad personas e ad castam che ho raccontato nel libro, di cui una fatta da Berlusconi e l’altra fatta dal governo Amato con la depenalizzazione dell’utilizzo di false fatture sotto una certa soglia, adesso hanno istituito la tangente, da quattro anni è in vigore la tangente legalizzata in modica quantità: basta rubare un tot non superiore a 50. 000 Euro all’anno e non rischi più di finire in galera e neanche sotto inchiesta. La modica quantità per uso personale, come si direbbe in linguaggio di legge sulla droga. Dato che oggi si sente parlare di fare delle leggi anticorruzione, bisognerebbe chiedere chi le ha fatte tutte queste leggi pro corruzione: sono le stesse persone. Passate parola e buona settimana.
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01 Mar 2010

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