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POLITICA ITALIANA

Annozero 19/11/2009



Una riforma che in realtà è una riverniciata su un muro dissestato...
marco · 20 visite · Lascia un commento
22 Nov 2009

L'Italia è un paese da distruggere



Purtroppo personalmente non condivido il semplice gettare la spugna, quanto piuttosto una distruzione nel senso figurato del termine: ricostruire le basi di un Paese a partire dalla fiducia verso il governo. Inutile infatti commentare gli ultimi dati internazionali sull'indice di percezione della corruzione in cui siamo gli ultimi tra i Paesi Occidentali, superati da altri Paesi molto meno "industrializzati".

Come restituire la speranza? Far risentire le persone al centro, non più oggetto di meschini giochi di potere. Come dare l'esempio? Dando l'esempio dall'alto.
Riprenderei una frase di Thomas Sankara secondo il quale : «l'esempio viene sempre dall'alto»




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marco · 35 visite · Lascia un commento
22 Nov 2009

Our country, the native land of corruption

In poche parole: come l'Arabia Saudita ci supererà nella lotta alla corruzione.

marco · 33 visite · Lascia un commento
21 Nov 2009

L'ITALIA SPROFONDA

 

SILVIO BERLUSCONI

L'ITALIASPROFONDA

 

Frammentitratti dall' “Unità” del 18 novembre 2008

 

CHIUDELA “YAMAHA MOTOR ITALIA”

LaYamaha Motor Italia dista un chilometro da Villa SanMartino,residenza di Silvio Berlusconi.L’ingresso è vicino a unagrande rotonda dove tutti giorni passano le auto blindate del premiere della sua scorta.Siamo a metà strada tra la villa di Arcore eMacherio,dove abita la signora Veronica.Qui,nella Brianzaberlusconiana, si consumano nuovi drammi personali ecollettivi.Lavoratori sbattuti fuori dalle aziende, fabbriche chechiudono, migliaia di cassintegrati, famiglie che non ce la fanno.Gli operai della Yamaha, tutti licenziati da un giorno all’altro.Ilpresidente del Consiglio dovrebbe dire al suo autista di fermarsidavanti ai cancelli dellaYamaha, chiamare il delegato Rsu dellaFim-Cisl Angelo Caprotti e farsi raccontare cosa sta succedendo,qualitragedie si consumano nel vergognoso silenzio dei giornali e delletelevisioni di regime.

  • Dipendente Yamaha Motor Italia: «Io e mia moglie siamo entrambi dipendenti della Yamaha. Io ho

51anni e non ho mai passato un periodo così tragico. Qualche mese faho perso mio figlio di 21 anni,adesso l’azienda ci ha comunicato illicenziamento. Dopo aver vinto quest’anno quattro campionati delmondo, dopo aver portato al successo

ValentinoRossi, ci sbattono fuori.Mi sono permesso di far presenteall’azienda la mia situazione familiare perdiamo il lavoro tutti edue, anche se dopo la morte di un figlio tutto perde valore... Mihanno risposto che i loro consulenti non ritengono

possibilemantenere aperta la fabbrica [...]>>.

 

Ilprimo incontro con laYamahaall’associazione industriali è andatomale: nessun ripensamento,linea dura enemmenola concessione dellacassa integrazione straordinaria.

 

LaYamaha Motor Italia è un’azienda eccellente, tecnologicamenteavanzata. Fa capo alla multinazionale giapponese delle moto. Igiapponesi hanno riconosciuto agli operai italiani una capacitàprofessionale talmente elevata da consentire alla fabbrica brianzoladi sviluppare produzioni che,non potevano essere realizzate fuori dalGiappone.L’impianto ospita anche la Racing Division, quella che sioccupa delle moto da corsa. Da oltre vent’anni l’azienda macinaprofitti da primato, mai un

problema.

 

PerchèYamaha chiude la produzione in Italia e licenzia i lavoratori?Non cisono motivazioni industriali,non ci sono problemi finanziari perchèi bilanci sono sempre stati positivi, non si possono accusare ilavoratori perchè gli stessi giapponesi riconoscono la loroprofessionalità e il loro impegno. E allora? Il presidentedellaYamaha Motor Italia, il giapponese

Murata,non si fa vedere.La chiusura dell’impianto della Yamaha èricondubile solo alle scelte, spesso incomprensibili,di unamultinazionale che non guarda in faccia nessuno.La lotta deilavoratori della Yamaha è durissima. Domani,sfileranno alPirellone,sede della Regione Lombardia. Gli operai della Yamahavorrebbero organizzare un “funerale pubblico” dell’azienda.

Male brutte notizie non finiscono mai nella adorata Brianza delpremier. Ieri all’Officina Meccanica Ventura la direzione ha

decisoil licenziamento di tre operai, senza spiegazioni e senza confronto.L’azienda ha minacciato di tagliare il 30% dei dipendenti se isindacati si opporranno al licenziamento.Questa è l’Italia 2009.

 

CHIUDEL'IMPIANTO “FIAT” DI ARESE

LaFiat potrebbe decidere la fine dell’Alfa Roneo di Arese.Unpaio di settimane fa il Lingotto aveva presentato le sue proposte ditrasferire il Centro Stile e Progettazione a Torino mettendo cosìfine ad ogni ipotesi di produzione di auto ad Arese.Una decisionecontrastata fin dall’inizio dai sindacati, che per oggi hannoorganizzato un presidio davanti alla sede degli industriali.Il poloindustriale dell’Alfa Romeo di Arese è già stato distrutto dallaFiat che intende mantenere solo il

simbolodel Biscione.A metà degli anni Ottanta Arese occupava ancora 16miladipendenti, oggi l’Alfa Romeo non esiste più come dimensioneaziendale e sono rimasti solo pochi “ mohicani” a ricordare unglorioso passato industriale e operaio.Oggi in gioco c’è il futurodi 232 lavoratori degli enti tecnici mentre per quanto riguarda i 113dipendenti di Powertrain, la divisione

cambie motori del gruppo, la decisione è rinviata solo di qualche mese,con lo scadere della cassa integrazione a febbraio.Il Centro Stile diArese, tra i tanti progetti archiviati in oltre 40 anni di storia (laproduzione della Giulia fu trasferita dallo storico Portello, oggiFieramilanoCity, nel 1964) vanta quello della recente MiTo, cosìchiamata proprio per celebrare la città dove è stata disegnata(Milano) e quella in cui viene prodotta (Torino).il disegnatoredell’ultimo successo dell’Alfa, Wolfgang

Egger,è emigrato da Arese a Ingolstadt (Germania) per guidare il centrostile dell’Audi.«Un’altra mente se ne è andata -

hacommentato Carlo Pariani, della FlmU-Cub, seguendo le ormedi Walterdè Silva,prima responsabile del Centro Stile di Arese ed ora capoalla Volkswagen»..

 

EUTELIA”DICHIARA PIU' DI 1100 ESUBERI

Perl’intera mattinata hanno bloccato la centralissima via Cavour. Eper una bella fetta di pomeriggio si sono piazzati in via del Corsoproprio davanti a Palazzo Chigi, sede del governo. I lavoratori delgruppo Omega, con in testa i licenziati di Agile-Eutelia, hannosciolto l’improvvisato sit-in solo quando dal megafono la voce delleader Fiom Gianni Rinaldini ha annunciato

cheil sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta aveva«assunto» la vertenza e fissato un primo incontro il 26 novembre.Il primo tentativo era andato fallito.Da Letta, che aveva ricevutouna delegazione di sindacalisti erano arrivate

sologeneriche promesse cui i lavoratori hanno risposto bloccando via delCorso.

 

FINALMENTEUN INCONTRO

Lasituazione si stava facendo nervosa,i manifestanti “sorvegliati”da una quantità di polizia degna di miglior causa, minacciavano dinon mollare se non avessero ottenuto qualcosa. Un risultato strappatocon la lotta, dunque e, come spiega una nota diffusa in serata dallostesso Letta, «d’intesa» con Epifani, Bonanni e Angeletti.Amaroil commento di Rinaldini: «C’è voluto uno sciopero di 8 ore, uncorteo e un sit-in per ottenere la data di un incontro con ilgoverno». E siccome è meglio non aspettare, già da oggi ilavoratori avvieranno le procedure per chiedere l’amministrazionecontrollata del gruppo. Tutto era iniziato in mattinata quando giuntida Napoli, Torino, Milano, Bari, Pistoia e da Roma, qualche migliaiodi lavoratori si erano

messiin corteo con i sindacati delle Comunicazioni e dei meccanici diCgil, Cisl e Uil.Sono circa11 mila gli addetti del gruppo Omega,offrono servizi e soluzioni complete per l’informatica e letelecomunicazioni. Non sono vittime della crisi, hanno lavoro, lecommesse non mancano, molte sono pubbliche. Se non prendono lostipendio e rischiano il posto è perché la speculazione sta avendola meglio sulla produzione. Sono moltissime le professionalità,dall’addetto al call center, all’ingegnere di software e oracondividono una sorte incerta.A cominciare dai dipendenti di quellache fino al15 giugno era Eutelia e che, all’improvviso, è stataceduta come «ramo d’azienda» ad Agile, che il giorno dopo èstata venduta a Omega cui appartiene anche Phonemedia. Da agostoOmega non paga gli stipendi. Di piano industriale neanche a parlarne.Si alza il sipario sul groviglio di assetti societari. Si prenda laAnswers: è un call center ha sede a Pistoia, impiega 436 donne, 124uomini. Fa parte di Phonemedia che fa parte di Omega, che ècontrollato da Libeccio, controllato da Restform che ha sede a Londrae ha un capitale di 1 sterlina. È di qualche settimana fa lacomunicazione di 1190esuberi in Eutelia-Agile su circa 2000 addetti.

 

 

 

DALLAPARTE DELL'INGIUSTIZIA

 

Articolitratti

da

ILFATTO”

del13 novembre 2009

 

 

  • CLINICA SANTA RITA:lo scandalo della Clinica Santa Rita di Milano ha colpito in maniera profonda l'opinione pubblica:coinvolte in parti lese decine di persone normali,pazienti che si affidavano con fiducia ai medici.E che hanno subito interventi chirurgici inutili o addirittura dannosi,solo perchè i medici volevano fare cassa.A Milano sono ora sotto processo nove imputati,per 88 imputazioni di lesioni gravi(a qualche paziente è stato esportato un pezzo di polmone,per esempio,senza che ce ne fosse bisogno),oltre a 40 truffe ai danni di Asl e Regione Lombardia e a decine di falsificazioni delle cartelle cliniche.Questo è un esempio di “processo virtuoso”,perché condotto finora in maniera molto rapida.I pm arrestano il chirurgo Pier Paolo Brega Massone nel giugno 2008.Il successivo 12 luglio chiedono per gli imputati il rito immediato(che equivale alla richiesta di rinvio a giudizio).Già il 17 luglio il giudice dell'indagine preliminare emette il relativo decreto e il dibattimento in aula comincia il 2 dicembre 2008.Ma le parti civili,che rappresentano i poveri pazienti,sono oltre 40,una cinquantina gli avvocati,154 i testimoni.Il tribunale ha già celebrato 43 udienze.Ora la nuova legge imporrà lo stop al processo il 12 luglio 2010.Il tribunale deve ancora sentire i consulenti tecnici e i difensori hanno annunciato,data la delicatezza dei casi in esame,la richiesta di numerose perizie mediche e scientifiche.Sembra dunque già impossibile che in meno di sette mesi si possa riuscire a portare a termine il processo.I pazienti operati e mutilati e i loro familiari sono avvisati:non avranno giustizia.

  • SCALATA BNL:sono 28 gli imputati nel processo che si aprirà a Milano per l'assalto del 2005 alla Bnl.Tra questi,l'ex presidente di Unipol Giovanni Consorte,”motore della scalata”,i suoi collaboratori Ivano Sacchetti,Carlo Cimbri e Pierluigi Stefanini,l'ex governatore di Bankitalia Antonio Fazio e il suo capo della Vigilanza Francesco Frasca.E poi gli immobiliaristi Stefano Ricucci,Giuseppe Statuto,Danilo Coppola e Vito Bonsignore,il finanziere Emilio Gnutti,i banchieri Giovanni Zonin e Divo Gronchi(Bpv),Guido Leoni(Bper) e Giovanni Berneschi((Carige),oltre ai responsabili della Deutsche Bank.Ma saranno tutti miracolati dalla legge sulla prescrizione breve per gli incensurati.Era l'estate del 2005 quando i <> si lanciarono all'assalto della banca,mentre negli stessi mesi erano sotto attacco Antonveneta e Corriere della Sera.Il reato contestato nel processo è aggiotaggio,cioè divulgazione di notizie false per alterare il corso di un titolo in Borsa.L'obiettivo:scalare la banca,con la benedizione della Banca d'Italia,mettendo fuorigioco il Banco di Bilbao che aveva avviato sul mercato l'iter previsto per acquisire le azioni.Il giudice per le indagini preliminari ha firmato i 28 rinvii a giudizio il 18 settembre scorso.La prima udienza è fissata per il 1° febbraio 2010.Ma la “mannaia” calerà allo scadere dei due anni dalla richiesta di rinvio a giudizio,avvenuta il 3 giugno 2008:dunque il 3 giugno 2010.

  • THYSSEN,CIRIO...:come lo yogurt,i processi italiani avranno la data di scadenza.Così niente giustizia per i 150mila risparmiatori italiani rimasti coinvolti nei crac Parmalat(imputato Calisto Tanzi e altre 22 persone) e della Cirio di Sergio Cragnotti.La richiesta di rinvio a giudizio per Cragnotti e altri imputati-tra cui il banchiere Cesare Geronzi- è del 25 settembre 2007.La scadenza dunque è già scattata:il 25 settembre 2009.Non avranno molto probabilmente giustizia neppure le famiglie dei 7 operai morti nel 2007 nel rogo della Thyssen Krupp:alla sbarra sono,a Torino,i dirigenti della fabbrica che facevano lavorare gli operai senza rispettare le norme di sicurezza;il tempo sarà scaduto nel 2010.Non arriverà a sentenza il processo per le morti causate dall'amianto(3mila lavoratori) della Eternit:inizierà a Torino il 10 dicembre,avrà 2 imputati,ma uno stuolo di parti civili:ben 736 persone e 29 enti.In fumo il lavoro di Luigi de Magistris:finirà in nulla il processo nato dall'inchiesta Why not da lui avviata a Catanzaro.Inutili i processi sulla politica e sulla pubblica amministrazione:la corruzione non è stata inserita nelle eccezioni alla prescrizione breve,mentre lo è stata(per volontà della Lega) l'immigrazione clandestina.<> spiega un sostituto procuratore a Roma.

    THYSSEN

  • FIORANI E FAZIO:è la più nota delle scalate dei “furbetti del quartierino” che nell'estate del 2005 si lanciarono all'assalto della Banca Antonveneta.Per quell'attacco sono oggi a Milano sotto processo 19 persone,tra cui il regista dell'operazione,l'amministratore delegato della Banca Popolare di Lodi Gianpiero Fiorani,insieme con chi,invece di fare l'arbitro,lo aiutò a battere la concorrenza degli olandesi di Abn Amro:e cioè il governatore della Banca d'Italia Antonio Fazio e il capo della Vigilanza Francesco Frasca.Imputati anche il senatore di Forza Italia Luigi grillo,gli immobiliaristi Luigi Zunino,Stefano Ricucci e Danilo Coppola,oltre agli ex vertici di Unipol,Giovanni Consorte e Ivano Sacchetti.Reato contestato:l'aggiotaggio,che secondo l'accusa,avrebbe tolto illegittimamente la banca padovana agli olandesi.Il dibattimento è cominciato il 23 ottobre 2008,il rinvio a giudizio è del 23 maggio 2008,ma i pubblici ministeri che hanno realizzato l'indagine,Greco,Perrotti e Fusco,hanno depositato le loro richieste di rinvio a giudizio già il 25 luglio 2007.ILo stop per il processo è dunque scattato il 25 luglio 2009.Tutto il lavoro fatto-due anni di indagini,una complessa udienza preliminare,un anno di dibattimento-è inutile.Alcuni degli imputati in questo processo sono a giudizio anche in altri procedimenti,come quello per la scalata Bnl.Gianpiero Fiorani,poi,è già stato condannato a Lodi in primo grado per falso in bilancio.Ma niente paura:sono a tutt'oggi incensurati.

 

 

  1. Con quale coraggio si dice che la recessione è finita?

  2. Quali informazioni avete per sostenere la non verità delle notizie scritte sopra?

  3. Perchè il Presidente del Consiglio non si fa processare con le leggi attuali come tutti i cittadini?

  4. Nel 2008 Berlusconi prese il 40% dei voti,quindi il 60% non l'ha votato.Alle Europee ha preso poco meno del 40%,quindi poco più del 60% non l'ha votato.Come può dire di essere maggioranza nel paese?

  5. Dal 1946 ad oggi numerosi governi sono stati votati dal popolo eppure sono caduti.Cosa significa che il Governo Berlusconi non può cadere perchè votato dal popolo?Il Governo Prodi chi l'ha votato allora?

  6. Perchè cita “Repubblica” e “l'Unità”?E' vietato esprimere il proprio disaccordo con l'operato del governo?

  7. Perchè il Consiglio dei ministri non ha sciolto il Consiglio Comunale di Fondi?Che cosa le ha detto Fazzone?

    FAZZONE

  8. Notizie come quelle scritte sopra le sappiamo solo da certi giornali.Perchè altri quotidiani ed i tg nazionali non parlano di ciò?Perchè “Il Giornale” si può permettere di sparlare di tutti come vuole?Perchè in quel caso non si prendono provvedimenti?


    Aiutaci a crescere!

Admin · 249 visite · 1 commento
19 Nov 2009

NO ALLE LEGGI "AD PERSONAM"!!!!!!! -Aderisci all'appello

Vittime del processo breve, inviateci le vostre storie


19 novembre 2009
di Marco Lillo

Il disegno di legge sul processo breve è composto di 3 articoli e si applica ai reati per i quali sono previste pene ''inferiori nel massimo ai dieci anni di reclusione''. Il tempo massimo stabilito per ciascun grado di giudizio è di due anni, per complessivi sei anni. Quindi, se trascorrono piu' di due anni a partire dalla richiesta di rinvio a giudizio del pubblico ministero senza che sia stata emessa la sentenza, il processo muore. E lo stesso accade in appello e in cassazione.

La norma, ideata per garantire a Silvio Berlusconi l'impunità, avrà effetti devastanti sul sistema giudiziario. Secondo l'Associazione Nazionale Magistrati: “saranno destinati a inevitabile prescrizione i processi per reati gravi, quali abuso d'ufficio, corruzione semplice e in atti giudiziari , rivelazione di segreti d'ufficio, truffa semplice o aggravata, frodi comunitarie, frodi fiscali, falsi in bilancio, bancarotta preferenziale, intercettazioni illecite, reati informatici, ricettazione, vendita di prodotti con marchi contraffatti; traffico di rifiuti, vendita di prodotti in violazione del diritto d'autore, sfruttamento della prostituzione, violenza privata, falsificazione di documenti pubblici, calunnia e falsa testimonianza, lesioni personali, omicidio colposo per colpa medica, maltrattamenti in famiglia, incendio, aborto clandestino”. 

Per opporci a questa vergogna abbiamo già proposto ai lettori di sottoscrivere l'appello di Antonio Padellaro Adesso basta che in pochi giorni ha raccolto quasi 40mila firme e abbiamo aderito al corteo del 5 dicembre a Roma del No-B Day. Ora vi chiediamo uno sforzo in più.

Segnalateci i processi e i procedimenti penali - in cui voi o i vostri amici e familiari siete parti lese - che potrebbero essere stroncati da questa ennesima legge ad personam. Se avete una storia, vi preghiamo di riassumerla in una e-mail di mille battute con indicati i vostri recapiti e di allegare, se è possibile, anche la documentazione utile per illustrare il caso processobreve@ilfattoquotidiano.it.



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Admin · 74 visite · 0 commenti
19 Nov 2009

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