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POLITICA ITALIANA

Fahreneheit Calderoli

Dettagli www.politicaitaliana.blogitaly.net



Testo:
Buongiorno a tutti oggi volevo parlarvi di riforme, non di quelle che servirebbero all’Italia perché di quelle sappiamo praticamente tutto, basta guardarsi intorno per rendersi conto cosa ci servirebbe, ci servirebbero, l’ha ripetuto anche Michele Ainis recentemente a Annozero, leggi dure contro i conflitti di interessi, contro la gerontocrazia nella pubblica amministrazione per il ricambio delle classi dirigenti, servirebbero riforme per rilanciare la produzione verso quella gigantesca prateria che è la green economy, tutto il discorso che da anni sta facendo Beppe Grillo insieme ai suoi collaboratori e consulenti, quindi non sto qui a ammorbarvi perché ne sapete sicuramente più di me! E quello di cui si parla è l’ordine del giorno in tutte le democrazie dove ci siano dei politici, non dico giovani, almeno contemporanei e non fossili, volevo invece parlarvi delle riforme che si stanno discutendo nei palazzi della politica e che mobiliteranno l’attenzione della gente nei prossimi mesi perché c’è un tale surplus di parole, soprattutto anche di parole d’ordine che alla fine si rischia di non capire più di cosa stanno parlando.
Calderoli, il riformatore (espandi | comprimi)
La prima cosa che volevo sottolineare è che ancora una volta il king maker delle riforme all’italiana è uno strano soggettino che si chiama Roberto Calderoli, è stato lui l’altro giorno a essere ricevuto al Quirinale dal Capo dello Stato per illustrargli gli orientamenti del governo e della maggioranza, per consegnargli una bozza preliminare di lavoro sulla quale si sta lavorando, è andato su al Quirinale senza neanche avvertire Berlusconi, la Lega ormai si comporta da padrona anche in casa d’altri, anche in casa del centro-destra, approfittando del buon risultato elettorale che ha avuto.
Che non deve però farci dimenticare una cosa, cioè che la Lega è forte in 3 o 4 delle regioni dove si è votato recentemente e ha raggiunto il 12% nazionale che è un buon risultato, ma stiamo parlando di un partito che ha meno voti del partito socialista di Craxi che già quando si gonfiava come un pavone veniva invitato a abbassare la testa e a pisciare più corto come si dice dalle mie parti, con il 12% sicuramente si ha voce in capitolo ma non si può certamente passare per i padroni dell’Italia e neanche del nord perché neanche nel nord la Lega può vantare né la maggioranza relativa, né quella assoluta rispetto agli altri partiti.
Allora? Allora c’è una specie di incantesimo in cui sono piombati gli altri partiti che sono profondamente in crisi, i quali si fanno spaventare da un partito che è il 12% e che l’anno scorso aveva poco più del 10, buoni numeri, soprattutto se rapportati a certi territori, ma stiamo parlando comunque del 12% dei voti validi, calcolando le ormai quasi la metà degli italiani non va a votare, oppure annulla la scheda, oppure la lascia in bianco, ce lo siamo già detti tante volte, quindi quel 12% non è il 12% degli italiani, è il 12% degli italiani che sono andati a esprimere un voto valido, il 12% del 50% degli aventi diritto al voto che non sono ancora neanche tutta la popolazione italiana perché mancano i ragazzi fino ai 18 anni e va bene.
Perché Calderoli è un personaggio curioso? Intanto perché Calderoli ha una biografia piuttosto grottesca, chiunque la conosca sa che era il più antiberlusconiano della Lega e è diventato il più filoberlusconiano, era quello che ha accusava Berlusconi ben più di me e di altri per i suoi rapporti con la mafia, per i suoi casi di corruzione, era arrivato al punto di suggerire al Capo dello Stato di non dargli l’incarico di fare il governo nel 1996 se Berlusconi avesse vinto le elezioni, diceva delle cose terribili, le trovate in rete,si presenta come il difensore della fede cristiana Calderoli contro l’Islam ha chiesto addirittura l’istituzione di una chiesa cattolica padana per dire il tipo, burlone, quando è stato eletto Papa Ratzinger e scelse come nome Benedetto XVI, lui disse “preferirei un Papa Krautus I” stiamo parlando di un buontempone che viene preso sul serio e scambiato per uno statista, per un padre costituente, per un riformatore, stiamo parlando proprio di un cazzaro da bar che fa battute, ogni volta che le fa si apre un dibattito, invece di una pernacchia arriva il dibattito.
L’altro giorno è salito al Quirinale a parlare di riforme, tutti l’hanno preso molto sul serio, la cosa più paradossale è che l’abbia fatto entrare al Quirinale uno come Calderoli, nella sua qualità di Ministro della semplificazione legislativa, aveva appena dato vita a una sceneggiata abbastanza tragicomica con il lanciafiamme, aveva bruciato a detta sua, 375 mila leggi inutili, pari al 70% delle leggi esistenti, questo è quello che lui ha comunicato ufficialmente, dal che si deduce che in Italia abbiamo quasi o almeno avevamo, prima del falò di Calderoli, quasi 500 mila leggi, perché lui ha bruciato 375 mila inutili, che sarebbe il 70%, poi ci sarebbe anche un 30% di leggi utili, quindi mal contate avremo 500 mila leggi.
Tremonti che fa parte dello stesso governo di Calderoli, sono Ministri entrambi anche se non si direbbe, nel 1994 ha fatto un bel libro, andrebbe ripubblicato e poi bisognerebbe chiedere a Tremonti come mai se l’è dimenticato, che si intitola “Lo Stato criminogeno” e che spiega le varie ragioni per cui l’Italia era arrivata allo scandalo di Tangentopoli, a un certo punto esamina il problema della pletora di norme, normine, cavilli, commi, sottocommi, leggi quadro, decreti, questa selva di norme una in contraddizione con l’altra che coesistono nel grande casino italiano, precisando però che non è vero, anzi che è – dice Tremonti – una leggenda giuridica che l’Italia abbia 150 mila leggi, quindi non è vero che l’Italia ne ha così tante, quindi Tremonti 1994 minor sostiene che l’Italia ha molto meno di 150 mila leggi e che questo dato delle 150 mila leggi era già una leggenda giuridica.
Adesso Calderoli dice di averne bruciate 375 mila, solo per quelle inutili, perché poi speriamo che ne abbia lasciate in piedi qualcuna utile, non sua naturalmente, perché lui produce porcate, ce lo ha anche fatto sapere con il dovuto orgoglio, legge elettorale porcata fatta da lui, quindi o Tremonti non sa fare di conto, o Calderoli non sa fare di conto, non so chi dei due abbia ragione, potrebbe darsi che neanche Tremonti sappia poi esattamente quante sono le leggi in Italia, sicuramente non sono 500 mila o non sono neanche 375 mila, è molto probabile che siano meno di 150 mila e allora la domanda è: cosa ha bruciato Calderoli? Intanto lui è Ministro della semplificazione legislativa da meno di due anni, vi pare possibile che uno riesca a esaminare in meno di 2 anni, 500 mila leggi, a leggersele, a studiarsele e a decidere quali sono utili e quali sono inutili e poi a bruciare, su quelle 500 mila, 375 mila inutili, vorrebbe dire che ha un sistema di lettura super rapido, una cosa tipo extratterreste, che fosse un personaggio da fumetto l’avevamo capito, ma che fosse a questi livelli, che gli basta dare un'occhiata a un foglio per risucchiare quello che c'è dentro, 375 mila leggi inutili, non so quanto spazio possano tenere.
Gianantonio Stella ha fatto un calcolo perché poi quando sono state approvate queste 375 mila leggi inutili, oltre a quelle utili? Sapete che la Repubblica italiana ha 63 anni, giusto? In più c’è stato il periodo dell’Unità d’Italia sotto la Monarchia, noi abbiamo anche leggi approvate sotto la Monarchia, lo Stato unitario italiano sta per compiere 150 anni l’anno prossimo, cifra tonda, in 150 anni il Parlamento italiano prima sotto la Monarchia e poi sotto la Repubblica, avrebbe approvato mezzo milione di leggi, facciamo finta che abbiano approvato solo leggi inutili e quindi teniamo a buono 375 mila leggi, tutte quelle che adesso sono state bruciate, Gianantonio Stella ha calcolato che il Parlamento italiano in questi 150 anni dal 1961 a oggi, avrebbe dovuto lavorare quasi 24 ore su 24 per 4 giorni alla settimana per ogni settimana di ogni anno, compresi i tempi di guerra in cui era chiuso, compresi i tempi attuali in cui non lavora, 4 giorni alla settimana ma soltanto 3, quando va bene e soprattutto non lavora 24 ore su 24, perché? Perché per fare 365 mila leggi bisogna pensare che il Parlamento italiano ne abbia approvate 7,8 al giorno, immaginate se il Parlamento italiano è in grado di approvare 7,8 leggi al giorno inutili, perché poi deve avere il tempo anche di approvare quelle utili che sono più o meno la metà di quelle inutili, quindi 7,8 più 3,5/4, capite che siamo alla follia!
Sostenuta ufficialmente dal Ministro della semplificazione legislativa, il quale ribadisce di avere bruciato 375 mila leggi, il Parlamento dal 1961 a oggi ha fatto una legge all’ora, viste le 8 ore di lavoro giornaliere, questo continua a fare il Ministro, nonostante che abbia detto e fatto una vaccata di questo genere e questo è quello che sale al Quirinale per spiegare al Capo dello Stato quale sarà la riforma, non la riforma del Codice della strada, la riforma della Costituzione della Repubblica italiana che dovrebbe cambiare addirittura lo Stato da unitario a federale e la Repubblica da parlamentare a presidenziale, con uno sconvolgimento nei rapporti tra i poteri che pochi hanno intuito, visto che c’è sempre questo chiacchiericcio, grande riforma, bozza Violante, federalismo… non si capisce mica bene cosa stanno facendo, Calderoli, poi c’è Bossi etc., è in queste mani che siamo, quindi siamo veramente in buone mani.
La decomposizione dello Stato (espandi | comprimi)
Mi è capitato, trafiletto, che trascrive una frase che disse Montanelli a Telemontecarlo pochissimi mesi prima di morire, il 7 aprile del 2001, lui disse, la devolution mi preoccupa molto, perché la decomposizione della Jugoslavia cominciò esattamente così: reclamata e imposta dai due grandi compari e Milosevic che distrusse l’unità del paese, per restare padroni in casa propria, la Juogoslavia si decompose, questo spiegava Montanelli, noi stiamo andando verso la decomposizione dello Stato che viene chiamato federalismo fiscale, cos’è?
Gran parte delle tasse verranno prelevate a livello locale e gran parte di quel prelievo resterà a livello locale, non si capisce perché gli stessi che vogliono fare questa roba hanno abolito l’Ici che era l’unica tassa prelevata a livello locale che restava ai comuni, per cui adesso non c’è più l’Ici e i comuni devono chiedere l’elemosina a Roma allo Stato centrale, ma lasciamo perdere perché si tratterebbe di parlare di coerenza e questi non sanno neanche dove sta di casa.
Vediamo di capire se il federalismo fiscale ci conviene o non ci conviene, si fa il federalismo fiscale se in prospettiva ci aiuta a incassare più soldi dalle tasse, oppure a spendere meno soldi nella spesa pubblica, trasferendo le competenze e i capitoli di spesa, direte: avranno fatto questo calcolo? Lo sapranno che ci contiene, altrimenti non lo farebbero, non è così, il calcolo hanno provato a farlo ma non ci sono riusciti, tant’è che interpellato dal Parlamento Tremonti disse: è imponderabile, non lo possiamo sapere prima se il calcolo dei costi – benefici è a nostro vantaggio o svantaggio, proviamo e vediamo, quindi noi stiamo andando fischiettando dallo stato unitario, allo stato federale, rarissimo caso di stato unitario che diventa federale, di solito è il contrario, di solito c’è una decomposizione, poi c’è una federazione e poi c’è uno stato unitario, uno stato che si autodecompone, raramente lo si è visto, in ogni caso stiamo andando in quella direzione, senza sapere se ci contiene oppure no, senza sapere se quando le competenze e i prelievi saranno trasferiti dal livello centrale al livello regionale, noi dovremmo pagare più tasse perché avremo più spese o dovremo pagare meno tasse perché avremo meno spese o più recupero dell’evasione fiscale.
L’altra sera a Annozero Tremonti spiegava che il federalismo è meglio del centralismo perché se la spesa la fa un politico, un amministratore pubblico che è più vicino ai cittadini in quanto lo conoscono tutti perché è il prodotto del territorio nel quale lui opera, il controllo dei cittadini su quella spesa migliora e lo stesso vale per il controllo del politico sull’evasione fiscale, dove spesso l’evasore fiscale lo conosci fisicamente, vero? Il problema è: è meglio far fare la lotta all’evasione fiscale da uno che conosce l’evasore fiscale, anche fisicamente oppure no? E’ meglio far controllare la spesa da uno che conosce quello che spendi oppure da uno che non lo conosce? L’esperienza insegna che sarebbe meglio che a combattere gli evasori fossero persone che non li conoscono e soprattutto che a combattere gli evasori fossero persone che non devono prendere i voti degli evasori, perché se devo prendere i voti dagli evasori fiscali, non li combatto, se gli evasori fiscali devono controllare che io combatta l’evasione fiscale, beh faranno in modo di controllare che davvero io non la combatta, perché se il combatto votano per un altro, che andrà immediatamente a chiedere i voti degli evasori fiscali.
Per conquistare il consenso e spesso per comprarselo, il politico più vicino è al territorio e più è condizionato dalle deviazioni di quel territorio e quindi pur di compiacere i suoi elettori o i suoi futuri elettori, oppure pur di avere la conferma dei voti avuti dai suoi elettori, con il cavolo che si mette a tartassarli per fargli pagare le tasse, con il cavolo che riduce la spesa clientelare, l’altra sera Tremonti citava le pensioni di invalidità, le pensioni di invalidità in Campania e in Calabria e in Sicilia che sono tra le regioni che ne hanno di più, false, perché poi ci sono i veri invalidi che ci vanno di mezzo, per sbaraccarle non possiamo mica affidarci alla classe politica campana, calabrese e siciliana, ci vorrebbe un Prefetto del Brennero che va a commissariare queste 3 regioni e a disboscare, senza pietà, tutte le sacche di clientelismo, perché? Perché non ha bisogno di comprarsi quei voti con misure clientelari, lo può fare soltanto se è estraneo a quei territori, quindi vedete che poi alla fine non è vero niente che il federalismo ci darà automaticamente meno spesa sperperata e più controllo su un fisco giusto e equo e su una spesa oculata, è esattamente il contrario, soprattutto in un paese che non ha una cultura e un senso dello Stato, perché è uno Stato troppo recente e è uno stato, lo sappiamo bene, nato per iniziativa di una ristretta élite che ha di fatto imposto l’Unità d’Italia a un paese che non la voleva, esattamente come poi una ristretta élite, di chi voi ha letto il ritorno del principe di Roberto Scarpinato e Saverio Lodato lo sa, una ristretta élite nel 1946/1948 impone di fatto al paese una Costituzione molto più avanzata delle culture dominanti di quel paese, la nostra Costituzione è una specie di camicia di forza, è una specie di smoking elegantissimo messo indosso a un maiale che sta cercando infatti di liberarsene da 63 anni di principi altissimamente liberali, come quelli contenuti nella nostra Costituzione.
Quindi noi non sappiamo se il federalismo ci conviene o non ci conviene e si dirà: beh allora staranno valutando, no, è già legge il federalismo fiscale, un anno fa nell’aprile dell’anno scorso il Parlamento ha licenziato questa mastodontica legge delega al governo, per cui adesso il governo deve soltanto far partire i decreti delegati e Tremonti ha promesso o minacciato, a seconda dei punti di vista, che già entro la fine di quest’anno arriveranno i primi, quindi si cominceranno i trasferimenti di poteri che dato che siamo in Italia mi fanno prevedere non i trasferimenti, i raddoppi, noi siamo abilissimi a non trasferire i poteri dal centro alla periferia, ma a duplicarli, noi duplichiamo, quando furono varate le regioni nei primi anni 70, quasi 30 anni dopo il varo della Costituzione che le prevedeva, finalmente furono varate le regioni e si disse: bene a questo punto le province non hanno più ragione d’essere, avremo i comuni e avremo le regioni, no, hanno lasciato anche le province, perché? Le province sono una mangiatoia meravigliosa, le province ci costano 17 o 18 miliardi di Euro all’anno, pensate che hanno fatto lo scudo fiscale per fare cassa e hanno incassato 3, 4 miliardi, le province se venissero abolite ci farebbero risparmiare ogni anno il quadruplo di quello che abbiamo incassato con quella vergognosa manovra di riciclaggio del denaro sporco fatta dalla Stato, avremmo 17/18 miliardi di Euro in cassa in più ogni anno, pensate cosa ci si potrebbe fare.
Pensate perché non lo facciamo, non lo facciamo perché bisogna dare da mangiare a 65 mila tra dirigenti e impiegati degli enti provinciali, più amministratori delle società partecipate, più i consiglieri, gli assessori e i Presidenti delle province che sono più di 4 mila, perché le province in Italia sono 110 e tendono a aumentare visto che i politici per motivi clientelari continuano a proporre l’istituzione di nuove province. A questo punto qualcuno dirà: ma le province devono fare le scuole e le strade, quindi quelle spese che le facciano le province o che le facciano le regioni, comunque ci sono, verissimo, ma se non ci fossero le province, almeno risparmieremmo i costi del personale e degli immobili, degli affitti, delle manutenzioni, degli stipendi e delle pensioni e delle buone uscite, capite che se ci sono 65 mila dipendenti, 4/5 mila consiglieri, mettete anche che prendano poco, dategli 80 mila Euro lordi all’anno, fate il calcolo… 70 mila per 80 mila quanto viene fuori, 5/6 miliardi all’anno, quindi vedete che soltanto per i costi del personale, se ne va più di 1/3 del bilancio delle province, se già avessimo possibilità più gli affitti etc. di risparmiare questi 6/7/8 massimo 10 miliardi all’anno, grasso che cola, visto che non c’è una lira, pensate cosa risparmieremmo se avessero il coraggio di fare, cosa? Quello che hanno promesso agli elettori, perché Berlusconi nell’aprile 2008 disse ufficialmente: le province vanno abolite, se facesse quello che dice una volta nella vita, risparmieremmo una montagna di soldi, ma quella è la dimostrazione che il federalismo non lo vogliono fare, vogliono aggiungere burocrazie locali alla burocrazia nazionale per avere più gente da pagare con denaro pubblico, quindi noi di tasse, probabilmente ne pagheremmo di più e del resto quando si dà più autonomia a una Regione, noi abbiamo degli esempi nell’estremo nord e nell’estremo sud dell’Italia, perché noi abbiamo le regioni a statuto speciale e sappiamo come vengono gestite regioni come la Valle d’Aosta, in Valle d’Aosta ci andate e trovate delle ville che sono state fatte con i contributi pubblici, previsti per la ristrutturazione delle stalle, invece delle stalle si sono fatti le ville, molti, andate in Sicilia a vedere come vengono spesi i nostri soldi, quanti sono i dirigenti, non si sa più quanti siano, quanti sono i dipendenti della Regione, la Calabria non ha l’autonomia, ma immaginate quando avrà l’autonomia della Sicilia cosa riuscirà a fare la classe politica calabrese senza più alcun controllo, tra i pochi che ci sono ancora da parte del potere centrale.
Lo spreco federale (espandi | comprimi)
Sarà un paese balcanico, dove ciascuno si farà i fatti suoi e dove ci sarà uno sfondamento incredibile della spesa pubblica, perché? Perché è sufficiente vedere le reazioni, l’anno scorso all’approvazione della legge sul federalismo fiscale.
Se come ci dicono, la legge sul federalismo fiscale, premia le regioni virtuose e punisce le regioni spendaccione, con le mani bucate, dato che la maggior parte delle nostre regioni è spendacciona e con le mani bucate, tant’è che regioni che non abbiano una voragine nei conti della sanità che è la prima voce di bilancio delle regioni, sono 3 o 4 su 20, noi dovremo avere avuto la rivolta delle regioni che sono in perdita e il consenso a questa riforma del federalismo fiscale, soltanto da parte delle regioni che invece sono in attivo, hanno bilanci in bianco e non in rosso, invece non si è lamentato nessuno, c’è qualche vagito di partito del sud affidato a Raffaele Lombardo, non contro la riforma del federalismo fiscale, ma per fare pressione su Roma affinché allenti ulteriormente le già generosissime concessioni che sono state fatte alla Sicilia, che se la Sicilia dovesse rientrare dei suoi debiti, oppure dovesse pagarseli lei, invece di essere come al solito salvata da mamma Roma, sarebbe una tragedia.
Quindi il fatto che non si lamenti nessuno, neanche le regioni più spendaccione e più male amministrate, fa pensare che alla fine si troverà il modo di salvarle tutte, ma se si troverà il modo di salvarle tutte, vorrà dire che ci rimetteremo noi che dovremo ripianare quei buchi di tasca nostra, ancora più di oggi, mica perché uno debba essere filofederalista o antifederalista, ma proprio perché bisognerebbe sapere quanto ci costa o quanto ci guadagniamo e del resto lo dice la nostra Costituzione, non vorrei fare un errore, vado a memoria, credo che l’Art. 81 della Costituzione raccomandi che ogni legge deve avere una copertura finanziaria, come si fa a sapere se il federalismo fiscale ha una copertura finanziaria se lo stesso Tremonti che è quello che dovrebbe fare i conti, ci ha detto che lui non lo sa? Ci ha detto che lui non sa, bisogna approvare e poi si vede? Del resto tu fai un’operazione per vedere se il paziente è malato o è sano o fai un’operazione solo dopo avere saputo cos'ha questo poveraccio? E’ quello che stanno facendo in questi giorni, stanno dando per scontato che bisogna operare e non ci hanno ancora detto se il paziente era malato o era sano e quindi cosa potrà uscire dall’operazione, il paziente siamo noi e quindi vedremo quando arriveranno i decreti attuativi, se avevano ragione i pessimisti che sono pochissimi, vi assicuro o se invece avevano ragione gli ottimisti, questi dementi che se ne vanno in giro fischiettando: evviva il federalismo fiscale, tanto atteso etc., non sappiamo quanto ci costa.
In queste stesse mani sono le altre riforme che non sono cose da poco, perché quando voi sentite parlare di bozza Violante, la bozza Violante contiene in soldoni la previsione di più ampi poteri per chi governa, per il Premier anche se adesso Berlusconi sta di nuovo deragliando al presidenzialismo, a dare all’Italia non un premier più forte ma un Presidente della Repubblica più forte che sia anche il capo del governo com’è in Francia, in Francia ci sono dei contrappesi enormi, per esempio c’è addirittura la possibilità che il Parlamento non sia dello stesso colore del Presidente, per cui spesso il Presidente è di centro-destra e nomina un primo Ministro di centro-destra e dei Ministri di centro-destra e poi in Parlamento deve fare i conti con una maggioranza di centro-sinistra, la famosa co-abitation, che è un po’ quello che succede in America quando può capitare che il Presidente, il capo dell’amministrazione, del governo federale abbia una o due o addirittura tutte e due le camere a maggioranza dall'altra parte, Presidente democratico, maggioranza repubblicana, Presidente repubblicano, maggioranza democratica, quindi bisognerà vedere cosa decide Berlusconi di fare da grande e cioè se vuole continuare a fare il Presidente del Consiglio o se vuole fare il Presidente della Repubblica, nell’uno o nell’altro caso aumenterà i poteri al Presidente del Consiglio o al Presidente della Repubblica.
Delirio Violante (espandi | comprimi)
Nella bozza Violante, Violante in teoria sarebbe uno del PD, invece di esserci scritto che bisogna togliere poteri al Capo del Governo che ne ha già troppi e stabilire finalmente dei paletti e un reticolato di controlli terzi per evitare ancora gli abusi, conflitti di interessi, la decretazione d’urgenza, le fiducie messe su tutto, le leggi ad personam etc., cosa prevede?
Che è giusto rafforzare i poteri del Premier nella bozza Violante, il fatto che poi il Premier abbia anche le televisioni e i giornali, secondario, si provvederà a parte.
Poi c’è la fine del bicameralismo perfetto, vogliono cambiare le competenze alla Camera rispetto al Senato che dovrebbe diventare una specie di assemblea dei rappresentanti delle regioni e vogliono anche ridurre il numero dei parlamentari che dovrebbero scendere di circa 300 unità, oggi sono 950 e dovrebbero scendere in tutto a 650 più o meno quanti ne ha oggi uno dei due rami del Parlamento, la Camera, dico subito che è una mossa propagandistica, il problema, sì, ci può stare anche la riduzione del numero dei parlamentari, ma non illudiamoci che tagliando i parlamentari anche di qualche centinaio, anche di 300 unità, avremmo risolto il problema, se i parlamentari fossero dimezzati e invece di mille fossero 500, si risparmierebbero 100 milioni di Euro all’anno che sono tanti, intendiamoci, si saprebbe a chi darli, ci sarebbe solo l’imbarazzo della scelta, ma attenzione, con un risparmio di 100 milioni si fa poca strada, abbiamo detto quanto risparmieremmo se abolissero le province, una decina di miliardi all’anno, 100 milioni.
Risparmieremmo 100 volte tanto, quindi il sospetto è che ci buttino un po’ di fumo negli occhi, illudendoci che i costi della casta li abbiamo risolti tagliando un po’ di parlamentari, mentre in realtà stanno preparando qualcosa di gravissimo dietro e cioè un Parlamento che proprio perché Camera farà una cosa e Senato ne farà un’altra, non sarà più un freno o un controllo o lo sarà ancora meno di quanto già poco non lo sia oggi nei confronti delle leggi, anche qua siamo favorevoli o contrari alla fine del bicameralismo perfetto Camera – Senato? Se ci conviene sì, siamo favorevoli, se non ci contiene no, dovrebbero dimostrarci che ci conviene, dovrebbero dimostrarci che oggi il problema delle leggi è quello che sono troppo lente e che in questo palleggio Camera – Senato, emendamento di nuovo Camera – Senato, abbiamo poche leggi, le abbiamo lente, ci hanno appena detto che abbiamo 500 mila leggi, che ne abbiamo bruciate 375 mila, che ce ne restano ancora tipo 150 mila e poi tolgono il potere di esame delle leggi a uno dei due rami del Parlamento, per avere più leggi e più rapidamente? Ma se il problema è che ne abbiamo troppe, più di ogni altro paese del mondo, allora non è il caso di fare in modo che le leggi vengano meglio controllate e che soprattutto quelle che non vanno vengano stoppate? Allora se è questo il problema, invece di ridurre il numero delle camere e dei rimbalzi bisognerebbe aumentare i freni, diminuire la possibilità di fare leggi, del resto che le alcuni possano essere anche velocissime lo dimostra il lodo Alfano, quest’ultimo è stato approvato in 25 giorni tra Camera, Senato e promulgazione del Presidente della Repubblica e non era un decreto, era un Disegno di Legge.
Allora vedete che quando gli interessa a lor signori le leggi riescono a farle subito, il problema è che sono delle porcate, perché il Parlamento è diventato un’assemblea di Yes man che si alzano a comando delle esigenze private del Presidente del Consiglio, allora bisognerebbe rafforzarlo il potere di interdizione del Parlamento, non diminuirlo e invece è così, fischiettando allegramente PD e Pdl bozza Violante sono tutti d’accordo per: aumentare i poteri del Premier, nello stesso tempo ridurre il filtro del Parlamento con la diversificazione dei compiti di Camera e Senato, a questo punto cosa avremmo? Avremmo una dittatura, già oggi si parla, molti esperti parlano di regime, figuratevi quando a Palazzo Chigi l’inquilino, non voglio neanche nominarlo, avesse ancora più poteri di quelli che ha oggi, cosa gli manca? Lo ius prime noctis, è un po’ questo quello che si sta apparecchiando, per non parlare naturalmente della riforma della giustizia, della quale però ci siamo occupati diverse volte e sulla quale torneremo perché non basta la legge contro le intercettazioni, vogliono proprio cambiare l’impalcatura costituzionale della Magistratura, c’è un progetto atroce presentato da Alfano e c’è un balbettio del responsabile giustizia del PD, tale Orlando se su Il Foglio, il giornale di Berlusconi, ha fatto delle proposte che vanno più o meno sempre in forma di berlusconismo light nella stessa direzione della riforma Alfano, si va, come annunciato anche da Maroni, verso la fine dell’obbligatorietà dell’azione penale che è l’ultimo scudo che hanno i magistrati contro le intromissioni del potere politico, ma soprattutto è l’ultimo scudo che abbiamo noi cittadini, contro il fatto che qualche politico decida al posto della Costituzione, su quali reati i magistrati devono indagare e su quali no, ma di questo parleremo la prossima settimana.
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Categorie: PUNTATE PRECEDENTI, CONSIGLI PER VOI
12 Apr 2010

Il trionfo del crimine

Wikio Testo:
Buongiorno a tutti,
lo so che a Pasquetta parlare di intercettazioni e giustizia è un po' pesantuccio, ma è il caso di farlo perché stanno per perpetrare l'ennesimo colpo dei soliti noti, quindi credo che nel giro di un mese potremmo ritrovarci almeno in uno dei due rami del Parlamento approvata la controriforma delle intercettazioni telefoniche e ambientali, e quindi è il caso di prepararsi, sapere di che cosa si tratta. Perché naturalmente ce la venderanno come una norma che tutela la privacy dei cittadini, che li preserva dalle fughe di notizie, dalle diffamazioni, dalle violazioni del segreto e altre cazzate di questo genere. In realtà questa è una legge che, così com'è stata concepita, è fatta apposta per impedire che si facciano le intercettazioni telefoniche e si scoprano i colpevoli di alcuni reati; soltanto che per non scoprire i colpevoli, o alcuni colpevoli, di alcuni reati il rischio quello di non scoprire più i colpevoli di quasi tutti i reati, almeno quelli più complicati che oggi si scoprono grazie alle intercettazioni.

Da Mastella ad Alfano, passando per Napolitano (espandi | comprimi)
In questi giorni, il ministro Alfano si è detto disponibile a modificare la legge. Si è detto disponibile a modificare la legge ma, naturalmente, è una truffa, una presa per i fondelli, nel senso che questa legge potrà essere modificata in qualche virgola, in qualche aggettivo, purché rispetti gli ordini che ha impartito il Cavalier Silvio Berlusconi e cioè che non si devono più fare intercettazioni nei confronti di persone con le quali parla lui.
Lui già non è intercettato, adesso vuole evitare che vengano intercettate anche le persone con cui lui parla. Quindi, per non farsi prendere in giro è bene sapere di che cosa stiamo parlando, anche per capire gli eventuali esiti di eventuali modifiche.
Questa legge, voi sapete, è figlia della legge Mastella; in alcune parti la peggiora, in altre la migliora, ed è stata approvata già in un ramo del Parlamento nel 2009 , dopodiché al momento di approvarla nell'altro, cioè alla Camera, è intervenuto il Capo dello Stato che con quella strana prassi che chiamano moral suasion ha fatto sapere che se fosse stata approvata nello stesso modo anche nell'altro ramo del Parlamento non l'avrebbe firmata, quindi ha chiesto modifiche, quindi è entrato ancora una volta con le sue mani dentro la fabbricazione di una legge, nel percorso di questa legge, anziché fare come, secondo me molto più correttamente ha fatto l'altro giorno, quando ha atteso che gli portassero la legge sul lavoro, il ddl sul lavoro che estende l'arbitrato ai contratti di lavoro, e poi se l'è tenuta, se l'è soppesata e il giorno dopo le elezioni l'ha rimandata indietro spiegando perché non gli piaceva. E tra le spiegazioni non c'è l'incostituzionalità manifesta della legge, il che dimostra che forse avevamo ragione quando abbiamo detto spesse volte che non è necessario che una legge sia manifestamente incostituzionale perché il Capo dello Stato la respinga: la Costituzione dice che può respingere le leggi che non gli piacciono per tutti i motivi che lui può illustrare nel suo messaggio alle Camere.
Questa legge, quindi, l'estate scorsa ha subito uno stop, non volevano andare allo scontro, in quel momento, col Capo dello Stato anche perché aspettavano a settimane la sentenza della Consulta sul Lodo Alfano, adesso naturalmente con il ritorno delle intercettazioni di Trani e comunque col passare degli anni, stavolta non vogliono perdere l'occasione di mettere definitivamente il bavaglio alla stampa libera e il guinzaglio alla magistratura. Questa è una legge bavaglio-guinzaglio.
Vediamo i punti principali: mi aiuto con il libro “Ad personam” dove li ho sintetizzati.
Il primo punto non riguarda le intercettazioni, è una norma che ci hanno infilato dentro tanto per dare un'altra bastonata ai magistrati: il magistrato deve astenersi dal suo processo se ha pubblicamente rilasciato dichiarazioni concernenti il procedimento affidatogli e il Procuratore Capo deve sostituire il Pubblico Ministero che risulti iscritto nel registro degli indagati per il reato di rivelazione di segreto di indagine sul suo procedimento. Quindi, il magistrato deve mollare il suo processo o la sua indagine non se è stato condannato per qualche cosa tipo per violazione del segreto: no, se viene indagato, quindi io, imputato in un processo, denuncio il mio PM perché dico che ha violato il segreto; magari non è vero ma il fatto stesso che lui venga indagato sulla base della mia denuncia fa sì che il procuratore debba togliergli l'inchiesta quindi l'indagato potrà liberarsi del PM sgradito e scegliersene uno più gradito. Se poi il magistrato ha detto qualcosa sul procedimento che ha affidato, non può più seguirlo. Non so, fanno una conferenza stampa per dire “abbiamo arrestato Provenzano”: bene, il magistrato non può più fare il PM nel processo a Provenzano perché ha rilasciato dichiarazioni riguardanti l'arresto di Provenzano. Siamo alla follia naturalmente, però diventerà legge e quindi stiamoci attenti.
Secondo punto: oggi le intercettazioni telefoniche ambientali e telematiche, cioè di telefonate, conversazioni in un ambiente, oppure di email, corrispondenza elettronica, e le videoriprese e l'acquisizione di tabulati telefonici sono consentite per indagare su tutti i reati puniti con pene superiori ai cinque anni, più quello contro la Pubblica Amministrazione puniti fino ai cinque anni, più altri reati come il contrabbando, le armi, la droga, l'usura, l'attività finanziaria abusiva, l'insider trading, l'aggiotaggio ecc. A due condizioni, non si può intercettare sempre per questi reati, ci sono già dei limiti precisi e cioè che ci siano gravi indizi di reato, cioè degli elementi per ritenere che un reato è stato commesso o è in corso, o sta per essere commesso; seconda condizione che l'intercettazione sia assolutamente indispensabile ai fini della prosecuzione dell'indagine. Se ci puoi arrivare, al colpevole, con altri mezzi e l'intercettazione non è assolutamente indispensabile non la puoi fare. Se è indispensabile la puoi fare, anzi la devi fare. I limiti sono già molto severi, quindi non c'è bisogno di mettere altri limiti, invece la nuova legge mette altri limiti. Soprattutto uno, che è quello che secondo me è di grande interesse psichiatrico, penso che gli psichiatri studieranno a lungo i percorsi mentali dell'autore di questo delirio: non si possono fare intercettazioni per nessun tipo di reato salvo quelli di mafia e terrorismo, se il giudice non ha già in mano evidenti indizi di colpevolezza. Cioè, non indizi di reato – il reato è stato commesso, sta per essere commesso, è in corso di commissione – ma bisogna già avere gravi indizi di colpevolezza su qualcuno, cioè forti elementi che tizio è colpevole: allora puoi cominciare a intercettarlo, quando l'hai scoperto, il colpevole. Ma dato che le intercettazioni, di solito, servono per scoprire il colpevole, servono molto soprattutto quando si brancola nel buio e non si ha la più pallida idea di chi abbia ammazzato tizio, di chi abbia rapinato quella banca, di chi abbia pagato quella tangente, o cose di questo genere, questa clausola farà si che non si potrà più intercettare per scoprire i colpevoli. Prima scopri i colpevoli col tavolino a tre gambe, sedute spiritiche, palla di cristallo, interroghi la maga o la fattucchiera; se non ti viene fuori il colpevole l'intercettazione non la farai, se ti viene fuori oggi lo arresti, in futuro cominci a intercettarlo. La domanda che sorge spontanea è: ma se hai già scoperto il colpevole che cazzo lo intercetti a fare? E' ovvio che lo metti dentro visto che per mettere dentro uno sono richiesti i gravi indizi di colpevolezza, cioè la stessa cosa – li chiamano evidenti ma è la stessa cosa – che qui invece diventa il requisito non per arrestare uno ma per intercettarlo. Cioè, con lo stesso requisito puoi intercettare uno oppure arrestarlo: è ovvio che lo arresti. Non si faranno più le intercettazioni e non si scopriranno più i colpevoli dei reati.
E' una follia totale, naturalmente, ma diventerà legge. Su “evidenti”, sull'aggettivo, Alfano ha detto “possiamo discutere, cambiare evidenti”. Ma il problema è il sostantivo, non l'aggettivo: il prblema è “indizi di colpevolezza”. Come fai a subordinare le intercettazioni alla scoperta del colpevole, visto che ti servono proprio per scoprirlo? Qui invece prima lo scopri poi lo intercetti. Il problema non è “evidenti”: prima avevano messo “gravi” poi “evidenti”; potrebbero mettere anche “forti” o “potenti”, “lampanti” ma il problema è il concetto, non ha nessun senso a meno che tu non voglia impedire di fare le intercettazioni perché hai paura di essere fra i colpevoli. In quel caso, si capisce il sostantivo, ma voi comprendete che il dialogo su questo aggettivo perché non c'è nessun dialogo sull'aggettivo: bisognerebbe prendere questi signori e fargli cambiare, anzi cancellare, non solo il sostantivo ma tutta la legge, perché se viene meno questa roba viene meno la legge, non possono dialogare sulla sostanza.
Numero tre: per le intercettazioni ambientali è ancora peggio. L'ambientale è quando ti mettono la cimice nel televisore, sotto il tavolo, nell'abitacolo della macchina, o in luoghi dove si sa che vai, al tavolino dove pranzi, dove vai al bar tutte le mattine, cose del genere. Per tutti i reati, quindi compresi anche mafia e terrorismo, le intercettazioni ambientali non possono essere disposte in presenza di gravi indizi di colpevolezza, non bastano, ci vuole addirittura di più: ci vuole anche il fondato motivo di ritenere che nei luoghi ove è disposta l'intercettazione ambientale, si stia svolgendo l'attività criminosa. Non basta sapere che c'è stato un reato o sta per esserci un reato, e che hai già il colpevole: per mettere la cimice o un microfonino in un certo posto devi anche dimostrare preventivamente che in quel posto si sta commettendo il reato. Quando? Mentre tu chiedi di poter mettere la cimice, e dimostrare che dal momento in cui lo chiedi al momento in cui la metti, il reato continua. Praticamente, due mafiosi si mettono d'accordo per vedersi al bar, tu sai che stanno complottando per fare qualche delitto, ovviamente gli vai a ficcare la cimice o il microfonino o la telecamera al bar, se puoi. Invece no: qua bisogna dimostrare che il delitto lo fanno al bar, cioè devono scannare il barista perché tu possa mettere la cimice e sentire quello che dicono. Voi capite che siamo a livelli psichiatrici, e questo vale anche per i reati di mafia e terrorismo.
Quarto: procedimenti contro ignoti, quelli che dicevamo prima. Scopri il cadavere crivellato di colpi e non sai chi l'ha ucciso. Scopri un cadavere a pezzi e non sai chi l'ha ammazzato; oppure scopri la tua casa svaligiata, scopri una banca col caveau incenerito, cose di questo genere. Scopri un delitto e non sai chi è stato: delitto contro ignoti. L'indagine parte contro ignoti e non hai la più pallida idea. Pensate al cadavere della ragazza a Perugia, a casi in cui all'inizio si brancola nel buio.


Fine delle indagini (espandi | comprimi)
Indagini contro ignoti: oggi si fa l'intercettazione di tutte le persone che frequentano, parenti, amici, amanti, fidanzati, ex fidanzati, cose del genere, nella speranza che tra tabulati e intercettazioni si scopra qualche legame nell'ora in cui è stimato il delitto.Adesso no: adesso, l'abbiamo già detto, non puoi controllare i sospetti, devi poi intercettare e acquisire i tabulati soltanto delle persone sulle quali hai fondati, evidenti indizi di colpevolezza, quindi già lì non puoi partire su nessuno perché su nessuno hai indizi di colpevolezza... sei in partenza. Ma non solo: dice la legge che i sospetti non li puoi intercettare, perché non hai indizi di colpevolezza a loro carico, sono eventualmente sospetti ma un conto è un sospetto un conto è un grave o evidente indizio di colpevolezza; in compenso puoi intercettare le vittime del reato. Stiamo parlando evidentemente di reati che escludono l'omicidio, perché intercettare la vittima dell'omicidio è totalmente inutile: come si fa a intercettare un morto? Uno può anche provarci ma tanto non parla, il morto, quindi intercettarlo è superfluo. Stiamo parlando che lasciano viva la vittima tipo le molestie, sequestri di persona. Vittime o parenti di vittime possono essere intercettate ma solo su richiesta delle vittime medesime, delle persone offese. Quindi, se un imprenditore è minacciato di morte, perché magari è vittima del racket o cose del genere, e quindi gli telefono dicendo “t'ammazzo se non mi dai il pizzo” o è lui a chiedere di mettere sotto controllo il suo telefono oppure non glielo si può mettere contro la sua volontà, sotto controllo. E dato che dato che di solito le vittime, pensate anche alle vittime di violenze sessuali, figlie molestate dai padri, donne massacrate di botte dai mariti ecc. di solito hanno una paura tremenda a denunciare e hanno ancora più paura ad autorizzare il magistrato a metterle sotto controllo se possono decidere loro si o no, alla messa sotto controllo, perché se la legge procede a prescindere tu potrai dire “io non ho fatto niente, ha fatto tutto la polizia, il magistrato”; ma se sei tu che devi chiedere di essere messo sotto controllo, allora devi avere un coraggio supplementare, perché poi chi ti picchia o chi ti violenta o chi ti molesta ti potrà dire “sei stato tu a volermi fregare”. Quindi, è evidente che spessissimo la vittima non darà mai il consenso a essere messa sotto controllo: oggi può essere messa sotto controllo controvoglia, in futuro non più; voi capite che stiamo parlando di norme che danneggeranno orrendamente le indagini anche su delitti lontanissimi da quelli dei colletti bianchi, almeno che si sappia! E lo stesso vale naturalmente per un sequestro di persona: se sparisce un bambino è ovvio che si mettono sotto controllo i telefoni di tutti i parenti. Se i parenti non vogliono, perché vorrebbero mettersi d'accordo privatamente coi sequestratori, il magistrato se ne frega, il poliziotto se ne frega e mette tutti sotto controllo. Lo scopo è quello di sgominarle, le bande dei sequestratori, non di finanziarle con i riscatti, infatti abbiamo una legge che vieta il pagamento dei riscatti, che consente il blocco dei beni. Avremo il blocco dei beni e poi avremo, invece, la possibilità che il telefono venga usato liberamente dai parenti della vittima per contrattare un riscatto magari appoggiato presso terzi, perché quel telefono, se i parenti della vittima non vogliono che sia intercettato, non può venire intercettato.
Quinto: per tutti i reati per i quali si possono fare le intercettazioni, compresi anche mafia, terrorismo, omicidi e sequestri, la nuova legge prevede un altro limite. Non solo tutti quelli che abbiamo detto finora ma ci vogliono anche specifiche e inderogabili esigenze relative ai fatti per i quali si procede, fondate su elementi espressamente e analiticamente indicati nel provvedimento, non limitati ai soli contenuti di conversazioni telefoniche intercettate nel medesimo provvedimento e frutto di un'autonoma valutazione da parte del giudice. Allora: voi sapete che le intercettazioni possono durare 15-20 giorni al massimo, poi se il magistrato deve proseguire gli ascolti perché proseguono i delinquenti a parlare dei loro delitti, chiede una proroga, poi ne chiede un'altra e oggi praticamente le proroghe possono durare per tutta la durata delle indagini preliminari. Qui ti dice: la proroga la puoi avere, oppure un'altra intercettazione che nasce da una che stai facendo – parlo con tizio e gli dico “adesso chiamo Caio per dargli delle indicazioni sul delitto” - immediatamente il magistrato chiede di poter intercettare Caio per essere sicuro che la telefonata viene beccata e quindi a ogni telefonata può seguire, ovviamente, un'altra intercettazione. Bene, qui in questa norma – non so se si è capito – si dice che non basta più un'intercettazione per dimostrare che è necessario prorogarla o disporne un'altra: ci vogliono anche degli elementi esterni diversi da quelli ottenuti dalla prima intercettazione. Se io dico: “adesso Tizio chiama Caio e gli dice chi deve andare ad ammazzare” il magistrato immediatamente, oggi, prende il telefono di Tizio, di Caio e li intercetta tutti e due, per sapere chi vanno ad ammazzare e salvare possibilmente la vittima; in futuro non si potrà più usare la prima telefonata per disporre quella intercettazione su Tizio e Caio, bisognerà avere altri elementi diversi da quelli contenuti in quella telefonata, quindi Tizio e Caio non possono essere intercettati sulla base di quello che hanno detto il sottoscritto e l'altro quando hanno parlato della prossima telefonata imminente, fra Tizio e Caio, per andare a commettere il delitto.
Se qualche magistrato fa ugualmente l'intercettazione su Tizio o Caio l'intercettazione è inutilizzabile in base a questa nuova legge, quindi non la potranno usare nel processo contro Tizio e Caio che sono andati liberamente ad ammazzare Sempronio.
Sesto: per intercettare un telefono, un'email o un ambiente, un locare, non basta più la richiesta del Pubblico Ministero e il decreto del GIP che l'autorizza. Il PM dovrà chiedere prima l'assenso scritto del Procuratore Capo, il Procuratore della Repubblica, oppure di un delegato dal Procuratore della Repubblica. Il PM singolo all'interno del suo processo non potrà chiedere intercettazioni al GIP: deve andare dal Capo, ottenere la firma e poi andare dal GIP. Questo cosa vuol dire? Che il governo spera che i Procuratori Capi che sono pochi, hanno una certa età e ormai hanno capito come va il mondo frenino gli entusiasmi di certi Pubblici Ministeri che vogliono indagare troppo, e quindi facciano da tappo. In fondo, controllare pochi Procuratori Capi è più facile che controllare una miriade di 2000 pubblici ministeri, e quindi gerarchizzano addirittura la richiesta di intercettazione che oggi è quasi un atto di routine anche perché richiede immediatezza, tempi rapidi.
Non solo: ma il GIP non decide più l'autorizzazione alle intercettazioni. Oggi lo decide il GIP, cioè un giudice per le indagini preliminari monocratico, cioè solitario, in futuro ci vorrà un tribunale in composizione collegiale. il Tribunale del Capoluogo, intanto; per tutto il Piemonte dovranno venire a Torino, per la Lombardia dovranno andare a Milano anche dalle procure periferiche, perché ci vuole un collegio di tre giudici che dovranno fare quello che oggi fa uno. Questo cosa comporta? Che in ogni procedimento, in ogni inchiesta dove ci sono intercettazione o perquisizioni, ci vorrà un PM, un GIP, un GUP per il rinvio a giudizio e l'udienza preliminare, tre giudici per intercettare e siamo a sei, tre giudici per fare il Tribunale del Riesame, e siamo a nove, e poi ce ne vogliono tre per fare il dibattimento.
Voi vedere che abbiamo impegnati una dozzina di giudici per una sola inchiesta; in procure piccole, in tribunali piccoli non ce n'è a sufficienza per fare tutto, uno dovrà fare due cose all'interno dello stesso procedimento, quindi diventerà incompatibile, quindi andremo alla paralisi totale dei procedimenti, soprattutto perché gran parte del lavoro in Italia lo fanno proprio le procure periferiche che hanno tra l'altro degli enormi scoperti di organico che sfiorano o superano il 10% fino ad arrivare a quasi il 100% come abbiamo visto recentemente a Enna.
Settimo: ci sono modifiche molto restrittive per la durata delle intercettazioni; questa è un'altra norma devastante. Ve l'ho detto: le intercettazioni possono durare quanto durano le indagini preliminari, e del resto è ovvio, se pedini una persona per un anno e mezzo, che è il massimo di un'indagine preliminare, per mafia si può arrivare addirittura a due anni – un anno e mezzo per i reati ordinari diciamo due anni per i reati di mafia e terrorismo – è ovvio che se indaghi su una persona e la pedini magari per un anno e mezzo la devi poter intercettare per un anno e mezzo o due nel caso del mafioso. Invece no: in futuro le intercettazioni devono durare 60 giorni, due mesi e non di più. Il pedinamento lo fai magari per due anni, le intercettazioni solo per due mesi così per il resto pedini senza sapere cosa dice il tizio. Furbissima come norma, no?
Non ci sono possibilità di proroghe oltre i 60 giorni tranne le indagini di mafia, terrorismo e di omicidio, traffici di droga di grande quantità, sequestri di persona ma solo a scopo di estorsione. Questo è interessante: come fai a sapere se un sequestro è a scopo di estorsione? Se c'è la richiesta di riscatto è a scopo di estorsione. Ma per scoprire la richiesta di riscatto devi intercettare il telefono dei familiari, se no arriva la richiesta e tu non lo sai e quindi continui a pensare che il sequestro non sia a scopo di estorsione ma sia a scopo, che ne so, di vendetta, molestie, libidine, sevizie, chi lo sa?
Ma se la richiesta di riscatto arriva al 61° giorno e tu al 60° hai dovuto staccare perché il sequestro non era ancora a scopo di estorsione, quando lo diventa non lo vieni a sapere perché hanno telefonato giustamente al 61° giorno, quando sanno che l'ascolto viene staccato. Così non si saprà mai che è a scopo di estorsione e naturalmente o verrà pagato il riscatto oppure verrà ammazzato l'ostaggio senza poter risalire al telefono di chi sta facendo il sequestro, senza nessuna speranza di acchiappare i sequestratori. 60 giorni e non di più, una follia assoluta. Immaginate quanto tempo ci vuole a volte per preparare una rapina, una corruzione, una truffa, un reato contro la pubblica amministrazione. Pensate soltanto allo scandalo della Protezione Civile, agli scandali di calciopoli: mesi e mesi di delitti continui; 60 giorni e poi basta.
Capite perché fanno questa legge, no?


Cancellare le prove, non lasciare tracce (espandi | comprimi)
Otto: non si possono usare le intercettazioni in procedimenti diversi da quelli per i quali l'intercettazione è stata disposta, mentre oggi si. Oggi se sono indispensabili per l'accertamento di delitti per i quali è obbligatorio l'arresto in flagranza, cioè di reati gravi, se scopri un altro reato diverso da quello per cui sono disposte le intercettazioni, è ovvio che puoi usarlo anche nell'altro procedimento.
Il caso della clinica Santa Rita: indagano su una truffa alla Regione, scoprono che ci sono dei medici senza scrupoli che scannano la gente per asportare organi sani e lucrare tra l'altro rimborsi enormi dalla Regione, beh quello è un processo che configura lesioni gravissime, configura addirittura ipotesi di omicidio colposo; puoi dire che non puoi usare le intercettazioni disposte per la truffa nel processo che nasce per gli omicidi o per le lesioni, cioè per la gente che non ha più un rene perché gliel'hanno portato via sano per farsi dare il rimborso dalla Regione? Una follia. Se io scopro un reato più grave mentre sto indagando su un reato meno grave processerò quello lì per il reato più grave e le userò le intercettazioni. Con la nuova legge non si può più fare.
E se fosse retroattiva, potrebbe anche valere per neutralizzare le intercettazioni del processo di Trani, visto che a Trani stavano indagando su una truffa di carte di credito false, poi a un certo punto si sono imbattuti nelle telefonate di Berlusconi all'agenzia delle comunicazioni per far chiudere Annozero. Minacce a corpo politico e amministrativo dello Stato, concussione, questi sono i reati ipotizzati, partendo da un'indagine per truffa. Oggi si può usare, in futuro non si potrà più.
Nono: i risultati delle intercettazioni non possono essere utilizzati qualora nell'udienza preliminare o nel dibattimento il fatto risulti diversamente qualificato e in relazione ad esso non sussistano i limiti di ammissibilità previsti. Ecco questo è il corollario di quello che vi dicevo prima: mentre prima la norma dice che l'intercettazione non può essere usata in altri processi... vi devo fare un altro esempio più pertinente ancora, sul punto 8. Se io sto facendo un processo a dei tizi mafiosi e mi spunta fuori il nome di Dell'Utri io ovviamente prendo queste intercettazioni che riguardano Dell'Utri e le mando ai magistrati di Palermo che stanno processando Dell'Utri per mafia, visto che stiamo parlando degli stessi contesti. Questo non si potrà più fare, mentre il punto nove è proprio quello che vi avevo anticipato prima, cioè che se intercetti per un reato l'intercettazione non può essere usata per dimostrarne un altro anche se tu hai scoperto che nel frattempo ne è stato commesso un altro, magari più grave.
Credo che questa si una delle parti più incostituzionali delle legge perché nella Costituzione vige l'obbligo dell'azione penale: è obbligatoria l'azione penale quando il magistrato ha notizie di reato. Se hai una notizia di reato non puoi non procedere, qui invece ti dice che non devi procedere se hai una notizia di reato acquisita con un'intercettazione disposta per un altro reato. Stiamo scherzando? Magari succedesse sempre che mentre intercetti uno per furto scopri che fa anche il pedofilo. Meno male, uno dovrebbe felicitarsene, altro che buttare via tutto per salvare il pedofilo.
Decimo: qui c'è un punto diciamo meno... chi ha “Ad personam” se lo può andare a leggere... una complicatissima normativa per dire come devono essere conservate le intercettazioni, in un archivio delle procure, come devono essere accessibili agli avvocati. E' molto più importante un'altra scemata: è sempre vietata – punto undici – la trascrizioni di parti di conversazioni riguardanti fatti, circostanze e persone estranee alle indagini. Come si fa a sapere se certe conversazioni riguardano fatti, circostanze e persone estranee alle indagini? Lo saprai alla fine, ovviamente, ma nel momento in cui fai le trascrizioni non lo sai poi dove ti porteranno. Stiamo parlando di una sciocchezza, oltretutto se tu hai un indagato che ne sta combinando di tutti i colori, come fai a separare le vicende sue rispetto a quelle di persone estranee nelle quali c'è lui? Certo, se ci sono persone estranee che fanno cose che non c'entrano niente con il codice penale, già oggi non vengono citate negli atti ufficiali, quindi non si capisce cosa voglia dire questa norma se non appunto star dietro a una vecchio ritornello per cui si dice che gli estranei finiscono sempre nel tritacarne delle intercettazioni.
Di solito gli estranei, se sono estranei intanto non se li fila nessuno, e poi soprattutto se si comportano bene non hanno nulla da temere.


Zitti tutti (espandi | comprimi)
Dodici: c'è un combinato disposto di norme accroccate fra di loro che praticamente aboliscono la cronaca giudiziaria e il diritto di informazione attivo da parte dei giornalisti e passivo da parte dei cittadini. Oggi gli atti di indagine, sapete, sono coperti da segreto fino a quando l'imputato non ne possa avere conoscenza.Nel momento in cui l'imputato e l'indagato vengono a conoscenza di un avviso di garanzia, un mandato di cattura, di perquisizione, di sequestro, un verbale di interrogatorio – lo firmano, d'altra parte, quindi lo conoscono - in quel preciso istante quell'atto non è più segreto e può essere raccontato anche se non può essere pubblicato integralmente perché vige ancora un residuato bellico del segreto istruttorio che vieta la pubblicazione integrale dell'atto per evitare che il giudice lo venga a conoscere prima che inizia il processo. Una cosa ipocrita punita con una multa però, insomma, quello è. In teoria non si potrebbero riportare integralmente gli atti, ma si possono raccontare, parafrasare, citare, eccetera.
Con la nuova legge, non solo sono coperti gli atti di indagini, ma anche le attività di indagine. Oggi il magistrato, quando gli è necessario, può consentire con un decreto la desecretazione, la pubblicazione degli atti: ho un tizio che mi denuncia un gruppo di truffatori che va in giro a fregare i soldi alle vecchiette, introducendosi in casa loro, spacciandosi per missionari, che ne so.
Immediatamente bisogna desecretare quell'atto e ordinarne la pubblicazione mettendo le foto di queste persone affinché chiunque le abbia viste vada a denunciarle e chiunque le veda le tenga fuori dalla porta. Questo, per esempio è un caso, e questo in futuro non potrà più essere fatto. Oggi è vietata la pubblicazione anche parziale o per riassunto degli atti coperti dal segreto o anche solo del loro contenuto, cioè non si possono pubblicare gli atti coperti da segreto e questo è ovvio, se sono segreti. In futuro, non si potrà più scrivere nulla nemmeno degli atti non segreti che oggi invece, come vi ho detto, salvo che non si possano pubblicare integrali però si possono raccontare, in futuro nemmeno quello. Perché non si potrà più pubblicare nemmeno il contenuto, ma soltanto un riassuntino. Che differenza c'è tra contenuto e riassunto non si capisce ma se l'hanno scritto vuol dire che è restrittiva rispetto a prima. Per le intercettazioni, poi, non si possono pubblicare mai nemmeno raccontarle, nemmeno riassumerle e nemmeno fare riferimenti al contenuto. Cioè, come se non esistessero, non si può fare riferimento. Le conosciamo perché sono pubbliche ma non ne possiamo parlare proprio. Questo è quello che dice la legge: è vietata la pubblicazione, anche parziale, per riassunto o nel contenuto della documentazione degli atti relativi a conversazioni anche telefoniche o a flussi di comunicazioni informatiche o telematiche ovvero ai dati riguardanti il traffico telefonico e telematico anche se non più coperti da segreto, anche se riportati in un'ordinanza cautelare, cioè in un atto pubblico, fino alla conclusione delle indagini preliminari ovvero fino al termine dell'udienza preliminare. Quindi campa cavallo: per anni le abbiamo ma non le possiamo pubblicare, anche se sono di interesse pubblico come quelle di Berlusconi che cerca di far chiudere Annozero: un attentato alla libertà di informazione, l'informazione non la può raccontare in tempo reale.
Per evitare che il giornalista le possa leggere, si stabilisce che le intercettazioni devono essere messe in un fascicolo allegato, segretato e inaccessibile fino all'apertura del processo, e poi naturalmente si aumentano a dismisura le pene per i giornalisti e gli editori che pubblicano notizie vere. Vere e pubbliche; non segrete e vere. Multa per chi pubblica notizie vere e non segrete. Reclusione fino a un anno per la rivelazione di notizie segrete, oggi, in futuro fino a cinque anni di galera per la pubblicazione di notizie segrete. Per chi riceve notizie segrete da un pubblico ufficiale che ne è depositario, la pena è da uno a tre anni, solo perché l'hai ricevuta, poi se la pubblichi va fino a cinque. Poi c'è l'aumento di pena anche per chi pubblica gli atti non segreti, come vi ho detto: oggi è punito con una multa, se fa la pubblicazione integrale; in futuro rischierà fino a sei mesi di reclusione e – oggi è arresto fino a trenta giorni o ammenda fino a 258 euro, quindi o ti danno l'ammenda o l'arresto e di solito ti danno l'ammenda e comunque se ti danno l'arresto non vai in galera perché sono trenta giorni di pena massima quindi è ridicolo – in futuro c'è massimo di pena fino a sei mesi e in aggiunta obbligatoria ammenda fino a 750 euro. Quindi, se ti danno per cinque o sei volte, per aver pubblicato cinque o sei notizie pubbliche, tu vai in galera perché superi i tre anni di pena e in più devi anche pagare ogni volta 750 euro. Pensate a un precario di una redazione di un giornale che guadagna 5, 10, 15 euro ad articolo come farà a fare degli articoli rischiando di pagarne 750 di euro per ogni articolo che fa. Cioè lavora tutto l'anno per Angelino Alfano.
Se hai pubblicato o raccontato o parafrasato o riassunto o fatto riferimento a intercettazioni l'arresto va addirittura fino a tre anni, con in aggiunta obbligatoria e l'ammenda fino a 1032 euro. E in più, abbiamo le pene per gli editori che rischieranno intanto l'incriminazione della società, in base alla legge 231, quindi non soltanto la persona del giornalista e del direttore responsabile, ma anche la società editrice risponde penalmente di ogni illecito di questo genere, dopodiché l'editore deve comunicare immediatamente che il suo giornalista è stato indagato per uno di questi reati all'ordine dei giornalisti, affinché questo possa sospendere dal servizio il giornalista per aver scritto una notizia pubblica e vera, non per aver scritto il falso, l'ordine dovrà sospendere il giornalista perché ha fatto il suo dovere. Pensate a che cosa arriva questa legge. La sospensione può arrivare fino a tre mesi, in questi casi, quindi ogni volta che scrivi una cosa vera, oltre a beccarti una pena detentiva, beccarti una multa vieni sospeso per tre mesi e non puoi lavorare per tre mesi. 
Non per aver raccontato balle, com'è successo a Feltri che è stato sospeso per sei mesi: qui per aver raccontato la verità, capiterà. E' il mondo alla rovescia.
Il giornalista commette reato addirittura se fa il nome o mette la foto del magistrato che segue l'indagine o fa un processo: questa era un'idea di Gelli nel Piano di Rinascita della P2, non nominare i magistrati in modo che siano tutti uguali, in modo che quelli collusi, ladri, che insabbiano siano trattati allo stesso modo di quelli che invece rischiano la pelle pur di fare delle buone indagini. Così i collusi e gli inciucioni si possono nascondere nel grigiore generale: mai fare nomi perché altrimenti quelli bravi vengono rispettati e stimati dalla gente, quindi hanno il sostegno dell'opinione pubblica e questo va evitato perché il giudice deve sempre avere paura di essere bastonato e non deve mai avere del sostegno popolare.
Ah: chi pubblica il nome del magistrato... “sono vietati la pubblicazione e la diffusione dei nomi e delle immagini dei magistrati relativamente ai procedimenti e processi penali a loro affidati”. Metteremo i nomi con gli omissis. Poi ci sono altre norme minori, che troverete nel libro “Ad personam” comprese alcune norme salvapreti, cioè i preti avranno un trattamento particolare in materia di intercettazioni, il che è molto attuale con quello che si sta scoprendo in questo periodo, e soprattutto c'è l'ultima ciliegina sulla torta che praticamente ogni anno ogni procura avrà un budget massimo a disposizione per le intercettazioni. Se quell'anno lì ci sono troppi reati in quel posto e quindi il budget finisce perché si son dovuti intercettare molti criminali, le procure resteranno senza fondi per le intercettazioni negli ultimi mesi dell'anno e quindi potranno chiedere ai delinquenti di aspettare a delinquere fino all'inizio dell'anno successivo quando ricominceranno ad avere un budget.


Sono tutte norme, naturalmente, che come potete bene immaginare vanno a difesa della sicurezza dei cittadini per la gioia degli elettori del centrodestra e della Lega che li hanno ancora recentemente votati in massa. Avranno quello che si meritano. Passate parola, buona settimana.



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07 Apr 2010

6 APRILE 2009:L'OMICIDIO DELL'ABRUZZO

Il 6 aprile 2009 un terremoto di 5,8 gradi della Scala Richter colpisce L'Aquila e i paesi limitrofi.Il bilancio finale sarà di 308 morti.Ricordiamoli...




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05 Apr 2010

ADICO:IL ITALIA LA DISOCCUPAZIONE GIOVANILE È SUPERIORE ALLA MEDIA EUROPEA

Wikio

1 aprile 2010

“A febbraio il tasso di disoccupazione continua a volare” comunica l’ADICO.
Un dato confermato anche dall’Istat che analizzato evidenzia come nel mese preso in considerazione il tasso di disoccupazione giovanile, di età compresa tra i 15 ed i 24 anni, si attesta al 28,2% crescendo del 0,8% rispetto a gennaio e di 4 punti percentuali rispetto a febbraio 2009.
Un dato quello sulla disoccupazione giovanile – spiega il presidente dell’ADICO, Carlo Garofolini – superiore alla media europea di 7,6 punti che risulta essere del 20,6.
Sempre l’Istat fa sapere che il tasso italiano complessivo di disoccupazione è all’ 8,5%, con una variazione in crescita di 1,2 punti percentuali rispetto a febbraio 2009.
Il mese scorso sono stati persi 395 mila posti di lavoro. A perdere il lavoro sono stati soprattutto gli uomini: 294 mila a fronte di 101mila donne.
Le prime stime dell'Istat sull'occupazione mostrano che a febbraio il numero di occupati è pari a 22 milioni 806 mila unità, in calo dello 0,1% rispetto a gennaio e inferiore dell'1,7% (-395 mila unità) rispetto a febbraio 2009. Il tasso di occupazione è pari al 56,8% (inferiore, rispetto a gennaio, di 0,1 punti percentuali e, rispetto a febbraio dell'anno precedente, di 1,3 punti percentuali). Il numero delle persone in cerca di occupazione risulta pari a 2 milioni 127 mila unità, in crescita dello 0,2% (+4 mila unità) rispetto al mese precedente e del 16,2% (+297 mila unità) rispetto a febbraio 2009.
Il numero di inattivi di età compresa tra 15 e 64 anni è pari a 14 milioni 933 mila unità, con un aumento dello 0,1% (+13 mila unità) rispetto a gennaio 2010 e dell'1,7% (+251 mila unità) rispetto a febbraio 2009. Il tasso di inattività è pari al 37,8% (invariato rispetto al mese precedente e in aumento di 0,5 punti rispetto a febbraio 2009).
Parallelamente alla diffusione dei dati il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, comunicava di aver rinviato alle Camere il disegno di legge sul lavoro, che introduce in via preventiva la possibilità di ricorrere all'arbitrato per le controversie di lavoro.


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Fonte:Adico
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Categorie: ADICO
02 Apr 2010

ADICO:IL REDDITO MEDIO DEGLI ITALIANI RISULTA ESSERE SOLO 18.873

Wikio



1 aprile 2010

“Il reddito medio dei lavoratori italiani risulta essere 18.873 euro annui” fanno sapere dall’ADICO.
Un dato emerso dalle anticipazioni statistiche sulle dichiarazioni Irpef, relative al periodo d’imposta 2008, diffuse dal Dipartimento delle Finanze del ministero dell’Economia.
Di questi, si legge nel bollettino la metà dei 41.802.902 contribuenti dichiara al fisco appena 15.000 euro, mentre i due terzi non superano i 20.000 euro; sono appena l’1% (ossia 418mila persone), quelli che vantano redditi oltre i 100.000 euro l’anno.
“Il totale delle persone a rischio povertà e di quelle già comprese tra gli indigenti è allarmante” avverte il presidente dell’ADICO, Carlo Garofolini; “tra le variabili che incidono negativamente sulle condizioni e sulle aspettative di vita della popolazione vi sono il mancato o insufficiente adeguamento delle retribuzioni e delle pensioni, l’impennata del credito al consumo, la modesta ripresa dei consumi, l’aumento generalizzato dei prezzi”.
Scorporando i dati su base regionale, emerge che è la Lombardia a confermare il primato per il reddito complessivo medio più alto (pari a 22.540 euro). Mentre dall’altra parte della classifica si colloca la Calabria con 13.470 euro. In relazione all’imposta netta, invece, il valore medio maggiore è quello del Lazio (5.740 euro), il minore della Basilicata (3.370 euro).
Riguardo alla tipologia di reddito – spiegano ancora dalle Finanze – il reddito medio da lavoro dipendente è pari a 19.640 euro (+1,9% rispetto all’anno precedente), quello da pensione a 13.940 euro (+3,7%), quello da partecipazione a 17.350 euro (-2,4%). Mentre i redditi d’impresa e da lavoro autonomo si attestano rispettivamente a 18.140 euro e a 38.890 euro.
Capitolo a parte per il popolo delle partite Iva. L’ introduzione del regime dei contribuenti minimi ha comportato un calo del 7,7% del numero delle dichiarazioni Iva in raffronto al 2007, scendendo a quota 5,259 milioni. Di queste, in particolare, il 60,7% proviene da persone fisiche, il resto da società ed enti. Tuttavia il volume d’affari totale mostra un leggero aumento +0,6% (3.390 miliardi euro), mentre l’Iva di competenza cala dell’1,5% (78,675 miliardi euro).
Il nuovo regime ha fatto inoltre registrare il maggior numero di adesioni nel settore delle attività professionali, scientifiche e tecniche (circa 180mila soggetti), seguito da quello del commercio (circa 63mila) e da quello delle costruzioni (circa 56mila).




Fonte:Adico
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Categorie: ADICO
02 Apr 2010

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