La vittoria della destra. In Olanda, la patria delle più diverse culture, correnti, Geert Wilders è il vero vincitore della tornata di elezioni amministrative ottenendo ottimi piazzamenti: ad Almere (città-dormitorio alle porte di Amsterdam, con circa 200 mila abitanti) è primo con il 21 per cento dei voti e nove seggi su 39; all’Aja è secondo, con otto seggi conquistati, contro i dieci dei labouristi, prima forza politica.
“Ciò che è possible a l’Aia e Almere è possibile in tutto il Paese. È un trampolino per la nostra vittoria”, ha affermato Wilders.
Il punto più importante è la sua dichiarata xenofobia, la sua dichiarata lotta all'Islam.
Rimpiango il Cinquecento, il Seicento quando l'Olanda era la patria dei "diversi", in cui i calvinisti hanno trovato terreno fertile. Hanno trovato in poche parole la libertà.
Lo stesso Napolitano ha affermato che tale vittoria è «fuori dalla storia»
Mostrarsi e nascondersi: è questa la mafia afferma il magistrato Giovanbattista Tona. Invece le persone di Caltanisetta hanno deciso di mostrarsi, di farsi vedere alla luce del sole. Hanno mostrato una foto nitida, non quella "sfocata" criminosa, quella di un popolo che vuole ribellarsi.
Ma in quanti? Siamo pronti? Quando "qui manca persino la carta"...
Giustizia: spesso intepretata come uno strumento, una semplice conseguenza alla base del patto umano. Essa ne fa parte inderogabilmente, ma è troppo spesso schiacciata, personalizzata in qualche modo. Un gadget per il nostro Paese?
Due video, due volti, due prospettive, la stessa persona.
Le stesse persone? Quelle che vivono l'Italia e quelle che tentano la via per l'Italia. Cosa è cambiato dunque?
Forse mai niente. Ciò che rende più amara la riflessione è soprattutto la miopia della politica attuale, che se non riesce a porre una linea netta tra immigrati regolari e clandestini, dall'altra li raccoglie in un unico calderone. Sono un pericolo, così si dice. E così poi noi crediamo.
Errore. [riflessione tra le righe: ha senso per esempio parlare in cosa riconosciamo un "italiano"? ]
«In ogni popolazione umana vi sono sempre un certo numero di persone che, magari solo per una breve fase della loro vita, commettono reati. Dunque, se centomila, cinquecentomila o un milione di persone immigrano in un paese possiamo stare certi che in questo paese aumenterà il numero dei reati (anche se gli immigrati ne commettono meno degli autoctoni), così come aumenterà il numero delle nascite, delle morti e dei matrimoni o la domanda di abitazioni, di auto, di scarpe o di pomodori. »
Ciò che si pone con forza è la domanda: gli immigrati delinquono più degli "italiani"? Qui è impellente citare i concetti di "clandestini" e "regolari", di "integrazione" ed "emarginazione".
Per info: http://www.cestim.it/argomenti/11devianza/carcere/due-palazzi/studi_explorer_%201%20-%204/pagine%20web/rapporto_fra_immigrazione_e_crim.htm
Il vero problema consiste nel porre le condizioni affinchè non vi siano motivi di emarginazione sociale, di integrazione, non di pseudo tentativi di assimilazione culturale. Obiettivo sarè quello di porre in essere una società che si riconosce come fondamentalmente multiculturale, in cui il concetto di "nazione" esiste se non in un nuovo contesto, quello in cui "nazione" è legato all'insieme di cittadini che servono gli interessi di una comunità statuale. Dunque una nazione umanitaria ed economica, per così dire.
Un link che è utile per riflettere: http://blog.panorama.it/opinioni/2010/01/18/feltri-rosarno-il-colore-dell%E2%80%99ipocrisia/
Dopo la distruzione di novembre 2009, iniziano in questi giorni i lavori per eliminare le case abusive. E si parte naturalmente dalle case abitate dalle persone, dai disoccupati, dalla gente comune.
Ciò che risulta sicuramente più odioso è la parzialità con cui si sta compiendo: «Perchè non abbattono prima gli alberghi di lusso sulla costa?» questo si chiedono le persone.
Sicuramente non si può trattare la questione in una contrapposizione tra chi è giusto che si tolga e chi no: si tratta di qualcosa di più profondo, di più fine. L'assenza dello Stato che, quando invece appare, mostra gli artigli contro chi in realtà non può fare nulla, se non creare muri umani, disperati, insonni.
Un' «intifada» che risulta paradossale: le persone difendono qualcosa di illegale, le case "abusive". Ma perchè c'è scelta? C'è possibilità alternativa? Un piano del genere lascia l'amaro in bocca all'interno di uno Stato civile, lascia forse ancor più amaro in bocca a chi , per costruire tali edifici, si è valso della prepotente camorra.
Ma, alla fine, è sempre Gomorra a guadagnarci?
per vedere il video della sollevazione:
http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/notizie/cronaca/2010/28-gennaio-2010/guerriglia-ischia-scontri-difendere-case-abusive-sassaiola-feriti--1602363062657.shtml